$inistrati “indispensabili”? Ma per cortesia…

 

Accipicchia, anche mercoledì sera al comitato cantonale P$ il presidente compagno Righini non ha mancato di sbroccare contro l’odiato Mattino e contro il suo direttore.

Evidentemente ai sinistrati dà molto fastidio che qualcuno metta in evidenza la loro doppia morale, la loro intolleranza, la loro ossessione per le frontiere spalancate, il loro disprezzo per la volontà popolare sgradita, la loro voglia matta di entrare nell’UE, il loro continuo schierarsi contro la Svizzera e gli svizzeri, la loro sempre più abissale distanza dai cittadini ticinesi.
Quanto alla presunta “indispensabilità” del P$ con cui il buon Righini si riempie la bocca: ne abbiamo avuto un ennesimo esempio giovedì  in consiglio nazionale nel dibattito (non ancora concluso) sul famigerato patto ONU sulla migrazione: fiumi di parole, da parte degli esponenti della gauche-caviar, per perorare la causa del “devono entrare tutti” e della trasformazione dell’immigrazione clandestina non solo in un diritto, ma addirittura  in un diritto umano, cui nessuno si potrà più opporre. Con annessa pretesa di censurare e criminalizzare le posizioni contrarie: perché è questo che i kompagnuzzi intendono per libertà di stampa e libertà d’espressione.

Inoltre e soprattutto: che i $inistrati ticinesi, adesso che si avvicinano le elezioni cantonali, non si illudano di poter prendere per i fondelli la gente invocando il “ceto medio” e magari addirittura la fiscalità dei single.

Il ceto medio, i kompagnuzzi lo hanno sempre munto senza pudore con tasse e balzelli; adesso a Berna lo vogliono ulteriormente impoverire con nuove stratosferiche tasse sulla benzina (mai sentito parlare di gilet gialli?).

Quanto alla fiscalità delle persone singole, il P$ ha sempre pronunciato il più intransigente dei njet a qualsiasi correttivo.

Cari sinistrati, ormai l’ha capito anche il Gigi di Viganello: gli unici interessi che difendete sono quelli degli stranieri, dei migranti economici che “devono entrare tutti” e di chi sull’immigrazione incontrollata ci lucra.

Ai ticinesi – a  quelli che hanno a cuore il proprio paese, il proprio futuro, il proprio mercato del lavoro, la propria identità; a quelli che vogliono restare padroni in casa loro e non ci stanno a farsi schiacciare gli ordini dai funzionarietti di Bruxelles – la gauche-caviar ha voltato le spalle da un pezzo. Sono solo “popolazzo chiuso e gretto, che vota sbagliato”! Bene, cari kompagni: adesso raccogliete i frutti.

Lorenzo Quadri

 

 

Votazioni: Lega e Mattino vincono su tutta la linea

Civica: la casta di nuovo asfaltata dal popolo ticinese. E sulla Previdenza 2020…

 

Per la Lega e per il Mattino, le votazioni della scorsa domenica sono state un successo su tutta la linea (per lo meno in Ticino).

La chiara maggioranza dei ticinesi (55.2%) ha infatti approvato la riforma Previdenza 2020. E’ evidente che, senza la Lega ed il Mattino, il risultato sarebbe stato ben diverso. La riforma, certo, non entusiasmava. Tuttavia avrebbe permesso di scongiurare il peggio. Purtroppo il Sì ticinese non è bastato. A livello nazionale l’oggetto è stato respinto. Per l’AVS si apre dunque un periodo di incertezza. Il piano B  per il primo pilastro non esiste. I contrari non possono certo immaginare di riesumare le loro proposte, già respinte dal parlamento. Non c’è bisogno di essere un mentalista per prevedere cosa ci verrà propinato tra qualche anno: la pensione a 67 anni per tutti. E’ evidente che la Lega si batterà contro questo scenario. Uno scenario che sarebbe deleterio in particolare per il Ticino. Dove, grazie alla devastante libera circolazione delle persone, chi perde il lavoro sopra i 55 può star certo che non troverà più un altro impiego. Complimenti alla sinistra estrema che, per bocciare il pensionamento a 65 anni per le donne, ha retto la coda a chi lo vuole portare a 67. C’è una precisa definizione per chi si comporta in questo modo: “utile idiota”.

D’altra parte, è difficile immaginare che il popolo svizzero, dopo aver rottamato la Previdenza 2020 (che comportava sì dei sacrifici, ma sostenibili) potrà approvare una riforma delle pensioni che sarà giocoforza assai più dolorosa. Aspettiamoci dunque una massiccia operazione di terrorismo di Stato per imporre l’indifendibile.

Da notare che il Ticino con il suo voto a sostegno della Previdenza 2020 ha asfaltato il neo-consigliere federale Ignazio KrankenCassis, che al Nazionale era in prima fila nel combatterla. Ulteriore dimostrazione di come il neo-ministro non sia rappresentativo del nostro Cantone. Quindi c’è poco da continuare a remenarla con la storiella del Consigliere federale ticinese.

La sconfitta dei voltamarsina

Se la Previdenza 2020 ha vinto in Ticino, l’iniziativa per la civica ha letteralmente trionfato. Il 63.4% di Sì è un risultato eccezionale. Tanto più che il comitato promotore, la Lega e l’Udc erano soli contro tutti.  La partitocrazia PLR-PPD-P$ ha infatti clamorosamente voltato marsina qualche settimana prima del voto, sconfessando i rispettivi gruppi parlamentari che avevano sostenuto la civica in Gran Consiglio. La maggioranza dei docenti era contraria alla proposta in votazione. Così come i direttori scolastici e su su fino al capodipartimento (il quale, non dimentichiamolo, tentò addirittura di far dichiarare irricevibile l’iniziativa, fallendo miseramente).

Ad essi sono aggiunti gli intellettualini della gauche-caviar multikulti, nonché i soliti biliosi gruppi anti-Lega, anti-Svizzera e quindi anti-civica. Costoro si sono mobilitati con dovizia di soldatini, mezzi, ed inserzioni a go-go sui giornali (sarebbe interessante sapere quanto hanno speso in annunci, e chi ha pagato il conto).

Di tutti i colori

Nel corso dei mesi di una campagna di votazione sempre più isterica, se ne sono viste di tutti i colori. Dalle pressioni da parte di docenti sui collegi scolastici per ottenere prese di posizione contrarie alla civica alle denigrazioni contro l’iniziativa ed i suoi promotori; dalle fake news alla denuncia di fantomatici “gombloddi” con la Curia. Insomma: i contrari non si sono fatti mancare nulla. Hanno trasformato la votazione sulla civica in una votazione sulla scuola ticinese. Di proposito. Il loro obiettivo: asfaltare la civica per mostrare al comitato promotore, chiaramente non di $inistra, chi comanda nella scuola pubblica ticinese: la gauche-caviar ed addentellati, ovviamente! E che l’odiata “destra” non osi metterci il becco! Vade retro! E soprattutto: vade retro nazionalisti! La scuola di radikalchic e kompagnuzzi non deve insegnare i principi della democrazia svizzera. Al contrario: deve insegnare che le specificità elvetiche (e la Svizzera stessa) sono ciofeche da rottamare: perché bisogna essere “aperti”, euroturbo e multikulti. Viva il pensiero unico!

Il post della vergogna

La casta si vedeva già la vittoria in tasca. Invece si è beccata una randellata di proporzioni epiche.  Mobilitatasi in grande stile contro la civica e contro i suoi promotori, ha fatto la fine dei pifferi di montagna: partirono per suonare ma vennero suonati.

La trombatura, invece di suggerire un decoroso silenzio, ha provocato indegne sbroccate.  Vedi l’obbrobrioso post di un docente italiano (permesso C) della scuola media di Barbengo, il quale ha paragonato la votazione sul Sì alla civica a quella che, nel 1933, ha portato Hitler al potere in Germania. Ah beh, se ad insegnare la storia e la civica sono simili insegnanti, c’è proprio da stare tranquilli! Ovviamente ci aspettiamo che il direttore del DECS prenda seri provvedimenti, visto che ne va della credibilità della scuola pubblica.

Lorenzo Quadri

Epico flop della petizione contro il Mattino: 44 firme!

E adesso avanti con la chiusura notturna di tutti i valichi secondari con il Belpaese

 

Ad inizio aprile è entrata in vigore la famosa chiusura notturna in prova per sei mesi di tre valichi secondari con il Belpaese.

La misura è stata decisa dalla Confederazione dopo l’approvazione in sede parlamentare della mozione della deputata leghista Roberta Pantani.

Si ricorderà che, alla notizia della chiusura, i vicini a sud hanno dato fuori di matto. I politicanti d’oltreramina si sono messi a starnazzare a pieni polmoni contro gli svizzeri razzisti che discriminano gli italiani. Come di consueto, a lorsignori gli svizzeri razzisti fanno ribrezzo, ma i soldi dei ristorni ed i posti di lavoro in Ticino, invece, li gradiscono assai.

Pretesto per mettersi in mostra

Si è subito capito che la shistorm ( = tempesta di cacca) antisvizzera (ed antileghista) era solo un pretesto per mezze tacche in fregola di visibilità per poter finalmente metter fuori il faccione sui media rilasciando dichiarazioni surreali.  Quando si è  in campagna elettorale nel Belpaese, spacciarsi per paladini dei frontalieri paga. Peccato che questi ultimi con la chiusura notturna dei tre valichi non c’entrino un tubo.

Ricordiamo pure che la Farnesina (ministero degli esteri italico) arrivò al punto da convocare d’urgenza (uhhhh, che pagüüüraaa!) l’ambasciatore di Svizzera a Roma per chiedere “spiegazioni”. Speriamo che il buon Kessler si sia presentato munito di disegnini per chiarire meglio il messaggio.

Fortunatamente, il dossier valichi rientra sotto la competenza del Dipartimento delle finanze di Ueli Maurer sicché, malgrado gli isterismi italici, la misura è rimasta al suo posto. Se la decisione fosse dipesa dalla ministra del “devono entrare tutti” kompagna Simonetta Sommaruga, poco  ma sicuro che l’epilogo sarebbe stato l’abituale calata di culottes in stile elvetico.

Ulteriori strilli

In questo clima di shitstorm antisvizzera per una misura che rientra ampiamente nella nostra sovranità nazionale – e ci mancherebbe ancora che a decidere sulla nostra sicurezza fosse la vicina Repubblica che tra l’altro in questo campo non brilla particolarmente – era nata la prima pagina del Mattino che vedete riprodotta. Vi figurano degli scassinatori (rappresentati come Bassotti) che dall’Italia tentano di entrare in Ticino ma vengono fermati dalla barriera abbassata e dai due supereroi leghisti (SuperNorman e WonderPanty). La pagina aveva suscitato ulteriori strilli. E non solo al di là del confine. Si ricorderà che un certo avvocato luganese aveva subito telefonato al quotidiano di servizio (LaRegione) per annunciare segnalazioni al Ministero pubblico per presunto razzismo. Naturalmente non c’è stata nessuna segnalazione, dal momento che la prima pagina in questione nemmeno lontanamente potrebbe configurare il reato invocato.

La petizione

Non solo. Sempre a seguito della copertina “incriminata” (che tra l’altro finì anche sui giornali della Svizzera tedesca) tale Marco Villa, responsabile del Gruppo Frontalieri Ticino (?) ebbe la bella idea di lanciare una petizione per chiedere al Consiglio federale di chiudere il Mattino. Uella!

Hai capito il signore? Ha la pagnotta sul tavolo grazie al Ticino ma pretende di imporre in casa nostra misure fasciste di censura.  Naturalmente i sedicenti paladini della libertà di stampa al proposito rimasero muti come avelli. Chiaro: per costoro solo  chi la pensa come loro ha il diritto di esprimersi. Gli altri vanno zittiti e criminalizzati. Il dogma del pensiero unico multikulti e spalancatore di frontiere!

Villa asfaltato

Adesso sappiamo che la  raccolta firme per la chiusura del Mattino (ci perdevamo il sonno di notte) si è risolta in un epico flop. 44 sottoscrizioni  raccolte in tre mesi: un vero e proprio record negativo. Sarebbe poi interessante sapere quanti firmatari hanno il passaporto rosso e risiedono in Svizzera. Il promotore – uno che si sciacqua la bocca con slogan come “rispetto”, “legalità”, “serenità” per poi sbroccare sulla sua paginuzza di faccialibro (facebook) distribuendo insulti a destra e a manca  – è stato letteralmente asfaltato. Figura di palta! Se Villa ci tiene,  è ovviamente liberissimo di andare a Berna consegnare le sue preziose 44 firme alla cancelleria federale; sarà, per i funzionari, una benvenuta occasione per farsi qualche grassa risata. In ogni caso, il Consiglio federale non ha facoltà di chiudere testate giornalistiche. Queste cose succedono solo nei regimi che evidentemente piacciono al promotore della petizione. Si consiglia comunque ai frontalieri, per non rischiare di essere accomunati a certi personaggi, di prendere le distanza dal Gruppo Frontalieri Ticino e dal suo responsabile.

PS: E’ ovvio che, essendo i primi tre mesi di sperimentazione della chiusura notturna dei tre valichi secondari andata per il meglio, la misura va resa definitiva e va estesa a tutti i valichi secondari con il Belpaese. Così come deciso alle Camere federali (che mai hanno parlato di periodi di prova o  di chiusura solo di alcune dogane).

Lorenzo Quadri

 

Il Mattino l’aveva scritto!

Reclutatori dell’Isis in Ticino?

 

Per la serie “noi l’avevamo detto”! Nei giorni scorsi è diventata di pubblico dominio, a seguito dell’arresto di un 32enne turco naturalizzato svizzero sospettato di essere un reclutatore dell’Isis, la vicenda del primo foreign fighter partito dal Ticino. Si tratta di un giovane con padre tunisino e madre svizzera,  il quale con tutta probabilità si è radicalizzato nel nostro Cantone.

Ebbene, nel dicembre del 2015 il Mattino aveva intervistato il padre (nel frattempo defunto) di questo foreign fighter. L’uomo aveva lanciato l’allarme: i seguaci dell’Isis sono presenti e fanno proselitismo anche nel nostro Cantone. L’intervistato aveva pure dichiarato che tra le nuove frequentazioni del figlio c’era pure la moschea di Pregassona.

Ma naturalmente erano tutte balle populiste e razziste. Adesso invece si scopre che…