Domani la calata di braghe

Dibattito in Consiglio nazionale sulla marchetta da 1.3 miliardi all’UE: esito scontato

Il Mago Otelma prevede che, ancora una volta, la partitocrazia PLR-PPD-P$$ si chinerà a 90 gradi davanti ai funzionarietti di Bruxelles. Il triciclo strilla alle casse vuote dell’AVS, ma poi regala i MILIARDI dei cittadini alla fallita UE, quella che ci ricatta e ci discrimina! E con lo sconcio accordo quadro…

Sicché siamo al dunque. Domani in Consiglio nazionale si terrà il dibattito fiume – nel senso che sarà un fiume di blabla – sulla marchetta da 1.3 miliardi alla fallita UE. Marchetta che la casta ha pudicamente rinominato “contributo di coesione”, pensando così di prendere la gente per i fondelli. Allo stesso modo con cui la casta immaginava di buggerare i cittadini cianciando di “miliardo di coesione”, quando la cifra vera è di un miliardo e un terzo, quindi ben più elevata.

Gli Stati…

Come noto, il Consiglio degli Stati ha approvato la maxi-marchetta. Ciò è avvenuto con il fattivo contributo dell’eurosenatore PPD Pippo Lombardi, il cui Sì è stato determinante per la posizione della Commissione di politica estera degli Stati. Giustamente travolto dalle critiche in Ticino, il parlamentare uregiatto era subito stato soccorso dal presidente dell’ex partitone Bixio Caprara. Il quale, in un’opinione pubblicata sul Corriere del Ticino, aveva di fatto sostenuto la tesi seguente: la Svizzera non ha altra scelta che calare le braghedavanti ad ogni pretesa dell’UE. Anche alla più grottesca e svergognata, come è il caso del regalo da 1.3 miliardi. Questo tesoretto verrebbe infatti versato senza alcuna contropartita: un vero e proprio regalo. Oltretutto – ciliegina sulla torta – nella piena consapevolezza della sua totale inutilità. Il precedente “contributo di coesione” venne spacciato come un mezzo per evitare l’immigrazione di massa dagli (allora) nuovi Stati membri della fallita UE verso quelli vecchi. Non è servito ad un tubo. La stessa cosa accadrà con questo.

E l’AVS?

Sicché, mentre la partitocrazia strilla alle casse vuote dell’AVS, la stessa partitocrazia regala i MILIARDI dei cittadini elvetici – dei suoi elettori! –  all’UE. PF prendere nota! Perché, dopo le elezioni cantonali, in ottobre ci saranno quelle federali… e allora qualche conto andrà regolato.

E’ poi il caso di ricordare che con lo sconcio accordo quadro istituzionale, che il PLR VUOLE FIRMARE, esponenti ticinesi compresi,i contributi di coesione diventerebbero un automatismo. Ovvero: i funzionarietti di Bruxelles ci metterebbero le mani in tasca senza che noi si possa più emettere un cip. E questa sarebbe una prospettiva “liberale”? Ma va là! Altro che sognare di raddoppiare le cadreghe in governicchio…

Derubati e ricattati

E come ci ringrazia la fallita UE per il regalo da 1.3 miliardi? Lo stiamo vedendo proprio ora: ci ricatta per farci firmare l’osceno accordo quadro (che è solo nell’interesse di Bruxelles, non certo in quello dei cittadini svizzeri) e ci discrimina. Ad esempio, è notizia di questi giorni, mantenendo la Svizzera iscritta sulla lista grigia dei paradisi fiscali. Naturalmente con pretesti del piffero.

E noi dovremmo fare regali (e che regali!) a questa foffa europea? In cambio di un simile trattamento? Qui qualcuno non ha davvero capito da che parte sorge il sole!

Ecco dunque confermato che l’accorato appello dell’Eurosenatore PPD Lombardi e della partitocrazia a pagare “per oliare” (sic!) si dimostra per quello che è: una fregnaccia. Oliare non porta nulla!

Giù le braghe!

Domani pomeriggio alla Camera del popolo (?) si assisterà dunque al dibattito fiume sul contributo-marchetta. Sarà un circo. Ma l’esito è scontato. La partitocrazia calerà le braghee deciderà di pagare. Magari s’illuderà pure di prendere la gente per scema inserendo clausole del tipo “versiamo il regalo solo se l’UE non ci discrimina”. Visto che l’UE già adesso ci discrimina, eppure la partitocrazia vuole pagare comunque, è evidente che simili condizioni sono aria fritta. Verranno spazzate via in un batter d’occhio.

Ringraziamo il triciclo PLR-PPD-P$$, cameriere dell’UE, che oltre a svendere la nostra sovranità e la nostra indipendenza regala pure i miliardi dei cittadini ai funzionarietti di Bruxelles. E questi ultimi, come ovvio, se la ridono a bocca larga degli svizzerotti fessi.

Lorenzo Quadri

Pagare miliardi per ottenere quel che ci spetta di diritto?

Rapporti con l’UE: altro che negoziazione, ormai siamo al servilismo compulsivo!

 

Prosegue a tambur battente la calata di braghe del triciclo PLR-PPD-P$$ davanti alla fallita UE. La scorsa settimana la Commissione di politica estera del Consiglio nazionale  ha dato il proprio via libera alla marchetta da 1,3 miliardi a Bruxelles, chiamata in burocratese “contributo di coesione” o addirittura “miliardo” di coesione (chiaro tentativo di prendere per i fondelli la gente giocando al ribasso sull’ammontare).

Dunque, con 15 voti favorevoli e solo 10 contrari, la partitocrazia nella Commissione di politica estera del Nazionale ha stabilito che il pizzo all’UE va versato. Ha quindi seguito la decisione presa nei mesi scorsi dalla Commissione omonima (in tedesco viene chiamata “Schwesterkommission”) del Consiglio degli Stati. La quale, ricordiamo, si espresse a favore della maxi-marchetta con il voto determinante del suo presidente: l’eurosenatore uregiatto Pippo Lombardi. Egli, chiamato a giustificarsi, spiegò che gli svizzerotti “devono oliare”, perché non avrebbero altra scelta. La genuflessione elevata a sistema. Una visione rinunciataria subito sposata dal presidente dell’ex partitone Bixio Caprara. Ricordiamocene in aprile.

 Il peggio possibile

Lo scorso novembre la maggioranza dei senatori, compreso il duo ticinese Abate (PLR) ed ovviamente Lombardi, ha deciso che dobbiamo regalare all’UE 1.3 miliardi. Che il Consiglio degli Stati avrebbe preso la decisione più balorda possibile non sorprende. Questa Camera, in virtù (?) del sistema elettorale, tira clamorosamente a sinistra. Uregiatti, radikali e kompagni vi sono infatti sovrarappresentati, ben al di sopra delle percentuali di voto totalizzate tra i cittadini.

 Ci sarebbe da ridere…

Adesso arriva il turno del Consiglio Nazionale. Qual è il risultato? In Commissione lo stesso. Manca ancora il plenum. Ah no, c’è una variante: l’aggiunta di condizioni al versamento. La maggioranza della Commissione del Nazionale ha infatti dichiarato con enfasi: “Paghiamo il pizzo all’UE solo se l’equivalenza della borsa viene riconosciuta a tempo indeterminato, solo se viene garantita la piena associazione al programma di ricerca Horizon Europe 2021 – 2027,  solo se Bruxelles non prenderà più misure discriminatorie contro la Svizzera!”. Quando si dice avere gli attributi cubici, vero? Cari $ignori della partitocrazia, qui ci sarebbe da ridere, se non ci fosse da piangere!

Tre questioncelle

Punto primo:anche il Gigi di Viganello ha capito che a Bruxelles, dove sono più furbi che belli (il che non presuppone nemmeno chissà quali doti di furbizia) adotteranno la solita tattica: prendere qualche vago impegno e poi, una volta portato a casa il malloppo, rimangiarsi tutto! In particolare per quel che riguarda la non discriminazione nei confronti della Svizzera. Perché, nella sciagurata ipotesi in cui in la decisione di versare la marchetta da 1.3 miliardi dovesse essere presa in via definitiva, è evidente che, condizioni o non condizioni, non si potrà più fare retromarcia. Nemmeno nel caso – di fatto un certezza – in cui a Bruxelles non rispettassero gli impegni presi. Ci pare già di sentire i camerieri dell’UE in Consiglio federale: “interrompere  i versamenti ? Sa po’ mia! Ci esporremmo a misure di ritorsione!”.

Punto secondo:l’elenco delle condizioni poste al versamento del mega-pizzo  (a parte l’ultima della “non discriminazione”, vedi sotto), è a dir poco desolante. Horizon 2021-2027? Sarebbe questa  la  priorità del paese, secondo la partitocrazia? Non una parola su sovranità, indipendenza, diritti popolari!

E soprattutto, punto terzo: il rispetto delle condizioni che la partitocrazia  ha posto al versamento del contributo di 1.3 miliardi, sono in realtà i presupposti minimi – minimi! – per una collaborazione che si vuole “bilaterale” tra partner. E noi dovremmo pagare tangenti miliardarie per ottenere ciò che ci spetterebbe di diritto e senza alcuna discussione? Questa non è politica, questa non è negoziazione! Questo è servilismo compulsivo!

 Se in nostri avi…

Se le generazioni che ci hanno preceduto avessero ragionato come i politicanti attuali, la Svizzera non esisterebbe più da un pezzo. Un sacco di gente si sta rivoltando nella tomba.

Non dimentichiamoci poi di una cosa: nella deleteria ipotesi in cui il triciclo PLR-PPD-P$$ decidesse la sottoscrizione dello sconcio accordo quadro istituzionale (pietra tombale sulla nostra sovranità e sui nostri diritti popolari), i contributi di coesione diventerebbero un obbligo ricorrente. Verremmo derubati senza più poter emettere un cip. Ovvero: gli eurobalivi comanderebbero in casa nostra, ci imporrebbero i loro giudici stranieri (altro che la fregnaccia del tribunale arbitrale) e ci rapinerebbero pure. Ecco il futuro che la partitocrazia sta preparando al Paese!

Lorenzo Quadri

 

L’UE ci discrimina e noi le regaliamo 1.3 miliardi!

“Grazie” al triciclo PLR-PPD-P$$ al Consiglio degli Stati, lo sfacelo è ormai completo

Mercoledì gli eurobalivi annunciano che l’equivalenza della Borsa svizzera non verrà riconosciuta dopo il 31 dicembre. Giovedì i “senatori” si chinano a 90 gradi e decidono di regalare all’UE 1.3 miliardi. In qualsiasi altra parte del mondo, la gente sarebbe già scesa in piazza con i forconi

Come volevasi dimostrare, non c’è limite al peggio e nemmeno al calabraghismo del triciclo PLR-PPD-P$ davanti ai suoi padroni di Bruxelles.

Giovedì il Consiglio degli Stati è riuscito a votare a favore del versamento del cosiddetto “miliardo di coesione”. Che non è un miliardo, bensì un miliardo ed un terzo; e che non è nemmeno il primo che paghiamo alla fallita UE.

Altro che “oliare”…

Questa cifra enorme, naturalmente di proprietà dei cittadini svizzeri, verrebbe versata senza uno straccio di obbligo, né di contropartita.  Ormai, i politicanti non tentano nemmeno più di far credere alla fregnaccia che questi versamenti scriteriati avrebbero un qualche riscontro positivo concreto per la Svizzera. E’ universalmente ammesso che non ce ne sarebbe l’ombra. Si tratta semplicemente di fare una marchetta a Bruxellesaffinché ci “tratti con fair play”. In altre parole, un pizzo mafioso.

Come ha spiegato il senatore PPD Pippo Lombardi – che con il suo voto determinante ha fatto accettare il contributo di coesione dalla Commissione di politica estera del Consiglio degli Stati, da lui presieduta – si tratta “oliare certi meccanismi”.

E questi sarebbero i nostri partner contrattuali? Gente a cui dobbiamo pagare dei pizzi? Ma mandiamoli affanc! E invece no: come al solito, gli svizzerotti si chinano a 90 gradi.

La clausola-barzelletta

In sprezzo del ridicolo, e pensando che la gente sia scema, il Consiglio degli Stati si è inventato una risibile clausola per vincolare il versamento della maxi-marchetta miliardaria alla “non discriminazione” della Svizzera da parte dell’Unione europea. Certo, come no. E’ evidente che, qualora il triciclo PLR-PPD-P$$ decidesse di pagare il pizzo all’UE (perché davanti a Bruxelles “dobbiamo” calare le braghe, sempre e comunque) non ci sarà nessuna retromarcia. Qualsiasi cosa accada. Ogni ipotesi di blocco del pagamento – dice niente il tormentone sui ristorni dei frontalieri? – verrebbe immediatamente affossata dalla partitocrazia, che farebbe sfoggio del  consueto terrorismo di regime. Verrebbe agitato lo spettro di chissà quali spaventose ritorsioni nel caso in cui gli svizzerotti decidessero di fare uno sgarbo a Bruxelles e blablabla.

Discriminati di nuovo!

A rendere la nuova calata di braghe ancora più sconvolgente, il fatto che essa è giunta proprio all’indomani dell’ennesima discriminazione contro la Svizzera decisa a Bruxelles.Infatti l’UE non intende riconoscere l’equivalenza della borsa elvetica dopo il 31 dicembre.

Dunque: mercoledì arriva la nuova discriminazione degli eurobalivi nei nostri confronti. E, il giorno dopo, come reagiscono i camerieri dell’UE al Consiglio degli Stati, esponenti ticinesi compresi? Invece di bocciare all’unanimità il pagamento del pizzo, decidono di versarlo! Da restarci di melma. Una cosa del genere non accadrebbe da nessuna parte al mondo. Poi, forse pensando di salvarsi la faccia, gli illustri senatori si mettono a  blaterare della patetica “clausola di correttezza” di cui sopra. Una clausola che è una vera presa per i fondelli. Del tutto priva di qualsiasi effetto pratico, serve solo ad evitare che la gente scenda in piazza con i forconi, vedendo come i suoi sedicenti “rappresentanti” vogliono gettare nel water 1.3 miliardi di franchi dei loro soldi. Soldi che farebbero assai comodo nelle casse dell’AVS, tanto per fare un esempio.

I balivi se la ridono

I balivi di Bruxelles se la ridono a bocca larga. Fare fessi gli svizzerotti è più facile che rubare le caramelle ad un bambino. Il bello è che tra qualche mese questi signori della partitocrazia che ogni giorno svendono la Svizzera e la trasformano nello zimbello d’Europa, avranno ancora il coraggio di mettere fuori la faccia per elemosinare voti.

Lorenzo Quadri

Regalo miliardario all’UE: La farsa della partitocrazia

I politicanti adesso fingono di tirare il freno a mano; in realtà fanno il contrario!

 

Prosegue il teatrino dei pupi del triciclo spalancatore di frontiere! Adesso la Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati (uella) propone di sospendere l’esame del messaggio governativo sul “miliardo di coesione” fino a quando non saranno stati fatti dei passi avanti (?) nei rapporti con l’UE.

Come noto il Consiglio federale ha deciso, senza alcun motivo, di confermare il regalo di 1.3 miliardi di franchetti agli eurofalliti, naturalmente senza uno straccio di contropartita e senza nessun obbligo. Adesso le elezioni federali si avvicinano. Ed ai rappresentati del triciclo alle Camere federali comincia a venire fredda la camicia. Chiaro: i parlamentari devono farsi eleggere dal popolazzo. Altrimenti, addio cadrega. Non come i camerieri di Bruxelles in CF che rimangono in carica fino a quando non decidono graziosamente di levarsi dalle scatole.

Sicché gli illustri Senatori, sentendosi traballare le imbottite poltrone sotto le terga, adesso fingono di voler bloccare il versamento dello scandaloso regalo a Bruxelles.

Certo, come no! Questi esponenti del triciclo PLR-PPD-P$$ hanno sempre calato le braghe davanti ad ogni pretesa in arrivo dagli eurofalliti. Se qualcuno immagina che bloccheranno il versamento degli 1.3 miliardi, farà meglio a tornare sulla terra.

La condizione

Già, perché a cosa vincolano il proprio nullaosta i Consiglieri agli Stati? A dei passi avanti con l’UE. Il che, tradotto, può significare una cosa sola: sottoscrizione dello sconcio accordo quadro istituzionale. Quello che ci imporrà i Diktat dell’UE ed i giudici stranieri.

Hai capito come la partitocrazia prende i cittadini per i fondelli? Facendo la vocina grossa sul regalo da 1.3 miliardi finge di difendere gli interessi della Svizzera, quando invece fa proprio il contrario. Perché è evidente che il triciclo alla fine deciderà di pagare eccome. Anzi, lo stop sul contributo di coesione serve ad accelerare le trattative sull’accordo istituzionale capestro.

Anche  il Gigi di Viganello ha ormai mangiato la foglia: la partitocrazia vorrebbe regalare 1.3 miliardi di franchetti del contribuente agli eurofalliti, ed in più sottoscrivere il trattato coloniale con Bruxelles!Capitolazione su tutta la linea, altro che storie!

Evidentemente non ci stiamo!

NO al miliardo di coesione, NO all’accordo quadro e SI’ all’iniziativa per l’autodeterminazione!

Lorenzo Quadri

Vergogna! Ve lo diamo noi il regalo da 1.3 miliardi all’UE!

Servi di Bruxelles fuori di cranio: vogliono donare i nostri soldi a chi ci ricatta!

Ah ecco, questa ci mancava! I camerieri bernesi dell’UE, malgrado due su sette (Doris uregiatta e “Leider” Ammann) abbiano già un piede fuori dalla porta, insistono: gli svizzerotti devono regalare 1.3 miliardi di Fr a Bruxelles come contributo di coesione! Li devono versare senza avere alcun obbligo e senza uno straccio di contropartita! Così, perché i soldi del solito sfigato contribuente vanno gettati al vento! Soldi di tutti, soldi di nessuno!

Il ricattino

Il bello è che, secondo le geniali pensate del Consiglio federale, noi dovremmo donare 1,3 miliardi dei nostri soldi ad un’unione europea fallita e che ci ricatta a giorni alterni, nel tentativo di ridurci ad una sua colonia! Vedi ad esempio le recenti esternazioni dell’eurofunzionarietto Johannes Hahn (Johannes chi?).

Costui, malgrado abbia, come tutta l’attuale e pessima commissione europea, già le valigie in mano, perché la prossima primavera andranno tutti A CASA, si permette addirittura di minacciarci, o di proferire quella che, secondo lui, dovrebbe essere una minaccia. Ovvero: “Senza l’ accordo quadro istituzionale non ci sarà nessun altro trattato tra Svizzera ed UE”!Uhhh, che pagüüüraaa!

Con la fallita DisUnione europea, nel caso non lo si fosse capito, non dobbiamo più sottoscrivere nessun accordo. Dobbiamo semmai cominciare a disdire quelli in essere. A cominciare dalla libera circolazione delle persone!

Invece no: i servi bernesi di Bruxelles vogliono regalare i nostri soldi agli eurofalliti per agevolare la conclusione dell’accordo quadro istituzionale. Ovvero di quell’accordo che ci imporrà le leggi ed i giudici dell’UE! E dire che nel 1291 il patto tra i cantoni primitivi venne concluso proprio per opporsi ai giudici stranieri… Se potessero vedere lo scempio che la partitocrazia eurolecchina sta facendo del paese che hanno costruito, i nostri antenati si rivolterebbero nella tomba.

Ci terremo i delinquenti stranieri

Da notare che lo sconcio accordo quadro istituzionale ci impedirebbe anche di espellere i delinquenti stranieri, se questi sono cittadini UE. Alla faccia della votazione popolare del 2010. L’oscenità avverrebbe tramite il recepimento della direttiva UE sulla cittadinanza.

Fino all’altro giorno, ci si veniva a raccontare che questo non è tema dell’accordo quadro istituzionale, sono tutte balle populiste! Invece, nel dibattito d’attualità sull’accordo quadro tenutosi giovedì in Consiglio nazionale, il ministro degli esteri (ex) doppiopassaporto Ignazio KrankenCassis ha cambiato versione. A domanda esplicita, tra i consueti fumogeni ha dichiarato che la questione della cittadinanza UE sarebbe “una linea rossa”. Ovvero: fa parte eccome dello sconcio accordo quadro istituzionale, ma è un punto su cui il Consiglio federale non sarebbe disposto a cedere. E qui ci sganasciamo dalle risate. Perché di punti su cui il CF non sarebbe disposto a cedere, lo ha capito anche quello che mena il gesso, non ce ne sono. Le linee rosse del governicchio federale non sono affatto tali: lo si è ben visto con la regola degli otto giorni.

Ennesima dimostrazione che lo sconcio accordo quadro istituzionale sarebbe la tomba della nostra sovranità e dei nostri diritti popolari. Fior di decisioni dei cittadini verrebbero cancellate con un colpo di spugna.

Sicché: NO al regalo da 1.3 miliardi all’UE e NO all’accordo quadro! Su questi temi l’ultima parola spetta al popolo. Non certo ai camerieri bernesi dell’UE, due dei quali ormai scaduti. E’ chiaro il messaggio o ci vuole un disegno?

Lorenzo Quadri

La grande presa per i fondelli

Miliardi in regalo all’UE, anche KrankenCassis era d’accordo sul maxi-obolo      

Come volevasi dimostrare, i sette camerieri dell’UE stanno prendendo gli svizzerotti per il lato B! La Doris uregiatta, presidenta della Confederella, ha pure incontrato in segreto il presidente “diversamente astemio” della Commissione europea, Jean-Claude “Grappino” Juncker, in occasione della sua visita in Svizzera. Con loro c’era anche il presidente nazionale del PPDog Gerhard Pfister. Naturalmente i colleghi del governicchio federale non erano informati. Meno che meno ne sapevano qualcosa i presidenti delle commissioni degli esteri del Nazionale e degli Stati, che in genere vengono coinvolti in questi incontri.

Chissà cosa avrà discusso il terzetto tutto uregiatto? Poco ma sicuro, l’ennesima calata di braghe elvetica. Ed infatti, alla notizia della volontà del Consiglio federale di versare il famoso contributo di 1.3 miliardi di Fr all’UE senza alcuna contropartita, il PPD è subito corso a slinguazzare  tale scelta scellerata.

Già lunedì il nuovo ministro degli esteri, ossia l’italo-svizzero  Ignazio KrankenCassis, ha dovuto rispondere ad una serie di domande a proposito degli 1.3 miliardi di coesione (e non: “miliardo di coesione”; la cifra reale è di un terzo più elevata, basta con la presa per i fondelli!).

Difesa ad oltranza

Inutile dire che le risposte consistevano in una difesa ad oltrenza dell’osceno regalo all’UE. Altro che “tasto reset”! Si va avanti con la politica della genuflessione. Per camuffare l’enormità della cifra in ballo, ci si lancia pure in azzardati trucchetti: la somma viene spalmata su 10 anni, ottenendo così 130 milioni all’anno ossia 1,25 Fr al mese per abitante. Ma chi si pensa di prendere per i fondelli con questi calcoletti? 1.3 miliardi rimangono 1.3 miliardi. Ed è inutile tentare di “rimpicciolire” la cifra tramite illusioni ottiche. Prima i camerieri dell’UE in Consiglio federale parlano di “miliardo di coesione” sperando di imboscare i restanti 300 milioni. Poi KrankenCassis tenta di minimizzare spalmando la cifra sul costo mensile pro-capite. Ma intanto le risposte alle domande scottanti non arrivano.

Ad esempio: cosa pensa di ottenere il Consiglio federale versando 1.3 miliardi agli eurobalivi? Non lo dice! E’ chiaro che il “modus operandi” è il seguente: prima si pagano somme stratosferiche, e poi ci si illude che magari i padroni UE, mossi a compassione dal gesto dei loro lacchè svizzerotti, si degnino di concedere qualcosa. “Le aziende esportatrici  beneficeranno del contributo” dichiara il ministro degli esteri binazionale. Guardandosi bene dal dire in che modo e misura questo dovrebbe avvenire. Ed i cittadini svizzeri, quelli a cui si ripete che devono andare in pensione a 70 anni perché “gh’è mia da danée”, che beneficio traggono dal versamento di 1.3 miliardi dei loro franchetti agli eurobalivi?

In più, il Consiglio federale non si sogna di dire cosa ne pensa di una votazione popolare sul nuovo regalo all’UE. Meglio glissare…

Una cosa è chiara

Una cosa però la si è capita. Anche KrankenCassis è favorevole al pagamento di 1.3 miliardi di Fr del contribuente a “Grappino” Juncker in cambio assolutamente di nulla. Tasto reset? Ma quando mai! E non ci si venga a raccontare la ridicola fregnaccia dei contributi di coesione che diminuirebbero l’immigrazione verso la Svizzera dai paesi UE. Abbiamo già pagato miliardi e ci troviamo con un saldo migratorio (arrivi meno partenze) che varia tra le 80 e le 60mila unità. Quando il Consiglio federale, prima della votazione sui bilaterali, aveva promesso che il saldo migratorio sarebbe stato di 10 mila persone. E noi continuiamo a pagare miliardi nell’illusione che la situazione possa migliorare? Ma bisogna essere caduti dal seggiolone da piccoli!

Lorenzo Quadri

Bilaterali allo sfascio: consenso crollato in un solo anno

I cittadini svizzeri sono sempre più stufi della fallimentare UE e dei suoi Diktat

E intanto i camerieri di Bruxelles in Consiglio federale regalano 1.3 miliardi di Fr (soldi nostri!) agli eurobalivi!

Serpeggia l’orrore tra i camerieri di Bruxelles in Consiglio federale,  tra la partitocrazia e tra la stampa di regime. L’indice di gradimento, se così si può chiamare, degli accordi bilaterali è in caduta libera. Lo dice un’inchiesta effettuata dall’Istituto di ricerca gfs.bern su incarico del Credit Suisse, resa nota la scorsa settimana. Secondo l’indagine, ad approvare gli accordi con l’UE sarebbe attualmente il 60% della popolazione svizzera, mentre lo scorso anno era l’81%.  Il campione scelto di 1000 persone, assicura l’istituto, è significativo. Il margine d’errore è del 3.2%.

E, in parallelo, cresce il numero di chi è favorevole alla disdetta degli accordi bilaterali, passato nell’arco di un anno dal 19% al 28%.

Un’asfaltatura

Un arretramento di 21 punti percentuali (dall’81% al 60%)  non è certo cosa da poco. E’ una mazzata. Una débâcle. Un’asfaltatura. Una catastrofe. Un altro anno così, ed i sostenitori dei bilaterali si troveranno in minoranza. Se la percentuale fosse riferita ai consensi di un partito politico, sarebbero già state convocate riunioni di crisi. E sui giornali abbonderebbero i titoloni in prima pagina.

Invece, nel caso concreto, sulla notizia si passa all’acqua bassa. Praticamente rasoterra. Se non è ancora censura, ci manca poco.

Pur considerando che un sondaggio rimane un sondaggio e non la verità assoluta, il crollo dei consensi registrato dai bilaterali è immane. Sotto ci deve per forza essere una tendenza reale. E nemmeno si possono invocare i sondaggi farlocchi: visto il committente (Credit Suisse) se l’indagine è stata taroccata, semmai lo è stata in favore degli accordi bilaterali. Non certo contro.

Ritmo vertiginoso

E’ quindi evidente che in tutta la Svizzera e non solo in Ticino il malcontento nei confronti della fallimentare UE cresce a ritmo vertiginoso. Nei confronti della fallimentare UE e dei suoi arroganti Diktat, naturalmente imposti solo alla Svizzera (è l’unica rimasta a calare le braghe). L’arroganza di Bruxelles si è spinta al punto che gli eurofunzionarietti pretendono perfino di azzoppare i nostri diritti popolari.

Costi della salute

Come noto, a causare problemi sono sostanzialmente due accordi bilaterali. Il primo è quello sulla devastante libera circolazione. Che non si “limita” a portarci in casa soppiantamento e dumping salariale e a riempirci di delinquenza d’importazione. Fa anche vari altri danni. Ad esempio: nei giorni scorsi è stata divulgata la previsione del KOF a proposito dell’ennesimo aumento dei costi della salute, che sarà del 4.1% quest’anno. Naturalmente, ma tu guarda i casi della vita, non si dice quanto incide su questi continui salassi il fattore frontiere spalancate. Ovvero, che parte degli aumenti – con conseguente esplosione dei premi di casa malati – è dovuta all’immigrazione incontrollata ed al “devono entrare tutti”. Altro che “immigrazione uguale ricchezza”!

Il secondo accordo bilaterale capestro è quello sul traffico terrestre. Il kompagno Moritz “Implenia” Leuenberger ha infatti svenduto la Svizzera ai balivi di Bruxelles come corridoio di transito Sud-Nord (e viceversa) a basso costo per TIR targati UE. Ciò “grazie” ad una tassa sul traffico pesante irrisoria per i bisonti stranieri. Col risultato che qualsiasi via alternativa all’attraversamento della Svizzera  costa di più (oltre ad essere più lunga).

Cosa ne pensa il “triciclo”?

Il crollo dei consensi dei bilaterali dimostra che i cittadini svizzeri sono sempre meno disposti a farsi fare fessi dalla balla dei “bilaterali indispensabili per l’economia”. La realtà è che si possono benissimo sottoscrivere accordi commerciali (ne abbiamo parecchi con paesi extraeuropei, idem dicasi per la stessa UE) senza alcun obbligo di inserirvi anche la devastante libera circolazione delle persone. Quest’ultima, in qualità di esperimento completamente fallito, va rottamata quanto prima.

Il crollo del consenso pro bilaterali  dovrebbe – assieme ai noti e recenti dati sull’invasione da sud e sull’esplosione dell’assistenza – aprire gli occhi anche al triciclo PLR-PPD-P$. Quello che vorrebbe affossare “Prima i nostri” in Gran Consiglio. Magari anche la partitocrazia di questo sempre meno ridente Cantone, prima di continuare a prendere a pesci in faccia i cittadini – che speriamo se ne ricorderanno in sede elettorale – dovrebbe fare qualche riflessione. Altrimenti i voti per conservare le tanto idolatrate cadreghe li andrà poi a chiedere agli amichetti di Bruxelles…

E il tasto reset?

Il fatto che i bilaterali abbiano perso 21 punti percentuali nei consensi  sull’arco di un solo anno è evidentemente anche un ottimo segnale per la futura iniziativa popolare volta a disdire la libera circolazione delle persone.

Ma intanto il neo ministro degli esteri italo-svizzero Ignazio KrankenCassis nella sua prima uscita pubblica ha già pensato bene di confermare la via bilaterale con l’Unione europea; ovviamente con la sudditanza che ne consegue. A cominciare dallo scandaloso REGALO di 1.3 miliardi di franchetti ai balivi di Bruxelles sottoforma di contribuito di coesione versato a titolo puramente volontario e senza ottenere nulla in cambio! Ma si più essere più pirla di così?

E il famoso tasto “reset”? Come previsto, è stato schiacciato sulle promesse elettorali.

Lorenzo Quadri

I camerieri di Bruxelles hanno truffato i cittadini

La partitocrazia ha trasformato le nostre tasche in self service per gli eurobalivi!

La decisione del Consiglio federale di regalare 1.3 miliardi all’UE grida vendetta! A proposito: come ha votato il neo-ministro del “tasto reset”? Non sarà che, essendo il buon KrankenCassis per metà cittadino comunitario (italico), si trova in conflitto d’interessi?

Lo scandaloso miliardo di coesione alla fallita UE sta facendo discutere. Giustamente discutere. Tra l’altro, come già detto, la storiella del “miliardo” è una balla solenne. Una mistificazione – l’ennesima – per fare fessi gli svizzerotti. Infatti la cifra è di un miliardo e un terzo. Tentare di giocare al ribasso parlando di “un miliardo” è una taroccatura. Ben dimostra quanto siano bugiardi i camerieri bernesi dell’UE. E non ci si venga a raccontare la fregnaccia che si tratta di una formula per arrotondare la cifra. Perché allora si sarebbe dovuto arrotondare ad un miliardo e mezzo!

 Decisione che grida vendetta

Ci mancherebbe che questa decisione del Consiglio federale, che grida vendetta, non facesse discutere. L’Udc vorrebbe fare in modo di sottoporla al voto popolare; un’eventualità che evidentemente “fa venire fredda la camicia” ai camerieri dell’UE. Non ci vuole troppa fantasia per indovinare l’esito di una tale votazione. Purtroppo, però, l’ipotesi di una chiamata alle urne è remota. In effetti, la partitocrazia ha già contrabbandato la base legale per queste svergognate marchette ai padroni di Bruxelles. Naturalmente effettuate con i nostri soldi. Poi a noi si dice che bisogna tirare la cinghia, andare in pensione a 70 anni, eccetera eccetera.

Apperò: per regalare miliardi all’UE, la “base legale” i soldatini della partitocrazia l’hanno creata. Quando invece di tratta di combattere l’estremismo islamico, l’immigrazione nello stato sociale, eccetera… “sa po’ fa nagott! Non c’è la base legale!”. Ma andate a Baggio a suonare l’organo!

Tattica del salame

Capita la tattica del salame? Sul primo contributo di coesione c’è stata una votazione popolare. Per scongiurarne un’altra che con tutta probabilità asfalterebbe i camerieri dell’UE, questi ultimi  non hanno esitato a barare. Prima hanno fatto passare in parlamento la base legale “in astratto” (Legge federale sulla cooperazione con gli Stati dell’Europa dell’Est). Inutile dire che solo i deputati di Lega ed Udc hanno votato contro. La partitocrazia triciclata, invece…  Poi, in un secondo tempo, ecco che l’astratto diventa concreto. E si traduce nella maxi-supposta da 1.3 miliardi.

In questo modo, gli spalancatori di frontiere hanno spalancato anche le nostre tasche. Le hanno trasformate in un self service per i balivi dell’UE.

Gli squallidi sotterfugi

Gli 1.3 miliardi sono solo l’inizio. Non ci si illuda infatti che l’emorragia di miliardi svizzeri a beneficio degli eurofalliti (che se la ridono a bocca larga) sia destinata a finire qui. Ma quando mai! Consumato il primo “tesoretto”, da Bruxelles ne pretenderanno altri. Ed i loro sguatteri in quel di Berna correranno a pagare, con i calzoni abbassati ad altezza caviglia. Morale: questi bambela del Consiglio federale, terrorizzati dai cittadini (chissà come mai, eh?) non hanno nemmeno il coraggio di agire onestamente nei loro confronti. Si inventano i trucchetti, i sotterfugi, affinché il popolazzo “chiuso e gretto” debba solo pagare, tacere e farsi dettare legge dai balivi UE.

Ormai questi politicanti da tre e una cicca hanno ridotto la Svizzera a zimbello d’Europa.

Contributi inutili

Da notare che il primo miliardo di coesione non è servito assolutamente ad un tubo. Non ha in nessun modo limitato l’immigrazione verso la Svizzera; infatti, siamo stati invasi e lo siamo tuttora. E nemmeno ci ha attirato una qualsivoglia benevolenza da parte degli eurobalivi. Costoro non si sono fatti scrupoli nel partire all’assalto della piazza finanziaria svizzera. E nemmeno nel sanzionarci per un voto democratico, quello del 9 febbraio. Solo per citare due esempi. Né il primo miliardo di coesione ha limitato alcuna “disparità” all’interno dell’UE. Infatti è servito a finanziare 210 progetti. Il che fa una media di 4.7 milioni  di Fr a progetto. Ciò significa che si è proceduto con la politica dell’aiuto ad innaffiatoio: quella che notoriamente non serve ad un tubo. Speriamo almeno che tra i progetti finanziati ci sia anche il muro ungherese contro i finti rifugiati con lo smartphone. Perché è l’unica opera da cui l’Europa (intesa come continente) trae dei vantaggi.

Arrampicate liblab

Adesso l’Udc tenta di recuperare la referendabilità dello sconcio regalo all’UE, ma il treno sembra ormai partito. Dal canto loro, i liblab vorrebbero scambiare gli 1.3 miliardi con la fine della clausola ghigliottina; quella disposizione che, in caso di disdetta di uno dei disastrosi accordi con l’UE, potrebbe portare (non è comunque un automatismo) alla decadenza anche di tutti gli altri. Quindi gli 1.3 miliardi, secondo il partito del ministro degli esteri (l’italo-svizzero KrankenCassis) andrebbero convertiti in un pizzo in piena regola. Nella migliore tradizione corleonese.  Inutile dire che gli eurobalivi non saranno comunque mai d’accordo. I liblab in effetti vogliono solo presentarsi come quelli che, prima di aprire i cordoni della borsa, chiedono qualcosa in cambio.

Ma come mai l’ex partitone tira in ballo proprio la clausola ghigliottina? Evidentemente, i liblab sanno che la devastante libera circolazione delle persone ciurla nel manico. Anzi, anche loro la danno ormai per spacciata. E allora tentano di usare i miliardi del contribuente per evitare che la (prevedibile) fine della libera circolazione trascini nel baratro anche tutti gli altri accordi con l’UE. Solo così si può spiegare la richiesta del PLR. Comunque ex partitone: e votare contro la base legale per i contributi di coesione invece di venire adesso a raccontare inutili storielle, sembrava brutto?

Lorenzo Quadri

Un nuovo miliardo di coesione? Questi si sono bevuti il cervello!

Camerieri dell’UE, basta con le marchette a Bruxelles! Avanti con lo Swissexit! 

Qui qualcuno si è proprio bevuto il cervello. I camerieri di Bruxelles in Consiglio federale ancora blaterano di regalare nuovi miliardi di coesione alla fallita Unione europea. Il tema verrà  affrontato, secondo quanto dichiarato dal portavoce del Consiglio federale André Simonazzi, in occasione della prossima visita in Svizzera del presidente della Commissione UE Jean-Claude “Grappino” Juncker, agendata per il 23 novembre.

Ohibò,  perché mai ancora si parla del nuovo miliardo di coesione, che tanto piaceva ai liblab Burkhaltèèèr e Leider Ammann? Perché esso  sarebbe “un’importante risorsa per far avanzare il dialogo con l’UE sullo sviluppo delle relazioni bilaterali. Lo stanziamento di un contributo di coesione sarebbe un atto volontario da parte di Berna”.

Le mani nelle tasche

No, ma allora ditelo che prendete la gente per i fondelli! Poi ci chiediamo come mai gli svizzerotti vengono sistematicamente fregati. Nei negoziati con l’UE, i sette scienziati per ottenere qualcosa sanno solo promettere sempre più soldi del contribuente.

E’ incredibile: Bruxelles pretende di dettare legge in casa nostra. Nel vero senso della parola. Con la scusa dei fallimentari accordi bilaterali ci vuole imporre la ripresa automatica del diritto comunitario, il che equivarrebbe alla fine della sovranità della Svizzera, ed anche dei nostri diritti popolari, più volte presi di  mira da associazioni internazionali del piffero (alle quali non va bene che il popolo decida: perché  a decidere, va da sé, devono essere i “poteri forti” ossia la casta spalancatrice di frontiere).

Davanti a pretese di questo genere, che vanno respinte al mittente nel giro di un nanosecondo ed in modo categorico, cosa fanno invece i camerieri dell’UE? Sperano di rabbonire gli eurobalivi mettendo pesantemente le mani nelle tasche dei cittadini svizzeri. Dalle quali vogliono sottrarre un ulteriore miliardo di coesione! Nientemeno!

In cambio di cosa?

Un miliardo di franchi pubblici da regalare a chi ci tratta da Stato-canaglia, e non ancora contento continua a pretendere sempre di più! Cosa abbiamo ottenuto, infatti, in cambio del primo miliardo di coesione?

  • Attacchi indegni al nostro segreto bancario; noi naturalmente, “grazie” all’ex ministra del 5%, abbiamo calato le braghe, mentre gli altri paesi si sono tenuti ben stretti i proprio paradisi fiscali, e adesso ci spernacchiano.
  • Attacchi alla volontà popolare con l’ordine – prontamente eseguito dalla partitocrazia iscariota PLR-PPD-P$ – di rottamare il maledetto voto del 9 febbraio.
  • Pretesa di riempirci di finti rifugiati con lo smartphone.
  • Pretesa di imporci le leggi degli eurofalliti nonché i loro giudici.
  • Pretesa di ulteriori miliardi di coesione.
  • Scandalose accuse di razzismo e di xenofobia quando abbiamo il 40% di popolazione straniera o naturalizzata (e naturalmente i sette scienziati incassano senza fiatare).

Circolo vizioso

Più i balivi di Bruxelles chiedono, più ottengono dagli svizzerotti fessi. E più ottengono, più chiedono. Un circolo vizioso di cui non si vede la fine. E tutto questo per cosa? Per tenere in piedi degli accordi bilaterali che servono solo a generare disoccupazione, a riempirci di delinquenza d’importazione, a trasformarci in corridoio a basso costo per  TIR UE in transito parassitario attraverso la Svizzera, a far esplodere la spesa sociosanitaria (premi di cassa malati compresi).

E malgrado tutto  questo a Berna sono ancora disposti a mettere sul tavolo un ulteriore miliardo di coesione all’UE, naturalmente a titolo del tutto volontario, per – dicono loro  – “facilitare le trattative”? Bisogna essersi bevuti il cervello, ma sul serio!  Questo ulteriore miliardo è una squallida tangente, un “pizzo” che non abbiamo alcuna intenzione di pagare. E il colmo è che contro lo stratosferico versamento non si potrebbe neppure lanciare il referendum! Vergogna!

Swissexit urgente

All’UE e a “Grappino” Juncker, il 23 novembre bisognerà solo dire che i bilaterali già ciurlano nel manico; e quindi che la piantino di avanzare pretese fuori di zucca.

Ma è evidente che, con al “potere” la partitocrazia cameriera dell’UE, quella che continua a riempirsi la bocca con la fregnaccia dei “bilaterali indispensabili” quando invece sono balle di fra’ Luca, un discorso del genere non verrà mai fatto. La triste realtà è ormai chiara anche a quello che mena il gesso: finché saranno in vigore gli attuali accordi con l’UE, il Consiglio federale continuerà ad abbassare sempre più le braghe fino alla totale svendita della Svizzera a Bruxelles

Ciò significa che solo lo Swissexit può salvarci. Occorre quindi far SALTARE la libera circolazione delle persone tramite votazione popolare. Avanti con l’iniziativa!

Lorenzo Quadri