Grazie ai giudici stranieri, i terroristi islamici restano

La Convenzione europea dei diritti dell’uomo blocca l’espulsione dei seguaci dell’Isis

 

Per criminalizzare l’iniziativa “Per l’autodeterminazione“, detta anche “contro i giudici stranieri“, su cui si è votato lo scorso 25 novembre con esisto purtroppo negativo, la casta eurolecchina ci ha disintegrato ad oltranza i cosiddetti evocando ipocritamente il rischio di espulsione della Svizzera dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo. La quale è stata spacciata come l’ultimo baluardo contro la trasformazione del nostro Paese in una dittatura nazifascista ad opera – ma guarda un po’ – degli spregevoli populisti. Come se i diritti umani non fossero già contemplati dalla nostra Costituzione federale, e questo da un sacco di tempo. Non abbiamo alcun bisogno di organismi internazionali del piffero per garantire il rispetto dei diritti dell’uomo in casa nostra: la partitocrazia e la casta internazionalista se lo ficchino bene in zucca.

Passato e presente

Il terrorismo di regime condito da grottesche “fake news”, o balle di fra’ Luca che dir si voglia, ha purtroppo pagato. L’iniziativa “per l’autodeterminazione” è stata bocciata alle urne. Questa però – piaccia o no – è ormai acqua passata. Ben presenti sono invece le cappellate della Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU), ovvero di quei giudici stranieri che tanto piacciono al triciclo PLR-PPD-P$$ e che la partitocrazia giudica indispensabili alla Svizzera.

I legulei multikulti della CEDU sono infatti riusciti, come scritto nelle scorse settimane, a decidere che la sensibilità dei cristiani si può offendere, ma quella dei musulmani no, sicché: censura in casa nostra in nome della pace religiosa (?). Un paio di settimane più tardi (vedi Mattino del 13 gennaio) hanno invece posto le basi per la creazione di un diritto (umano) alla sharia: se in Europa un musulmano  vuole essere giudicato secondo la sharia, deve essere assecondato; a meno che il paese di residenza dimostri che “importanti interessi pubblici” lo impediscono.

Ed è sempre grazie all’ “irrinunciabile” Convenzione europea dei diritti dell’uomo che nelle scorse settimana abbiamo “scoperto” che ci teniamo in casa sei pericolosi terroristi islamici iracheni. Ce li teniamo in casa poiché questa bella gente, se rimandata nel paese d’origine, potrebbe rischiare la condanna a morte. E quindi in base alla CEDU l’espulsione è impossibile: la decisione presa dalla Fedpol in tal senso è pertanto stata annullata.

Pericolo in Svizzera

In altre parole, grazie alla CEDU osannata dalla partitocrazia, non possiamo espellere sei pericolosi terroristi. I quali potrebbero benissimo passare all’atto in Svizzera, organizzando attentati con centinaia di morti. Il compito di tenerli d’occhio, mentre questi signori si muovono liberamente sul nostro territorio, ricade sui Cantoni di residenza dei sei terroristi: in concreto si tratta di Basilea città, Argovia e Sciaffusa. Il compito è quanto mai arduo. A maggior ragione se si pensa che la nostra legislazione buonista-coglionista non contempla strumenti efficaci nel combattere l’estremismo islamico. Per questo possiamo ringraziare in prima linea la (ex) ministra del “devono entrare tutti” (adesso insediata a fare danni al Dipartimento dei trasporti) kompagna Simonetta Sommaruga ed i suoi burocrati sinistrati ed islamofili. E poi la partitocrazia.

Se questi sei terroristi iracheni commetteranno una strage in Svizzera, la colpa non potrà certo essere addossata ai Cantoni che sono costretti, loro malgrado, a tenerli sul loro territorio. Nossignori: la colpa sarà della partitocrazia che ci sottomette ai giudici stranieri e che non vuole prendere misure atte a combattere seriamente il terrorismo islamico blaterando che “non si può discriminare”.

Per non dimenticare

Cosa ne pensa il triciclo PLR-PPD-P$$ delle “performance” della “sua” CEDU? Difendere i diritti dell’uomo significa forse mettere in pericolo la vita di migliaia di svizzeri per tutelare quella di sei terroristi islamici iracheni, gente per cui la vita degli “infedeli” (noi cristiani) non solo non vale nulla, ma va cancellata?

Altro che riempirsi la bocca con la fregnaccia della CEDU che sarebbe indispensabile alla salvaguardia dei diritti umani in Svizzera.

Dopo questa vicenda, se la partitocrazia avesse a cuore gli interessi del Paese, dovrebbe chiedere l’uscita della Svizzera dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Ma naturalmente ciò non accadrà.

Tuttavia, se i politicanti del triciclo immaginano che la gente al momento buono non si ricorderà di simili situazioni aberranti, forse hanno fatto male i conti. Le elezioni federali si avvicinano. E nei prossimi mesi – poco ma sicuro – i giudici STRANIERI della CEDU ci delizieranno con ancora altre prestazioni.

Lorenzo Quadri

 

I giudici STRANIERI chinati a 90° davanti agli islamisti

CEDU allo sbando: i migranti hanno il diritto di scegliere la sharia in casa nostra

 

Ormai è evidente: se la Svizzera vuole tutelare i diritti umani, deve disdire la Convenzione europea dei diritti dell’Uomo. E questo per non più sottostare ai legulei STRANIERI della CEDU. Costoro spianano la strada alla sharia. Che è contraria ai diritti umani! Mozione a Berna in arrivo!

Eccoli qua, i giudici STRANIERI della Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU)! Quelli a cui la partitocrazia PLR-PPD-P$, la stampa di regime, gli intellettualini ro$$i da tre e una cicca, i politikamente korretti e compagnia cantante reggono la coda senza ritegno!

Prima della votazione sull’iniziativa “per l’autodeterminazione”,  detta anche “contro i giudici stranieri” (25 novembre 2018), la casta ha tirato a tutti la testa come una mongolfiera con la fregnaccia dei “diritti umani in pericolo” senza i giudici stranieri della CEDU. Il solito, squallido ricatto morale. Che adesso evapora come neve al sole. I giudici stranieri della CEDU hanno dimostrato di quale pasta sono fatti: quella degli islamizzatori dell’Europa. Prima c’è stata la sentenza “austriaca” secondo cui, in nome della pace religiosa, l’Islam non si può “offendere” (?), ma il cristianesimo sì. Quindi: censura per osa criticare l’Islam in Occidente, alla faccia della libertà d’espressione. La quale, ma guarda un po’, è proprio uno di quei diritti umani che la CEDU dovrebbe tutelare, ma invece…

L’ennesima boiata

Il 18 dicembre scorso, altra ed anche più clamorosa boiata dei legulei di Strasburgo. Costoro si sono inventati il diritto umano (?) dei musulmani residenti in Europa a farsi giudicare secondo la sharia. Va da sé che la stampa di regime, specie alle nostre latitudini, non ha fatto un cip. Silenzio omertoso. Chiaro: dopo aver difeso e slinguazzato ad oltranza i giudici stranieri quali baluardo contro il “becero populismo” (uhhh, che pagüüüraaa!), i giornalai di servizio mica potevano metterne in evidenza le deleterie cappellate. Informazione indipendente? Ma va là! Bollettini della casta spalancatrice di frontiere!

Il “diritto alla sharia”

Il caso della sentenza del 18 dicembre si svolge in Grecia. Il tema: l’applicazione o meno della sharia alle ultime volontà di un defunto di religione musulmana. La CEDU ha sentenziato che nel caso concreto non si può applicare la sharia; ma non perché questa sia contraria ai diritti dell’uomo – e lo è! -, bensì perché il defunto, per quanto islamico, non aveva scelto questa giurisdizione. Il fatto importante dunque non è la decisione in sé; sono le sue implicazioni. Ovvero: un musulmano, anche se vive in Europa, ha il diritto di scegliere la sharia (sul concetto di “libera scelta” si potrebbe poi disquisire a lungo, ma questo è un altro discorso).

Apperò! La sentenza è semplicemente scandalosa. E lo è proprio sotto il profilo dei diritti umani. Il dr. Grégor Puppinck, direttore del Centro europeo per il diritto e la giustizia, nonché membro del gruppo di esperti dell’OSCE per la libertà di coscienza e religione (quindi non un becero leghista populista e razzista) sul sito online del quotidiano francese  Le Figarol’ha analizzata approfonditamente.

Voltafaccia svergognato e vigliacco

Il primo fatto degno di nota è che nel 2003,quindi non nell’antichità classica, proprio la CEDU aveva stabilito che la sharia è incompatibile con i diritti dell’uomo.Punto. Adesso, arriva l’inverecondo “contrordine compagni”: la sharia può essere applicata in Europa ai cittadini islamici con il consenso dei diretti interessati; a meno che vi si oppongano “interessi pubblici importanti”. Quest’ultima definizione non vuole dire nulla: il concetto di interesse pubblico cambia nel corso degli anni. E gli stessi legulei stranieri della CEDU hanno dimostrato, con la sentenza sul caso austriaco citata prima, cosa considerano d’ interesse pubblico: la “pace religiosa”. Ovvero, la calata di braghe davanti agli islamisti; non sia mai che in caso contrario questi bei soggetti decidano di piazzare qualche bombetta.

Cosa è dunque successo nei 15 anni che separano la sentenza del 2003 da quelle dei mesi scorsi? E’ successo che la CEDU ha smesso di difendere i diritti umani per chinarsi a 90 gradi davanti agli islamisti. I giudici preposti alla tutela dei diritti umani hanno abdicato al proprio compito, per pura vigliaccheria.E questi sono i giudici stranieri che, secondo il triciclo PLR-PPD-P$$, sarebbero “indispensabili per la Svizzera”!

Integrazione annullata

La sentenza del 18 dicembre scorso è l’equivalente della Corazzata Potëmkin di fantozziana memoria: una cagata pazzesca.  Infatti, da essa discende che i migranti (economici e non) islamici potranno in futuro pretendere di farsi giudicare, in casa nostra, non secondo le nostre leggi, bensì secondo la sharia(che è contraria ai diritti dell’uomo, ma ciononostante viene benedetta dalla CEDU). Lo Stato che vorrà negare questo ennesimo nuovo diritto (?) dei migranti, inventato dai giudici stranieri di Strasburgo, dovrà addurre “interessi pubblici importanti”. E, visto l’andazzo, è destinato a perdere davanti alla CEDU.

Una vera vergogna. Chi vuole essere giudicato in base alla sharia, fa il piacere di starsene nei paesi dove essa vige. Chi immigra in Europa, deve sottostare alle leggi del paese di residenza, e senza tante storie. Se non gli sta bene, non ha che da tornare al natìo paesello. Un principio elementare, che però i giudici stranieri della CEDU hanno sconciamente rottamato. Oltretutto, non si vede perché l’immigrato dovrebbe avere il diritto a scegliersi le leggi che più gli aggradano mentre l’“indigeno” no.

E’ poi chiaro che, con una simile deleteria mentalità, il concetto di integrazione è morto e sepolto. Come si può pretendere dall’immigrato “in arrivo da altre culture” che si indentifichi con la sua nuova patria, se addirittura gli si riconosce il diritto di rifiutarne le leggi?

Via dalla CEDU!

A questo punto è evidente una cosa: se la Svizzera vuole tutelare i diritti umani in casa propria, deve  disdire la Convenzione europea dei diritti dell’Uomo per non più sottostare ai legulei stranieri della CEDU. Questi tamberla, inginocchiati agli islamisti ed imbevuti di fallimentare politica multikulti ed immigrazionista, spianano la strada alla sharia. La quale – ripetiamo – è contrariaai diritti umani.

E chiaro che verrà depositata una mozione in questo senso al Consiglio federale!

Lorenzo Quadri

 

 

Giudici stranieri: terrorismo di regime, come nel 1992

La partitocrazia vuole tagliar fuori i cittadini a suon di accordi internazionali

Il 25 novembre, votiamo Sì all’iniziativa “per l’autodeterminazione” per salvare i nostri diritti popolari!

L’agitazione dell’establishment contro l’iniziativa per l’autodeterminazione ha decisamente superato i livelli di guardia. Ma chi combatte l’iniziativa, combatte i diritti popolari. Questo deve essere chiarissimo. La volontà dichiarata della casta è infatti quella di cancellare le votazioni popolari sgradite (vedi il “maledetto voto” del 9 febbraio). E questo a suon di accordi internazionali. Nel mirino dell’establishment c’è proprio il famoso  “modello di successo svizzero”. Quel modello con cui la partitocrazia triciclata, quando fa comodo, si riempie  la bocca. Ebbene questo “successo” è arrivato grazie alla democrazia diretta, grazie ai diritti popolari e grazie al rispetto della volontà dei cittadini.

Agitano fantasmi

Nella loro agitazione, le élite internazionaliste evocano i fantasmi delle centinaia di accordi internazionali che verrebbero disdette (?), dei diritti umani in pericolo (??) e della sicurezza del diritto a ramengo (??). Tre argomenti, tre fetecchiate. E naturalmente sul tema centrale della votazione, ovvero l’autodeterminazione, nemmeno un cip. Imbarazzato ed imbarazzante silenzio. Eh già: malgrado i tentativi di depistaggio, l’oggetto della votazione è: vogliamo o non vogliamo che i nostri diritti popolari abbiano un futuro? Vogliamo o non vogliamo che il popolo rimanga “sovrano”? Oppure preferiamo una dittatura della casta tramite accordi internazionali?

Vogliamo essere l’unico Paese al mondo dove il diritto internazionale ha sistematicamente la precedenza sulla Costituzione, ossia sulla Carta fondamentale dello Stato e sulla volontà popolare? Perché, nel caso qualcuno  non se ne fosse accorto, questi e non altri sono i temi della votazione del 25 novembre. Non a caso l’iniziativa si chiama “per l’autodeterminazione”.

Le fanfaluche

Perché gli argomenti dei contrari all’iniziativa sono storielle?

  • “Centinaia di accordi internazionali verrebbero disdetti”. Quali? Se queste centinaia di accordi esistessero davvero: dov’ è l’elenco? Non c’è. Perché queste centinaia di accordi in pericolo, come ben evidenziato anche dal dottore in diritto Hansheiri Inderkum (PPD!), uno dei “padri” dell’ultima revisione della Costituzione federale, “esistono solo nel regno della fantasia”. L’accordo internazionale che collide con la nostra Costituzione è infatti uno solo: quello sulla devastante libera circolazione delle persone, su cui i cittadini saranno comunque chiamati a votare (iniziativa popolare riuscita).
  • “Diritti umani in pericolo”. Sostenere che dare la precedenza alla Costituzione sui trattati internazionali equivale a mettere in pericolo i diritti umani – non solo in Svizzera – è, come direbbe Fantozzi, “una cagata pazzesca”. I diritti umani sono già contenuti nella Costituzione. Il problema di eventuali conflitti costituzionali con la CEDU (Convenzione europea dei diritti dell’Uomo) può sorgere solo con l’espulsione dei criminali stranieri. Allora il triciclo abbia la decenza di ammettere che vuole far restare in Svizzera tutti i criminali stranieri. E’ poi il caso di ricordare che la stessa UE non aderisce alla CEDU poiché non riconosce la giurisdizione della Corte europea dei diritti dell’uomo, ma solo quella della “sua” Corte di giustizia europea. Ovvero: nemmeno l’UE tollera i giudici stranieri. E dovremmo tollerarli noi?
  • “Certezza del diritto”: solo stabilendo, una volta per tutte, che la Costituzione, e quindi le decisioni popolari, hanno la precedenza sugli accordi internazionali, si crea certezza. Solo chiarendo che le votazioni popolari vengono applicate, si crea certezza. I contrari vogliono invece indebolire sistematicamente i diritti popolari, sottraendo così potere al popolo. Vedendo che le loro decisioni non vengono applicate, i cittadini smetteranno di andare a votare, perché “tanto i politicanti fanno comunque quello che vogliono”. Missione riuscita per la casta!

Come nel 1992

La martellante propaganda di regime ed il lavaggio del cervello cui assistiamo ed assisteremo fino al 25 novembre, ricordano da vicino quelli del 1992 quando si trattava di decidere sull’adesione allo SEE. Il popolo ha rifiutato l’adesione, e nessuno degli scenari apocalittici paventati dall’establishment si è verificato. La storia si ripete.

Votando Sì il 25 novembre metteremo al sicuro la sovranità svizzera dalle mire della casta. Se invece passasse il no, i legulei del Tribunale federale, i professorini delle università, i politicanti del triciclo ed i loro padroni daranno sistematicamente la precedenza al diritto internazionale a scapito della Costituzione e della volontà popolare. E allora, i cittadini finirebbero sotto tutela. E addio democrazia diretta.

Lorenzo Quadri

Ma quale “accordo quadro”, questa è una capitolazione!

Giudici stranieri, divieto di espellere i delinquenti UE, invasione di TIR da 60 t,…

Lo sconcio accordo quadro istituzionale ci imporrebbe i Diktat di Bruxelles su temi fondamentali. Ci imporrebbe anche i giudici stranieri. Infatti l’UE, per quel che riguarda l’applicazione del diritto  comunitario, non riconosce altra giurisdizione se non quella della corte europea di giustizia. La storiella del tribunale arbitrale (composto da giudici svizzeri ed europei) di cui  va cianciando la partitocrazia nell’ennesimo tentativo di prendere i cittadini per i fondelli, è una fanfaluca. Servirebbe solo in caso di disaccordo sull’applicazione del diritto svizzero. Non di quello europeo. Dunque, accordo quadro istituzionale vuol dire giudici stranieri. Già solo per questo motivo una simile aberrazione non può essere sottoscritta.

Misure accompagnatorie

Ma questo è solo l’inizio. Infatti ben presto è arrivato l’assalto degli eurobalivi alle già striminzite misure accompagnatorie alla devastante libera circolazione delle persone. E’ evidente che qui non può esistere alcun margine di trattativa. I cittadini svizzeri hanno votato la preferenza indigena ed i contingenti. Gli eurofalliti vogliono cancellare anche le misere misure accompagnatorie, a partire dalla “famosa” regola degli otto giorni.

Le posizioni degli eurofunzionarietti e quelle del popolo elvetico sono dunque diametralmente opposte. Di conseguenza, nessun accordo può essere sottoscritto.

Tattica del salame

Visto che gli eurofalliti avanzano le loro pretese con la tattica del salame, una fetta alla volta, è arrivata  anche l’ingiunzione successiva. Quella sulle norme europee sulla cittadinanza. Bruxelles pretende di farcele recepire. Questo significherebbe che la Svizzera non potrebbe più espellere nessun delinquente straniero, se costui è cittadino comunitario. Anche il Gigi di Viganello ha capito che ciò equivarrebbe all’azzeramento della votazione popolare del 2010 sull’espulsione dei criminali stranieri, e del relativo articolo costituzionale.

Da notare che prima il ministro degli esteri (ex) doppiopassaporto Ignazio KrankenCassis ha dichiarato che la questione della cittadinanza comunitaria non faceva parte dell’accordo quadro. Poi ha dovuto correggere il tiro: fa parte, eccome che fa parte. Però costituisce “una linea rossa invalicabile”. Ma poiché queste linee rosse invalicabili non esistono, visto che alla fine la calata di braghe arriva puntuale, è evidente che l’accordo quadro cancellerebbe la decisione popolare sull’espulsione dei criminali stranieri.

“Non è importante”?

Il colmo è che il liblab KrankenCassis, in una delle sue numerose apparizioni in Ticino a scopo di galoppinaggio partitico (sempre meglio che lavorare) ha dichiarato pubblicamente che la questione della direttiva UE sulla cittadinanza “non è importante”.

Hai capito l’ex partitone del sedicente “Buongoverno”? Annullare l’esito di una votazione popolare, e quindi manomettere la Costituzione federale, per chinarsi a 90° davanti a Bruxelles, è una questione priva d’ importanza. Ecco la considerazione in cui i liblab tengono la volontà dei cittadini ed i diritti popolari. Ricordarsene ai prossimi appuntamenti elettorali.

Invasione di camion

Non è finita: Bruxelles pretende – sempre con la tattica del salame – di farci digerire anche l’immigrazione nello Stato sociale. I cittadini UE devono risultare ancora più facilitati di adesso nell’attaccarsi alle mammelle della socialità elvetica. Quindi: svizzerotti mucche da mungere di tutta l’Europa.

L’elenco continua. Con l’accordo quadro istituzionale, Bruxelles ci imporrebbe il transito parassitario dei TIR UE di 60 tonnellate, ipotesi a cui i cittadini si sono sempre opposti. Come se l’invasione di frontalieri (rigorosamente uno per macchina) causata dalla libera circolazione delle persone non avesse già conseguenze viarie ed ambientali abbastanza deleterie.

Silenzio assordante

Con l’accordo quadro,  il Ticino verrebbe dunque invaso da bisonti UE. Ma qualcuno ha forse sentito gli ecologisti fare un cip al proposito? Non sia mai! Gli ambientalisti nostrani – che sono come le angurie: verdi fuori ma ro$$i dentro – blaterano fregnacce contro l’iniziativa per l’autodeterminazione, strillando la fanfaluca dei “diritti umani in pericolo”. Però dell’invasione di TIR da 60 tonnellate che lo sconcio accordo quadro provocherebbe, non si preoccupano per nulla: “Bisogna aprirsi”!

Anche sulle Banche cantonali con la garanzia dello Stato gli eurofalliti hanno da ridire. Siamo a livelli da barzelletta: BancaStato è un attore fondamentale nell’economia ticinese. E adesso un pugno di funzionarietti europei non eletti da nessuno pretende di venirci a dire che la dobbiamo cancellare?

Una capitolazione

Queste sono solo alcune delle conseguenze oggi conosciute cui andremmo incontro firmando lo sconcio accordo quadro istituzionale che tanto piace ai consiglieri federali PLR KrankenCassis e Leider Ammann. Se il trattato capestro dovesse essere sottoscritto, ne arriveranno ovviamente molte altre.

L’accordo quadro non è un accordo bensì una capitolazione. Una resa senza condizioni agli eurobalivi.

Ecco cosa pretendono di farci digerire la partitocrazia ed il ministro degli esteri (ex) doppiopassaporto.  Nell’interesse di chi? Forse in quello delle multinazionali che delocalizzano e digitalizzano, tagliando migliaia di impieghi in Svizzera per ingrassare oltre ogni decenza le tasche dei loro azionisti. Di certo non nell’interesse dei cittadini. Evitiamo questo sfacelo e mandiamo a casa i politicanti che lo vogliono! Questi politicanti sono la rovina della Svizzera!

Lorenzo Quadri

I giudici stranieri della CEDU dalla parte degli islamisti

E secondo la partitocrazia, questi legulei sarebbero indispensabili alla Svizzera?

 

Vergognoso: gli azzeccagarbugli di Strasburgo rottamano la libertà d’espressione e si inventano il reato di blasfemia, ma solo per l’islam. Il 25 novembre, tutti a votare sì all’iniziativa contro i giudici stranieri!

Eccoli qui, gli illuminati giudici stranieridella CEDU (Corte europea dei diritti dell’uomo)! Quelli di cui –  stando alla partitocrazia PLR-PPD-P$$, alla stampa di regime, agli intellettualini da tre e una cicca e compagnia cantante – noi beceri svizzerotti non potremmo fare a meno! In caso contrario, blatera la casta, i diritti umani in Svizzera sarebbero in pericolo! Perché si sa che il popolazzo elvetico è composto tendenzialmente da nazifascisti! Se non arriva l’establishment internazionalista a metterli sotto tutela, chissà cosa combinano!

I giudici stranieri della CEDU nei giorni scorsi ci hanno fatto vedere di che pasta sono fatti.

In una sentenza – chiamiamola piuttosto: una fatwa – sono infatti riusciti a riconoscere il reato di blasfemia, ma naturalmente solo nei confronti dell’islam.

Il caso austriaco

Nel 2009 una donna austriaca, Elisabeth Sabaditsch-Wolff , in un seminario sui “Rudimenti dell’islam” ha osato affrontare lo spinoso tema del matrimonio di Maometto con Aisha, una bambina di 6 anni, unione consumata quando la baby sposa di anni ne aveva 9. Al proposito la Sabaditsch-Wolff ha pronunciato la seguente, scandalosa (?) frase: “Come lo chiameremmo, se non un caso di pedofilia?”.

La semplice constatazione ha provocato l’ira funesta degli spalancatori di frontiere multikulti e degli islamisti. La donna è stata condannata nel 2011 dalla giustizia austriaca ad una multa di 480 euro più spese legali. Appellandosi alla libertà d’espressione, la Sabaditsch-Wolff si è rivolta alla CEDU. Nei giorni scorsi tale Corte ha emesso la sua sentenza: la condanna è confermata. La giustificazione? Semplicemente vergognosa. Roba da far rizzare i capelli in testa. Secondo i giudici stranieridella CEDU, nel suo giudizio il tribunale austriaco avrebbe sapientemente equilibrato (?) “il diritto alla libertà d’espressione con il diritto degli altri a veder tutelato il proprio sentimento religioso ed ha servito il legittimo scopo di preservare la pace religiosa in Austria”.

Ecco qua le improponibili pippe mentali con cui i legulei della CEDU si schierano dalla parte degli islamisti. La libertà d’espressione in Occidente va rottamata. Certe verità non possono essere dette. Bisogna censurare per non offendereil sentimento religioso di migranti– spesso e volentieri migranti economici: ovvero, li dobbiamo pure mantenere – in arrivo da “altre culture”. Migranti che non sono né integrati, né integrabili.

Sentenza vergognosa

Da notare che, secondo i giudici stranieridella CEDU, solo gli islamisti hanno il diritto alla protezione del loro sentimento religioso. La stessa Corte ha infatti sentenziato nei mesi scorsi che usare le immagini di Gesù e Maria, anche in pose irriverenti, negli spot pubblicitari è perfettamente legittimo. Hai capito? Sfottere il nostro Dio si può. Dire verità scomode su Maometto no. E’ reato penale. Ma siamo a Strasburgo o siamo in Pakistan?

Questa sentenza dei giudici stranieridella CEDU è talmente vergognosa che già da sola basterebbe per far disdire alla Svizzera la Convenzione europea dei diritti dell’uomo, che ci sottomette alla giurisdizione di simili legulei: atto parlamentare a Berna in arrivo.E questo indipendentemente dalla votazione del prossimo 25 novembre sull’iniziativa “per l’autodeterminazione” (tutti a votare Sì!).

Altro che Corte europea dei diritti dell’Uomo. La CEDU i diritti dell’Uomo – tra cui si iscrive a pieno titolo la libertà d’espressione – li calpesta senza vergogna per fare spazio al multikulti, calando pavidamente le braghe davanti agli islamisti.

L’ennesima capitolazione

La sentenza sul caso austriaco manda un chiaro messaggio di capitolazione agli invasori musulmani: l’Occidente, ormai imbesuito senza rimedio dal multikulti e dal politikamente korretto, è disposto ad applicare a geometria variabile non solo le leggi, ma addirittura i diritti fondamentali. L’importante è non offendere migranti in arrivo da altre culture. Solo questo conta. Invece di stabilire che, se un cittadino musulmano si sente offeso dalla libertà d’espressione caratteristica delle democrazie occidentali vuol dire che in Europa non è al suo posto e quindi deve tornare a casa sua (“camel e barcheta”, come diceva quel tale), i legulei della CEDU si inventano il reato di blasfemia. Ma solo contro l’Islam. Corte “europea”? Europea dove??

Come ha commentato il giornalista e saggista italiano Stefano Magni su La nuova bussola quotidiana, la sentenza della CEDU si può riassumere così: “L’unica cosa che conta è preservare la pace religiosa. Se si insultano i cristiani pazienza, non metteranno bombe. Gli islamici sì. Quindi meglio adottare, solo nei loro confronti, un codice apposito in cui offendere  Maometto è reato”.

Sì il 25 novembre

Ecco, questi signori della CEDU sono i giudici stranieri  di cui, stando al triciclo PLR-PPD-P$$, la Svizzera non potrebbe fare a meno; in caso contrario, ci trasformeremmo in una dittatura nazifascista. Ma andate a Baggio a suonare l’organo!

Un motivo in più per votare un Sì convintissimo, il prossimo 25 novembre, all’iniziativa per l’autodeterminazione.

Altro che diritti dell’Uomo. I giudici stranieri difendono gli islamisti CONTRO i nostri diritti fondamentali. Il prossimo passo della CEDU quale sarà, l’introduzione della Sharia?

La stampa di regime tace

E chissà come mai, dalle nostre parti, la stampa di regime (quella autocertificata “indipendente”) non ha fatto un cip a proposito dell’ultima “cagata pazzesca” (cit. Fantozzi) dei giudici stranieridi Strasburgo? Elementare, Watson: il 25 novembre si avvicina. Le schede di votazione sono già giunte nelle case. Mica vorremmo fornire elementi a sostegno dell’aborrita iniziativa per l’autodeterminazione (contro i giudici stranieri), vero? Sicché, citus mutus!

Lorenzo Quadri

 

Oltreramina paventano il risveglio degli svizzerotti

Libera circolazione: sarebbe bello se questi timori italiani fossero fondati, ma…

Ma guarda un po’: anche al di là della ramina si sono accorti che in Ticino la maggioranza dei lavoratori non è svizzera. I cittadini elvetici sono infatti solo il 49.8% del totale.

Quasi un terzo dei lavoratori attivi in questo sfigatissimo Cantone sono frontalieri. Una cifra che non esiste da nessun’altra parte. Il 10% circa sono dimoranti, ed altrettanti sono domiciliati. A ciò si aggiunge che le statistiche dei lavoratori stranieri – come ovviamente tutte le statistiche che riguardano gli stranieri, ad esempio quelle sulla delinquenza – non considerano i naturalizzati di fresco. E’ chiaro che, come già scritto la scorsa settimana, se si tenesse conto anche di questo dato, la percentuale di svizzeri precipiterebbe ulteriormente verso il basso.

La profezia contenuta nel manifestato elettorale della Lega di una decina di anni fa, quello con il Pellerossa (“gli indiani non sono riusciti a fermare l’immigrazione – adesso vivono nelle riserve”) si sta realizzando. Se i lavoratori elvetici in Ticino sono ormai diventati una minoranza, vuol dire che (per usare un fraseggio che oggi va di moda tra i politicanti) si è “superata una linea rossa”. E chi ringraziamo per questa situazione? Ringraziamo in coro a cappella la partitocrazia PLR-PPD-P$$. Le cui promesse di non superare le linee rosse non valgono una cicca.

Il sorpasso

Da notare che il sorpasso tra lavoratori stranieri e svizzeri in questo sfigatissimo Cantone è avvenuto già lo scorso anno. Figura infatti nei dati pubblicati dall’Ufficio di statistica per il 2017. Da allora evidentemente la situazione non è certo migliorata, ma bensì peggiorata.

La notizia del sorpasso ha varcato il confine. E’ rimbalzata su TGcom e poi anche sulla Stampa di Torino. Dove è stata accolta con sorpresa: si è parlato esplicitamente di invasione. Hai capito? Sui media italiani parlano di invasione. Ma come: non erano tutte balle della Lega populista e razzista?

E’ facile immaginare che nel Belpaese – dove l’economia è giustamente protezionista  – mai avrebbero permesso che si giungesse ad una situazione del genere. Avrebbero chiuso le frontiere prima, sbattendosene della libera circolazione.

La scorsa settimana su LaPrealpina il rappresentante della Camera di Commercio di Varese aveva de facto ammesso che il Ticino, grazie alle frontiere spalancate, è diventato la mucca da mungere delle provincie italiane limitrofe.Del resto, un paese così fesso da dar da mangiare agli stranieri mentre affama i “suoi”, non merita altro. Adesso però Oltreconfine serpeggia la preoccupazione. Si teme infatti che gli svizzerotti si sveglino. In particolare, nello Stivale si paventa che, se il 25 novembre passasse l’iniziativa per l’autodeterminazione, la preferenza indigena decisa dal popolo verrebbe applicata. Ed allora al di là della ramina sarebbero cavoli non dolcificati.

“Attaccheranno”?

Un rappresentante dei frontalieri ha addirittura dichiarato alla stampa tricolore che i ticinesi “attaccheranno” i frontalieri (uella) aggiungendo la consueta fregnaccia autoassolutoria: “senza stranieri in Ticino si ferma tutto”. Per la serie: siamo indispensabili, continuiamo a raccontarcelo tra noi!

Qui è il caso di rimettere la chiesa al centro del villaggio.

  1. Non siamo nel Far West. I Ticinesi non “attaccheranno” nessuno, ma semmai cominceranno finalmente a difendersi dall’invasione voluta dal triciclo PLR-PPD-P$;
  2. prima della libera circolazione delle persone il Ticino non era il deserto del Gobi. Al contrario, andava molto meglio di adesso. Quindi la storiella della libera circolazione irrinunciabile la andate a raccontare a qualcun altro.

3. Nessuno ha mai detto che in Ticino ci vogliono zero frontalieri. Ci vuole il numero di frontalieri che effettivamente è necessario per colmare eventuali lacune di manodopera residente. Il che significa circa la metà dei frontalieri attuali.

4. il numero di frontalieri attivi nel terziario, dove non c’è alcuna carenza di manodopera ticinese, è quadruplicato a seguito della libera circolazione delle persone (da 10mila a 40 mila). E’ evidente che questa situazione – generata sempre dal triciclo PLR-PPD-P$ – è inaccettabile e va corretta.
5. Se nelle province italiane limitrofe un terzo dei lavoratori fosse composto da frontalieri ticinesi, e se in queste stesse province la maggioranza dei lavoratori fosse straniera, il Belpaese avrebbe già blindato le frontiere con la Svizzera. Quindi che i vicini a sud abbiano almeno il buon senso di non venire a fare i piangina.

E il 25 novembre, tutti a votare sì all’iniziativa per l’autodeterminazione (“contro i giudici stranieri”)!

Lorenzo Quadri

 

Iniziativa “contro i giudici stranieri”: la casta sbrocca

L’establishment ha perso la testa e vorrebbe addirittura impedire alla gente di votare

L’iniziativa per l’autodeterminazione (“contro i giudici stranieri“) chiede che la Costituzione svizzera, e quindi anche l’esito delle votazioni popolari, abbia la priorità su accordi internazionali del piffero. In caso di contraddizione tra la Costituzione ed accordi internazionali in essere, questi ultimi devono essere rinegoziati. Se ciò non fosse possibile, vanno disdetti. La votazione popolare sul tema si terrà il prossimo 25 novembre: tutti a votare Sì all’iniziativa!

Establishment nel panico

Il programma testé citato, che di per sé dovrebbe costituire un’ovvietà, ha gettato nel panico la casta spalancatrice di frontiere, che ormai ha perso la testa e si agita scomposta.

Esemplari al proposito le fregnacce raccontate a mezzo stampa (d’Oltralpe) da tale Helen Keller, giudice svizzera alla Corte europea dei diritti dell’Uomo di Strasburgo e professoressa all’Università di Zurigo (uella!).

Questa presunta luminare ha avuto la tolla di dichiarare che l’iniziativa per l’autodeterminazione avrebbe dovuto essere dichiarata irricevibile e quindi cancellata. Ovvero: seconda la Frau Keller, i cittadini non devonoavere il diritto di stabilire (alla faccia sua) che la Costituzione svizzera ha la precedenza su accordi internazionali fallimentari, conclusi sottobanco dall’establishment servo di Bruxelles. Tale precedenza, peraltro, è stata in vigore per oltre un secolo e mezzo. E’ stata messa in discussione solo in tempi recenti: quando avvocaticchi e professorini universitari ideologicizzati – come la Keller – hanno deciso che la volontà popolare (Costituzione) deve venire dopo gli intrallazzi della casta (trattati internazionali).

Chiaro: il popolazzo becero è sempre meno disposto a farsi irretire dai lavaggi del cervello e dai ricatti dell’élite, con stampa di regime al seguito. Quindi non vota come vorrebbe il “club”. Ed ecco dunque arrivare la spedizione punitiva. Sottoforma di un vero e proprio golpe dell’establishment contro i cittadini.Obiettivo: la rottamazione dei diritti popolari tramite accordi internazionali!

Galoppini politici

Che l’esimia giudice di Strasburgo racconti un sacco di fregnacce è manifesto. Altro che potere giudiziario: questi sono dei galoppini politici della partitocrazia, a cui devono le ottimamente remunerate cadreghe!

Secondo la luminare Keller, quindi, l’iniziativa per l’autodeterminazione non rispetterebbe l’unità della materia. Poffarbacco. Peccato che ci sia un Messaggio del Consiglio federale – che di certo non sta dalla parte dei beceri populisti promotori dell’iniziativa per l’autodeterminazione, ma si trova nel campo avverso – che certifica proprio l’opposto.

Quanto poi alla storiella che l’iniziativa, se approvata, provocherebbe la disdetta di migliaia (sic!) di accordi internazionali: qui si sta proprio toccando il fondo. L’azzeccagarbugli di Strasburgo ci sta forse raccontando che la partitocrazia avrebbe concluso migliaia di accordi internazionali anticostituzionali?Beh, se così fosse, la loro cancellazione sarebbe doverosa. Assieme all’azzeramento del triciclo PLR-PPD-P$$ in Parlamento ed in consiglio federale, però.

Migliaia di accordi?

Altrettanto ridicola la storiella secondo cui con l’iniziativa per l’autodeterminazione si metterebbero in pericolo i diritti umani. Si tratta del solito bieco ricatto morale, che per l’establishment è ormai diventato il modo di procedere abituale. Per la serie: se votate sì alla “vergognosa iniziativa” siete degli spregevoli nemici dei diritti umani, siete paragonabili ai criminali di guerra!

Ma siamo usciti di testa? Un sì all’iniziativa per l’autodeterminazione non indebolirà in alcun modo la protezione dei diritti umani. Né in Svizzera (dove a questo proposito non abbiamo lezioni da prendere da nessuno, ma semmai ne abbiamo da dare) e nemmeno all’estero. O qualcuno si immagina che se i cittadini elvetici bocciassero l’iniziativa per l’autodeterminazione migliorerebbe il rispetto dei diritti umani in Turchia o in Cina? E che se invece l’approvassero, peggiorerebbe? Ma va là! Qui si sta semplicemente prendendo la gente per il “lato B”.

Vacca sacra

Infine, l’astio della Frau Keller contro le iniziative popolari è comprensibile. La signora – assieme a tutta la casta –  si scandalizza ed inveisce perché esse sarebbero considerate delle vacche sacre. Ebbene, sveliamo un segreto a questi raffinati intellettualini: sì, la volontà popolare è una vacca sacra. La sovranità popolare è una vacca sacra. Ed è uno scandalo che chi ne sostiene la rottamazione, come la leguleia Keller, detenga cattedre universitarie da cui fare il lavaggio del cervello agli studenti contro gli odiati populisti. Ecco dunque una cattedra da revocare all’istante; assieme all’incarico a Strasburgo.

Lorenzo Quadri

 

No ai giudici stranieri, Sì alla nostra democrazia!

Accordo quadro allo sfascio. E il 25 novembre si vota sull’autodeterminazione

 

Secondo l’ultimo sondaggio realizzato sul tema, lo sconcio accordo quadro istituzionale non ha il consenso della popolazione elvetica. I contrari sarebbero il 48%, i favorevoli solo il 43%. Ohibò: fino alla scorsa settimana ci sbolognavano cifre piuttosto diverse. In effetti, si raccontava di come gli svizzerotti fossero favorevoli allo sconcio trattato-capestro; quasi entusiasti! Adesso la musica cambia.

Per una qualche strana coincidenza (come no!) quando i consensi per l’UE calano la stampa di regime dà la notizia in formato francobollo (sempre che non la censuri direttamente). Se invece i consensi crescono, arrivano i titoloni in prima pagina. Lavaggio del cervello? Manipolazioni? Ma chi potrebbe mai pensarlo!

Proprio adesso che…

Lo sconcio accordo quadro istituzionale ci imporrebbe le leggi ed giudici stranieri.

Ora, non sta né in cielo né in terra che la Svizzera sottoscriva una simile oscenità. A maggior ragione adesso che:

  • La Commissione europea ha già le valigie in mano. In primavera, dopo le elezioni europee, non uno degli attuali funzionarietti di Bruxelles manterrà l’imbottita poltrona. E i loro partiti spalancatori di frontiere si prenderanno un’asfaltatura che la metà basta.
  • Due settimi del Consiglio federale, tra cui il co-titolare del dossier accordo quadro istituzionale (“Leider” Ammann), sono in partenza.
  • I cittadini svizzeri dovranno votare sulla devastante libera circolazione delle persone (l’iniziativa per la sua abolizione è riuscita alla grande) e dovranno pure votare, il prossimo 25 novembre, sull’iniziativa “per l’autodeterminazione” (contro i giudici stranieri).

Giudici stranieri

I “giudici stranieri” sono dunque il tema dell’iniziativa per l’autodeterminazione in votazione il prossimo 25 novembre, oltre che quello dell’accordo quadro istituzionale. Sicché il Consiglio federale immaginerebbe di correre a dire Sì ai giudici stranieri tramite accordo quadro – con lo stesso imbarazzante servilismo con cui ha detto Sì al regalo da 1.3 miliardi in cambio di nulla – per poi magari farsi sconfessare dal popolo a poche settimane di distanza? Sarebbe fuori di zucca.

Il mondo al contrario

Cosa chiede questa iniziativa “per l’autodeterminazione”? Chiede che la Costituzione svizzera abbia la preminenza sul diritto internazionale, e quindi su accordi internazionali del piffero. Accordi internazionali incompatibili con la Costituzione vanno rinegoziati e, qualora ciò non fosse possibile, disdetti.

A questa iniziativa bisogna assolutamente votare Sì.

Perché la Costituzione federale – e quindi la volontà popolare – deve tornare ad avere la priorità sugli accordi internazionali: “Prima la nostra… Costituzione!”.
Adesso invece accade il contrario: agli accordi internazionali è stata attribuita arbitrariamente la preminenza sulla nostra Costituzione; ovvero, sulla carta fondamentale dello Stato. Una simile aberrazione accade solo in Svizzera; inutile dilungarsi sul perché (partitocrazia con le braghe calate ad altezza caviglia). In Germania, per contro, la Corte costituzionale federale ha stabilito che prima viene la Costituzione tedesca, poi gli accordi internazionali.

Golpe contro il popolo

Risultato dell’attuale regime svizzero: le decisioni del popolo non vengono applicate con la scusa (vera o presunta) della contraddizione con accordi internazionali. Questo andazzo è stato instaurato dalla casta internazionalista e spalancatrice di frontiere (professorini universitari e legulei del Tribunale federale) negli ultimi anni. Non risponde ad alcun obbligo. Si tratta, invece, di un golpe contro il popolo. Che così si ritrova messo in un angolo.

Chiaro: la partitocrazia sempre più spesso viene asfaltata dalle urne. E quindi ha tutto l’interesse ad esautorare i cittadini (quelli che “non capiscono”; quelli che “votano sbagliato”) per poi fare i propri comodi.

L’iniziativa per l’autodeterminazione costituisce la necessaria restaurazione dei diritti popolari.
Due esempi

Solo due esempi dell’importanza di votare Sì il prossimo 25 novembre:
– con l’iniziativa per l’autodeterminazione in vigore, la preferenza indigena (“Prima i nostri”) oggi sarebbe realtà;
– con l’iniziativa d’attuazione in vigore, l’espulsione dei delinquenti stranieri sarebbe realtà.
Altro che “iniziativa inconcludente”, come ha dichiarato qualcuno!
Quanto alla storiella della “certezza del diritto”: ma non facciamo ridere i polli! La prima certezza che occorre avere è che le decisioni del popolo sovrano vengono applicate. Non ignorate con scuse del piffero. Senza questa certezza, non abbiamo nulla.

Lorenzo Quadri

 

La “casta” scende in campo a favore dei giudici stranieri

I magistrati della gauche-caviar contro l’iniziativa per l’autodeterminazione

In prima linea nel comitato contro l’iniziativa figura il magistrato dei minorenni Reto Medici (PS). E’ normale che un giudice in carica faccia campagne politiche? Separazione dei poteri? Cosa ne pensa il (dormiente) consiglio della Magistratura?

Sull’iniziativa “per l’autodeterminazione” (detta anche “contro i giudici stranieri”) si voterà solo il prossimo 25 novembre. Ma la casta eurolecchina e spalancatrice di frontiere, conscia dell’importanza della posta in gioco, sta già scaldando i motori. Sicché ha cominciato col mandare avanti a mettere fuori la faccia i magistrati gauche-caviar dell’ associazione “Uniti dal diritto” (e questi da dove spuntano?).

In prima fila di tanto comitato, assieme all’ex presidenta del Consiglio nazionale Chiara Simoneschi Cortesi (PPD), troviamo infatti gli ex PP Bruno Balestra e John Noseda, nonché il magistrato dei minorenni Reto Medici.

Prima le nostre leggi

Cosa vuole l’iniziativa “per l’autodeterminazione”  che l’establishment combatte con accanimento? Vuole che la Costituzione svizzera – e quindi anche gli articoli della medesima che sono frutto di votazioni popolari, vedi il famoso 121 a, quello del 9 febbraio – abbiano la precedenza su trattati internazionali del piffero. I quali, se entrano in urto con la Costituzione, vanno adattati o, qualora ciò non fosse possibile, disdetti. Più chiaro di così. Del resto,  tutti i paesi del mondo danno alla propria Costituzione nazionale la priorità sui trattati internazionali. In Germania il principio è stato ribadito ancora di recente. “Prima la nostra Costituzione”. Sono solo gli svizzerotti fessi che…

La storiella della CEDU

La gauche-caviar racconta che l’iniziativa per l’autodeterminazione metterebbe in pericolo i diritti fondamentali dei cittadini e si sciacqua la bocca con la Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU). Che  – a suo dire! – sarebbe in pericolo in caso di accettazione dell’iniziativa contro i giudici stranieri. A parte che la Svizzera non ha lezioni da prendere in materia di rispetto dei diritti fondamentali ma semmai ne ha da dare: questi sono già contemplati nella Costituzione, senza bisogno della CEDU.

Il vero motivo

Tanti fumogeni blabla da legulei servono  a mascherare il vero motivo per cui la casta vuole l’iniziativa per l’autodeterminazione come vorrebbe il colera.  Perché i trattati internazionali ed i giudici stranieri le servono a cancellare l’esito delle votazioni popolari sgradite all’establishment. Lo vediamo con il 9 febbraio, lo vediamo con “Prima i nostri”, lo vediamo con la (non) espulsione dei delinquenti stranieri. Gli accordi internazionali ed i giudici stranieri sono i migliori alleati della casta che vuole ROTTAMARE i diritti popolari. Perché li vuole rottamare? Perché il popolazzo becero “vota sbagliato”. E’ il nemico. Quindi non deve avere alcun potere. Decide la casta!

Del resto, se la partitocrazia del triciclo PLR-PPD-PS ed i legulei dei tribunali rispettassero l’esito delle votazioni popolari, non ci sarebbe nemmeno stato bisogno di lanciare l’iniziativa per l’autodeterminazione. La quale è, semplicemente, il risultato dei reiterati soprusi dell’élite spalancatrice di frontierenei confronti dei cittadini.

Votare in massa

L’agitarsi dell’establishment contro l’iniziativa per l’autodeterminazione è dunque la conferma che essa va votata “a piene mani”.

Infatti, con l’iniziativa per l’autodeterminazione in vigore, la preferenza indigena sarebbe realtà ed i delinquenti stranieri verrebbero espulsi. Invece adesso ci becchiamo quella boiata della “preferenza indigena light” (grazie partitocrazia PLR-PPD-P$!), che non serve assolutamente ad un tubo, ed anzi finirà con l’avvantaggiare i frontalieri (altro che “Prima i nostri”!) , e ci teniamo in casa perfino i terroristi islamici.

Il giudice che fa politica

Una cosa nella composizione citata in apertura del comitato contro i diritti popolari (perché di questo si tratta) salta all’occhio: Noseda e Balestra sono ex magistrati. Reto Medici è tutt’ora in carica. E’ normale che un giudice in carica faccia campagne politiche? Separazione dei poteri? Ah già: ma i giudici sono nominati dalla partitocrazia (il metodo, come noto, è quello del mercato del bestiame) proprio per fare politica tramite le loro sentenze. Le maschere cominciano a cadere. Poi ci si chiede come mai la fiducia della popolazione nella magistratura è in caduta libera.

Lorenzo Quadri

 

Giudici stranieri: il triciclo ha svenduto la Svizzera

La partitocrazia ancora una volta contro i diritti popolari: ASFALTIAMOLA in votazione!

Come da copione, la partitocrazia cameriera dell’UE in Consiglio nazionale ha respinto,  compatta ed isterica, l’iniziativa “per l’autodeterminazione” detta anche “contro i giudici stranieri”.

L’iniziativa chiede che la Costituzione abbia la precedenza su trattati internazionali – ciofeca. Quindi: “prima la nostra… Costituzione”. Così funzionavano le cose in Svizzera prima del 2012. E così funzionano le cose in tutto il resto del mondo. A partire dalla Germania, dove l’ordine di priorità (precedenza alla Costituzione nazionale) è stato ribadito nei mesi scorsi dalla massima istanza giudiziaria del Paese.

Fake news

Ma naturalmente di tutto questo la partitocrazia non ne vuole sapere. Gli accordi internazionali, secondo il triciclo, sono più importanti della nostra Costituzione. Perché? Ma perché servono alla casta per cancellare la volontà popolare sgradita.

Durante il dibattito fiume alla Camera del popolo sull’iniziativa per l’autodeterminazione  – 83 oratori e 10 ore di blabla per un’unica votazione! – gli esponenti della casta non hanno certo lesinato sulle fregnacce. E, se nel dibattito sulla direttiva dell’UE contro le armi dei cittadini onesti, l’ossessione del triciclo era la possibile disdetta dei fallimentari accordi di Schengen, questa volta starnazzava ad oltranza all’abolizione della CEDU (Convenzione europea dei diritti dell’Uomo), in Svizzera in caso di Sì all’iniziativa per l’autodeterminazione.

Proprio vero che non c’è limite al ridicolo!

Non cambierebbe nulla

Come non c’è alcun automatismotra rifiuto elvetico del Diktat disarmista UE ed un’eventuale disdetta di Schengen (che a noi, tra l’altro, porterebbe solo vantaggi) la stessa cosa vale per l’accettazione dell’iniziativa “contro i giudici stranieri” e la Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Su questo aspetto  è bene insistere. Perché naturalmente l’élite spalancatrice di frontiere durante la campagna di votazione strillerà che i promotori dell’iniziativa “per l’autodeterminazione” vogliono rottamare la CEDU e quindi (?) sono degli spregevoli nemici dei diritti umani! Uella!

Non solo: ma se anche per delirio d’ipotesi la CEDU non dovesse più valere in Svizzera, per il rispetto dei diritti umani nel nostro paese non cambierebbe proprio nulla. Infatti i diritti contenuti nella CEDU sono iscritti anche nella nostra Costituzione.

Se fosse in vigore…

Se l’iniziativa contro i giudici stranieri fosse già in vigore, oggi la nostra situazione sarebbe ben diversa. Solo due tra i tanti esempi possibili:

  • I criminali stranieri verrebbero espulsi, come da volontà popolare.
  • La preferenza indigena ed i contingenti votati dal popolo il 9 febbraio 2014 sarebbero in vigore. Idem dicasi per “Prima i nostri”.

E’ evidente quindi che (negli esempi indicati sopra, come in molti altri) il “diritto superiore” è il pretesto di comodo con cui la casta azzoppa i diritti popolari per comandare alla faccia della democrazia. La posta in gioco è dunque molto alta. La casta lo sa. Ed infatti ha perso la testa. Sicché si è lasciata andare ad una serie di allucinanti fregnacce.

  • Senza la CEDU e senza i giudici stranieri gli svizzerotti – sottointeso: chiusi, razzisti, gretti – alla prima occasione cancellerebbero i diritti umani dalla Costituzione federale”.In sostanza: il popolo? Criminale! Se non lo teniamo a bada noi della casta, che siamo superiori, che siamo “dalla parte giusta della storia” (sic!)… $ignori del triciclo, ma non vi vergognate a profferire simili bestialità?Con quale coraggio, poi, mettete ancora fuori la faccia per chiedere voti alle elezioni per preservare le idolatrate cadreghe?
  • Senza la priorità del diritto internazionale sulla Costituzione, la Svizzera sarebbe a livelli da terzo mondo”.Ma andate a Baggio a suonare l’organo! La partitocrazia si dimentica che il benessere di cui ancora godiamo,e che il triciclo si impegna a distruggere perché “bisogna aprirsi”, “bisogna far entrare tutti”, “bisogna inchinarsi a 90° davanti ai balivi di Bruxelles” è stato costruito proprio grazie alla democrazia diretta e grazie alla sovranità nazionale.Che però la casta vuole rottamare per svenderci all’UE.
  • Addirittura il relatore della Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale (la famosa CAG: una sigla, una garanzia), il liblab Kurt Fluri, politicante professionista, ha accusato i sostenitori dell’iniziativa per l’autodeterminazione di “non averla letta”. La spocchia PLR non ha limiti!

Il voto a mezzanotte

A ciò si aggiunge che, per inibire il dibattito sull’iniziativa “contro i giudici stranieri”, l’ufficio presidenziale del Consiglio nazionale lo ha piazzato lunedì  a notte fonda (si è votato poco prima di mezzanotte). Per tre motivi: sabotare la discussione, umiliare i promotori dell’iniziativa ma soprattutto evitare un rinvio alla sessione parlamentare di settembre, che avrebbe portato la votazione popolare sul tema troppo a ridosso delle elezioni federali. Il rischio che il triciclo venga nuovamente “sbugiardato” in votazione popolare è infatti assai concreto. I suoi soldatini lo sanno. E hanno fifa.

Alla partitocrazia PLR-PPD-P$, che vuole trasformare la Svizzera in una colonia dell’UE, che vuole rottamare i nostri diritti popolari, diamo una risposta chiara ed inequivocabile. In occasione della votazione popolare sull’iniziativa per l’autodeterminazione, che si terrà in novembre, depositiamo nell’urna un Sì convinto!

Lorenzo Quadri

Consiglio nazionale, iniziativa “contro i giudici stranieri”: il sabotaggio del triciclo. Il dibattito a notte fonda

La partitocrazia non ne vuole sapere dell’iniziativa per l’autodeterminazione, detta “contro i giudici stranieri”. L’iniziativa chiede che la Costituzione svizzera abbia la precedenza su accordi internazionali del piffero. Una  prospettiva che ha provocato isteria diffusa nella casta. Chiaro: gli accordi internazionali servono a rottamare le votazioni popolari sgradite. Figuriamoci quindi se la casta intende privarsi di questo “asso nella manica”, utilissimo per mettere a tacere i cittadini e mantenere così il POTERE.

Isterismi

In Consiglio nazionale il dibattito sull’iniziativa d’attuazione è cominciato negli scorsi giorni. Terminerà lunedì. Già nella prima fase la partitocrazia si è lasciata andare ai consueti isterismi antidemocratici. Conditi di insulti ai cittadini. “La democrazia non ha sempre ragione!” ha ad esempio farneticato una kompagna. Traduzione: “il popolazzo becero vota sbagliato e quindi, quando le sue decisioni non piacciano all’establishment multikulti, spalancatore di frontiere ed eurolecchino, è giusto che vengano azzerate”. Complimenti, questo è il livello della gauche caviar.

L’ossessione della CEDU

Nel dibattito sul Diktat UE sulle armi, la partitocrazia continuava a strillare come un’ossessa alla necessità di “preservare gli accordi di Schengen”. Malgrado non sussista alcun automatismo tra rifiuto della direttiva disarmista e disdetta di Schengen.

Nel caso del dibattito sull’iniziativa “contro i giudici stranieri” – e ricordiamo che il patto del Grütli del 1291 nasce proprio contro i giudici stranieri – l’ossessione è un’altra: quella della Convenzione europea dei diritti dell’Uomo. La situazione è simile: non è affatto detto che la CEDU verrebbe disdetta in caso di approvazione popolare dell’iniziativa contro i giudici stranieri. Si tratta di un semplice spauracchio politikamente korrettissimo. Tanto più che, per garantire i diritti umani, la Svizzera non ha alcun bisogno della CEDU: essi sono già inclusi nella Costituzione. Ma la partitocrazia parte dal presupposto che il popolazzo becero, quello che vota sbagliato, non aspetti altro che l’iniziativa per l’autodeterminazione e la conseguente disdetta (fake news! Non c’è alcun automatismo!) della CEDU per cancellare i diritti umani dalla Costituzione! Il che non è solo una boiata. E’ anche un’offesa

Chiaro: secondo i politicanti della casta il popolo elvetico è razzista, chiuso e gretto. Quindi va tenuto sotto stretta sorveglianza dell’élite. Altrimenti fa disastri.

Iniziativa fondamentale

L’iniziativa “per l’autodeterminazione” è un’iniziativa fondamentale per il futuro della Svizzera.

Stato autonomo, sovrano, con cittadini che decidono in casa loro? Oppure semplice marionetta dell’UE, colonia che si fa schiacciare gli ordini da funzionarietti non eletti da nessuno?

Non stiamo dunque parlando di una questione secondaria, ma di un tema centrale per il nostro paese ed i suoi abitanti. Ma su di essa si è abbattuta la censura dell’Ufficio presidenziale del Consiglio nazionale. Infatti tale Ufficio, dominato dal triciclo (che strano eh?), ha voluto assolutamente che l’iniziativa “per l’autodeterminazione” venisse trattata nella sessione estiva del Parlamento che terminerà venerdì. Questo perché rimandare il dibattito avrebbe avuto una conseguenza assai sgradevole per la casta: il rinvio della votazione popolare. E naturalmente la partitocrazia non vuole che si parli di autodeterminazione e di giudici stranieri in prossimità delle elezioni federali (autunno 2019). Perché sa benissimo come andrebbe a finire.

Tenere a mente

Morale: per prendere a pesci in faccia l’iniziativa ed i suoi sostenitori, l’ufficio presidenziale del Consiglio nazionale ha deciso di infognare il dibattito lunedì in seduta notturna(dalle 19 via). Sperando così di ridurre il numero degli interventi. Neanche si trattasse di discutere sull’ultima delle quisquilie.

Ecco il rispetto del triciclo per i cittadini, per i diritti popolari e per il futuro del paese. In vista delle prossime elezioni, ricordarsi anche di questo.

Lorenzo Quadri

Giudici stranieri e fake news

Adesso i camerieri dell’UE vorrebbero farci credere che abbiamo le allucinazioni

La stampa di regime continua con la sua operazione di lavaggio del cervello pro-UE e pro-frontiere spalancate. Tramite l’ennesimo sondaggio farlocco, pubblicato con ampia enfasi dalla NZZ, si racconta la fanfaluca che lo sconcio accordo quadro istituzionale  con l’UE sarebbe gradito ad una maggioranza degli svizzerotti, i quali appoggerebbero la strategia (?) di KrankenCassis. (E quale sarebbe la strategia del neo-ministro degli Esteri liblab? Partecipare ad ogni aperitivo/evento/sagra/fiera/festival che non c’entra un piffero con la politica estera?).

Anche il Gigi di Viganello ha capito che il sondaggio in questione è affidabile come le statistiche della SECO su disoccupazione e frontalierato in Ticino!

L’aspetto più patetico è che si tenta di far credere che lo sconcio accordi quadro istituzionale con l’UE non ci porterebbe in casa alcun giudice straniero. Perché a dirimere le vertenze con gli eurobalivi sarebbero dei tribunali arbitrali composti da rappresentanti della Svizzera e dell’UE. Sicché i giudici stranieri sarebbero, secondo gli spalancatori di frontiere, frutto di un’allucinazione collettiva. $ignori, ma chi credete di prendere per i fondelli? Si dà il caso che i famosi tribunali arbitrali con cui l’italo-svizzero KrankenCassis la remena, potrebbero al massimo decidere su controversie tra Berna e Bruxelles che però non riguardano il diritto UE.A decidere sull’applicazione e sull’interpretazione del diritto comunitario sarà sempre e comunque la Corte di Giustizia europea. Quindi i GIUDICI STRANIERI! I quali sono un realtà assai concreta e verranno a dettarci legge nel caso in cui l’accordo quadro istituzionale, che tanto piace a KrankenCassis, dovesse venire sottoscritto. Non facciamo prendere in giro: la politica UE dell’attuale ministro degli Esteri è la stessa del suo predecessore, ovvero l’euroturbo Didier Burkhaltèèèr!

Anche Amnesty…

Intanto, anche Amnesty International ha cominciato fare campagna elettorale contro l’iniziativa  popolare “contro i giudici stranieri” con la seguente, grottesca motivazione: “indebolirebbe i diritti umani poiché potrebbe portare all’uscita della Svizzera dalla CEDU (Convenzione europea dei diritti dell’uomo)”!

Uhhh, che pagüüüraaa!

Tanto per cominciare: la Svizzera, per applicare i diritti umani al proprio interno, non ha bisogno di nessuna CEDU. In campo di rispetto dei diritti umani, malgrado le fregnacce strumentali che vanno in giro a raccontare gli spalancatori di frontiere, abbiamo lezioni da dare; non certo da prendere.

Per il resto: non fateci ridere! A parte che l’uscita della Svizzera dalla CEDU in caso di approvazione dell’iniziativa “contro i giudici stranieri” è solo un’ipotesi. E anche se accadesse? Secondo gli scienziati di Amnesty International, dovremmo permettere ai giudici stranieri di comandare in casa nostra per fare un favore a questa Ong del piffero? Ma stiamo dando i numeri?

Lorenzo Quadri