L’accordo quadro è la tomba del sistema federale svizzero

L’asservimento a Bruxelles distruggerebbe anche l’autonomia cantonale e comunale

 

Lo sconcio accordo quadro istituzionale con l’UE, che la partitocrazia PLR-PPD-P$$ ed il governicchio federale smaniano per firmare, è come il vaso di Pandora.

Partendo da cinque settori commerciali, comunque fondamentali, i diktat dell’accordo si estenderebbero poi, a macchia d’olio, a molti altri ambiti. La parola chiave è “istituzionale”. Eppure il popolo svizzero ha sempre rifiutato legami istituzionali con la fallita Unione europea. Lo ha fatto nel 1992 con il voto contrario all’ingresso nello  SEE e lo ha fatto nel 2001 votando contro l’adesione della Svizzera all’UE. A ciò si aggiunge che i ticinesi si sono sempre espressi anche contro gli stessi accordi bilaterali.

Il ruolo della Lega

Per quel che riguarda il No allo SEE (6 dicembre 1992) vanno ricordate due cose.

  • Il ruolo fondamentale dell’allora “giovane” Lega dei Ticinesi. Grazie all’impegno in particolare del compianto Flavio Maspoli, che si batté strenuamente contro l’adesione, il Ticino votò un No massiccio che fece da ago della bilancia a livello nazionale.
  • Nella campagna che precedette quella votazione, la casta si produsse in un’operazione di terrorismo e di lavaggio del cervello, paventando chissà quale disastro in caso di Njet in votazione popolare. Come sappiamo, nessuna delle previsioni catastrofiste, volutamente farlocche, si è avverata.

Rientrare dalla finestra

Con il No allo SSE ed il No all’UE i cittadini elvetici hanno rifiutato il legame istituzionale con i  balivi di Bruxelles, scegliendo la via degli accordi bilaterali. Adesso sia gli eurobalivi che i loro camerieri in Consiglio federale che il triciclo eurolecchino vogliono far rientrare dalla finestra quello che era uscito dalla porta. Ossia il legame istituzionale. Come si è arrivati a questo punto? Come spesso accade, con la tattica del salame. Gli accordi bilaterali sono stati dopati. I politicanti  della partitocrazia, asserviti alle lobby economiche che spalancano le frontiere per il proprio esclusivo tornaconto, hanno lasciato sempre più margine d’azione agli eurobalivi per comandare in casa nostra. Adesso si arriva al salto di qualità: ossia a mettere nero su bianco quel legame istituzionale che sancirebbe l’inquadramento della Svizzera nei meccanismi dell’UE.

Tra la firma dello sconcio accordo quadro e l’adesione all’Unione europea c’è la stessa differenza che intercorre tra la zuppa e il pan bagnato. Pensando di fare fessi i cittadini, i politicanti del triciclo spacciano l’accordo quadro per il continuamento della via bilaterale. Balle di fra’ Luca! E’ vero proprio il contrario. L’accordo quadro è l’affossamento della via bilaterale. Il passaggio dalla via bilaterale (votata dalla maggioranza degli svizzeri, ma mai dai ticinesi) alla via della sudditanza (che è sempre stata respinta da tutti).

Nessuna scelta

Altra truffa è la storiella secondo cui la ripresa dinamica del diritto UE sarebbe diversa dalla ripresa automatica, poiché la Svizzera potrebbe sempre rifiutare di conformarsi. Certo, come no! Peccato che un rifiuto sarebbe accompagnato da sanzioni tali che la partitocrazia finirebbe sistematicamente per calare le braghe. Senza eccezioni. Questo non lo dice il Mattino populista e razzista, e nemmeno il Gigi di Viganello. A chiarirlo è un parere giuridico realizzato dal Prof. Andreas Glaser dell’Università di Zurigo.

Il film l’abbiamo già visto, ed in tempi recenti, in occasione della votazione sul Diktat disarmista dell’UE. La partitocrazia ed il Consiglio federale hanno passato mesi a strillare istericamente che gli svizzerotti non potevano fare altro che calare le braghe perché “bisogna salvare Schengen”. La ripresa “dinamica” non contempla alcuna reale libertà di scelta della Svizzera.A maggior ragione con la partitocrazia, il governicchio federale e la stampa di regime che ci ritroviamo: tutti asserviti all’UE.

Federalismo kaputt

Lo sconcio accordo quadro istituzionale, se firmato, diventerà la pietra tombale dei diritti popolari, ma anche del federalismo. Questo perché a dettare legge sarebbe Bruxelles. La quale ci schiaccerebbe gli ordini anche in campi che sottostanno all’autonomia cantonale e comunale. I Comuni ed i Cantoni, dunque, vedrebbero drasticamente ridotto il proprio margine di manovra.

Incompatibile con la Svizzera

Le stesse decisioni popolari, inserite nella Costituzione, verrebbero cancellate con un colpo di spugna a seconda dei capricci di Bruxelles. La prima a cadere sarebbe l’espulsione dei delinquenti stranieri, a seguito della direttiva UE sulla cittadinanza, che ci verrebbe imposta in tempo di record (altro che la fregnaccia delle linee rosse).

Morale: l’accordo quadro istituzionale è del tutto incompatibile con la Svizzera. Con il suo sistema politico, con le sue tradizioni, con la sua democrazia, con il suo federalismo. Sicché, neanche un voto alla partitocrazia che lo sostiene!

Lorenzo Quadri

I $inistrati santificano Carola Intanto il caso Bosia Mirra…

P$ sempre pro-immigrazione clandestina. E su Schengen aleggia un orrendo sospetto

 

La $inistra immigrazionista, anche alle nostre latitudini, ha trovato la sua nuova eroina del momento: la delinquente gauche-caviar Carola Rackete, ovvero la capitana della Seawatch.

La Carola, ennesima kompagnuzza con i piedi al caldo grazie ai soldi di papà, è stata prontamente scarcerata dalla “toga rossa” di turno. Ovvero uno (una) di quei magistrati che applicano le leggi ai “nemici”, mentre per gli amici le interpretano. Atteggiamento peraltro tipico della $inistra, che si sciacqua la bocca con la legalità (come pure con la morale, con il rispetto, eccetera) esclusivamente a senso unico. Le regole valgono solo per gli “altri”. Per i “loro”, invece

Tutto per visibilità

E’ evidente che la Carola tutto è fuorché un’eroina. Per ottenere visibilità mediatica, ha messo in pericolo, oltre agli uomini della Guardia di finanza italiana tramite speronamento di una motovedetta, anche i passeggeri della sua nave. Nei 16 giorni in cui la Seawatch è rimasta attraccata al largo di Lampedusa, di “porti sicuri” ne avrebbe trovati a bizzeffe. Invece se ne è stata lì, evidentemente aspettando di fare l’exploit.

I responsabili morali

Lo abbiamo già scritto a più riprese: a mettere in pericolo la vita dei migranti sono quelli che – in un modo o nell’altro – li incitano a partire per l’Europa, affrontando pericolosi viaggi in mare. Sostenere l’immigrazione clandestina significa fare il gioco di scafisti, passatori e trafficanti di esseri umani.

Cagnara sul bunker

La $inistra, ormai ridotta a partito degli stranieri (altro che preoccuparsi dei ticinesi, altro che pensare ai lavoratori) fa cagnara immigrazionista a fini elettorali. Naturalmente ben supportata dalla radioTV di sedicente servizio pubblico, finanziata col canone più caro d’Europa.

Lo dimostra il grottesco caso montato ad arte attorno al famoso centro asilanti – “bunker” di Camorino. Che è poi un centro della protezione civile. Quindi una struttura che va bene per i militi svizzeri ma che, secondo gli spalancatori di frontiere, non è sufficientemente chic per dei finti rifugiati. Magari lorsignori volevano la spa e la vista lago.

Il Consigliere di Stato leghista Norman Gobbi ha smontato le fake news sul presunto sciopero della fame degli ospiti dello “spaventevole bunker” (vedi articolo a pagina 9) messe in giro dal sedicente collettivo R-esistiamo, il quale è collegato con un certo avvocato luganese.

Si scopre così che il tanto drammatizzato “sciopero della fame” dei migranti economici di Camorino è durato… un pasto. In sostanza, gli asilanti hanno saltato un pranzo. E si scopre pure che i giovanotti con lo smartphone ed il bluetooth sono insorti contro l’imposizione di lasciare il centro durante il giorno perché fuori non avrebbero più avuto il wifi gratuito.

Intendiamoci: noi siamo favorevoli alla chiusura del bunker. A patto che gli attuali occupanti vengano immediatamente rimpatriati. E sia chiaro che non si spende nemmeno un centesimo del contribuente per nuovi (e lussuosi) centri d’accoglienza per finti rifugiati.

Ticinesi sempre più poveri

Questa panna montata pro-finti rifugiati ha l’unico scopo di dare visibilità in chiave elettorale all’ammucchiata di $inistra.

Chiaro: mentre i ticinesi diventano sempre più poveri e precari, mentre il mercato del lavoro è a ramengo a seguito della devastante libera circolazione delle persone, mentre i politicanti della casta riducono la Svizzera ad una colonia dell’UE, mentre i premi di cassa malati continuano ad aumentare, mentre le casse dell’AVS languono, eccetera eccetera, i $inistrati, famelici di cadreghe, s’immaginano di turlupinare il popolazzo denunciando il presunto razzismo (?) contro i finti rifugiati e sciacquandosi la bocca con il  populismo climatico. E intanto, a manina con gli odiati “padroni”, svendono la Svizzera all’UE.

Caso Bosia Mirra: imboscato?

La vicenda della Carola richiama alla mente il caso dell’ex parlamentare P$ Lisa Bosia Mirra, condannata (ma la sentenza è ancora sub judice) per aver fatto entrare illegalmente in Svizzera dei finti rifugiati che si trovavano a Como.

Il decreto d’accusa emesso dalla Procuratrice pubblica Margherita Lanzillo nei confronti di Bosia Mirra è stato impugnato; il processo in Pretura penale (giudice Siro Quadri) l’ha confermato nel settembre del 2017. Nuovo ricorso. E adesso, a quasi due anni di distanza, l’incarto giace tranquillamente imboscato nei cassetti della Corte d’appello e di revisione penale (CARP). Ohibò. Se si tratta di condannare esponenti leghisti per un post sui social, ecco che la Magistratura si muove fulminea, in barba al presunto “sovraccarico di lavoro”. Qui invece… Giustizia a due velocità?

Schengen: il sospetto

E non è finita. Gli uccellini cinguettano che un illustre esponente della CARP avrebbe dichiarato che il  fallimentare accordo di Schengen permetterebbe ad un finto rifugiato di spostarsi liberamente da un paese firmatario all’altro, in barba alle leggi dei singoli Stati. E’ il massimo. Se la CARP dovesse uscirsene davvero con una simile “cagata pazzesca” (cit. Fantozzi), che non trova peraltro riscontro in nessun altro Stato, le urgenze sarebbero due:

  • Lasciare subito a casa i giudici che emettono sentenze del genere;
  • Disdire all’istante gli accordi di Schengen! Altro che “bisogna salvare Schengen”, come strillava istericamente la partitocrazia PLR-PPD-P$$ per giustificare la calata di braghe davanti al Diktat disarmista dell’UE!

Lorenzo Quadri

Grazie, frontiere spalancate!

Monteggio, nuova rapina. Però triciclo e burocrati federali vogliono i valichi aperti

Ma nooo! Ma chi l’avrebbe mai detto! Venerdì mattina in quel di Monteggio, in prossimità di un valico incustodito con il Belpaese, è stata messa a segno l’ennesima rapina. Questa volta con tanto di sequestro. Bersaglio: un furgone portavalori. La persona legata e sequestrata è l’autista del mezzo. I criminali, almeno quattro ed armati, sono arrivati in auto attraverso la dogana spalancata. Sempre attraverso la medesima si sono dati alla fuga.

Com’era già la fregnaccia dei burocrati federali secondo cui chiudere i valichi non aumenterebbe la sicurezza?

Chiudere e presidiare

L’ennesima rapina in cui una dogana incustodita viene utilizzata da criminali stranieri, pericolosi ed armati, come facile (addirittura puerile) porta d’accesso alla Svizzera, conferma che i valichi secondari vanno chiusi di notte e presidiati di giorno. (I soldi per farlo ci sono: basta tagliare sui regali miliardari all’estero). E se questa fosse una violazione dei fallimentari accordi di Schengen, semplicemente si sospende Schengen, come hanno fatto numerosi Stati membri dell’UE.

E sia chiaro che per compiere un passo del genere non dobbiamo chiedere niente a nessuno. Se, come amano ripetere i $inistrati spalancatori di frontiere, “è giusto infrangere leggi ingiuste” noi infrangiamo delle norme ingiuste (quelle di Schengen) che mettono in pericolo i ticinesi. Oppure le leggi ingiuste si possono infrangere solo nell’interesse dei finti rifugiati con smartphone e bluetooth, mentre quando ad andarci di mezzo sono dei ticinesi…?

Buoni rapporti?

I burocrati federali, come sappiamo, rifiutano di applicare la mozione Pantani e di chiudere i valichi secondari di notte. Questo non certo perché la misura sia inutile, anche un bambino dell’asilo è in grado di rendersi conto che una giustificazione del genere non sta in piedi, ma perché infastidisce il Belpaese. Un pugno di burocrati federali del flauto traverso getta nel water la sicurezza del Ticino e dei ticinesi in nome di presunti buoni rapporti con il Belpaese, ma soprattutto per la fifa blu di venire rampognati dai loro padroni di Bruxelles.

Giù le braghe!

“Grazie” a Schengen, ossia a quell’accordo che, secondo la partitocrazia eurolecchina PLR-PPD-P$$, bisognava “assolutamente salvare” e quindi giù le braghedavanti al Diktat disarmista, il Ticino è diventato un self service per criminali in arrivo dal Belpaese.

“Grazie” alla direttiva disarmista dell’UE, che è uno sviluppo di Schengen, i malviventi continuano a girare armati (vedi la rapina di venerdì) mentre i cittadini onesti vengono disarmati per la gioia dei criminali. Applausi a scena aperta per il triciclo sovranofobo e per i suoi politicanti-soldatini!

Il tirapiedi

Vale la pena ricordare che a Berna a starnazzare contro la chiusura notturna dei valichi secondari c’era l’allora tirapiedi dell’ex ministra del 5% Jacques De Watteville. Costui pretendeva addirittura che il Ticino rinunciasse alla richiesta del casellario giudiziale. Mentre adesso, da pensionato d’oro con i nostri soldi, De Watteville è in giro a fare propaganda a sostegno dello sconcio accordo quadro istituzionale, blaterando che “bisogna firmare subito”.

Che a comandare a Berna siano burocrati di questa risma, fautori dell’adesione della Svizzera all’UE e svenduti alla medesima, ma strapagati con i soldi del disprezzato contribuente svizzerotto (“chiuso e gretto”) per calpestarne le decisioni democratiche, è scandaloso. Serve un repulisti generale!

Come criminali

A proposito dei presunti buoni rapporti con il Belpaese: ai fatti ormai arcinoti (fiscalità dei frontalieri, accesso al mercato finanziario, opere di interesse italo-svizzero non eseguite, liste grigie illegali, eccetera) si aggiunge un ulteriore elemento. Nei giorni scorsi sul Sole 24 oreè stato pubblicato un interessante articolo in cui si illustra il modo in cui oltreramina vengono trattate le banche estere, e svizzere in particolare.

Si leggono frasi quali “messe sotto torchio dalla procura di Milano”, “tenere sotto scacco le banche straniere in Italia”,eccetera. E questo, secondo i politicanti calabraghisti, sarebbe buon vicinato?

E nümm a pagum

E intanto, anche quest’anno, i ticinesotti hanno versato 80 e rotti milioni di ristorni al Belpaese. Ringraziamo il triciclo PLR-PPD-P$$ in Consiglio di Stato! Sì, il triciclo: perché i due “ministri” leghisti sono sempre stati, sono tuttora e saranno anche in futuro, favorevoli al BLOCCO dei ristorni.

Il governicchio ha proceduto solo al microblocco relativo ai debiti di Campione d’Italia (che intanto continuano a crescere in conseguenza dei servizi erogati “per solidarietà”). I vicini a sud possono giusto ridersela a bocca larga dei ticinesotti e leccarsi i gomiti. Eppure una sconosciuta deputata PD ha pensato bene di mettersi a starnazzare alla procedura illegale… uhhh, che pagüüüraaa!

Morale della favola: che nessun burocrate o politicante o tirapiedi si azzardi a cianciare di valichi che devono restare aperti in nome di “buoni rapporti di vicinato” che esistono solo nelle fantasie di qualcuno! Chiudere le frontiere!

Lorenzo Quadri

 

Libera circolazione: avanti col lavaggio del cervello!

I soldatini del triciclo, ormai allo sbando, insultano l’intelligenza degli svizzeri

Prosegue il lavaggio del cervello al popolazzo all’insegna della “libera circolazione indispensabile”! Riunitasi in fretta e furia durante una pausa del mezzogiorno, la Commissione di politica estera del Consiglio nazionale ha decretato, per 17 voti contro 8, che l’iniziativa popolare “per un’immigrazione moderata” (contro la libera circolazione delle persone) va respinta, in quanto sarebbe “nociva per la Svizzera”.

Uhhh che pagüüüraaa! Qui l’unica cosa nociva per la Svizzera è il triciclo calabraghista euroturbo PLR-PPD-P$$. Altro che l’iniziativa contro la libera circolazione!

Ricordiamo che l’inutile Commissione di politica estera è la stessa che ha stabilito che gli svizzerotti devono versare la marchetta da 1.3 miliardi di Fr alla fallita UE “per oliare”. Chiaro che, da un gremio simile, possono uscire solo fregnacce.

Ne abbiamo piene le scuffie

Del becero ritornello della “libera circolazione indispensabile”, sinceramente, cominciamo ad averne piene le scuffie. Tanto più che di recente perfino la SECO – quella delle statistiche farlocche sulla disoccupazione, concepite per puntellare la politica del “devono entrare tutti” – ha dichiarato in uno studio che la libera circolazione “non è più così importante”!

Ma evidentemente i soldatini della partitocrazia PLR-PPD-P$$ non hanno ancora fatto il cambio di passo. Quindi vanno avanti con le loro fregnacce.

Soldatino alla sbaraglio

Particolarmente esilarante, in questo contesto, la sortita di un soldatino del PLR romando membro della Commissione di politica estera del Consiglio nazionale. Costui se ne è uscito a dichiarare davanti ai media, in sprezzo del ridicolo, che “le misure attuate in questi ultimi anni consentono già un controllo dell’immigrazione”.Un autentico insulto all’intelligenza.
Ma dove vive costui? Che film ha visto? Quali sarebbero “le misure attuate negli ultimi anni”? C’è da sperare che il riferimento non sia a quell’immonda ciofeca denominata “preferenza indigena light”: perché non serve ad un tubo e non prevede proprio nessuna preferenza indigena. Il nome stesso è una truffa!
Ma quale “controllo”?

E quale “controllo dell’immigrazione” sarebbe in atto, di grazia, se in Svizzera vengono fatti entrare tutti e se nemmeno i delinquenti stranieri vengono espulsi, alla faccia della volontà popolare?

Ma questo soldatino PLR che pretende di raccontarci fregnacce sul “controllo dell’immigrazione in atto”, l’ha vista una qualche statistica, ad esempio sul frontalierato in Ticino? Del resto, stiamo parlando di esponenti del partito che si fa schiacciare gli ordini da Economiesuisse. Ovvero dal club dei manager stranieri delle multinazionali che svendono la Svizzera per il proprio personale profitto. Sicché, cosa vogliamo attenderci?

Il colmo

Il PLR, poi, è così propenso a “controllare l’immigrazione” che rifiuta perfino la chiusura notturna dei valichi secondari (martedì infatti in Consiglio nazionale il gruppo liblab ha votato compatto contro, deputati ticinesi compresi).
Senza poi dimenticare che il triciclo PLR-PPD-P$$ vuole addirittura l’accordo quadro istituzionale, e quindi la direttiva UE sulla cittadinanza. La quale ci obbligherà ad accogliere la totalità dei migranti economici in arrivo dall’Unione europea ed impedirà l’espulsione dalla Svizzera di tutti i delinquenti stranieri, se questi sono cittadini di uno Stato membro UE. Altro che “controllo dell’immigrazione”!

$inistrati e padroni a manina

Il mantra della “libera circolazione indispensabile” è ormai decotto. Questo è il dogma dei $inistrati del “devono entrare tutti”. La gauche-caviar, ossessionata dalle frontiere spalancate, pur di mantenerle tali va a manina con gli odiati padroni di Economiesuisse. Tutti assieme appassionatamente contro l’interesse nazionale. Ma piantiamola! Via la devastante libera circolazione, in ottobre neanche un voto ai politicanti camerieri dell’UE e… Swissexit!

Lorenzo Quadri

 

Frontalierato e studi farlocchi: ormai è lavaggio del cervello

I soldatini dell’establishment le tentano tutte pur di puntellare la sottomissione all’UE

 

Si vede che i soldatini della casta spalancatrice di frontiere sono agitati. Lo si nota anche dal moltiplicarsi, certo non casuale, degli studi farlocchia sostegno dell’immigrazione incontrollata e dell’invasione di frontalieri. Invasione che, a sentire le fregnacce di certi intellettualini prezzolati, sarebbe addirittura “una manna dal cielo, una benedizione”.

Di certe “cagate pazzesche” (cit. Fantozzi) ne abbiamo piene le scuffie, ma da un pezzo!

L’ultima perla in questo senso è appunto uno studio sul frontalierato realizzato a Neuchâtel da un gruppo di professorini della locale Università, nonché dall’alta scuola di gestione di Ginevra. Si tratta di uno studio riferito, evidentemente, alla situazione nazionale.

Compiti complementari?

Secondo i grandi scienziati neocastellani, l’aumento di frontalieri non porta all’aumento della disoccupazione residente (quindi: non è vero che i frontalieri soppiantano i lavoratori svizzeri “sono solo percezioni”) arrivando addirittura a partorire la seguente bestialità: “i frontalieri ed i lavoratori locali svolgono compiti complementari”.

Certo, come no! Questo potrebbe essere vero se non ci fosse la devastante libera circolazione delle persone. O se la partitocrazia PLR-PPD-P$$ avesse applicato la preferenza indigena votata dal popolo il 9 febbraio 2014. Invece, come ben sappiamo, nel dicembre 2016 l’ha buttata del water inventandosi l’immonda ciofeca denominata “preferenza indigena light”. La quale è entrata in vigore nel luglio del 2018. Nel frattempo, è trascorso quasi un anno. E di benefici non se ne vede l’ombra. La disoccupazione (quella vera, non quella delle statistiche taroccate della SECO) è aumentata. La realtà è che la preferenza indigena light non serve assolutamente ad un tubo. Del resto, non fosse stato così, mai sarebbe stata approvata dai balivi dell’UE. E non ha fatto diminuire l’immigrazione di una singola unità.

 Nel terziario

La storiella dei frontalieri complementari ai lavoratori ticinesi, i professorini di Neuchâtel la vanno a raccontare a qualcun altro. Nel giro di pochi anni in questo sfigatissimo Cantone i frontalieri attivi nel settore terziario sono quadruplicati (passando da 10mila a 40mila). E nel terziario non c’è alcuna carenza di manodopera locale e non c’è quindi affatto bisogno di importare permessi G.

Nemmeno in cartolina

E’ evidente che i contaballe che tentano di vendere il frontalierato come una manna dal cielo, il Ticino non l’hanno mai visto nemmeno in cartolina. Non hanno la più pallida idea di quello che succede, tutti i santi giorni, sul nostro mercato del lavoro. Sicché si autoerotizzano cerebralmente con statistiche farlocche, per produrre studi ancora più farlocchi. Il principio è quello del lavaggio del cervello al popolazzo. Al quale si vuole far credere che, con la devastante libera circolazione delle persone, starebbe andando tutto a meraviglia.

E’ manifesto che si tratta di bassa propaganda. Obiettivo:  puntellare la libera circolazione delle persone e le frontiere spalancate. Non sorprende di certo che questa propaganda arrivi ora. Infatti ci sono in ballo:

  • Le elezioni federali di ottobre
  • Lo sconcio accordo quadro istituzionale
  • L’iniziativa per l’abolizione della libera circolazione.

Danno al Ticino

Ben si capisce la necessità dell’establishment di fare il lavaggio del cervello al popolazzo, raccontando svergognate fandonie, onde evitare che “voti sbagliato”. Così proliferano i sondaggi farlocchi, realizzati dai soliti istituti compiacenti, secondo cui il 60% dei cittadini elvetici ed il 67% delle imprese sarebbero favorevoli allo sconcio accordo quadro. Ed arrivano gli studi taroccati che pretendono di venire a raccontare a chi la devastazione del mercato del lavoro ticinese causa invasione da sud la vede quotidianamente, che l’è tüt a posct, “sono solo percezioni”. Ma vaffa!

Questi studi farlocchi sul “frontalierato manna dal cielo” fanno girare le scatole ad elica perché, per reggere la coda alla casta spalancatrice di frontiere, danneggiano pesantemente il Ticino. Rendono sempre più difficile far comprendere nei gremi federali quale sia la situazione reale in questo Cantone.

Ed intanto il triciclo PLR-PPD-P$$, cameriere dell’UE, svende la Svizzera a Bruxelles per presunti – molto presunti – vantaggi economici di cui beneficeranno solo pochi borsoni. Mentre la stragrande maggioranza dei cittadini svizzeri, esautorata e marginalizzata in casa propria “grazie” ai politicanti della partitocrazia, starà sempre peggio.

Lorenzo Quadri

 

 

Ticino messo a ferro e fuoco!

Aziende estere: nel nostro Cantone abusi a go-go! Ringraziamo la libera circolazione!

Come volevasi dimostrare, grazie alla devastante libera circolazione delle persone voluta dal triciclo PLR-PPD-P$$, il Ticino è diventato terra di conquista, ovvero di scorribande, per padroncini in nero ed aziende furbette in arrivo da oltreramina.

Nel 2018 in tutta la Svizzera sono state sanzionate 4000 ditte estere per infrazione della legge sui lavoratori distaccati. Ebbene, ma tu guarda i casi della vita, un terzo degli abusi è stato commesso in Ticino! Che strano eh?

Confinanti con il Belpaese

Tale situazione è evidentemente dovuta al fatto che il Ticino confina con il Belpaese, e quindi le imprese straniere attive sui cantieri ticinesi sono in prima linea italiche. Ed in Italia il lavoro nero è la norma (memorabile la dichiarazione del Berlusca quando era ancora Presidente del consiglio: “Se il lavoro non dichiarato è sotto il 20%, non si può nemmeno parlare di lavoro nero”).

Inoltre, non serve un premio Nobel per l’economia per sapere che, se si fossero fatti più controlli, il numero di abusi identificati sarebbe stato nettamente maggiore!

Sarebbe inoltre interessante sapere quanti di questi abusi sono stati scoperti su cantieri pubblici. Vedi ad esempio gli episodi di caporalato sul cantiere del LAC.

A pagare per l’invasione dei furbetti d’oltreramina, voluta dal triciclo PLR-PPD-P$$, sono gli artigiani e le piccole imprese ticinesi: quelle che rispettano le regole, lavorano con personale indigeno e di conseguenza sono legate ad un certo livello di prezzi.

E vogliono pure l’accordo quadro

A causa della devastante libera circolazione delle persone la situazione sul mercato del lavoro ticinese è precipitata. Però la partitocrazia, dopo aver provocato l’invasione dei furbetti, vorrebbe anche rottamare le già misere misure accompagnatorie, e questo per il  tramite dello sconcio accordo quadro istituzionale!

P$$: figura marrone

Fa poi ridere i polli che i $inistrati siano stati i primi a correre a starnazzare a sostegno dello sconcio accordo quadro istituzionale. Il presidente del P$$ Levrat nei mesi scorsi arrivò a dichiarare che la Svizzera “lo deve firmare subito”. Questo perché il trattato-capestro ci trasformerebbe in una colonia dell’UE, ci imporrebbe la ripresa dinamica, ossia automatica, del diritto comunitario così come pure i giudici stranieri e la direttiva sulla cittadinanza UE (secondo cui “devono entrare tutti” e non si può più espellere nessuno). Nel programma del P$$ figura l’adesione della Svizzera all’UE: lo sconcio accordo quadro è dunque perfettamente in linea con le posizioni del partito.

Poi però i kompagnuzzi si sono accorti – dopo averne mangiate dieci fette – che l’accordo quadro avrebbe comportato la fine delle misure accompagnatorie. Dunque si sono rimangiati tutto.  Ennesima figura marrone dei kompagni, ma occorre riportare la Chiesa al centro del villaggio. Le misure accompagnatorie sono importanti. Soprattutto per il nostro Cantone. Lo dimostra lo scempio provocato da ditte estere che lavorano in Ticino impipandosene delle regole perché “tanto gli svizzerotti sono fessi e non si accorgono di niente”. Ma le misure accompagnatorie non sono tutto. Se anche non fossero in alcun modo toccate dallo sconcio accordo quadro, questo andrebbe comunque respinto. Perché esso rottama la nostra sovranità, la nostra indipendenza, i nostri diritti popolari. Che sono più importanti delle misure accompagnatorie.

Lorenzo Quadri

 

La panna montata sulla non-notizia

I camerieri dell’UE in Consiglio federale non ne vogliono sapere dell’iniziativa contro la libera circolazione? E allora? Cosa c’è di soprendente?

Il Consiglio federale, come da copione, nei giorni scorsi ha strillato il proprio njet all’iniziativa popolare contro la devastante libera circolazione delle persone. E naturalmente la stampa di regime è corsa subito a scriverci i titoloni di prima pagina!

L’obiettivo è sempre il medesimo: fare il lavaggio del cervello ai cittadini! Dare il massimo risalto alla consueta manfrina pro-frontiere spalancate prodotta dai camerieri dell’UE in Consiglio federale. Ovvio che costoro dicano di no alla fine della devastante libera circolazione delle persone: dopo anni ed anni di martellante propaganda, di lavaggio del cervello e di terrorismo di regime per introdurla e conservarla, cos’altro potevano raccontare i tapini?

Sempre contro i cittadini

Ancora una volta, tuttavia, il disprezzo della casta nei confronti della volontà popolare emerge con prepotenza. Infatti, ma guarda un po’, il 9 febbraio 2014 la maggioranza degli Svizzeri votò  l’iniziativa “contro l’immigrazione di massa”. Essa avrebbe dovuto portare o ad una disdetta, o ad una ridefinizione della devastante libera circolazione delle persone. Invece, come ben sappiamo, niente di tutto questo è accaduto. Sotto le cupole federali, il triciclo PLR-PPD-P$$ ha cancellato il voto popolare sgradito.

Di conseguenza, per rispetto della volontà popolare espressa ormai quasi 5 anni fa, il Consiglio federale avrebbe dovuto quanto meno accompagnare il proprio njet ad un controprogetto. Ma poco cambia.

Anche il parlamento…

Non c’è bisogno del Mago Otelma per prevedere che, dopo lo scontato njet del governicchio federale, arriverà quello – altrettanto scontato – della partitocrazia in Parlamento. Ovvio: se, a chi ha istericamente voluto la libera circolazione delle persone e continua a difenderla per tornaconto suo e/o dei suoi padroni, si va a chiedere se vuole abolirla, quale risposta ci si può attendere se non un no?

Scontato che anche su questi futuri njet annunciati la stampa di regime correrà, munita di robusti frullini, a montare la panna, fino a farla diventare burro. Malgrado si tratti, come detto, di non notizie.

L’importante è comunque che:

  • Nessuno si sogni di ritirare l’iniziativa calando le braghe davanti alla casta! Del resto, per i promotori sarebbe un autogoal deleterio in termini di credibilità. Se si crede in una battaglia, la si combatte fino in fondo. Quale che sia l’esito.
  • Sull’iniziativa voterà il popolo. E allora vedremo chi vuole continuare con: invasione da sud, dumping salariale, delinquenza d’importazione, aria impestata, viabilità a ramengo, eccetera eccetera! Il caso Brexit dimostra che senza devastante libera circolazione, quindi riprendendo il controllo dell’immigrazione, non solo si può vivere bene; si vive molto meglio!

Lorenzo Quadri

E’ proprio un accordo del Cassis

Accordo quadro istituzionale uguale fine delle misure accompagnatorie. E non solo…

 

Come volevasi dimostrare! Lo sconcio accordo quadro istituzionale, che la casta spalancatrice di frontiere, triciclo PLR-PPD- P$ in primis, sbava per firmare, sancirà la FINE delle misure accompagnatorie alla devastante libera circolazione delle persone.

Con una recente sentenza, la Corte di giustizia della fallita UE ha annullato una misura antidumping decisa dall’Austria a tutela del proprio mercato del lavoro. Ecco dunque quello che succederà alle nostre misure accompagnatorie nel caso in cui venisse sottoscritto lo sconcio accordo quadro istituzionale: azzerate con un colpo di spugna dai GIUDICI STRANIERI!

Cosa ne dicono i $inistrati euroturbo, quelli che si sciacquano la bocca con le “misure d’accompagnamento” però sotto-sotto sono pronti a gettarle nel water perché “aprirsi all’UE”  e “far entrare tutti” per i kompagnuzzi multikulti è molto, ma molto più importante della tutela dei lavoratori svizzeri, di cui di fatto se ne impipano?

Altro che “tribunale arbitrale”!

La storiella del tribunale arbitrale composto da membri UE e svizzeri che dirimerebbe (uella) le vertenze relative all’accordo quadro istituzionale è l’ennesima fregnaccia. Il ministro degli esteri (ex) doppiopassaporto Ignazio KrankenCassis (PLR) da mesi va in giro a raccontare che, nell’accordo quadro, i giudici stranieri non sarebbero un problema. Delle due l’una: o racconta balle di proposito, oppure proprio non ha capito. Non sarebbe nemmeno una novità. Ricordiamo ad esempio che il buon Cassis prima dichiarava ai quattro venti che le norme sulla cittadinanza UE – che se applicate ci impedirebbero di espellere qualsiasi criminale straniero se costui è cittadino comunitario – non facevano parte dell’accordo quadro. Poi ha dovuto riconoscere che ne facevano parte eccome, assicurando però che il Consiglio federale non le avrebbe accettate e avrebbe lavorato per escluderle (la fetecchiata delle “linee rosse”). Certo, come no!

L’epilogo è fin troppo facile da prevedere: svizzerotti chinati a 90 gradi e direttive accettate “per non mettere in pericolo i rapporti con l’UE”!

Sul diritto comunitario…

Tornando ai giudici stranieri. Il famoso tribunale arbitrale potrebbe semmai statuire sull’applicazione del diritto svizzero. Ma sull’interpretazione e l’applicazione diritto UE decide solo la Corte di giustizia dell’Unione europea. E lo sconcio accordo quadro ci imporrebbe la ripresa dinamica, cioè automatica, del diritto UE.

Perché sul diritto comunitario decide solo la Corte di giustizia dell’Unione europea? Perché l’UE non accetta (sic!) giudici stranieri. Ed infatti non aderisce nemmeno alla tanto magnificata Convenzione europea dei diritti dell’uomo, proprio per non sottostare alla giurisdizione della Corte europea dei diritti dell’uomo.

Hai capito i balivi dell’UE? Loro non accettano i giudici stranieri. Però li vogliono imporre agli altri. E i camerieri di Bruxelles in Consiglio federale si abbassano le braghe all’istante.

Le conseguenze

Lo sconcio accordo quadro istituzionale, che la partitocrazia vuole ad ogni costo sottoscrivere, ci imporrebbe:

  • Ripresa dinamica, cioè automatica, del diritto UE;
  • Giudici stranieri: la corte arbitrale di cui va favoleggiando il buon Cassis è una “cassata” manifesta;
  • Fine delle misure accompagnatorie alla devastante libera circolazione delle persone: il caso austriaco ne è conferma eclatante;
  • Obbligo di conformarci alla direttiva UE sulla cittadinanza e quindi fine dell’espulsione dei criminali stranieri (ovvero: azzeramento di una votazione popolare);
  • Assicurazioni sociali svizzere, finanziate con i nostri soldi, prese d’assalto da cittadini UE;
  • Obbligo di far entrare i TIR da 60 tonnellate;
  • Fine delle banche cantonali con garanzia dello Stato, poiché non piacciono ai funzionarietti di Bruxelles;
  • Eccetera eccetera.

Il vaso di Pandora

Insomma: non solo un accordo coloniale, ma un vero e proprio vaso di Pandora. La fine della nostra sovranità e dei nostri diritti popolari. Questo vuole la partitocrazia. E noi dovremmo sottoscrivere un simile accordo del Cassis? Ma neanche per sogno!

E il 25 novembre, per chiarire che di giudici stranieri in casa nostra non ne vogliamo, tutti a votare Sì all’iniziativa “per l’autodeterminazione”!

Lorenzo Quadri

La libera circolazione ciurla nel manico. Soldatini in tilt

La SECO insiste con i tentativi di lavaggio del cervello, ma non ci casca più nessuno

 

La scellerata politica delle frontiere spalancate, con l’avanzare dei “sovranisti”, ciurla nel manico. L’iniziativa popolare contro la devastante libera circolazione delle persone ha raccolto 125mila firme in meno di sei mesi (c’era tempo un anno e mezzo per raccoglierne centomila). E a Berna, ai camerieri di Bruxelles ed ai loro soldatini sta diventando fredda la camicia.

Così i tamberla della SECO se ne sono usciti con l’ennesima fregnaccia. Ovvero, il nuovo bilancio della libera circolazione.

“Nessuna penalizzazione”

Secondo costoro, infatti, i residenti in Svizzera non sarebbero penalizzati dalla libera circolazione delle persone. Inoltre, non esisterebbe né sostituzione né dumping salariale. “Sono solo percezioni”, come garantiva lo studio dell’ IRE sul frontalierato eseguito dal ricercatore frontaliere o ex frontaliere. Il quale, ma guarda un po’, viene sistematicamente interpellato dal Corriere del Ticino per commentare le notizie sui permessi G.

Un bel “vaffa!”

Ai burocrati federali della SECO con i piedi al caldo, lautamente foraggiati con i nostri soldi, dedichiamo un corale “vaffa”!

Ricordiamo che costoro sono quelli che, oltre a produrre statistiche taroccate per fare il lavaggio del cervello al popolazzo, hanno deciso – su ordine di chi? Del loro capodipartimento, il decotto ministro PLR “Leider” Ammann? Oppure hanno fatto tutto di propria iniziativa? – che anche i frontalieri devono (?) avere diritto al guadagno intermedio. E sono pure favorevoli, i burocrati della SECO, al disastroso Diktat con cui l’UE pretende di far pagare al paese di lavoro (ovvero: a noi) la disoccupazione dei frontalieri. Una novità che, nella malaugurata ipotesi in cui dovesse diventare realtà, avrebbe conseguenze deleterie:

  • ci costerebbe centinaia di milioni di Fr all’anno;
  • farebbe esplodere gli abusi;
  • genererebbe un’impennata di iscrizioni agli uffici regionali di collocamento (URC), ed il potenziamento degli URC ticinesi lo pagherebbe il solito sfigato contribuente cantonale;
  • azzererebbe del tutto la ciofeca denominata “preferenza indigena light”, con cui la partitocrazia finge di favorire i disoccupati iscritti agli URC. Se tutti i frontalieri si iscrivono, di quale “preferenza” beneficerebbero i residenti?
  • Costituirebbe l’ennesimo privilegio ingiustificato dei frontalieri (che già sono dei privilegiati fiscali) rispetto agli italiani che lavorano in Italia. Ed infatti, quando sui media del Belpaese si è sparsa la voce infondata (in realtà nulla è stato ancora deciso) ma purtroppo verosimile, che gli svizzerotti avrebbero pagato la disoccupazione dei frontalieri, la gioia dei permessi G è esplosa sui social.

Chiudere la SECO

Il  nuovo bilancio taroccato sulla libera circolazione propinato dalla SECO è l’ennesima dimostrazione che questo ufficio della Confederella serve ormai solo a divulgare “fake news” per fare propaganda di regime alle frontiere spalancate volute dall’élite. Quindi, la SECO va CHIUSA; così tra l’altro si risparmiano ogni anno 100 milioni di franchetti, che non sono noccioline!

Immigrazione sotto controllo?

Da notare che, nel loro rapporto farlocco, gli scienziati della SECO blaterano che nel 2017 il saldo migratorio dai paesi UE verso la Svizzera sarebbe sceso a 31’250 persone, ovvero l’11% in meno rispetto all’anno precedente. E allora?

  • Prima della votazione sui Bilaterali, il Consiglio federale aveva promesso un saldo migratorio di al massimo 8-10mila persone all’anno: la cifra che adesso la SECO tenta di spacciare per irrisoria è quasi il QUADRUPLO di quella promessa!
  • Grazie alla scellerata libera circolazione, siamo arrivati per anni ad avere ben oltre 60mila migranti UE. Ma naturalmente i soldatini della SECO… citus mutus!
  • I flussi migratori in alcuni periodi aumentano, in altri diminuiscono.
  • Visto che la barca è piena, un calo dell’immigrazione testimonierebbe solo che il disastro è ormai compiuto. Ed infatti in Ticino i giovani, per avere un futuro, devono tornare ad emigrare. Un balzo indietro di cento anni!

La boiata regina

Ma la fregnaccia del mese è quella di tale Roland Müller, direttore dell’Unione svizzera degli imprenditori. Secondo costui, malgrado la libera circolazione, “non c’è alcuna sostituzione della manodopera indigena, nemmeno in Romandia ed in Ticino”. O Roland, ma ci sei o ci fai? Il Ticino l’hai visto solo in cartolina? La tua bestialità sulla sostituzione che non esiste, valla a raccontare a tutti i ticinesi che sono finiti in disoccupazione ed in assistenza perché al loro posto sono stati assunti dei frontalieri. Valla a raccontare a tutti i giovani che non trovano un lavoro perché il mercato è intasato da permessi G. Poi ne riparliamo. Perché questi tronfi soggetti non vengono mai licenziati e rimpiazzati da stranieri a basso costo, così finalmente si rendono conto della situazione?

Lorenzo Quadri

Svizzera Paese del Bengodi per gli estremisti islamici

Partitocrazia allo sbando: sicurezza interna nel water per non passare per “xenofobi”

Nei giorni scorsi, i camerieri dell’UE in Consiglio federale hanno strillato il proprio Njet al divieto di burqa a livello nazionale. Sul tema, come noto, è pendente un’iniziativa popolare. Sicché gli svizzeri saranno chiamati ad esprimersi. Il Mago Otelma prevede che i multikulti politikamente korretti nonché buonisti-coglionisti pro-burqa verranno nuovamente asfaltati dalle urne.

La radicalizzazione avanza

La legge antiburqa è uno dei tasselli della lotta contro il dilagare dell’estremismo islamico in casa nostra. Estremismo che sta clamorosamente prendendo piede grazie da un lato all’assistenza sociale “facile” agli immigrati nello Stato sociale (tra i quali abbondano gli estremisti islamici); e, dall’altro, alla totale inattività della partitocrazia spalancatrice di frontiere e multikulti nel combattere l’estremismo islamico.

Il piano federale contro la radicalizzazione, infatti, è una barzelletta. E non può essere diversamente. Quando la priorità è “in nessun caso ci dobbiamo esporre ad accuse di “discriminare”, piuttosto mandiamo in palta la sicurezza interna” il risultato non può che essere una ciofeca. O, per dirla col compianto Fantozzi, “una cagata pazzesca”.

Evidentemente per la partitocrazia, per la ministra del “devono entrare tutti” kompagna Simonetta Sommaruga e per la maggioranza del Consiglio federale, i diritti degli islamisti vengono prima di quelli dei cittadini svizzeri.

E questo in Svizzera.

Ed infatti la partitocrazia rifiuta di vietare i finanziamenti esteri alle moschee. Sempre in base al mantra del “non bisogna discriminare”. Così fiumi di denaro in arrivo dai paesi dove vige l’estremismo islamico arrivano in Svizzera, per foraggiare la radicalizzazione in casa nostra. E i politicanti cosa fanno? Si girano dall’altra parte! Fingono di non vedere! Va tutto bene, purché non si “discrimini”! Cosa dire di più, se non che il triciclo è manifestamente bollito e senza speranza?

Anche i legulei…

Visto che i politicanti non bastavano a fare disastri, ci si mettono anche i legulei dei  tribunali. Il Tribunale penale federale di Bellinzona ha assolto i due islamisti del CCIS, Consiglio centrale islamico della Svizzera, Nicolas Blancho e Qaasim Illi (il marito di Nora Illi, la “donna in burqa” che viene a fare le sue sceneggiate in Ticino) dall’accusa di propaganda jihadista.

L’assoluzione sarebbe imputabile a “dimenticanze nell’atto d’accusa”. Questo vuol forse dire che, per colpa di errori del Ministero pubblico della Confederella (quello che ha appunto stilato l’atto d’accusa) in Svizzera si può tranquillamente fare propaganda jihadista?

E quando non è il Ministero pubblico della Confederazione a toppare gli atti d’accusa, ci pensa qualche giudice soldatino della partitocrazia a mandare i jihadisti esenti da pena, rispettivamente a pronunciare condanne “sospese condizionalmente”: che è poi la stessa cosa. La giustizia elvetica, lo abbiamo capito da un pezzo, è inflessibile solo nei confronti degli sfigati automobilisti incappati nei rigori di Via Sicura.

Intanto il cittadino paga il conto, salato, di questi processi-farsa che si trasformano in assist micidiali agli estremisti musulmani. I quali infatti fuori dal TPF di Bellinzona, dopo la sentenza di assoluzione di Blancho ed Illi, esultavano scompostamente, con alte grida di “Allah Akbar”. Qui c’è un bel po’ di gente “non patrizia” – magari pure a carico del nostro stato sociale? – da rimandare per direttissima al natìo paesello.

Se a questo si aggiungiamo che, per qualche misterioso motivo, il Tribunale penale federale ha addirittura sospeso per varie settimane  la comunicazione della sentenza sugli islamisti del CCIS a causa del Ramadan (da quando in qua il Ramadan sarebbe una festività svizzera?) il bel quadretto è completo.  Qualcuno dovrà tirare le somme di un tale scempio. Senza dimenticare che questo processo-farsa è costato un bel po’ di soldi al solito sfigato contribuente.

Messaggio chiaro

Il messaggio che viene trasmesso agli islamisti dal triciclo multikulti è infatti chiaro: via libera ai finanziamenti esteri alle moschee, sì al burqa, islamisti assolti e benedetti in sede giudiziaria… insomma: la Svizzera è il Paese del Bengodi per i radicalizzatori!

Non a caso a Sciaffusa, con lo scellerato benestare dei politicanti locali, sorgerà la “grande moschea turca”: con imam nominati dal governo turco, finanziamenti in arrivo da Ankara, e con tanto di asilo per poter radicalizzare anche i bambini, all’insegna del “prima si comincia con il lavaggio del cervello, meglio è”. Tutto questo in casa nostra.

Intanto in Austria – Paese in cui è in vigore il divieto di finanziamenti esteri alle moschee –  il governo ha chiuso sette moschee ed ha già espulso, rispettivamente si appresta ad espellere, decine di imam. Il confronto tra i camerieri di Bruxelles incadregati in Consiglio federale (senza alcun merito personale, ma unicamente in seguito ad inciuci parlamentari) e governanti attenti alle priorità ed alla sovranità dei rispettivi paesi si fa sempre più devastante.

Lorenzo Quadri

 

 

Firmate tutti contro la libera circolazione!

 

Inserito in questo giornale trovate il formulario per la raccolta delle firme contro la devastante libera circolazione delle persone.

Un’iniziativa che è ormai l’unica risposta possibile alla partitocrazia demolitrice della volontà popolare.

Bisogna infatti ricordare che:

  • Alle Camere federali, il triciclo PLR-PPD-P$$ ha rottamato il “maledetto voto” del 9 febbraio. Lo ha trasformato in un compromesso-ciofeca, lesivo della Costituzione, che non servirà assolutamente ad un tubo (anzi, rischia addirittura di favorire i frontalieri iscritti agli URC rispetto ai ticinesi in assistenza). E tutto per genuflettersi davanti all’UE. Evidentemente per il triciclo la priorità è obbedire ai Diktat di Bruxelles. Non certo applicare le decisioni del “popolo bue che vota sbagliato”. Bene, vorrà dire che i signori della partitocrazia alle prossime elezioni voti per mantenere le cadreghe li andranno a chiedere a Bruxelles.
  • Nel Gran Consiglio ticinese, il triciclo PLR-PPD-P$ ha azzerato la preferenza indigena (Prima i nostri) raccontando la storiella del “sa po’ mia”. Balle: non è vero che “sa po’ mia”; è la partitocrazia che NON VUOLE fare un tubo per contrastare l’invasione da sud e per difendere l’occupazione dei ticinesi. Tant’è che perfino Berna aveva accordato la garanzia federale a Prima i nostri. Colmo di sfiga (per il triciclo): solo due giorni dopo la cancellazione parlamentare della preferenza indigena, si è appreso dell’ennesimo aumento del numero dei frontalieri attivi in questo sempre meno ridente Cantone. Attivi in particolare nel settore Terziario, dove soppiantano i ticinesi. Grazie, partitocrazia!

E’ quindi assodato che il triciclo PLR-PPD-PS è schierato contro la popolazione ticinese e favore della libera circolazione delle persone. Il comitato del PLR a suo tempo si era pure espresso  all’unanimità contro l’iniziativa “Contro l’immigrazione di massa”; poi è stato asfaltato dalle urne.

A questo punto, due sono le cose da fare:

  • FIRMARE a piene mani l’iniziativa popolare contro la libera circolazione delle persone (formulario inserito in questo numero del Mattino).
  • Alle prossime elezioni, NON VOTARE i partiti del triciclo ed i loro soldatini!

Lorenzo Quadri

Libera circolazione, la vera battaglia epocale

L’iniziativa partita nelle scorse settimane determinerà il futuro della Svizzera

Gli spalancatori di frontiere non perdono occasione per opporsi con veemenza ad ogni minimo freno all’invasione da sud di questo sfigatissimo Cantone.

Dopo aver azzerato il 9 febbraio, combattono accanitamente contro la preferenza indigena votata dai ticinesi. Perché vogliono essere liberi di assumere frontalieri a go-go. Come detto in più occasioni, attendiamo al varco gli esponenti del triciclo PLR-PPD-P$ al momento del voto in Gran consiglio sull’iniziativa “Prima i nostri”. La quale, è bene ribadirlo, ha ottenuto pure la garanzia federale. Altro che “sa pò mia”!

I soldatini insorgono

Accade ora che i soldatini degli ambienti economici insorgono con toni esagitati e melodrammatici perfino contro la modesta iniziativa parlamentare, appena approvata dal legislativo cantonale con l’opposizione dell’ex partitone,  che chiede di controllare sistematicamente i contratti di lavoro prima del rilascio di permessi a stranieri.

Detti soldatini, dunque, non hanno alcuna  volontà di rimediare all’attuale situazione disastrosa, dominata da dumping salariale, sostituzione di residenti con frontalieri, aziende italiche insediate in Ticino che assumono solo frontalieri pagandoli mille franchi al mese (o anche meno), eccetera eccetera.

La giustificazione del Njet? Sempre la solita: la presunta contraddizione con l’accordo bilaterale sulla libera circolazione delle persone.

Accordo che ormai è diventato un coperchio per tutte le pentole. Da tirar fuori per sabotare ogni tentativo di tutelare i ticinesi dalle deleterie conseguenze delle frontiere spalancate.

Fosse vero che…

Ebbene questa è l’ennesima dimostrazione che la libera circolazione deve saltare! Fosse vera la tesi dei soldatini delle associazioni economiche, secondo cui perfino l’iniziativa per i controlli preventivi dei permessi sarebbe incompatibile con la libera circolazione, ciò vorrebbe dire che le tanto decantate misure accompagnatorie, con cui la partitocrazia da anni si riempie la bocca senza che se ne venga ad una, sono un bidone. Poiché sarebbero concessi al massimo dei cerotti sulla gamba di legno.

Ecco quindi un motivo in più per cui la libera circolazione delle persone, che in Ticino ha fatto solo disastri, va cestinata. Da una votazione sulla libera circolazione sì che dipende il futuro della Svizzera; altro che No Billag! E sentire gli spalancatori di frontiere che ipocritamente invocano la svizzeritudine – quella stessa svizzeritudine che hanno sempre picconato ad oltranza, considerandola disdicevole se non scandalosa, perché il pensiero unico impone di essere “aperti, multikulti ed eurocompatibili” – per difendere il canone più caro d’Europa, è semplicemente ripugnante.

Iniziativa indispensabile

Come noto, l’iniziativa popolare contro la libera circolazione delle persone è stata lanciata nelle scorse settimane. Si tratta di un’iniziativa molto attesa. Un’iniziativa resa necessaria dalla rottamazione del “maledetto voto” del 9 febbraio ad opera del triciclo PLR-PPD-P$$ alle Camere federali. I camerieri dell’UE in Consiglio federale e la partitocrazia sono corsi ad inginocchiarsi davanti agli eurobalivi, che dagli svizzerotti pretendono le frontiere totalmente spalancate per potersene approfittare. In queste circostanze, e con una partitocrazia che tradisce la volontà popolare sgradita, è ovvio che c’è una sola soluzione: affrontare il problema in modo radicale. Quello che si prospetta è dunque un voto sulla Swissexit.

Il lavaggio del cervello

Naturalmente partitocrazia e stampa di regime, in particolare dopo il 5 marzo – prima sono tutti sulle barricate a difendere il canone più caro d’Europa estorto anche a chi non guarda la TV né ascolta la radio – saranno a tempo pieno impegnate nella campagna di lavaggio del cervello ai cittadini. Con l’obiettivo di “convincerli”, a suon ricatti e di balle di fra’ Luca (oggi  più castamente si parla di “fake news”) che sarebbe criminale riprendersi l’autonomia di decidere chi entra in Svizzera e chi no. Uella! Al forum di Davos, il “vituperato” (vituperato in primis dalla Pravda di Comano, quella che farebbe “informazione di qualità ed indipendente”, come no) Donald Trump è stato molto chiaro. Gli USA decideranno chi far entrare e chi no a seconda di quanto il nuovo arrivato contribuirebbe al benessere del paese. Ci pare lineare. Noi invece, con la devastante libera circolazione delle persone, aggravata da una serie di sentenze buoniste-coglioniste del Tribunale federale, facciamo entrare anche tutta la foffa.

Clausola ghigliottina

Ovviamente i camerieri dell’UE combatteranno l’iniziativa contro la libera circolazione puntando sul catastrofismo ed invocando la cosiddetta “clausola ghigliottina”. Ovvero: cade un accordo bilaterale, cadono tutti.

E allora?

Punto primo: l’UE dai bilaterali ci guadagna eccome, e quindi non ha alcun interesse a buttare tutto a mare.

Punto secondo: non c’è alcun bisogno della libera circolazione delle persone per concludere trattati commerciali vantaggiosi. Quelli con la Cina, ad esempio, mica contemplano l’immigrazione scriteriata! La libera circolazione è frutto da un lato di paturnie ideologiche di sedicenti “progressisti” al caviale, dall’altro dell’avidità di chi per il proprio tornaconto vuole sfruttare la manodopera estera a scapito dei lavoratori svizzeri. La sua traduzione in pratica è stata un fallimento totale.

Punto terzo: quello sulla libera circolazione delle persone non è  certo l’unico trattato-ciofeca con l’UE. L’accordo sul transito terrestre, ad esempio, ha trasformato la Svizzera in corridoio a basso costo per TIR europei.  Ringraziamo in coro a cappella il kompagno Moritz “Implenia” Leuenberger che ha negoziato una tassa sul traffico pesante ridicola per i bisonti UE.

Ripetere l’exploit

Se saltano i Bilaterali, la Svizzera non va incontro ad alcun Armageddon. Quindi, nessuna remora nel firmare e far firmare l’iniziativa contro la devastante libera circolazione delle persone. E nessun cedimento davanti al becero terrorismo di regime. Già vent’anni fa volevano farci credere che, se la Svizzera non avesse aderito allo SEE, ci saremmo trasformati in un paese del Terzo Mondo. E invece, se la Svizzera esiste ancora, è proprio grazie a quello “scellerato” No! E’  giunto il tempo di ripetere quell’exploit.

Lorenzo Quadri

 

 

 

Libera circolazione: il primo passo verso la fine dell’incubo

Lanciata ufficialmente anche in Ticino l’iniziativa per fermare l’invasione da sud

 

Venerdì è stata presentata ufficialmente in Ticino l’iniziativa popolare per l’abolizione della libera circolazione delle persone (iniziativa “Per un’immigrazione moderata”). L’iniziativa è lanciata dall’UDC a livello nazionale. La Lega sarà in prima fila in Ticino nella raccolta firme.

Questa è la “madre di tutte le iniziative”. Da essa dipende il futuro del nostro Cantone, dei nostri figli. (E non certo dal canone radiotv più caro d’Europa, come vorrebbe far credere la partitocrazia ormai uscita completamente di melone).

Se si arriva a questa iniziativa è perché il triciclo PLR-PPD-P$$ alle Camere federali ha cancellato il “maledetto voto” del 9 febbraio, che chiedeva di contrastare l’invasione. Calando le braghe ad altezza caviglia davanti agli eurofunzionarietti, i camerieri bernesi dell’UE hanno rifiutato qualsiasi limitazione alla devastante libera circolazione delle persone. Le frontiere devono rimanere spalancate! Guai ai populisti e razzisti che osano opporsi a questo sacro dogma!

Il citato triciclo vorrebbe ora fare il bis in Gran Consiglio, affossando l’iniziativa “Prima i nostri” con la solita tattica del “sa pò mia”. Non è vero che “sa po’ mia”. Sono loro che non vogliono. C’è una bella differenza. E’ evidente che i becchini della volontà dei ticinesi verranno indicati sul Mattino con nome e cognome.

Situazione sempre più degenerata

Intanto la situazione sul mercato del lavoro ticinese degenera sempre più. Solo nei giorni scorsi abbiamo letto dell’ulteriore ennesimo aumento dei casi d’assistenza, della ditta di Chiasso che cerca laureati a 600 Fr al mese per un impiego a tempo pieno, e avanti con le nefandezze. Le cifre dei frontalieri sono ormai arcinote e manifestamente insostenibili. Se nelle provincie lombarde un terzo dei lavoratori fosse composto da frontalieri ticinesi, il Belpaese avrebbe già costruito un muro sul confine da far impallidire quello di Trump col Messico.

L’unica via d’uscita

Il discorso è molto semplice. O la libera circolazione salta, oppure in questo Cantone di futuro per i ticinesi non ce ne sarà più. Ci trasformeremo in appendice lombarda. I giovani ticinesi (ma anche i meno giovani) per lavorare dovranno tornare ad emigrare come alla fine dell’Ottocento. E per questo sapremo chi ringraziare.

Visto dunque che la partitocrazia non ne vuole sapere di limitare la libera circolazione, l’unica via d’uscita, essendo l’andazzo attuale intollerabile, è la disdetta dello scellerato accordo con l’UE. Se poi la conseguenza dovesse essere la caduta di tutti gli altri trattati del pacchetto bilaterali I, poco male. Questi accordi non sono di certo un regalo degli eurofalliti agli svizzerotti. Essi portano infatti molti più benefici all’UE che alla Svizzera. Inoltre, si possono benissimo concludere trattati commerciali interessanti senza alcun bisogno di inserirvi la libera circolazione delle persone. Un paese che non controlla la propria immigrazione è un paese finito. Se ne stanno accorgendo anche all’interno della stessa DisUnione europea.

I soldatini insorgono

Naturalmente i soldatini delle frontiere spalancate sono subito insorti contro l’iniziativa “Per un’immigrazione moderata”. La casta ci offrirà il solito triste spettacolo, fatto di terrorismo di regime e di tentativi di lavaggio del cervello al popolazzo becero che vota sbagliato. Si moltiplicheranno inoltre gli studi farlocchi e le statistiche taroccate su disoccupazione e frontalierato.

Le perle di “Leider” Ammann

Un primo assaggio di campagna l’abbiamo già avuto con le brillanti esternazioni del ministro dell’economia Johann “Leider” Ammann (naturalmente liblab). Secondo questo luminare, l’iniziativa contro la libera circolazione sarebbe “priva di senso” e “verrà bocciata”.

Bravo “Leider” Ammann, tu sì che sei un grande statista. L’iniziativa sarebbe “priva di senso” perché non piace ai tuoi amichetti liblab delle grandi industrie, quelli che vogliono la manodopera estera a basso costo per lasciare a casa gli svizzeri? Quindi l’unica cosa sensata sarebbe continuare con l’invasione attuale e con la svendita del paese a Bruxelles?
Ricordiamo che il buon Giuànn (Johann) praticamente a due minuti dall’affossamento del 9 febbraio ad opera della partitocrazia PLR-PPD-P$$ alle Camere federali (16 dicembre 2016, venerdì nero della democrazia svizzera), già telefonava tutto scodinzolante al presidente della Commissione UE Jean-Claude “Grappino” Juncker per annunciare con orgoglio la missione compiuta: i camerieri di Bruxelles hanno azzerato la volontà popolare sgradita!

Priva di senso?

Ovunque, anche all’interno della stessa UE, ci si rende conto che l’immigrazione deve essere controllata e Leider Ammann parla di “iniziativa priva di senso”? Chiaro: da uno che, assieme all’ex compagno di merende Didier Burkhaltèèèr, già lo scorso anno avrebbe voluto sottoscrivere subito lo sconcio accordo quadro istituzionale con l’UE, ci si può solo attendere il peggio.  L’unica cosa “priva di senso” è che ci siano consiglieri federali del genere, guarda un po’ dell’ex partitone. Che poi l’iniziativa “sarà respinta”, caro “Leider” Ammann, è tutto da vedere.

Per cui, sotto con le firme!

Lorenzo Quadri

 

Ecco finalmente l’iniziativa contro la libera circolazione!

E’ l’unica via per salvare il futuro della Svizzera e del suo mercato del lavoro

La Lega, come già annunciato, sarà in prima fila nella raccolta delle firme in Ticino

Finalmente ci siamo! Nei prossimi giorni (metà gennaio) partirà la raccolta delle firme per l’iniziativa popolare per abolire la devastante libera circolazione delle persone. Lo ha annunciato la scorsa domenica il presidente dell’UDC nazionale Albert Rösti. La Lega, come già detto in più occasioni, sarà in prima fila nella raccolta delle sottoscrizioni in Ticino. Ovviamente anche il Mattino farà la propria parte. Per la riuscita dell’iniziativa, servono 100mila firme da raccogliere in 18 mesi.

L’iniziativa prevede che la Svizzera torni a regolare in modo autonomo l’immigrazione, e che non possa essere concluso alcun accordo internazionale che conceda la liberà di entrare nel nostro Paese a cittadini stranieri. Del resto, una nazione che non ha più il potere di decidere chi può entrare e chi no, è una nazione finita.

Se l’iniziativa riuscirà, il Consiglio federale avrà un anno di tempo per negoziare la fine della libera circolazione delle persone tra Svizzera ed UE. In caso di mancato accordo, cadranno tutti i bilaterali in base alla famosa “clausola ghigliottina”.

Unica risposta possibile

La fine della libera circolazione delle persone, e se del caso di tutti i bilaterali, è l’unica risposta possibile agli eurobalivi ed ai loro continui tentativi di comandare in casa nostra. L’arroganza e la volgarità di questi funzionarietti di Bruxelles  ha superato – da tempo e di gran lunga – i livelli di guardia. Questi bei tomi sono arrivati al punto di incassare dai loro camerieri in Consiglio federale la promessa di un regalo di 1.3 miliardi di Fr (in mancanza di qualsiasi obbligo di pagamento da parte nostra, e pure di uno straccio di contropartita: altrimenti, che regalo sarebbe?) e poi, qualche settimana dopo, di ricattare svergognatamente la Svizzera con l’equivalenza delle borse limitata dal 2018: questo con l’obiettivo di ottenere  da Berna la sottoscrizione dello sconcio accordo quadro istituzionale. Ossia quell’accordo che segnerebbe la fine della nostra sovranità e dei diritti popolari. Un contratto capestro che il presidente della Commissione UE Jean-Claude “Grappino” Juncker, forse in un momento di confusione etilica più marcata del solito, ha addirittura definito “accordo di amicizia”. Bell’amicizia!

Il triciclo…

All’accordo “di amicizia” rispondiamo quindi con l’iniziativa per cancellare – sempre “in amicizia”, che ben s’intenda – la devastante libera circolazione delle persone.  Questa iniziativa è peraltro anche l’unica risposta possibile al vergognoso tradimento della volontà popolare da parte del triciclo PLR-PPD-P$$ alle Camere federali.

Nel dicembre 2016, il triciclo ha infatti azzerato il “maledetto voto” del 9 febbraio. Un articolo costituzionale che prevede la preferenza indigena ed i contingenti per l’immigrazione è stato trasformato in una grottesca farsa burocratica: obbligo di annuncio agli Uffici regionali di collocamento (URC) dei posti di lavoro vacanti, che però scatta solo quando il numero di disoccupati in un determinato settore, calcolato a livello nazionale (evvai con le statistiche farlocche della SECO!) supera una certa percentuale. Questa pagliacciata, è evidente, non farà diminuire l’immigrazione di un’unità, né impedirà che anche un solo ticinese venga soppiantato da uno o più frontalieri.

Tristi giochetti

La partitocrazia, a partire dai suoi esponenti in Consiglio federale, ha scelto di ubbidire ai suoi padroni di Bruxelles e non al popolo svizzero che dovrebbe rappresentare. Sicché, adesso si becca l’iniziativa contro la libera circolazione delle persone. Un’iniziativa che non lascia spazio ai tristi giochetti orchestrati contro il “maledetto voto” del 9 febbraio. Poiché il testo è chiarissimo. La libera circolazione delle persone va disdetta. E se la controparte non è d’accordo di disdire solo quel trattato, salteranno tutti i bilaterali. Del resto, più passa il tempo e più le frontiere spalancate diventano un problema per gli stessi Stati UE.

La casta contro il popolo

E’ ovvio che l’élite spalancatrice di frontiere (partitocrazia, stampa di regime con in testa la SSR, intellettualini da tre e una cicca e compagnia cantante) si scatenerà, isterica e bavosa, contro l’iniziativa anti libera circolazione. Lo farà con le sue modalità abituali: minacce grondanti odio e ricatti all’indirizzo del popolazzo becero che “vota sbagliato”. Vedi quanto sta accadendo per il No Billag, tema infinitamente meno importante della libera circolazione. Ma è un dato di fatto che gli strilli e le menzogne dell’establishment fanno sempre meno presa sui cittadini.

Prima i nostri

E’ evidente che, nell’attesa di votare sul futuro della libera circolazione (e il voto non è certo per domani, date le tempistiche delle iniziativa popolari) in Ticino occorre applicare rigorosamente la preferenza indigena decisa dal 58% dei cittadini che ha approvato “Prima i nostri”. Tanto più che Prima i nostri – è bene ricordarlo – ha ottenuto in dicembre la garanzia federale. Vero partitocrazia?

Lorenzo Quadri

 

 

Esplode il frontalierato e a Varese esultano per i ristorni

Ma i kompagnuzzi italici pensano che la libera circolazione andrà avanti per sempre?

Ma guarda un po’. In quel di Varese, i kompagnuzzi del PD esultano: grazie alla crescita esponenziale dei frontalieri sono aumentati i ristorni, e al di là della ramina la goduria è ai massimi livelli. Un consigliere regionale PD nei giorni scorsi gongolava in questi termini sulla stampa locale:

“Alla Provincia di Varese arriveranno quest’anno circa 7,6 milioni di euro dai ristorni dei frontalieri, che verranno utilizzati per spese di manutenzione di scuole, impianti, strade, piste ciclabili. Una piccola parte (circa 120 mila euro) sarà utilizzata per la sistemazione della facciata di Villa Recalcati”.

Dovrebbero preoccuparsi…

Bravi kompagni del PD, avanti così: continuate a gioire per l’esplosione del frontalierato (e contemporaneamente a starnazzare contro gli “svizzeri razzisti”; senza i quali vi trovereste con decine di migliaia di disoccupati in più a vostro carico). Continuate a cantare vittoria per l’aumento dei ristorni.

Magari, invece di rallegrarvi, sarebbe invece il caso che vi preoccupaste della situazione catastrofica del mercato del lavoro italiano che sta dietro a tali fenomeni, e che cercaste di porvi rimedio. Se infatti pensate che la devastante libera circolazione delle persone senza limiti sia una realtà immutabile, avete fatto male i conti, perché da questa parte della ramina la popolazione ne ha piene le scuffie dell’invasione.

La partitocrazia

Certo: la partitocrazia spalancatrice di frontiere non ne vuole sapere della preferenza indigena. Ed infatti il triciclo PLR-PPD-P$, dopo aver rottamato il “maledetto voto” del 9 febbraio, adesso vorrebbe fare lo stesso con Prima i nostri. Ed infatti solo Lega ed Udc hanno sottoscritto il rapporto in Gran Consiglio che chiede un’applicazione aderente a quanto votato da quasi il 60% dei ticinesi.

Allo stesso modo, come abbiamo purtroppo avuto modo di constatare a più riprese, la partitocrazia non si sogna di bloccare il versamento dei ristorni, malgrado di motivi per farlo ce ne sarebbero a iosa.

Però, come noto, sulle rampe di partenza c’è l’iniziativa contro la devastante libera circolazione delle persone. Sicché Oltreconfine faranno bene a cominciare ad entrare nell’ordine di idee che la pacchia potrebbe anche finire, se i cittadini svizzeri lo vorranno!

Versamenti “dovuti”?

Non ancora contenti però (e non è la prima volta), i beneficiari dei ristorni ci prendono pure per i fondelli con la fandonia dei versamenti dei ristorni che sarebbero “dovuti” e “ampiamente giustificati”. Quando le cose stanno in modo ben diverso.
L’unica cosa giustificata sarebbe l’introduzione di una tassa per frontalieri visto il disastro viario ed occupazionale provocato in Ticino dal loro aumento sfrenato (ma naturalmente i camerieri bernesi dell’UE non ci sentono).

Le opere di interesse comune

Particolarmente interessante l’ enunciazione degli utilizzi stabiliti per i ristorni in Provincia di Varese: scuole, piste ciclabili e perfino la facciata di Villa Recalcati! Uella! A ciò si aggiunge il fatto – notorio e pacificamente ammesso dai diretti interessati – che i comuni utilizzano i ristorni per tappare i buchi di gestione corrente.

Alla faccia delle famose opere di interesse transfrontaliero che, evidentemente, possono attendere. Tanto nel Belpaese sanno benissimo come andrà a finire: gli svizzerotti, se vorranno tali opere su territorio della Penisola, apriranno il borsello e le finanzieranno integralmente. Vedi l’esempio del famigerato corridoio ferroviario di 4 metri. E, per rimanere su un tema più attuale, vedi il famoso trenino Stabio-Arcisate dove mancano i park & ride in Italia. Una lacuna che equivale a decretarne il fallimento già in partenza. E gli inizi, tra un disservizio e l’altro, non sono certo stati entusiasmanti.

Naturalmente, gli amici a sud i parcheggi per gli utenti del trenino mica si sognano di farli. Dicono che vogliono “aspettare di vedere come evolve la situazione”. Peccato che senza i posteggi la situazione non si evolverà proprio ed il nuovo collegamento  – massicciamente finanziato dagli svizzerotti – verrà disertato. Non ci vuole il Mago Otelma per indovinare l’epilogo: Ticinesi, volete i Park&Ride oltreconfine? Mano al borsello e pagateli voi!

Lorenzo Quadri

Libera circolazione selvaggia!

No liblab a qualsiasi misura, anche minima, a tutela del mercato del lavoro ticinese

 

Aspettiamo il triciclo PLR-PPD-P$ al varco della votazione in Gran consiglio su “Prima i nostri”

La maggioranza della Commissione della legislazione del Gran Consiglio, leghisti compresi, ha approvato l’iniziativa PPD che chiede il controllo sistematico sui nuovi permessi di lavoro, come pure sui rinnovi. Obiettivo: accorgersi subito se  sono violati i salari minimi previsti nei contratti collettivi di lavoro o nei contratti normali di lavoro resi di obbligatorietà generale (in Ticino di questi ultimi ce ne sono ben 16: segno di un mercato del lavoro allo sbando a causa dell’invasione di manodopera a basso costo in arrivo da oltreconfine che soppianta quella residente).

La misura non farà miracoli. Ma certo può aiutare come strumento antidumping. E, nell’attesa dell’applicazione della preferenza indigena votata dal popolo prima, e della FINE della fallimentare libera circolazione delle persone poi, occorre sfruttare tutti i margini attualmente a disposizione per difendere il mercato del lavoro ticinese mandato allo sbaraglio dagli spalancatori di frontiere.

Del resto, una delle poche frasi sensate pronunciate dal buon Johann “Leider” Ammann è proprio la seguente: “A tutela dell’occupazione in Svizzera occorre prendere una serie di misure che singolarmente possono anche essere di portata limitata, ma che messe assieme hanno un peso”. Va da sé che però lui, il ministro dell’economia, non solo di queste misure non ne ha presa nessuna – né di portata limitata e nemmeno, ovviamente, di portata estesa – ma ha pure approvato il regalo di 1.3 miliardi di Fr (soldi nostri!) alla fallita UE. Senza alcuna contropartita!

Rifiuto talebano

Il controllo sistematico dei permessi di lavoro, sia nuovi che rinnovati, è dunque un passo nella giusta direzione. Chi, in commissione della legislazione del Gran Consiglio, vi si è opposto? Ma guarda un po’, l’ex partitone. Ovvero il partito di KrankenCassis, il ministro degli esteri del “tasto reset” farlocco, oltre che di “Leider” Ammann. Dunque, il PLR conferma il proprio talebano rifiuto di introdurre qualsivoglia freno, seppur minimo, alla libera circolazione selvaggia ed alla conseguente devastazione del mercato del lavoro ticinese. Si prende nota.

Aspettiamo al varco

Se come detto la verifica sistematica dei nuovi permessi di lavoro (rispettivamente di quelli da rinnovare) è un passo nella direzione giusta, e quindi va approvato, ben più importante è l’introduzione della preferenza indigena (“Prima i nostri”) votata dal popolo ticinese.

Alla modifica costituzionale ticinese, il Consiglio degli Stati ha già concesso la garanzia federale. La prossima settimana, il Nazionale farà altrettanto (non si vede infatti come le cose potrebbero andare diversamente, anche se è facile immaginare che qualche spalancatore di frontiere vorrà starnazzare la sua).

Sicché, attendiamo al varco il triciclo PLR-PPD-P$ quando si tratterà di votare su Prima i nostri in Gran Consiglio. Perché se i soldatini della partitocrazia pensano di poter calpestare la volontà popolare “come se niente fudesse”, forse hanno fatto male i conti.

Lorenzo Quadri

La professoressa asfalta gli spalancatori di frontiere

Libera circolazione solo per chi lavora, non per mantenuti e picchiatori stranieri

 

Bene! Gli spalancatori di frontiere si sono beccati una sonora legnata. E non da parte dei soliti “populisti e razzisti” ma nientemeno che da una professoressa dell’Università di Basilea.  Christa Tobler, esperta di diritto europeo, in un’opinione pubblicata sulla NZZ ha asfaltato la libera circolazione delle persone. O piuttosto, ha asfaltato l’interpretazione “estensiva” (eufemismo) che ne fa la casta spalancatrice di frontiere e multikulti. Quella che utilizza la libera circolazione come pretesto per costringere gli svizzerotti fessi non solo a far entrare tutti i cittadini UE,  ma anche a mantenerli, e a non espellerli quando delinquono. E questo malgrado il popolo abbia votato l’espulsione dei criminali stranieri.

La scellerata sentenza

Ad innescare la polemica, una scellerata sentenza del tribunale cantonale zurighese. I legulei sulla Limmat hanno infatti deciso che (contrariamente a quanto stabilito dalla corte distrettuale) espellere un picchiatore tedesco 27enne, senza lavoro e nemmeno intento a cercarlo, “sa po’ mia” poiché sarebbe – udite udite – contrario alla devastante libera circolazione. Gli stessi legulei hanno peraltro ammesso che questa interpretazione è controversa. Ovvero, che si poteva anche decidere diversamente. Ma loro naturalmente hanno scelto di comunque sentenziare che il delinquente e lazzarone tedesco deve rimanere in Svizzera. Alla faccia della volontà dei cittadini che già nel lontano 2010 hanno votato che gli stranieri che delinquono vanno espulsi.

Chi non lavora…

La professoressa Tobler sulla NZZ asfalta i camerieri dell’UE del tribunale cantonale zurighese. L’accordo di libera circolazione, spiega l’esperta, vale solo per chi lavora, o per chi, pur non lavorando, ha sostanza sufficiente per mantenersi e pagare l’assicurazione malattia. Chi invece non lavora ed è a carico del contribuente non può pretendere di restare. Di conseguenza, il 27enne picchiatore tedesco già per questo motivo non ha alcun diritto a risiedere nel nostro paese. Sicché va espulso. In più, è in Svizzera a commettere reati. E la nostra legge prevede l’espulsione dei delinquenti stranieri.

Quindi ci sono ben due motivi cumulativi per cui il picchiatore “non patrizio” va accompagnato al confine. Eppure i legulei del “devono entrare tutti” pretendono di tenerlo qui,  naturalmente a carico del solito sfigato contribuente!

Ecco chi dobbiamo ringraziare se la Svizzera sempre più si trasforma nel paese del Bengodi per foffa d’importazione!

Come se non fosse già grave…

La casta spalancatrice di frontiere pretende di estendere i diritti derivanti dalla libera circolazione delle persone, che valgono solo per i lavoratori, anche a chi non rientra affatto in tale categoria. E che quindi non solo può, ma deve essere espulso. Altro che “sa po’ mia”!

Come se non fosse già abbastanza deleterio che la libera circolazione ci riempia di frontalieri e padroncini che devastano il mercato del lavoro, provocando soppiantamento e dumping salariale, dovremmo anche tollerare che venga utilizzata come pretesto per tenere in Svizzera stranieri che delinquono o che mungono lo stato sociale? Qui qualcuno non ha capito da che parte sorge il sole.

A casa

E’ ormai sempre più chiaro che noi svizzerotti fessi, senza nemmeno essere membri dell’UE, siamo gli unici ad applicare la libera circolazione delle persone come un lasciapassare universale che garantisce a tutta la foffa comunitaria il diritto (?) di venire a delinquere e a farsi mantenere nel nostro Paese.
Ringraziamo i camerieri di Bruxelles in Consiglio federale, nella partitocrazia PLR-PPD-P$ e nella magistratura.

Infine, una cosa è evidente: gli azzeccagarbugli del tribunale cantonale zurighese che hanno deciso che il picchiatore 27enne tedesco che non lavora non può essere espulso dalla Svizzera, vanno lasciati subito a casa.

Lorenzo Quadri

Stop alla scellerata politica delle frontiere spalancate!

Finalmente pronta l’iniziativa popolare contro la libera circolazione delle persone 

La Lega sarà in prima fila nel raccogliere le firme in Ticino

Finalmente! Il comitato centrale dell’UDC ha approvato venerdì  il testo dell’iniziativa “Per un’immigrazione moderata”. Si tratta della famosa iniziativa, di cui si parla da mesi, per disdire la devastante libera circolazione delle persone. Come già annunciato, la Lega sarà in prima fila nel raccogliere le firme in Ticino.

Questa volta il testo non lascia spazio ad ambiguità. Sicché, il triciclo iscariota PLR-PPD-P$$, in caso di riuscita dell’iniziativa e di sua approvazione in votazione popolare, non  potrà inventarsi compromessi-ciofeca ed “applicazioni light” per buggerare i cittadini ed inginocchiarsi davanti al padrone europeo. (Una volta si diceva “alto e potente signore”; adesso, con “Grappino” Juncker, al massimo si può dire “alticcio”).

Niente equivoci

Il testo che sarà sottoposto all’approvazione del popolo è chiarissimo: il Consiglio federale ha 12 mesi di tempo per negoziare con l’UE l’uscita della Svizzera dalla libera circolazione. Se le trattative falliscono, la Svizzera disdice unilateralmente l’accordo sulla libera circolazione delle persone entro altri 30 giorni.

Il testo si premura inoltra di precisare che non si possono concludere altri accordi che  garantiscono a cittadini stranieri la libera circolazione in Svizzera, e che gli accordi internazionali in essere vanno adattati di conseguenza. Questo evidentemente per evitare che ciò esce dalla porta venga poi fatto rientrare della finestra. Un atto di sfiducia, più che giustificata, nei confronti dei camerieri bernesi dell’UE.

Il Ticino attendeva da tempo

Il Ticino aspettava questa iniziativa dal dicembre del 2016. Ossia da quando è stato messo nero su bianco lo sconcio tradimento  del  triciclo PLR-PPD-P$$ che rifiuta di applicare la volontà popolare.  E per carità di patria non torniamo ad insistere sul ruolo giocato in questo golpe contro il popolo dal neo-consigliere federale italo-svizzero KrankenCassis, allora capogruppo liblab a Berna.

E l’iniziativa diventa ancora più importante considerando che in Ticino lo stesso triciclo PLR-PPD-P$ si appresta a rottamare anche la preferenza indigena contenuta in “Prima i nostri”.

Paturnia ideologica

L’immigrazione incontrollata, come scritto in più occasioni, non ha alcun rapporto con le necessità dell’economia svizzera. E’ semplicemente una paturnia ideologica degli spalancatori di frontiere multikulti. Una paturnia imposta e difesa a suon di denigrazione degli avversari (infamati e delegittimati come spregevoli razzisti) e di squallidi ricatti all’indirizzo del popolino “chiuso e gretto”. A ciò va naturalmente aggiunta un’inaudita sfilza di balle solenni. Come quella raccontata dall’allora presidente nazionale del PLR Fulvio Pelli secondo cui “con la libera circolazione i nostri giovani potranno andare a lavorare a Milano” (sic!).

Solo disastri

L’immigrazione incontrollata ha fatto solo disastri; del resto, la Lega ed il Mattino lo avevano ampiamente previsto. E i disastri li ha fatti in tutti gli ambiti: sul mercato del lavoro (ma come: non erano solo “percezioni”?), sulla sicurezza (ci siamo riempiti di delinquenti stranieri che poi giudici buonisti-coglionisti si rifiutano di espellere, perché “la libera circolazione prevale”), sui costi sociali e sanitari (e quindi anche sull’esplosione dei premi di cassa malati), sulla viabilità, sull’ambiente (65’500 frontalieri che circolano uno per macchina), sui costi dell’alloggio, su quelli delle infrastrutture, e via elencando.

Anche il Gigi di Viganello è in grado di capire che la piccola Svizzera non può far fronte ad un saldo migratorio che oscilla tra le 60 e le 80mila persone all’anno dalla sola UE; tanto più che gli scienziati del Consiglio federale, “lungimiranti” come sempre, prima della votazione sui  bilaterali parlavano di un saldo di 10mila persone. Il Gigi di Viganello è in grado di capirlo, ma evidentemente la partitocrazia spalancatrice di frontiere, i camerieri dell’UE in Consiglio federale,  la stampa di regime (a cominciare dalla SSR) e gli intellettualini rossi da tre e una cicca non lo sono.

Al saldo migratorio di cui sopra si aggiunte l’invasione di frontalieri e di padroncini e quella di finti rifugiati con lo smartphone (quanti gli estremisti islamici? Quanti i galeotti che hanno beneficiato dei recenti indulti in Tunisia?). E gli svizzerotti fessi, naturalmente, mantengono tutti…

Correggere lo sconcio

E’ quindi chiaro che la libera circolazione delle persone è un esperimento completamente abortito. Uno sbaglio della storia, che come tale va corretto il prima possibile. La Svizzera deve tornare a decidere autonomamente sull’immigrazione, in base alle proprie esigenze e necessità. E tenendo conto del proprio mercato del lavoro e della sacrosanta preferenza indigena. Del resto, è quello che fanno tutti gli Stati sovrani. Compresi quelli dove – diversamente della Svizzera – non è in corso alcuna invasione. O dobbiamo ricordare che in Giappone la percentuale di popolazione straniera è inferiore al 2%?
Adesso invece centinaia di milioni di cittadini europei hanno il diritto di stabilirsi nel nostro Paese e gli svizzerotti “chiusi e razzisti” possono solo stare a guardare. Ulteriore aggravante: la partitocrazia PLR-PPD-P$$ ed i suoi esponenti nelle istituzioni non si sognano di difendere i propri concittadini: “bisogna aprirsi! Immigrazione uguale ricchezza!”. Cose del genere succedono, purtroppo, solo da noi.  E’ dunque ampiamente tempo di mettere fine a questo obbrobrio.

A proposito: quelli che, all’indomani del “maledetto voto” del 9 febbraio, ripetevano che bisognava rifare la votazione, e che comunque bisognava porre esplicitamente al popolo il quesito sulla libera circolazione, da svariati mesi non fanno più un cip. Chissà come mai? Forse perché si rendono conto che, in caso di votazione sulla libera circolazione, rischiano di venire asfaltati? Ul bel vedé…

Lorenzo Quadri

 

Lugano: regolamento di conti tra gang straniere!

Scene da Bronx per colpa delle frontiere spalancate! Grazie partitocrazia PLR-PPD-P$!

 

Grazie libera circolazione! Grazie multikulti! Siamo diventati Paese del Bengodi e crocevia di foffa d’importazione che si dà appuntamento da noi per regolare i propri conti a coltellate! Via subito questa feccia dalla Svizzera!

E adesso dalla Magistratura ci aspettiamo sanzioni esemplari! Oppure la nostra giustizia buonista-coglionista è inflessibile solo con gli sfigati automobilisti incappati nelle maglie di Via Sicura?

Sempre meglio! Immigrazione uguale ricchezza! Bisogna aprirsi! La libera circolazione è un valore! Ieri abbiamo avuto l’ennesima dimostrazione concreta di questa “ricchezza” e di questo “valore”.

Nelle prime ore di sabato mattina, e più precisamente verso le 3 e 40,  il centro di Lugano è stato teatro di una scena da Bronx. Una maxirissa con accoltellamenti fuori dalla discoteca Blu Martini che, stando a quanto riportato dal portale Ticinonews, non sarebbe una zuffa scoppiata per futili motivi e poi degenerata (che già sarebbe grave). Ma la situazione è ancora peggiore. Il fatto di sangue in città farebbe l’epilogo di un vero e proprio regolamento di conti tra bande di delinquenti stranieri: da una parte un gruppo di albanesi residenti in Italia e dall’altra una gang di cittadini domenicani. Questi si sarebbero dati appuntamento a Lugano per sistemare a coltellate le proprie vertenze, a quanto pare legate a questioni di droga e/o prostituzione.

Le persone rimaste ferite sono quattro, tre cittadini albanesi residenti nel Belpaese ed uno svizzero (?) residente nel Mendrisiotto, tutti di età compresa tra i 22 ed i 27 anni. Ci piacerebbe sapere quanto “svizzero” sia il signore in questione; sarà mica qualche beneficiario di naturalizzazione facile?

L’accoltellatore fino a ieri sera risultava in fuga. Nessuno dei feriti è in pericolo di vita. Per uno è stato necessario il ricovero in ospedale.

Naturalmente vogliamo anche sapere se per caso tra i componenti delle gang che si sono scontrate c’è anche qualche beneficiario di prestazioni sociali pagate dal solito sfigato contribuente ticinese!

Ecco la “ricchezza”!

Ma bene! Eccola qui la “ricchezza” portata dalla libera circolazione delle persone e dalle frontiere spalancate volute dalla partitocrazia!

Non solo ci riempiamo di delinquenti stranieri, ma la suddetta foffa si dà addirittura appuntamento a Lugano per i propri regolamenti di conti all’arma bianca! Ma cosa stiamo diventando grazie alle frontiere spalancate e al “devono entrare tutti”? Un sobborgo di Rio de Janeiro?

Noi non ci stiamo! Questa feccia estera in casa nostra non la vogliamo! Per cui, se tra i bravi giovani “non patrizi” coinvolti nella maxirissa con accoltellamenti di ieri ci sono degli stranieri residenti in Ticino, è evidente che vanno sbattuti fuori dalla Svizzera. E senza tanti autoerotismi cerebrali su “proporzionalità” e su fallimentari accordi internazionali! Perché ne abbiamo piene le scuffie!

Perché a Lugano?

Perché poi questi delinquenti si sono dati appuntamento per il loro regolamento di conti proprio a Lugano? Non sarà mica perché sanno che, male che vada, grazie alla nostra giustizia buonista-coglionista se la caveranno con un gradevole soggiorno all’Hotel Stampa?

E’ chiaro che ci aspettiamo delle sanzioni esemplari nei confronti di questi delinquenti d’importazione! O dobbiamo credere che la nostra Magistratura usi il pugno di ferro solo con gli automobilisti incappati nelle maglie di Via Sicura, mentre per i veri criminali si trova sempre una qualche attenuante in nome del garantismo tafazziano?

Sappiamo chi ringraziare

E’ pacifico che non intendiamo tollerare che feccia straniera renda le nostre città dei posti dove si deve avere paura a girare di notte. Non siamo abituati a regolamenti di conti per strada e nemmeno intendiamo abituarci. E se simili scene da Bronx accadono a Lugano, sappiamo benissimo chi ringraziare: il triciclo PLR-PPD-P$ che ha spalancato le frontiere, e che non ne vuole sapere di espellere sistematicamente i delinquenti stranieri!

Rottamare Schengen!

Il fatto che la banda di albanesi sia residente in Italia è poi  l’ennesima dimostrazione che bisogna ripristinare i controlli sistematici sulla frontiera. Rottamare immediatamente gli accordi di Schengen e potenziare le Guardie di confine!

Il colmo è che i camerieri dell’UE in Consiglio federale sono pronti a sperperare un miliardo per la candidatura di Sion per le Olimpiadi del 2026, ma hanno avuto il coraggio di rimangiarsi il promesso potenziamento delle guardie di confine adducendo la miserevole scusa delle ristrettezze finanziarie. Però quando si tratta di sperperare miliardi per i finti rifugiati con lo smarphone  o di mantenere delinquenti stranieri con i soldi dell’assistenza, di “ristrettezze finanziarie” non ce ne sono mai! Ma vergognatevi!

Lorenzo Quadri

 

Il picchiatore straniero? Ce lo teniamo in casa!

I legulei del Tribunale cantonale zurighese cancellano la volontà popolare 

E tutto, naturalmente, per calare le braghe davanti alla deleteria libera circolazione delle persone, che serve solo a riempirci di foffa! Avanti con l’iniziativa per abolirla!

Nuova vergognosa calata di braghe davanti alla fallimentare libera circolazione delle persone. A vantaggio, ma guarda un po’, di un delinquente straniero. Un picchiatore di 27 anni, cittadino tedesco (ma come: i giovani stranieri violenti non erano tutta una balla della Lega populista e razzista?), condannato a otto mesi con la condizionale, non sarà espulso dalla Svizzera. E questo malgrado l’aggressione figuri sulla lista dei reati per cui, a norma di legge, è prevista l’espulsione. Infatti i legulei buonisti-coglionisti del Tribunale cantonale zurighese hanno scandalosamente deciso che la fallimentare libera circolazione delle persone prevale sul diritto svizzero. Lo hanno fatto annullando la sentenza di prima istanza del Tribunale distrettuale di Winterthur, il quale aveva invece deciso per l’espulsione del picchiatore tedesco.

Ora, visto che anche quelli di Winterthur sono dei giudici e quindi si suppone che conoscano le leggi altrettanto bene dei loro colleghi del tribunale cantonale, come mai i primi hanno deciso che espellere dalla svizzera il delinquente straniero “sa po’” mentre a Zurigo dicono che invece “sa po’ mia”?

E qui arriva il bello, o meglio arriva lo scandaloso. Infatti gli stessi giudici di seconda istanza, come rileva il Blick, ammettono che “il caso può prestarsi a valutazioni giuridiche contrastanti”.

Ah bene! E tra le “valutazioni giuridiche contrastanti”, quale  ti vanno a scegliere questi legulei del piffero? Ma naturalmente quella contraria alla volontà popolare e favorevole alla deleteria libera circolazione delle persone! Traduzione: qui ci sono dei giudici che fanno apposta a prendere a pesci in faccia la legge svizzera, ad azzerare la volontà popolare, e a calare le braghe davanti alla libera circolazione delle persone. Quando si potrebbe benissimo fare altro: sono loro stessi ad ammetterlo! Vergogna! Ed intanto tutta la pletora di delinquenti stranieri che ci siamo messi in casa “grazie” alla politica delle frontiere spalancate se la ride a bocca larga.

Via la libera circolazione

Questo scandalo zurighese dimostra che è ora di cominciare a lasciare a casa un po’ di giudici camerieri dell’UE,  e ovviamente conferma l’urgenza di far SALTARE la libera circolazione delle persone. La quale, come ben palesa la vicenda del picchiatore tedesco che continuerà bellamente a vivere in Svizzera alla faccia nostra, non serve affatto, come blatera la partitocrazia PLR-PPD-P$$, a far arrivare nel nostro paese la forza lavoro necessaria all’economia. Balle solenni! La libera circolazione serve a “far entrare tutti”, e addirittura a far restare tutti. Quindi, la libera circolazione serve a riempirci di foffa straniera che poi non possiamo più espellere! Ed eccone l’ennesima dimostrazione!

Lorenzo Quadri