Finti rifugiati: l’Austria decurta i fondi. E noi?

C’è chi interviene per frenare i costi del caos asilo e chi, invece, spende sempre di più

 

Gli amici austriaci sanno sorprenderci con iniziative interessanti. L’ultima in ordine di tempo  riguarda l’assalto alla diligenza dello Stato sociale da parte di migranti economici.

Confrontata con una spesa generata dal “caos asilo” che galoppava a briglie sciolte, Vienna ha deciso che ai finti rifugiati che non sanno abbastanza bene il tedesco saranno tagliati i fondi. Si tratta di una misura di risanamento per frenare i costi che stavano diventando insostenibili. A questo punto una domanda nasce spontanea: e dalle nostre parti, i camerieri dell’UE sotto le cupole federali quando pensano di prendere delle misure per contenere la spesa miliardaria generata dal caos asilo? La risposta è purtroppo scontata: se aspettiamo la partitocrazia spalancatrice di frontiere e multikulti, stiamo freschi. Con la ministra del “devono entrare tutti” kompagna Simonetta Sommaruga, poi, è peggio che andar di notte. Ed infatti il disegno del Dipartimento Sommaruga non è quello di potenziare le espulsioni dei finti rifugiati bensì di tenerli tutti qui. Naturalmente a spese del solito sfigato contribuente. Dell’esplosione dei costi, a Madame ed ai suoi tirapiedi, non gliene potrebbe fregare di meno!

La lingua

Certo, anche il Dipartimento Sommaruga tiene in considerazione la lingua degli immigrati clandestini. Ma a danno degli svizzerotti. Ed infatti la geniale pensata è quella di mandare i migranti economici nei Cantoni di cui parlano la lingua, il che ovviamente significa infesciare i Cantoni latini, data la provenienza dei finti rifugiati. Questo è infatti il brillante progetto presentato recentemente dalla Segreteria di Stato della migrazione.

Motivo: conoscendo la lingua, i finti rifugiati avranno più facilità a trovare lavoro. Cosa, cosa? Qui qualcuno dev’essere caduto dal seggiolone da piccolo: adesso Berna, invece di espellerli, pretende di integrare i migranti economici nel mercato del lavoro svizzero e ticinese.  Peraltro spendendo sempre di più. A scapito ovviamente dei disoccupati residenti, per i quali i camerieri dell’UE in Consiglio federale non muovono un dito. Operazione peraltro destinata a fallire miseramente, poiché i finti rifugiati non sono integrabili. Purtroppo la morale è sempre la stessa. C’è chi ha dei governanti con gli attributi che difendono il proprio paese, e chi invece si ritrova con le Simonette.

Lorenzo Quadri

“I musulmani non devono rispettare le leggi”

L’ultima boiata di Nora Illi rispecchia il pensiero di molti migranti economici  

E intanto noi continuiamo ad “aprirci” al radicalismo islamico e a “far entrare tutti”, estremisti compresi. Grazie spalancatori di frontiere!

Nora Illi torna purtroppo a far parlare di sé. La Illi è la donna “velata” (meglio sarebbe dire: insaccata) che faceva le sceneggiate contro la legge antiburqa in Piazza Grande a Locarno. Ad accompagnarla, c’era il sedicente imprenditore algerino Rachid Nekkaz (accolto con tutti gli onori dal capodicastero polizia PLR di Locarno come “un intellettuale che merita di essere ascoltato”).

Si ricorda inoltre che il di lei marito, Qaasim Illi, esponente di punta del sedicente Consiglio centrale islamico della Svizzera (cosa possa avere di “svizzero” una simile aberrante organizzazione salafita rimane un mistero) è indagato dal Ministero pubblico della Confederella per presunta violazione della legge federale che vieta Al Qaeda, lo Stato islamico, ed organizzazioni consimili. Inquisito con lui il degno compare Nicholas Blancho.

Pufatt

Blancho ed Illi, come si è di recente appreso, non pagano la cassa malati e collezionano puff, poiché risultano essere indigenti. Entrambi sono occupati a tempo parziale. Ma di aumentare la percentuale lavorativa per far fronte ai propri obblighi e per pagare i debiti, non se ne parla nemmeno. Avrebbero meno tempo da dedicare alla diffusione del radicalismo islamico in Svizzera! Tanto a mantenerli ci pensa il solito sfigato contribuente; per cui, perché questa gentaglia dovrebbe preoccuparsi di lavorare?

Il solo fatto che simili situazioni vengano tollerate è la dimostrazione di quanto sia ormai degenerata la situazione nel nostro Paese grazie alla politica del buonismo-coglionismo e del multikulti. Vero kompagna Sommaruga?

Andrebbe ignorata, ma…

Ora, delle iniziative della Illi non bisognerebbe nemmeno parlare. Costei andrebbe semplicemente ignorata. Tuttavia la sua ultima sortita non può passare sotto silenzio. Si tratta della seguente dichiarazione fatta ad una TV privata austriaca (ma non c’erano persone con un po’ più di sale in zucca da interpellare?): “le leggi locali sono fatte per i miscredenti”; quindi i veri musulmani non devono rispettare le regole dei paesi dove vivono, ma solo i precetti coranici.

Purtroppo questa scandalosa boiata non è frutto del delirio individuale della poveretta di turno. Come lei  la pensano tanti (troppi) dei migranti economici musulmani  (anche se la Illi purtroppo è svizzera di nascita) che continuiamo a metterci in casa e a mantenere grazie alla politica dell’immigrazione scriteriata. Ossia, che le leggi del paese dove si vive NON si rispettano.

Davanti a simili esternazioni non dovrebbero azionarsi solo i campanelli d’allarme. Dovrebbe scattare anche l’islamexit, essendo questa religione incompatibile con la realtà occidentale.

Partitocrazia imbesuita

Ma la partitocrazia, imbesuita dal politikamente korretto, dalle frontiere spalancate e dal fallimentare multikulti, pretende che gli svizzerotti (chiusi e gretti) si “aprano” sempre più all’islam. La gauche-caviar vorrebbe addirittura rendere l’islam – che non rispetta le nostre leggi – religione ufficiale in Svizzera. E non ci vorrà molto prima che nasca anche dalle nostre parti un partito islamico, il quale pretenderà di sostituire le nostre leggi democratiche con i precetti del Corano. Grazie, partitocrazia multikulti e spalancatrice di frontiere!
Visto poi che alla Illi le leggi svizzere fanno tanto schifo: perché non raccoglie i suoi stracci e non si trasferisce nei paesi dove vige la sharia? Ah già, ma lì non è così facile attaccarsi alla mammella dell’ente pubblico!

Ma che bello starsene in Svizzera a radicalizzare senza pagare tasse né cassa malati – e magari ricevendo pure prestazioni sociali – assieme al marito pufatt e indagato! E tutto questo mentre si sputa  sui valori occidentali e cristiani. Ed invece dell’espulsione dal Paese, purtroppo impossibile essendo la Illi come detto svizzera di nascita, arrivano gli inviti ad andare a sproloquiare negli studi televisivi.

Lorenzo Quadri

Gli svizzerotti devono per forza “dare l’esempio”?

Migranti economici: in Germania tornano alla ribalta i tetti massimi. Da noi invece…

 

L’Anghela Merkel, ormai è chiaro anche al Gigi di Viganello, è una delle principali responsabili del caos asilo. Quello che ha portato all’invasione dell’Europa da parte di milioni di migranti economici con lo smartphone, tutti giovanotti che non scappano da alcuna guerra e che mai si integreranno nel nostro continente, dove  già stanno causando gravi problemi di ordine pubblico, e ne causeranno sempre di più. Vedi i fatti di  Colonia e non solo: in Germania sta giustamente tenendo banco  lo stupro e l’omicidio di una ragazza a Friburgo in Bresgovia ad opera di un finto rifugiato e finto minorenne. Perché, nel caso qualche buonista-coglionista spalancatore di frontiere non se ne fosse ancora accorto,  l’invasione di migranti economici (quanti tra loro sono miliziani dell’Isis?) è un pericolo in particolare per le donne. Ci sono infatti paesi UE che hanno detto chiaro e tondo di non volere asilanti islamici.

L’ala bavarese

Il partito dell’Anghela Merkel è la CDU. E, nella sua ala bavarese, a qualcuno sta diventando fredda la camicia davanti all’avanzata dei “populisti e razzisti” dell’AfD. Infatti al congresso tenutosi negli scorsi giorni la destra bavarese della CDU ha chiesto l’introduzione di un tetto massimo di 200mila migranti all’anno. I conti sono presto fatti. Se si pensa che grossomodo la Germania ha dieci volte gli abitanti della Svizzera, ne consegue che per noi il tetto massimo “à la CDU” sarebbe di 20mila asilanti all’anno. Adesso ne arrivano circa il doppio. Se una tale proposta fosse stata avanzata dalla Lega o dall’Udc, la partitocrazia si sarebbe messa a strillare. Compreso il PPD, ossia l’equivalente della CDU. In Germania invece…

Regali all’Italia

Da notare che  la scorsa settimana la kompagna Simonetta Sommaruga a Thun al congresso del P$$ ha dichiarato, tranquilla come un tre lire, che ci vuole “più solidarietà” per i migranti e per i paesi esteri.

E’ chiaro che, nel caso concreto, più solidarietà vuol dire più soldi del contribuente – e già per asilanti ed aiuti all’estero si spendono miliardi – nonché frontiere sempre più aperte, perché “devono entrare tutti”.

La dichiarazione della kompagna Sommaruga non è che la ratifica a posteriori di quanto la signora ha già fatto: ossia andare ad offrire, non si sa autorizzata da chi, ulteriore sostegno alla vicina Penisola. Più sostegno vuol dire che la Svizzera si farà carico di sempre più migranti, “su base volontaria, per dare l’esempio”. Domandina facile-facile: quanti asilanti ospita a casa propria la Consigliera federale $ocialista “su base volontaria e per dare l’esempio”?

In Spagna cifre irrisorie

Intanto che la Svizzera si appresta a togliere castagne migratorie dal fuoco al Belpaese facendo entrare sempre più finti rifugiati – e per tutto ringraziamento il sindaco di Lavena – Ponte Tresa ci tratta da delinquenti e sbrocca contro il Ticino – nei giorni sul portale Tio si poteva leggere il seguente passaggio relativo alla Spagna. “Nel 2016, stando a fonti dell’OIM, sono stati 18.000 i migranti (sic!) che sono riusciti ad entrare in territorio spagnolo. Numeri molto contenuti rispetto all’Italia e ad altri paesi europei affacciati sul Mediterraneo. Ciò succede anche perché, sulla rotta marittima spagnola, la marina riporta in Africa i migranti che vogliono raggiungere lo Stato iberico”. Invece il Bel Paese (e l’UE) non chiudono la rotta mediterranea, e la Penisola gli asilanti li va a prendere. Poi arriva la ministra bernese di turno a promettere “più sostegno” ai vicini a sud (e chi non ci sta è un becero razzista) nel gestire l’emergenza permanente. Perché gli svizzerotti devono “dare l’esempio”, ottenendo poi di farsi mettere i piedi in testa da tutti: forse bisogna “dare l’esempio” anche in questo.

Perché Sommaruga non dà l’esempio nel sostenere la volontà popolare, vedi 9 febbraio? Lì invece…

Lorenzo Quadri

 

Prima sloggiamo tutti i migranti economici, poi…

Carla Del Ponte monta in cattedra: “La ricca Svizzera deve accogliere più siriani!”

 

Certo che l’illuminata opinione dell’ex procuratrice Carla Del Ponte secondo cui la Svizzera deve spalancare le frontiere agli asilanti siriani mancava proprio. “La Svizzera e l’UE sono ricche e possono permettersi di accogliere un numero molto maggiore di siriani in fuga dalla guerra”, sentenzia l’ex procuratrice. Che, tanto per rincarare la dose, garantisce: “dopo la guerra i migranti siriani torneranno tutti in patria”. Ohibò, qui qualcosa non ci torna.

Punto primo: cominciamo ad averne piene le scatole di questi Soloni e “Solonesse” con i piedi bene al caldo che, tronfi come tacchini, montano in cattedra a moraleggiare, rimproverando al “popolino” chiusure e razzismi e tentando di inculcarci sensi di colpa perché “in Svizzera devono entrare tutti”.

Punto secondo: La Svizzera sul fronte dell’asilo, per rapporto al numero di abitanti, fa già molto di più di tanti altri paesi UE. E se cominciasse invece a fare di più per i propri concittadini in difficoltà? Se la smettesse di tartassare il ceto medio per finanziare la spesa della socialità andata fuori controllo anche per colpa dell’immigrazione nello stato sociale (vedi finti asilanti, vedi permessi B a carico dell’ente pubblico, vedi…)?

Punto terzo: la Svizzera sarà anche ricca (?); la Signora Del Ponte lo è di sicuro (tanto meglio per lei); ma la maggior parte dei cittadini elvetici non lo è. Quindi la Signora ex procuratrice ed ex ambasciatrice, oltre a calare sentenze (o meglio ancora: al posto di calare sentenze) può anche attivarsi in prima persona, attingendo dalla propria ampia disponibilità finanziaria.

Punto quarto: gli asilanti ammessi provvisoriamente non rientrano affatto in patria una volta che è tornata la pace, e questo lo sanno anche i paracarri. Al contrario, restano tutti qui. Ammissione provvisoria è diventato sinonimo di ammissione definitiva. La stessa kompagna Simonetta Sommaruga, davanti al parlamento, non lo ha nascosto: “passano gli anni, le persone si sposano (matrimoni di comodo?, ndr), fanno bambini che vanno a scuola qui e si sa come vanno queste cose…”.  Appunto, si sa esattamente come vanno queste cose. Rimangono tutti in Svizzera invece di rientrare nel paese d’origine. E non solo rimangono tutti qui, ma vanno tutti (quasi il 90%) in assistenza. Una situazione che perfino il già consigliere nazionale P$$ Rudolph Strahm, ex Mr Prezzi (quindi non il Mattino populista e razzista) ha definito “esplosiva”.

Punto quinto: invece di correggere la situazione di cui sopra, facendo in modo che le ammissioni provvisorie tornino ad essere effettivamente tali, il Consiglio federale ha appena  partorito un progetto che vuole garantire agli ammessi provvisoriamente la permanenza in Svizzera vita natural durante. Quindi proprio il contrario di quello che dovrebbe fare. Tra tutti i partiti, solo il P$$ ha approvato la proposta: non servono altri commenti.

Punto sesto: i siriani sono una piccola percentuale dei richiedenti l’asilo in Svizzera, attorno 10%. Vogliamo accogliere più siriani? Ci va anche bene. Però di migranti economici in arrivo dall’Eritrea, dal Magreb, eccetera, ossia i giovanotti con smartphone e vestiti alla moda, non ne facciamo più entrare nemmeno uno.

Punto settimo: come si fa a distinguere un vero profugo siriano da un terrorista dell’Isis sotto mentite spoglie? Attenzione inoltre che l’equazione siriani = tutta brava gente non è esattamente scontata. Ad esempio, il super-ricercato di Chemnitz era un siriano; nei giorni scorsi un quindicenne (!) siriano a Liezen (Austria) ha picchiato e violentato una prostituta. Eccetera.

Lorenzo Quadri

 

Sempre più Paese del Bengodi per migranti economici!

Sommaruga vuole conferire ulteriori diritti agli asilanti ammessi provvisoriamente 

Invece di diminuire la nostra attrattività per i finti rifugiati la aumentiamo sempre di più. Avanti così, continuiamo a farci male da soli!

Qui sembra proprio che qualcuno abbia perso la trebisonda! Qualcuno o piuttosto qualcuna, e meglio la kompagna Simonetta “dobbiamo aiutare l’Italia” Sommaruga! Sì perché la proposta del Consiglio federale – nel caso concreto: del dipartimento Sommaruga –  di creare un nuovo statuto “di protezione” per asilanti non ci sta bene proprio per niente!

E’ il colmo: i cittadini votano una legge sull’asilo più restrittiva, ma la kompagna Sommaruga se ne impipa e vuole rafforzare le ammissioni provvisorie, nel senso di dare agli ammessi provvisoriamente più diritti per agevolarne la permanenza nel nostro paese! Mentre il “caos asilo” imperversa in Europa ed in Svizzera, l’ineffabile Simonetta cosa fa? Calcando le orme dell’Anghela Merkel vuole rendere il nostro paese ancora più attrattivo per i migranti economici che si spacciano per perseguitati! Ma ci piace così tanto emulare Tafazzi?

Più si spende per l’asilo…

Intanto per l’asilo già spendiamo miliardi di franchetti pubblici, cifra in crescita a velocità supersonica, visto che i migranti economici sono sempre di più. Nei primi nove mesi dell’anno gli arrivi in Svizzera sono stati 35mila: quindi abbiamo già raggiunto il tetto massimo che l’Austria, che ha dimensioni paragonabili alle nostre, si è fissata per tutto l’anno. Naturalmente più soldi si spendono per l’asilo – e stiamo parlando di miliardi di franchi, non di noccioline – meno ce ne sono per i cittadini svizzeri. Però in casa della partitocrazia nessuno sembra preoccuparsi dell’esplosione della spesa per l’asilo: per la serie, chissenefrega, vorrà dire che gli svizzerotti (“chiusi e gretti”) lavoreranno fino a 90 anni per mantenere i migranti economici! Che poi magari ci ringraziano accusandoci di essere razzisti…

Più attrattivi

Appare evidente che bisogna disincentivare l’arrivo di finti rifugiati – a stragrande maggioranza giovanotti con vestiti alla moda e almeno uno smartphone, che non scappano da nessuna guerra – e invece con il nuovo statuto per gli asilanti ammessi provvisoriamente si fa proprio il contrario, in quanto ci si rende più attrattivi.

“Situazione esplosiva”

Cosa significa, oggi, essere un asilante “ammesso provvisoriamente”? Il titolare di questo tipo di ammissione non è singolarmente minacciato, ma non può essere rinviato perché nel suo paese ci sono “disordini”, guerra o epidemie. Ha però l’obbligo di rimpatriare quando la situazione si è normalizzata. Invece questo, ma guarda un po’, non succede. Gli ammessi provvisoriamente restano tutti qua (magari però tornano a casa a trascorrere le vacanze, naturalmente con i nostri soldi). E non solo: sono praticamente tutti (l’84%) a carico del nostro Stato sociale. In questo modo si crea una situazione che l’ex consigliere nazionale $ocialista nonché ex Mr. Prezzi Rudolf Strahm – non un leghista populista e razzista – ha definito “esplosiva”.

Provvisorio significa provvisorio

Bisogna dunque fare in modo che le ammissioni provvisorie tornino ad essere ciò che devono: ossia, appunto, provvisorie. Non definitive come adesso! Ed invece il Consiglio federale cosa fa? Il contrario. Prendendo per l’ennesima volta a pesci in faccia la volontà popolare, vorrebbe scodellare un nuovo tipo di permesso che serve a consolidare lo status attuale –  ossia: ammissione provvisoria uguale definitiva – dando ancora più diritti agli ammessi provvisoriamente!

Questo, è ovvio, vuol dire fomentare l’assalto alla diligenza svizzera da parte di migranti economici. Ed i primi a farne le spese, tramite aumento delle entrate clandestine, saremmo proprio noi ticinesi! Grazie, kompagna Sommaruga!

Ricongiungimenti?

Il nuovo statuto di protezione ideato dal Consiglio federale prevede infatti agevolazioni per i ricongiungimenti familiari, maggiore mobilità all’interno della Svizzera e possibilità di integrarsi nel mondo del lavoro. Qui qualcuno non è bene in chiaro. Gli ammessi provvisoriamente non devono integrarsi in Svizzera; devono partire il prima possibile. La storiella dell’integrazione è una bufala, perché questi asilanti non sono integrabili, e di lavoro non ce n’è nemmeno per gli svizzeri.  E anche le agevolazioni per i ricongiungimenti familiari sono una cappellata, dal momento che gli ammessi provvisoriamente devono sì potersi ricongiungere ai familiari, ma nel paese d’origine: bisogna fare in modo che lascino la Svizzera non appena la situazione d’emergenza nel loro paese è superata, e non costruire ponti d’oro affinché restino da noi, portandosi dietro tutto il parentado (e nümm a pagum) come vorrebbe la $inistra spalancatrice di frontiere all’insegna del “devono entrare tutti”. Ed infatti, ma tu guarda i casi della vita, il P$$ davanti alla proposta governativa è andato in brodo di giuggiole.

Tre cose

Il Consiglio federale, in materia di asilanti ammessi provvisoriamente, deve dunque fare tre cose:

  • far sì che rientrino nel paese d’origine non appena l’emergenza è finita, ciò che adesso non accade;
  • scremare dallo statuto di ammesso provvisoriamente i rifugiati economici, ciò che adesso non accade;
  • Gli svizzeri devono avere accesso al mercato del lavoro elvetico; gli ammessi provvisoriamente devono tornare a casa loro il prima possibile.

La proposta di nuovo “statuto di protezione” (?) va nella direzione esattamente opposta. Avanti così, facciamoci male da soli: diventiamo sempre più il paese del Bengodi per immigrati nello Stato sociale! A quando, invece, uno statuto di protezione dei cittadini svizzeri in casa loro?

Per una volta condividiamo la posizione del PLR, che al proposito della nuova boutade del Consiglio federale ha commentato così: bisognerebbe distribuire dei permessi “S”, ossia che NON conferiscono il diritto ad aiuti sociali, ciò che scoraggerebbe l’immigrazione.

Lorenzo Quadri

Come volevasi dimostrare, sono FINTI rifugiati

Migranti economici: addirittura il 60% sparisce dai centri d’accoglienza

 

Ma guarda un po’! Il segretario di Stato alla migrazione Mario Gattiker ha confermato: il 60% dei finti rifugiati che presentano domanda d’asilo in Svizzera, o che dicono di volerla presentare, spariscono dai centri d’accoglienza e diventano uccel di bosco. Il tema è stato sollevato nei giorni scorsi anche dal deputato leghista Boris Bignasca con un’interrogazione al Consiglio di Stato in cui si chiedono informazioni, oltre che sulla questione delle “sparizioni”, anche sull’evoluzione dei costi dell’asilo a carico del contribuente ticinese.

Paragoni scandalosi

Il fatto che ben il 60% dei migranti economici si “volatilizzi” convalida ciò che la Lega ed il Mattino dicono da parecchio tempo: che i giovanotti con smartphone e vestiti alla moda sono, appunto, migranti economici. Non scappano da nessuna guerra. Anche se a $inistra gli spalancatori di frontiere, non sapendo più cosa inventarsi per ricattare moralmente gli svizzerotti affinché facciano entrare tutti (così la ro$$a industria dell’asilo si gonfia) si sono addirittura inventati oltraggiosi accostamenti tra i migranti economici con lo smartphone e gli ebrei sterminati dai nazisti. Questi spalancatori di frontiere, che si credono tanto intelligenti ed akkulturati, dovrebbero cominciare ad imparare i primi rudimenti di storia.  Ed anche il rispetto nei confronti dei veri perseguitati.

Nessun profugo vero…

E’ chiaro che nessun profugo vero, nessuno che fugga da una guerra o da un genocidio, si darebbe alla macchia dopo essere arrivato in Svizzera. Perché dovrebbe? Chi sceglie di sparire non è arrivato nel nostro paese in quanto bisognoso di protezione, ma per ben altri motivi. Visto che a diventare uccel di bosco non è un’infima percentuale dei richiedenti ma addirittura il 60% dei sedicenti asilanti, è evidente che bisogna chiudere le frontiere. E magari costruire un bel MURO sul confine. Come sta facendo la Gran Bretagna a Calais.

Cosa fanno gli “scomparsi”?

Ci piacerebbe poi sapere cosa fanno questi finti rifugiati che spariscono dai “radar”: vanno all’estero (cosa che per noi sarebbe ovviamente auspicabile)? Rimangono in Svizzera in clandestinità, magari dandosi alla micro (o macro) criminalità? Ci sono forse delle organizzazioni, magari legate all’estremismo islamico, che li sostengono e se ne servono per i propri scopi?

E ci piacerebbe anche sapere chi sono questi “dispersi”: sono forse persone che erano già dedite all’illegalità nel paese d’origine (ricordiamoci che con la cosiddetta Primavera araba si sono svuotate le carceri)? Sono magari simpatizzanti dell’estremismo musulmano che poi vengono reclutati per commettere attentati? Tutto è possibile; ricordiamoci che l’Isis controlla i barconi.

Prevenzione solo quando fa comodo

La kompagna Simonetta “dobbiamo aiutare l’Italia” Sommaruga, che è poi la capa del buon Gattiker, proprio in questi giorni ha lanciato un nuovo “piano nazionale contro l’estremismo religioso”; ovviamente evitando accuratamente di dire che la matrice religiosa è una sola: ISLAMICA. Vi si legge che “la prevenzione è il miglior strumento”. Appunto. Quindi a titolo preventivo chiudiamo le frontiere ai migranti economici; espelliamo i delinquenti stranieri senza se né ma; e ci diamo un taglio alle condanne barzelletta, emesse da giudici buonisti e multikulti, nei confronti di miliziani dell’ISIS. Sempre a titolo preventivo, vietiamo i finanziamenti esteri alle moschee e imponiamo di tenere le prediche nella lingua locale. Vero Simonetta?

E magari ricordiamo pure, visto che tanto siamo degli spregevoli razzisti e fascisti, che in Germania i giovani dell’AfD (Alternative für Deutschland) hanno proposto, proprio per “prevenire” gli attentati, di non accogliere più migranti islamici. La prevenzione ha molte facce, ma naturalmente i politikamente korretti vedono solo quelle che fanno comodo a loro.

Stiamo sempre aspettando

E intanto che i finti rifugiati, dimostrando così di NON essere profughi, spariscono dai centri d’accoglienza e si disperdono sul territorio non si sa a far cosa, ci sono le kompagne granconsigliere P$ e passatrici che si fanno beccare con le mani nella marmellata mentre favoreggiano entrate illegali. Si aspetta sempre una decisione del P$ al proposito. Ma è ovvio che si aspetterà un pezzo: perché i kompagni il rispetto della legalità lo pretendono solo dagli altri. Quando invece si tratta dei “loro”, la musica cambia. Altro che “per tutti, senza privilegi”!

Lorenzo Quadri

 

Migranti economici: ecco gli esempi da seguire!

I camerieri dell’UE a Palazzo federale umiliati nel paragone con alcuni colleghi dell’est 

Orban (premier dell’Ungheria): “Costruiremo un secondo muro sul confine”; Sobotka (capo del governo della Repubblica Ceca): “no al ricollocamento di asilanti e no all’islamizzazione del paese”

Negli ultimi due giorni dall’Europa dell’Est sono arrivate alcune interessanti notizie. Non possiamo che accoglierle con una punta d’invidia: almeno questi paesi non sono governati da calabraghe.

Il premier ungherese Viktor Orban ha dichiarato che l’Ungheria costruirà, ad un anno di distanza dal primo, un secondo muro sul confine, ancora più solido della barriera già esistente. “Il confine non può essere difeso con i fiori e i giocattoli, la frontiera deve essere difesa con la polizia, con soldati e armi”, ha detto Orban, annunciando che il nuovo muro fermerà centinaia di migliaia di finti rifugiati. Questo, lo ripetiamo, a vantaggio di tutta l’Europa: che dunque, invece di starnazzare al razzismo e al fascismo, dovrebbe ringraziare l’Ungheria.

A Praga

Lodevole pure la posizione del primo ministro ceco Sobotka il quale, in occasione di una visita dell’Anghela Merkel – una delle principali responsabili dell’assalto alla diligenza europea da parte di migranti economici con lo smartphone – ha detto un chiaro Njet alle quote di ricollocamento di asilanti che i balivi di Bruxelles vogliono imporre agli Stati membri in deroga ai rinvii previsti dagli Accordi di Dublino.

In altre parole: la Repubblica Ceca non accoglierà alcun finto rifugiato che, in base agli accordi in vigore, spetta ad altri. Non solo: Sobotka ha pure aggiunto la sua ferma opposizione a che nella Repubblica Ceca si stabilisca una forte comunità musulmana.

Da notare che a Praga l’Anghela è stata contestata per strada dai cittadini, a seguito della sua deleteria politica delle frontiere spalancate. E pensare che a Praga non si vede nemmeno un asilante… cosa dovremmo dire noi?

Due esempi da seguire

Orban e Slobotka: questi sono esempi da seguire! Altro che la kompagna Simonetta Sommaruga la quale, abituata a scattare sull’attenti non appena i funzionarietti UE alzano un sopracciglio, è subito corsa ad aderire alle quote di ricollocamento. Ed infatti ha già impegnato la Svizzera ad accogliere 1500 asilanti che spetterebbero all’Italia (900) e alla Grecia (600) e non certo a noi. Questi migranti verranno poi spalmati sui vari Cantoni. Ticino compreso. Il tutto senza uno straccio di base legale e malgrado la Svizzera non sia uno Stato membro UE.

Intanto i camerieri dell’UE…

Ed intanto, mentre il premier ceco dice NO all’insediamento di forti comunità musulmane nel suo paese, il presidente del P$$ della Sommaruga, kompagno Christian Levrat, dichiara che l’Islam in Svizzera deve assurgere al rango di religione ufficiale, inserita nelle Costituzioni cantonali.

Questi sono, purtroppo, i nostri politichetti. Senza dimenticare che il partito $ocialista della ministra di Giustizia (responsabile del dossier “asilo”) dei problemi dei ticinesi se ne impipa, però organizza trasferte a Como per convincere gli svizzerotti a spalancare le frontiere ai migranti economici.

Spiace dirlo, ma purtroppo il paragone tra taluni governanti dell’Europa dell’est ed i camerieri dell’UE a Palazzo federale si fa sempre più umiliante per la Svizzera.

Lorenzo Quadri

 

 

Zurigo: anche il bagnino apposta per i finti rifugiati!

Sempre peggio! Svizzera sempre più Paese del Bengodi per i migranti economici!

Mentre i paesi UE reintroducono uno dopo l’altro i controlli al confine, noi andiamo avanti sulla via del masochismo più spinto. Continuiamo a trasformarci in paese del Bengodi per migranti economici, con le iniziative più decerebrate. Abbiamo visto i corsi di scuola guida per asilanti nel Canton Svitto: gli svizzerotti, ormai ridotti a cittadini di serie B in casa loro, pagano di tasca propria. Per gli asilanti, invece, paga il contribuente. C’è chi ha pensato di inventarsi anche i corsi di sci per sedicenti rifugiati. Adesso arrivano pure gli zurighesi con una pensata da premio Nobel: alla piscina coperta di Zurigo – Altstetten è stato assunto da inizio anno un bagnino apposta per i migranti, che parla arabo ed inglese. La motivazione è allucinante: nello stesso quartiere della piscina si trova un centro di accoglienza della Confederazione; nel fine settimana i baldi giovanotti che vi alloggiano si recano in gruppo nello stabilimento balneare (sic!), solo che molti di loro non sanno nuotare o nuotano male. Da qui la geniale iniziativa del direttore della piscina e dei responsabili del centro asilanti: assumiamo un bagnino apposta per i finti rifugiati. E chi paga il conto? Forse il contribuente?

No limits!
Ormai si infrange ogni limite di decenza. Fossimo al primo d’aprile, penseremmo ad un “pesce”. Ma invece siamo ad inizio marzo. Solo gli svizzeri potevano raggiungere un livello tale di servilismo nei confronti dei finti rifugiati, tutti giovani uomini soli che non scappano da alcun conflitto. E il bello è che poi dobbiamo pure sorbirci le accuse di razzismo…
Se gli immigrati illegali non sanno nuotare, per evitare incidenti la soluzione è semplicissima: non li si fa entrare in piscina. Punto. Altro che bagnino apposta per loro! A quando i biglietti gratis, ossia pagati dal contribuente, per permettere ai finti rifugiati di accedere ai centri wellness, ovviamente con bagnini, ma anche massaggiatori al loro esclusivo servizio?

I conti non tornano
Ecco come la Svizzera, grazie alla kompagna Sommaruga e alla maggioranza politikamente korretta, scoraggia l’assalto di finti rifugiati. 1) Non sospende i fallimentari accordi di Schengen. 2) Ai migranti economici paga pure l’avvocato. 3) Vuole introdurre le espropriazioni facili affinché la Confederazione, invece di chiudere le frontiere per arginare l’afflusso di clandestini (non sia mai! Le frontiere devono rimanere spalancate ad oltranza!), possa costruire sempre nuovi centri asilanti, in spregio del diritto fondamentale alla proprietà privata e delle procedure edilizie. 4) Alcune menti superiori si inventano sempre nuovi e assurdi “benefit” a vantaggio dei finti rifugiati: ad esempio il bagnino “dedicato”.
Qui i conti non tornano: se i giovanotti ospiti dei centri non sanno cosa fare durante il fine settimana, altro che piscina. Li si mandi piuttosto a sistemare i sentieri dei boschi. O a spalare la neve, quando la meteo è come quella di ieri.

Il messaggio che passa
Visto che i migranti economici sono tutti muniti di telefonini di ultimissima generazione (dove trovano i soldi per comprarli?) non crederete mica che la notizia dei trattamenti di favore di cui qualcuno pensa bene di farli beneficiare, non raggiunga anche i “colleghi” che si trovano altrove o che sono in procinto di partire? Il messaggio è chiaro: venite tutti in Svizzera, non solo gli svizzerotti non faranno nulla per impedirvi di entrare nel paese, vi tratteranno pure da Pascià! Sempre meglio! Per fortuna, grazie al referendum contro la nuova legge sull’asilo, i cittadini saranno chiamati a votare sull’avvocato gratis ai finti rifugiati e sulle espropriazioni facili per far proliferare i centri d’accoglienza.
Lorenzo Quadri

L’intollerante $inistra inveisce contro chi vuole prevenire aggressioni da parte di migranti economici. I politikamente korretti negano l’evidenza

Ma guarda un po’. Altrove anche la $inistra comincia a rendersi conto che l’immigrazione scriteriata è un problema. Ad esempio la giornalista italiana, molto di sinistra, Lucia Annunziata, ha scritto che l’immigrazione mette in pericolo le donne europee. Invece alle nostre latitudini si continua a difendere l’indifendibile. Per partito preso.

La proposta “scandalosa”
Nei giorni scorsi il Guastafeste Giorgio Ghiringhelli ha trasmesso via email a tutti i deputati in Gran Consiglio, dopo i fatti di Colonia, un invito a proporre di far sì che i giovani asilanti non possano uscire liberamente il venerdì ed il sabato sera, ma siano tenuti a rimanere nei centri d’accoglienza. Obiettivo: prevenire altre molestie, anche in vista del Carnevale.
Naturalmente la proposta è stata accolta da un coro di scandalizzate proteste da parte di alcune parlamentari della $inistra, che subito si sono messe a strillare al razzismo. Le illuminanti prese di posizione delle progressiste signore si possono leggere sul sito del Guastafeste (www.ilguastafeste.ch): “strumentalizzazioni offensive”, “teorie aberranti”, e avanti di questo passo. Tale il tenore delle repliche. A dimostrazione, ancora una volta, di quanto sia “aperta” la $inistruccia nostrana. Quella che si titilla con il “rispetto della diversità”, ma poi qualsiasi posizione che osi contraddire la loro ideologia delle frontiere spalancate, del multikulti e dello smantellamento dei valori occidentali perché “bisogna aprirsi”, è razzista, offensiva, aberrante. Questo tanto per chiarire chi sono i veri intolleranti.

Asilante molestatore a Lumino
Comunque, le donne che dovessero essere molestate da migranti economici, giovani uomini che non fuggono da alcuna guerra e che reputano cosa normale – perché questa è l’educazione (?) che hanno ricevuto – aggredire le donne non velate, sappiano da che parte stanno le signore della “gauche caviar” cantonticinese (che sono poi le stesse che combattevano il divieto di burqa): non dalla loro. Intanto si apprende, ma guarda un po’, che un asilante è stato allontanato dal carnevale di Lumino per aver molestato alcune ragazze.

Non osate importunarci
Interessante, poi, notare che deputati/e esponenti di partiti che infesciano con bella regolarità le buca lettere e le caselle di posta elettronica della gente con la loro pubblicità, non hanno remore nell’ingiungere con toni perentori al Guastafeste (spregevole razzista che osa promuovere la difesa delle donne svizzere da molestatori immigrati illegalmente) di non osare più contattarle.

Per la serie: noi possiamo “stalkerarvi” di invii, ma voi non osate importunarci. E’ anche il caso di ricordare che il Guastafeste è comunque il coordinatore di un movimento politico che ha lanciato e vinto varie iniziative. Immaginiamo quindi come possa essere accolto dalle e dai parlamentari in questione una comunicazione di un “normale” cittadino.

Morale
La morale della favola è dunque che, alle nostre latitudini, i politikamente korretti arrivano a negare perfino quattro cosette di un’evidenza solare. Meraviglie (?) del talebanismo ideologico. Vale a dire:

1) In Europa sono arrivate centinaia di migliaia di migranti economici, che non fuggono da alcun paese in guerra; molti altri arriveranno;
2) l’80% di questi migranti economici sono giovani uomini soli (altro che la storiella delle famiglie);
3) per questi giovani uomini soli, provenienti da “altre culture”, molestare le donne, ed anche organizzandosi per farlo, è normale e legittimo;
4) la responsabilità di questa situazione è degli spalancatori di frontiere, donne di sinistra comprese.

Noi comunque non ci lamentiamo troppo: con una $inistra così, per la Lega si preannuncia un lungo e radioso futuro.
Lorenzo Quadri