E il divieto di finanziamenti esteri alle moschee? Sveglia!

Ohibò, avevamo ragione! Milioni dal Qatar per foraggiare gli islamisti, anche a Lugano

Con un discreto ritardo – il Mattino ne ha scritto già la scorsa domenica, ed il Mattinonline ancora prima –  mercoledì anche il Corriere del Ticino si è accorto del libro francese Qatar Papers, di recente pubblicazione.

I due autori del volume hanno indagato le attività di un’ ONG controllata dal governo dell’emirato del Qatar.  Questa ONG avrebbe stanziato cifre enormi – si parla di oltre 71 milioni di euro – per finanziare una fitta di rete di moschee in tutta Europa. Moschee vicino all’organizzazione fondamentalista dei Fratelli musulmani.

Di questi 71 milioni, quasi quattro sarebbero giunti in Svizzera ed 1.7 a Lugano. Dove di preciso? Mistero!

Non sono gli unici

Con soldi in arrivo dall’estero, dunque, viene finanziata la diffusione in Svizzera dell’islam radicale, incompatibile con il nostro modello di società. La volontà dei “foraggiatori” è evidente: islamizzare la Svizzera ed impedire l’integrazione dei musulmani che ci vivono.

E sicuramente il Qatar non è l’unico Stato islamista a prodursi in simili iniziative. Sappiamo ad esempio che la Turchia fa la stessa cosa, ed in Svizzera apre pure delle scuole telecomandate direttamente dal governo di Ankara. Tanto per fare il lavaggio del cervello fin da bambini ai migranti turchi che vivono dalle nostre parti. E naturalmente gli svizzerotti rilasciano le autorizzazioni senza cipire: “non si può (sa po’ mia!) dire di no!”.

Intenzioni perniciose

Il libro Qatar Papersconferma, semmai ce ne fosse bisogno, che tante moschee e centri culturali presenti nella nostra realtà – non solo nazionale, ma anche ticinese e luganese – non sono finanziati dalle offerte dei fedeli. I fondi arrivano da molto lontano e con intenzioni tanto precise quanto perniciose. Di conseguenza, questi finanziamenti esteri vanno proibiti. Ma naturalmente il Consiglio federale e la partitocrazia, imbesuiti dal politikamente korretto, rifiutano di intervenire. Anche se sollecitati.

Lucidità di breve durata

Nel settembre 2017, in un raro sprazzo di lucidità, la risicata maggioranza del Consiglio nazionale accolse una mozione di chi scrive che chiedeva di vietare i finanziamenti esteri a moschee e centri culturali islamici. L’atto parlamentare chiedeva anche che le prediche nelle moschee si tenessero nella lingua locale, e questo per due motivi: 1) i contenuti devono essere trasparenti e 2) gli imam la lingua del posto la devono imparare.

Naturalmente l’approvazione della mozione  avvenne con la stizzita protesta della ministra del “devono entrare tutti”, kompagna Simonetta Sommaruga, ai tempi a capo del Dipartimento federale di giustizia.

Come troppo spesso accade, la lucidità bernese ha avuto vita breve. Ci hanno pensato gli esponenti del triciclo multikulti ed islamofilo PLR-PPD-P$$ al Consiglio degli Stati ad affossare l’atto parlamentare.

La punta dell’iceberg

Adesso il problema dei finanziamenti esteri di moschee e centri culturali islamici comincia ad emergere in tutta la sua enormità, pronto a deflagrare. Come detto, il Qatar non è certo l’unico “attore” presente su questo mercato. Di Stati ed organizzazioni vicini all’islam radicale, e con molti soldi da mettere a disposizione, ce ne sono a iosa.

La nuova ministra di Giustizia, la PLR Karin Keller Sutter (KKS) deve cambiare urgentemente rotta. Se le autorità davanti all’avanzata islamista continuano a rimanere alla finestra blaterando che “non si può discriminare”, fanno il gioco degli islamisti. E questo ci porterà allo sfascio. Intanto le previsioni “catastrofiste” si stanno avverando tutte.

Per cui, smettiamola di non vedere e di non sentire; smettiamola di nasconderci dietro la foglia di fico del “programma federale contro la radicalizzazione”, una sconcertante ciofeca prodotta da burocrati federali ro$$i ed islamofili. Cominciamo a saltare il fosso e a prendere qualche misura concreta. Prima fra tutte, il divieto dei finanziamenti esteri alle moschee, che peraltro già esiste in Austria.

O dobbiamo pensare che non c’è alcuna differenza tra la liblab KKS e la kompagna Sommaruga, tra PLR e P$$? Perché per ora (?) è difficile, vedi impossibile, giungere  ad una conclusione diversa!

Lorenzo Quadri

 

Il Qatar finanzia chi diffonde l’islam politico in Svizzera

Un fiume di soldi parte ogni anno dall’emirato con destinazione Europa. Lugano compresa

 

Sempre peggio! Lo scorso 4 aprile è uscito in Francia il libro “Qatar Papers”: gli autori sono due giornalisti locali. Il portale romando “24 heures” ne ha pubblicato un resoconto, corredato da un’intervista ad un esperto di islam. Il Mattinonline ha riferito al proposito lo stesso giorno.

Le rivelazioni contenute in “Qatar Papers” sono inquietanti. Nell’anno campione 2014 l’emirato del Qatar avrebbe finanziato, per il tramite di una ONG da lui controllata (alla faccia del NG, ossia “Non Governativa”), qualcosa come 113 moschee e centri islamici in Europa, per un somma complessiva di 71 milioni di euro. 3.6 milioni sarebbero arrivati anche in Svizzera. Dove avrebbero foraggiato moschee aPrilly (canton Vaud), La Chaux-De-Fonds (NE), Bienne (BE) e – udite udite! – anche a Lugano.

Generosamente sussidiato dall’ONG del Qatar pure l’islamista egiziano naturalizzato svizzero Tariq Ramadan, attualmente accusato di gravi reati sessuali. Costui si sarebbe cuccato  una “paghetta” di ben 35mila euro al  mese, più altri benefits (una tantum) per 19mila. Apperò! Se si hanno i padroni giusti, fare l’estremista musulmano paga!

Il motivo del pagamento

Un vero fiume di milioni dunque parte dall’emirato e confluisce nelle capienti casse di moschee e centri islamici sparsi in tutta Europa. Anche a Lugano. Perché queste strutture vengono finanziate? Ovviamente, affinché diffondano l’islam politico. In particolare quello dei fratelli musulmani, i quali sono sostenuti appunto dal Qatar. L’esperto contattato da “24 heures” è stato assai esplicito: altro che “moderati”, i fratelli musulmani vogliono“creare una “micro-contro-società” attraverso la “ri-islamizzazione” delle comunità musulmane in Europa. Con una visione chiaramente politica dell’Islam che mira, in definitiva, a una forma di egemonia globale”.

E naturalmente questi figuri fanno fessi gli interlocutori europei buonisti-coglionisti, a partire dagli svizzerotti, presentandosi come moderati, liberali, “moderni”; senza barbe fino alle ginocchia né caffettani. Si tratta di specchietti per le allodole. Cambia l’imballaggio; ma il contenuto è lo stesso. Del resto, anche l’islamista algerino pro-burqa Rachid Nekkaz gira travestito da occidentale. Ma, sotto la maschera da europeo…

Chiaro disegno di conquista

Ecco ora confermato con tanto di cifre (stratosferiche) che Stati islamisti finanziano moschee e centri culturali islamici in Europa (Svizzera compresa, Ticino idem). Ovviamente con l’obiettivo di diffondere alle nostre latitudini la forma di islam che vige dalle loro parti. Ovvero l’islam politico. Che è incompatibile con il nostro modello di società e con i nostri diritti fondamentali: quindi, semplicemente, non può essere tollerato in casa nostra.

Siamo dunque davanti ad un chiaro disegno di conquistae ad un’altrettanto chiara minaccia per la società occidentale(ed in particolare per le donne).

Le balle della casta

Davanti a simili minacce non si può rimanere con le mani in mano. Ed invece la partitocrazia PLR-PPD-P$$, imbesuita dal multikulti e dal politikamente korretto, rifiuta qualsiasi intervento sensato.

E’ davvero il colmo: la casta starnazza quantità industriali di patetiche ballesui “diritti umani in pericolo” (accipicchia!) allo scopo di combattere e denigrare gli odiati populisti (vedi la votazione contro i giudici stranieri). Però la stessa casta rifiuta istericamente di opporsi all’avanzata islamista; quella sì un reale e concreto pericolo per i diritti umani. Di più: se la prende con chi questa avanzata la vuole bloccare. Un po’ come se gli anticorpi, invece di attaccare i bacilli, attaccassero le medicine. Un organismo che funziona in questo modo è destinato a distruzione certa. Ed è infatti questo il futuro che ci sta preparando la partitocrazia PLR-PPD-P$$.

Partitocrazia scandalosa

La partitocrazia, tanto per citare un esempio, non ne vuole sapere di impedire i finanziamenti esteri alle moschee. Pur essendo consapevoli che questo fiume di soldi in arrivo non solo dal Qatar, ma anche da altri paesi “modello di virtù laiche e democratiche” vedi ad esempio la Turchia, servono a finanziare la diffusione dell’islam radicale in casa nostra, gli esponenti del triciclo stanno a guardare!

Basti pensare che la mozione di chi scrive, che chiedeva  per l’appunto di vietare i finanziamenti esteri alle moschee, è stata sì approvata a stretta maggioranza dal Consiglio nazionale suscitando l’ira funesta della ministra del “devono entrare tutti” kompagna Sommaruga;  ma poi il Consiglio degli Stati l’ha affossata.

E se davvero il triciclo multikulti crede di potersi lavare la coscienza con il “Piano d’azione nazionale contro la radicalizzazione”, ovvero con una ciofeca partorita da burocrati federali ro$$i ed islamofili, non ha capito da che parte sorge il sole!

KKS, se ci sei…

Questi politicanti della partitocrazia PLR-PPD-P$$, che distruggono il nostro paese ed i nostri diritti fondamentali, vanno messi di fronte alle proprie responsabilità. Si spera che l’elettorato sappia “ricompensarli” nelle urne.

E’ evidente che la nuova ministra di Giustizia, la PLR Karin Keller Sutter (KKS), deve prendere in mano la situazione; ma in fretta! Eppure, chissà perché, il Mago Otelma prevede che, anche con la nuova Consigliera federale, l’andazzo rimarrà il medesimo. Liblab, $inistrati od uregiatti, poco cambia: la partitocrazia è chinata a 90 gradi davanti agli islamisti.

Lorenzo Quadri