Migrazione: il patto ONU viola la nostra Costituzione

Con questa ciofeca, la casta vuole trasformare l’immigrazione clandestina in un diritto

 

E se qualcuno crede davvero che il patto non sia vincolante, vuol dire che non ha capito da che parte sorge il sole. Fermiamo il nuovo disastro del PLR (ex) doppiopassaporto KrankenCassis!

Tra non molto il parlamento federale – dopo aver deciso in dicembre che la questione gli va sottoposta – dovrà fare il proprio verso sul famigerato Patto ONU sulla migrazione. Lo scorso 11 dicembre a Marrakech l’hanno sottoscritto in 164 paesi, all’appello ne mancano però una trentina. E mica Stati da poco. Stiamo infatti parlando di USA, Australia, Israele, Ungheria, Austria, Italia, eccetera, tanto per citare alcuni nomi.

Promuovere la migrazione

Già il nome dell’ennesimo trattato capestro che il PLR italosvizzero KrankenCassis vorrebbe rifilarci ne rivela la vera natura: “Patto globale per una migrazione sicura, ordinata e regolare”. L’obiettivo è dunque quello di promuoverela migrazione e di regolarizzare gli immigrati clandestini. In altre parole: patto ONU uguale più immigrati in Svizzera!

Per rendersene conto, basta leggere alcune delle balorde misure contenute nel documento: agevolare la legalizzazione di chi soggiorna illegalmente in Svizzera; facilitare i ricongiungimenti familiari; conferire il diritto al visto umanitario anche a chi lascia il proprio paese a causa dei cambiamenti climatici; organizzare già negli Stati d’origine dei finti rifugiati dei corsi di lingue del paese di destinazione; facilitare il trasferimento di soldi nel paese d’origine (in altre parole: si viene in Svizzera solo per mungere); ed altre amenità di questo tipo.

Lavaggio del cervello

Il tutto accompagnato da misure di vero e proprio lavaggio del cervello. Ad esempio, la migrazione dovrà venire inserita nei programmi scolastici. E, ovviamente, presentata come “cosa buona e giusta”, come un diritto umano! Al lavaggio del cervello si aggiunge la censura dei media: essi dovranno riferire in modo “oggettivo”, che nel concreto significa “compiacente”, sui migranti. Per raggiungere questo obiettivo sono previste campagne di sensibilizzazione (ovvero, ancora una volta: lavaggio del cervello dei giornalisti) nonché la decurtazione degli aiuti statali a quei media che ne beneficiano, se un domani non dovessero parlare di immigrati e di immigrazione con toni sufficientemente entusiastici.

Diritti fondamentali a ramengo!

Qui sono in gioco i nostri diritti fondamentali, ovvero la libertà d’espressione e la libertà di stampa (articoli 16 e 17 della Costituzione federale). Diritti fondamentali che la casta vorrebbe sacrificare in nome dell’immigrazione incontrollata!

Senza poi dimenticare il famoso articolo 121 a della Costituzione federale, che recita: capoverso 1: “La Svizzera gestisce autonomamente l’immigrazione degli stranieri” e al capoverso 4: “non possono essere conclusi trattati internazionali che contraddicano il presente articolo”. E che il Patto ONU lo contraddica, è evidente. Il popolo elvetico ha deciso che vuole meno immigrazione. Il PLR KrankenCassis e la partitocrazia vogliono invece firmare un patto che ce ne porterà di più. Il popolo svizzero ha deciso che la Svizzera deve gestire autonomamente l’immigrazione. Col patto ONU invece si vuole farla dirigere dai funzionarietti delle Nazioni unite!

Finti rifugiati

Il patto ONU mira ad equiparare i finti rifugiati con lo smartphone ai veri profughi  e ad introdurre la libera circolazione delle persone a livello mondiale.Questi obiettivi non vengono dichiarati apertamente. Anzi, pensando di far fessa la gente, si sostiene il contrario. Ma solo a parole. Perché i fatti, e meglio le svariate decine di impegni che sottoscrivono i firmatari dell’accordo, dicono ben altro. Del resto, in prima linea a battersi istericamente affinché la Svizzera sottoscriva il patto, è la $inistra.  E questa è una dimostrazione lampante di dove esso vada a parare.

Violazioni multiple

Il patto ONU che l’ (ex) doppiopassaporto KrankenCassis vuole sottoscrivere è anticostituzionale poiché viola non uno, ma addirittura tre articoli della Costituzione federale. Ed in più lede anche l’autonomia dei Cantoni in materia di programmi scolastici: come detto, li vuole taroccare per praticare il lavaggio del cervello pro migranti, e questo fin dalla più tenera età.

Il patto è vincolante

E che dire della patetica fregnaccia secondo cui il patto è una cosiddetta soft law, non vincolante giuridicamente “e quindi che problema c’è a firmarlo?”.  Chi sostiene una tesi del genere, o è scemo lui, o crede che lo siano gli altri.

Punto primo: nel patto le parole “ci impegniamo” compaiono la bellezza di 91 volte. Ci impegniamo ha un significato preciso.

Punto secondo: questi impegni “politici ma non legali” queste “soft law”, prima o poi – più prima che poi – diventano leggi; delle “hard law” a tutti gli effetti. La trafila è nota e l’abbiamo vissuta con il segreto bancario. Le soft law diventano standard internazionali, poi vengono stilate liste nere di chi non vi si adegua, la pressione interna ed esterna aumenta, si monta la panna, fioccano gli atti parlamentari ed ecco che l’impegno “non vincolante” diventa legge a tutti gli effetti. La più ovvia delle tattiche del salame.

Non solo: basta che i legulei immigrazionisti del Tribunale federale decidano che queste norme presunte non vincolanti si applicano in un caso concreto, ed ecco che esse diventano vincolanti per giurisprudenza.

Punto terzo: non si è mai visto che la Svizzera sottoscriva un trattato internazionale per poi non attenervisi fin nelle virgole!

Lo scandalo delle “soft law”

Il giochetto è manifesto. Le soft law le può decidere il Consiglio federale, senza chiedere niente a nessuno. Utilizzando questa scappatoia, si scavalcano i parlamenti e con essi i diritti popolari. La situazione è talmente scandalosa che perfino la partitocrazia ha approvato un postulato che chiede al Consiglio federale un rapporto sull’utilizzo scriteriato delle soft law nel diritto internazionale per scavalcare il processo democratico.

E’ quindi evidente che il Patto ONU – che vuole introdurre la libera circolazione delle persone a livello mondiale, che vuole trasformare l’immigrazione clandestina in un diritto umano – non va in nessun caso firmato. Se il patto ONU non lo sottoscrivono Stati come gli USA, l’Austria, l’Ungheria, l’Italia, eccetera, per quale cavolo di motivo dovremmo farlo noi?

Come recita il noto slogan: “non siamo mica scemi”!

Lorenzo Quadri

 

 

Il patto ONU trasformerà l’immigrazione in un diritto

Ed in più vuole criminalizzare chi si oppone alla politica delle frontiere spalancate

Il patto ONU per la migrazione, spacciato per “innocuo”, evidentemente non lo è affatto. Esso mira ad introdurre la libera circolazione delle persone a livello mondiale. Quindi a trasformare l’immigrazione clandestina in un diritto. Di più: in un diritto umano. Invece, l’aspirazione a non essere invasi da migranti economici non integrabili, è becero populismo. L’ennesimo pacchiano sfoggio di pensiero unico spalancatore di frontiere che tanto piace alle élite internazionaliste ed alle multinazionali che si riempiono le tasche.

Non solo. Il lavaggio del cervello a sostegno dell’immigrazione scriteriata, come abbiamo imparato, va di pari passo con la denigrazione e la delegittimazione di chi vi  si oppone. Ed infatti il patto ONU prevede anche di criminalizzare la critica alle frontiere spalancate, trasformandola in un reato. Come ha osservato un eurodeputato, il patto prevede di far dilagare a macchia d’olio in concetto di “hate speech”, ovvero di incitazione all’odio. Secondo il patto ONU, chi si oppone all’immigrazione clandestina si renderà colpevole di incitazione all’odio. Il sogno dei $inistrati dalla morale a senso unico. Quelli che si sono inventati il reato penale di discriminazione razziale per poterlo poi estendere abusivamentea posizioni politiche che con la discriminazione razziale non c’entrano un tubo. Questo per i soliti fini di censura politica e di criminalizzazione ai danni di chi si oppone all’immigrazione incontrollata, voluta dalla casta e dai suoi utili idioti.

“Non vincolante”?

E’ poi evidente che la storiella del patto legalmente “non vincolante” fa ridere i polli. Non se la beve nessuno. Il patto sarà anche forse (per il momento) legalmente non vincolante. Ma politicamente lo è eccome: sta scritto nero su bianco. Inoltre: qualcuno ha già visto gli svizzerotti firmare un accordo e poi non rispettarlo pedissequamente anche contro i propri interessi? Il patto, se sottoscritto, diventerà ben presto vincolante; almeno per noi. Perché burocrati, politicanti federali, e soprattutto i legulei del Tribunale federale, lo renderanno tale.

Purtroppo, da una settimana…

E’ chiaro che, dopo il voto di domenica sull’iniziativa “per l’autodeterminazione”, gli spalancatori di frontiere si sentiranno legittimati a firmare compulsivamente  ciofeche come il patto ONU sulla migrazione. “Cagate pazzesche” (cit. Fantozzi) che prevedono frontiere spalancate e museruola penale a chi le critica. Del resto i $inistrati, il giorno stesso della trombatura dell’iniziativa Per l’autodeterminazione, sono corsi a blaterare che bisogna assolutamente (?) firmare il patto. Segno che esso è impegnativo e deleterio, contrariamente alle balle di fra’ Luca che qualcuno pretende che ci beviamo.

Sempre più paesi rifiutano di aderire al Patto, perché – al contrario degli svizzerotti – alla loro sovranità ci tengono.

Il ministro degli esteri (ex) doppiopassaporto Ignazio KrankenCassis, inizialmente voleva recarsi a Marrakech a firmare l’ennesimo accordo del menga con al seguito tutta la corte dei miracoli di burocrati euroturbo. Poi ha optato per una retromarcia tattica (che è l’equivalente alla rinuncia al passaporto italiano dieci minuti prima dell’elezione in Consiglio federale). Dopo il voto di domenica, si sentirà legittimato a firmare, visto che quasi il 70% dei cittadini elvetici ha votato a favore degli accordi internazionali e contro la nostra sovranità.

Feudo islamista

All’ONU e nei suoi gremi dei piffero, è il caso di ricordarlo, a menare il torrone sono i paesi islamisti. Questo gremio, in cui mai saremmo dovuti entrare, ha sempre meno a che vedere con i nostri valori ed i nostri principi. Altro che firmare nuovi patti. Uscire dall’ONU! Del resto, perfino l’ex procuratrice capo del tribunale internazionale per l’ex Jugoslavia Carla del Ponte – quindi non una becera leghista populista e razzista – ha dichiarato che l’ONU è un bidone!

Lorenzo Quadri