Brucia un simbolo cristiano ed i musulmani esultano

Disastro Notre-Dame: incidente o attentato? In ogni caso, è ora che l’Europa si svegli

 L’incendio alla cattedrale di Notre-Dame è stato un duro colpo al cuore dell’Occidente cristiano. Non tanto per il valore artistico di quanto andato in fumo, che gli esperti contestano, ma per il ruolo-simbolo di quello che era, “et pour cause”, uno dei monumenti più ammirati della Francia.

L’onda di solidarietà è stata soprattutto francese. La fallita Unione europea non si è certo “tirata giù la pelle di dosso”. Forse il presidente “diversamente astemio” della Commissione UE Jean-Claude “Grappino” Juncker al momento della catastrofe non era sobrio (era già sera).

Chissà perché, c’è come il vago sospetto che, se fosse andata a fuoco un’importante moschea, la maggioranza politica – quella asservita al pensiero unico spalancatore di frontiere, multikulti ed islamofilo – avrebbe reagito assai diversamente. E di certo non avrebbe perso l’occasione per puntare il dito contro gli odiati “sovranisti”.

Lo squallore di “Micron”

Particolarmente squallido, ma non c’era da attendersi altro, l’atteggiamento del presidente francese, il soldatino dell’establishment Emmanuel Macron. Essendo la sua popolarità in caduta libera, Monsieur le Président tenta  di cavalcare la disgrazia nazionale per il proprio tornaconto personale. Dunque si spaccia per colui che ricostruirà la cattedrale bruciata in tempo di record. Per la serie: sia benedetto l’incendio che mi consente di fare marketing di me medesimo. Miserevole.

Non sapremo mai la verità

La devastazione della Cattedrale di Notre-Dame viene venduta come incidente. Ma è davvero così? O si è invece trattato di un attentato islamista? La verità non la sapremo mai. Se il disastro fosse di origine dolosa ed islamica, la casta immigrazionista e la stampa di regime ad essa asservita (ovvero la stragrande maggioranza dei mass media) ben si guarderebbero dal farlo sapere. Perché sarebbe la conferma che bisogna chiudere le frontiere e rimandare al natìo paesello troppi migranti (economici) non integrati e non integrabili che si sono installati nel Vecchio Continente. Sarebbe, soprattutto, la sconfessione totaledelle politiche globaliste della casta.

Senza contare le conseguenze elettorali – devastanti per l’establishment – della scoperta che la cattedrale è bruciata per mano di un migrante musulmano.

Alcuni dati di fatto

Certo è che il numero delle chiese francesi bersaglio di atti vandalici è impressionante, e continua a crescere. Molti in particolare gli incendi. Ma naturalmente la casta verrà a raccontare che in Francia gli edifici sacri sono costruiti con materiali particolarmente infiammabili. Come no!

Sul tema, il “Guastafeste” Giorgio Ghiringhelli ha pubblicato un documentato articolo sul suo sito.

Gli eccessi migratori in Francia hanno devastato il paese, riempiendolo di giovani musulmani non integrati e non integrabili. Da anni ormai gli ebrei fuggono dalla Francia dove, a seguito dell’avanzata islamista, si trovano in pericolo. La polveriera è destinata ad esplodere: è solo questione di tempo.

In più, dal 2001 ad oggi, sono stati conteggiati oltre 35mila attentati di matrice islamica nel mondo. E (come rileva il “Ghiro”)  l’incendio a Notre-Dame è scoppiato ad un mese esatto dall’attacco in due moschee a Christchurch, in nuova Zelanda.

Vista la situazione, in particolare in Francia, non ci sarebbe niente di strano nel pensare che il rogo non sia stato un incidente. E la fretta con cui –  per evidente comodità politica – è stata accantonata la pista islamista è quantomeno sospetta.

Quelli che esultano…

Attentato o incidente che sia, resta il fatto che – in Francia come pure in Europa – gruppi islamisti hanno esultato per la distruzione di Notre-Dame. Questo è gravissimo. Se tra gli islamisti che godono per la devastazione di un simbolo dell’Occidente cristiano ce ne sono di residenti in Svizzera, costoro vanno espulsi per direttissima. Föö di ball!  Se qualche cittadino elvetico si fosse sognato di festeggiare la distruzione di una moschea, i moralisti a senso unico starebbero starnazzando al “razzismo” a pieni polmoni, ed avrebbero già infesciato il Ministero pubblico di denunce penali.

Qui, invece, silenzio tombale: ai migranti in arrivo da “altre culture” è permesso tutto. Il loro razzismo nei nostri confronti non è mai un problema, idem dicasi per il loro antisemitismo e per la loro cristianofobia. Non se ne può nemmeno parlare! Ed in particolare non ne parla l’inutilissima e strabica Kommissione federale contro il razzismo, presieduta da un’ex politicante del PLR, che serve solo ad accusare gli svizzeri di razzismo per costringerli, sotto la pressione del ricatto morale, a “far entrare tutti” e ad autodiscriminarsi. Per questo, tale inutile commissione va abolita subito.

Se anche non ci fosse stato attentato, il fatto che migranti islamisti festeggino la catastrofe di Notre-Dame è grave più che a sufficienza per imporre di:

  • inasprire la politica di immigrazione (chiusura delle frontiere)
  • procedere con le espulsioni di personaggi non integrati e non integrabili
  • cominciare seriamente la lotta all’avanzata islamista, con misure concrete.

E questo non solo in Francia, ma anche da noi. “En marche!”, come direbbe qualcuno!

Lorenzo Quadri

 

 

 

 

I disastri delle frontiere spalancate e del multikulti

Terrorismo islamico: l’ultimo attentato a Parigi e le prospettive per la Svizzera

 

Si  moltiplicano gli attentati messi a segno in Europa da terroristi islamici. L’ultimo nei giorni scorsi, in una Parigi blindatissima per le elezioni. Evidentemente non c’è misura di sicurezza che tenga, in un Paese dove ci sono 15mila jihadisti conosciuti alle autorità (più quelli sconosciuti). Che naturalmente non è possibile controllare 24 ore al giorno: servirebbero 60mila agenti. Questa è materia su cui dobbiamo riflettere anche in Svizzera. “Grazie” alle sentenze buoniste-coglioniste del Tribunale federale, infatti, gli svizzerotti si tengono in casa i simpatizzanti dell’Isis. Perché, dissero i legulei di Losanna, “non si può” (sa po’ mia!) espellere un terrorista islamico se costui sarebbe in pericolo nel suo paese. L’immane boiata è stata confermata dal Consiglio federale in risposta ad atti parlamentari.

Sapremo chi ringraziare

Abbiamo dunque un governo che non vuole vietare i finanziamenti esteri alle moschee ed ai sedicenti centri culturali islamici. Che non vuole proibire le associazioni musulmane pericolose. Che non ci sta ad espellere i miliziani dell’Isis. Tutto messo lì nero su bianco. Un governo che non ha – e non vuole avere – alcun controllo sull’islam politico infiltrato anche in Svizzera; però vorrebbe inventarsi pure l’Imam nell’esercito. Un governo che aumenta la capacità d’accoglienza per i finti rifugiati con lo smartphone, che non saranno mai integrati e saranno facili da radicalizzare. Sempre che non siano già radicalizzati quando arrivano da noi. Perché evidentemente nessuno ha l’etichetta di jihadista stampata in fronte.

Quando i terroristi islamici colpiranno anche in Svizzera, sapremo perfettamente chi ringraziare.

Il disastro multikulti

L’ultimo attentato di Parigi è l’ennesimo fallimento del multikulti. Quel multikulti che partitocrazia, élite spalancatrice di frontiere, stampa di regime ed intellettualini da tre e una cicca insistono nel propinarci con la denigrazione ed il ricatto morale: o siete per il multikulti, o siete razzisti ed “estremisti di destra”.

E’ a causa del multikulti se – come occidentali – abbiamo rinunciato a pretendere che gli immigrati si assimilassero alle nostre regole e ai nostri principi. In nome del multikulti si è permesso che i migranti continuassero a vivere come se fossero a casa loro, disprezzando il paese che li ospita. Perché guai ad imporre qualcosa agli ultimi arrivati: è becero populismo e razzismo.

La deleteria politica delle frontiere spalancate, che è poi semplicemente il naturale complemento del multikulti, ha portato a flussi migratori del tutto insostenibili. Visto che non c’è lavoro per i residenti, figuriamoci per gli immigrati; specie se non integrati e non integrabili.  Il multikulti e l’immigrazione scriteriata hanno così creato ampie fasce di marginalizzati: l’humus ideale per il terrorismo islamico.

L’integrazione al contrario

Se si è giunti a questo punto ci sono dei responsabili ben chiari ed è inutile arrampicarsi sui vetri raccontando imbecillità sul “passato  coloniale”. La Svezia, di recente colpita, ha un passato coloniale degno di nota? Sì, forse ai tempi dei vichinghi…  e poi 13 anni di costa d’oro svedese in Africa a metà del Seicento. La Svezia è in prima linea in operazioni belliche in paesi islamici?

Altra fregnaccia $inistrorsa: la colpa degli attentati terroristici sarebbe dell’Occidente reo di “non aver integrato”. Ah ecco: non sono i terroristi islamici ad essere dei macellai, sono le loro vittime occidentali ad essere razziste. Kompagnuzzi, ma vi siete bevuti il cervello? L’Occidente ha certamente delle colpe, ma di genere ben diverso. Le colpe europee sono quelle indicate sopra. Ossia, fare entrare tutti. Permettere ai migranti di non integrarsi. Arrivare al paradosso di pretendere che siano i cittadini residenti ad integrarsi agli immigrati e non il contrario. Addirittura aver fatto della non integrazione un sistema e  un valore morale: il fallimentare multikulti, appunto.

Fare tabula rasa

Sono state compiute delle scelte politiche completamente sbagliate. Del multikulti e delle frontiere spalancate occorre adesso fare tabula rasa. Primi passi: stop all’immigrazione di massa, frontiere blindate, controlli su moschee e centri culturali islamici, espulsione certa e sistematica dei simpatizzanti dell’Isis. Altro che “devono entrare tutti”: qui c’è un sacco di gente che deve uscire. Verstanden, kompagna Sommaruga?

Lorenzo Quadri

Assalto islamista a Parigi. La catastrofe del multikulti! La Francia ha chiuso le frontiere: e noi cosa aspettiamo?

126 morti e 200 feriti. Il bilancio dell’attentato multiplo che ha insanguinato Parigi lo scorso venerdì 13 è allucinante. L’Europa ha avuto il suo 11 settembre. E non sarà nemmeno l’ultimo. L’attentato è stato rivendicato dall’Isis. I responsabili sono terroristi islamici. Sottolineiamo: islamici. Per cui, è perfettamente inutile, e oltremodo squallido, che i buonisti multikulti spalancatori di frontiere si arrampichino sui vetri per mascherare lo sconveniente aggettivo “islamico”. Sconveniente perché dimostra – e nel peggiore dei modi possibile – che chi condannava la panzana buonista del multikulti e predicava lo stop all’immigrazione scriteriata aveva ragione.

Vivere nella paura
La mattanza di venerdì è ben diversa da quella al Charlie Hebdo. E non solo per i numeri. A cadere sotto i colpi dei fanatici macellai islamici non sono state persone che potessero avere una qualche colpa agli occhi di estremisti musulmani. Non avevano insultato alcun profeta. Si trovavano solo nel posto sbagliato e nel momento sbagliato. E’ assai probabile tra le vittime ci siano anche degli islamici; ma evidentemente vengono ritenuti sacrificabili. Un “danno collaterale” nell’interesse superiore della guerra contro l’Occidente.
Una guerra di conquista, che vuole distruggere, oltre al maggior numero possibile di “infedeli”, anche la nostra società, i nostri valori, il nostro stile di vita, le nostre libertà. Vuole costringerci a vivere nella paura. La macelleria non è selettiva. Può colpire in qualsiasi momento. E, soprattutto, lo fa senza alcun motivo. Non illudiamoci di essere al sicuro per definizione perché “in Svizzera queste cose non succedono”. Erano in tanti anche in Francia a dire “da noi queste cose non succedono”. E poi…

Comportarsi di conseguenze
Visto che siamo in guerra, è ora di cominciare a comportarsi di conseguenza. A meno che il nostro obiettivo sia proprio quello di farci schiacciare. Basta buonismo. Fuori gli attributi.
La fandonia politikamente korretta della multikulturalità, inculcata da autocertificati garanti della morale (?) al volgo (chiuso e gretto) a suon di ricatti, di denigrazioni, e di campagne d’odio contro chi la pensa diversamente è definitivamente crollata. La Francia ha chiuso le frontiere. Quando i buoi sono ormai fuori dalla stalla. E, ma guarda un po’, si scopre che uno degli attentatori era arrivato il mese scorso facendosi registrare come profugo siriano in Grecia! Ma come, quella dei terroristi travestiti da asilanti non era tutta una balla della Lega populista e razzista?
Se ci troviamo i terroristi in casa la colpa è di chi ha spalancato loro le frontiere. E allora queste frontiere le dobbiamo chiudere tutti. Mica solo la Francia.
Abbiamo fatto entrare di tutto e di più perché “bisogna aprirsi”. E’ ora di cominciare l’operazione contraria.

Propaganduccia di $inistra
Va da sé che l’emittente di servizio degli spalancatori di frontiere, ovvero la R$I, non poteva che continuare a propinare la solita propaganduccia di $inistra: non bisogna chiudere le frontiere dopo il massacro di Parigi, la responsabilità (?) è dell’Occidente che non ha saputo integrare, e via con gli sproloqui. E’ il colmo: arrivano i terroristi islamici a sterminarci i responsabili siamo noi! Signori politikamente korretti, vi rendete conto delle baggianate che state raccontando? Non vi indignate se ad una donna stuprata viene detto che la colpa è sua perché portava una gonna troppo corta? Ecco, voi state facendo anche peggio. Vergognatevi! O siete così accecati dalla spocchia da non esserne più capaci, nemmeno davanti a quasi 130 morti innocenti?
Lorenzo Quadri