La persecuzione ha inizio

Come previsto, la kompagna Sommaruga ha iniziato a prendersela con gli automobilisti

Si comincia in sordina ma poi, con la tattica del salame (una fetta alla volta)…

Come da copione, il disastro ha inizio. Dal primo gennaio, dopo la partenza della Doris uregiatta dal governicchio federale, alla direzione del Dipartimento federale dei trasporti, dell’ambiente, dell’energia e delle telecomunicazioni (DATEC) è malauguratamente approdata la ministra del “devono entrare tutti”, kompagna Simonetta Sommaruga. Ed ecco che cominciano le iniziative improntate al talebanismo ambientalista.

Per ora, come antipasto, la kompagna ministra si è lanciata contro le automobili di grossa cilindrata (“In Svizzera ce ne sono troppe”). Si prende nota che ancora una volta nel mirino della criminalizzazione ci sono i soliti automobilisti: per i $inistrati ormai un’ossessione.  Dopodiché, Sommaruga ha aggiunto di voler “diminuire i valori delle emissioni in accordo con l’UE”.

Quindi il programma è chiaro: 1) persecuzione degli automobilisti svizzeri e 2) i funzionarietti di Bruxelles vengono addirittura invitati a comandare in casa nostra.

Si comincia con le grosse cilindrate

E’ evidente che la Simonetta procederà con la tattica del salame: prima si lancia la fatwa contro le auto di grossa cilindrata, poi sarà il turno di quelle di media cilindrata, poi si pretenderà di autorizzare solo veicoli elettrici, e avanti così. Altrettanto evidente è che, mentre la Svizzera seguirebbe in modo pedissequo, preciso e masochistico tutte le disposizioni di Bruxelles, gli altri paesi se ne farebbero un baffone.

Dopo gli automobilisti a finire sulla graticola saranno i riscaldamenti a nafta.

Con il politikamente korrettissimo pretesto della tutela dell’ambiente, si introdurranno tasse, balzelli e divieti vieppiù opprimenti. Perché tale è il consueto modo di procedere dei $inistrati. Naturalmente solo i residenti saranno bersagliati. Per un miglioramento ambientale pari a zero, visto che l’inquinamento è un problema globale.

E i TIR UE?

Alzare – a scopo dissuasivo –  la tassa sul traffico pesante a carico dei bisonti UE in transito parassitario attraverso la Svizzera? Neanche per sogno! E’ roba da beceri populisti e razzisti! Non si può (“sa po’ mia!”) discriminare!

Si ricorda che oggi i TIR europei utilizzano la Svizzera come corridoio a basso costo perché il kompagno Leuenberger calò a suo tempo le braghe davanti all’UE sull’ammontare della tassa sul traffico pesante a carico dei bisonti comunitari: infatti accettò tariffe stracciate.  Ma a questo proposito, naturalmente, i ro$$overdi non hanno nulla da dire. Imbarazz, tremend imbarazz! E poi c’è di mezzo l’UE: per cui, neanche a sognarsi di contrariarla. Giù, chinati a 90 gradi: è questo l’unico atteggiamento possibile!

Del resto il P$ della kompagna Sommaruga vuole l’adesione della Svizzera alla Disunione europea e sostiene lo sconcio accordo quadro istituzionale che ci trasformerà in una colonia di Bruxelles.

Invasione

E sull’invasione di frontalieri uno per macchina? E sulle conseguenze ambientali dell’immigrazione incontrollata? Anche qui, nemmeno un cip. Tanto più che proprio Sommaruga ebbe a dire, quando il caos asilo aveva raggiunto l’apice, che gli svizzerotti (chiusi e gretti) avrebbero dovuto stringersi per far posto ai finti rifugiati. Facciamo entrare tutti!  Con le conseguenze, anche ambientali, del caso. Poi, per ridurre le emissioni, ci martelliamo voluttuosamente sui gioielli di famiglia con mazzotti politikamente korretti. Avanti con le politiche ambientali ideologiche ed irrealistiche, il cui impatto globale è vicino allo zero!

Modesto suggerimento

Se la kompagna Simonetta vuole cominciare ad affrontare i dossier del suo (troppo vasto) Dipartimento, inizi da due cosucce semplici:

  • Buttare all’aria il bidone via Sicura, per colpa del quale – tra le altre cose – i poliziotti non possono più inseguire i criminali, altrimenti finiscono in galera loro come “pirati della strada” (vedi il recente caso di Ginevra);
  • Ordinare la restituzione ai cittadini del tesoretto da 600 milioni indebitamente prelevato dalla Serafe per farlo confluire nelle tasche della SSR.

Lorenzo Quadri

 

Ma la Simonetta si lagna con l’UE: “devono entrare tutti!”

In Europa il vento sui finti rifugiati sta cambiando. Ma a Berna la kompagna Sommaruga…

 

Certo che siamo proprio messi bene! Mentre sempre più Stati a noi vicini, a cominciare dal Belpaese, stanno cambiando marcia a proposito dei finti rifugiati con lo smartphone, e mentre il vento giocoforza anche a Bruxelles dovrà cambiare, ecco che salta su – ovviamente non richiesta – la kompagna Simonetta Sommaruga. La quale non trova di meglio che lanciare farneticanti appelli all’UE affinché i migranti economici “vengano fatti entrare tutti”.

A che titolo parla la Simonetta, non eletta da nessuno ma nominata in base ad inciuci parlamentari? Evidentemente costei NON ha alcun titolo per esprimersi a nome dei cittadini svizzeri. Ed infatti la Simonetta al massimo può parlare per i  $inistrati spalancatori di frontiere. Quelli che con il business dell’asilo si fanno gli zebedej di platino. E per gruppi d’interesse pro-saccoccia che stanno dietro all’immigrazione clandestina.

Dietro il businness dell’asilo non c’è solo chi ci lucra direttamente gestendo l’accoglienza. C’è anche chi lo fa in modo indiretto. Ovvero, chi ha tutto l’interesse a promuovere l’invasione dell’Europa. Obiettivo: trasformare, un domani, i finti rifugiati con lo smartphone in forza lavoro a basso costo. Con cui ovviamente sostituire quella residente. Dopo la devastante libera circolazione delle persone a livello europeo, la catastrofica libera circolazione a livello mondiale. E’ una delle facce (di palta) della globalizzazione. E dalla globalizzazione, lo ha capito anche il Gigi di Viganello, ci guadagnano le multinazionali; i poteri forti. Mentre la gente comune ha solo da perderci.

La macchina del fango

Gli spalancatori di frontiere pro-sacoccia ed i loro isterici soldatini denigrano e criminalizzano chi si oppone all’invasione e protegge la sovranità ed i confini nazionali. Senza vergogna, i buonisti-coglionisti ricattano moralmente l’opinione pubblica servendosi perfino dei bambini morti.

E allora deve essere chiara una cosa: la responsabilità per bambini morti ce l’ha chi fomenta le partenze dei finti rifugiati. Non certo chi si sforza di impedirle.

La responsabilità per i bambini morti la porta chi li imbarca in viaggi ad alto rischio sulle carrette del mare. E chi questi viaggi ad alto rischio li provoca. A partire dalle  navi delle ONG che – foraggiate con  i soldi degli autocertificati “filantropi” della globalizzazione  – si aggirano nelle acque nordafricane offrendo il loro servizio taxi verso l’Europa.Perché queste navi non “salvano”; queste navi “trasportano” verso il vecchio continente il “materiale umano” per l’invasione pianificata. Negli anni trenta del secolo scorso il Piano Kalergi teorizzava l’immigrazione incontrollata dall’Africa e dall’Asia verso l’Europa per sostituirne la popolazione. Curiosamente, lo stesso Kalergi, un filosofo ed aristocratico boemo morto nel 1972 (Richard Niklaus conte di Coudenhove-Kalergi) era giapponese da parte di madre. Ed il Giappone è un paese dove l’immigrazione è praticamente inesistente: 2% di stranieri, mentre gli asilanti accolti annualmente si contano sulle dita di una mano.

Chi favorisce i passatori?

La kompagna Simonetta Sommaruga con i suoi scriteriati appelli a Bruxelles affinché “si facciano entrare tutti” aiuta i passatori nel mantenere e sviluppare i loro affari criminali. Procura loro la clientela. Il messaggio che invia agli aspiranti finti rifugiati è chiaro:  “Noi vi vogliamo!”.  E allora, tutti sul barcone per raggiungere gli svizzerotti fessi!

La Simonetta, ovviamente, non si limita agli appelli (unica fortuna: a livello internazionale la signora conta meno del due di briscola). Costruisce anche nuovi centri per finti rifugiati. L’abbiamo vista di recente mentre a Zurigo, in compagnia della locale cricca gauche-caviar, posava, giuliva, la prima pietra per un nuovo centro asilanti.

Le due cose vanno di pari passo. Visto che si costruiscono i nuovi centri d’accoglienza– che bisognerebbe più correttamente chiamare “poli d’attrazione” – bisogna anche riempirli. Sicché  “devono entrare tutti”.

Rimpatriare

E poi, ovviamente, una volta arrivati da noi, i finti rifugiati non vanno rimandati nei paesi d’origine. Ed infatti il Consiglio federale non si straccia certo le vesti per ottenere accordi di riammissione con questi Stati, magari vincolando il versamento degli aiuti allo sviluppo alla firma di tali accordi. Per contro, vuole spendere 132 milioni di Fr all’anno (soldi del contribuente) per  integrare professionalmente  in Svizzera (flop annunciato; ma intanto qualche servizio ro$$o lavorerà e fatturerà) i migranti economici. Integrazione  che, è chiaro, può avvenire solo a scapito dei disoccupati residenti. Dal canto suo la SEM, Segreteria di Stato per la migrazione, si inventa gli algoritmi del piffero per meglio spalmare i finti rifugiati tra i Cantoni. E’ evidente: Berna  non sta affatto lavorando sui rimpatri, ma solo sull’assorbimento dei flussi migratori.

Nessun nuovo centro

Di conseguenza, anche a seguito del voto popolare chiaramente negativo sulla riapertura dell’ex caserma di Losone come centro per migranti economici, occorre opporsi alla creazione di qualsiasi nuovo centro asilanti in Ticino (vedi quello annunciato in zona Pasture). No all’aumento della capacità d’accoglienza: sia in Ticino che in Svizzera.Queste iniziative incoraggiano le partenze dal Nordafrica. Che invece vanno disincentivate. Solo impendendo le partenze si combattono i passatori e si combattono le morti in mare.

Chi usa i bambini morti a scopo di ricatto morale per ottenere l’apertura di porti e frontiere e per ottenere la realizzazione di nuovi centri asilanti, si vergogni. Perché, di queste morti, che tenta squallidamente di imputare ad altri (agli odiati “nemici”, che vanno denigrati e criminalizzati), ne porta la responsabilità.

Lorenzo Quadri

 

Sommaruga femminista? Da riderle in faccia

Alla kompagna ministra sta bene che l’ospite iraniano non le dia la mano perché donna

 

Ad inizio luglio il presidente iraniano Rohani è stato in visita in Svizzera. Nei giorni scorsi si è saputo che anche in questa occasione il governicchio federale è riuscito a fare sfoggio di calabraghismo compulsivo. Ed infatti il protocollo è stato modificato apposta per inginocchiarsi davanti all’ospite islamista. Tanto per cominciare, gli scienziati bernesi hanno avuto la bella idea di far coprire diversi quadri e sculture di nudo che si trovavano all’albergo Bellevue a Berna. Chiaro: l’islamista di turno arriva in Svizzera e i sette tamberla fanno coprire quadri e sculture per non “urtare la sua sensibilità”. Rivestono le sculture, ma nel contempo calano le braghe. Urtando così, e alla grande, la sensibilità dei cittadini svizzeri!

Ad adeguarsi…

Non  è finita. Rohani ha infatti dato la mano solo a Berset, ma non alla ministra del “devono entrare tutti”, kompagna Simonetta Sommaruga. E questo ovviamente per motivi religiosi.

E’ il colmo. Gli svizzerotti vanno nei peaesi islamici e – giustamente – si adeguano alle regole vigenti in quelle amene contrade. Arrivano dei musulmani in casa nostra, ma ad adeguarsi sono sempre ancora gli svizzerotti. Mica gli islamisti! Grazie multikulti! Anzi, è già tanto che  la kompagna Simonetta non si sia anche messa in testa  lo straccio dei piatti, già che c’era… Come fece a suo tempo Calmy-Rey in visita in Iran.

Poi ci chiediamo come mai…

E con simili (s)governanti noi dovremmo difendere le nostre prerogative? Ma figuriamoci! Poi ci chiediamo come mai ci sono dirigenti scolastici decerebrati che proibiscono agli scolari svizzeri di portare i cervelat alla grigliata di fine anno per rispetto (?) degli alunni musulmani.

E se invece si cominciasse finalmente ad imporre (non a chiedere; ad imporre) agli ospiti musulmani, spesso e volentieri ospiti non invitati (migranti economici a carico del solito sfigato contribuente) di rispettare le nostre regole e le  nostre usanze? E se non gli sta bene, far fagotto e tornare da dove sono venuti?

Le sedicenti femministe…

Che la kompagna Sommaruga, una che spesso e volentieri ama sciacquarsi la bocca con i diritti delle donne, abbia accettato che Rohani non le desse la mano perché donna, è penoso. Ennesima dimostrazione di quanto valgono i bolliti residui del femminismo gauche-caviar. Altro che diritti delle donne. PRIMA, molto PRIMA, vengono le pretese degli immigrati; perché “bisogna essere aperti e multikulti”!

Ed infatti sono proprio queste signore sedicenti femministe a mettere in pericolo le donne facendo entrare, senza alcun limite, finti rifugiati con lo smartphone che poi “si scopre” (ma che sorpresa!)  essere misogini, molestatori, eccetera. E poi magari vanno a dire alle vittime delle molestie che la colpa è loro, perché la gonna era troppo corta e “devono capire che nelle culture di questi migranti”… ma va a ciapà i ratt!

Riderle in faccia

Comunque, dopo la bella iniziativa di accettare il rifiuto di Rohani di darle la mano, aspettiamo (e non bisognerà attendere molto) che la kompagna ministra Sommaruga se ne esca con la prossima boutade pseudofemminista: e allora si spera che tutte le donne le rideranno in faccia.

Lorenzo Quadri

Caos asilo: altro che “tüt a posct”!

Il nuovo Ministro degli Interni italiano Matteo Salvini non ha avuto peli sulla lingua a proposito dei finti rifugiati tunisini. La Tunisia, ha detto il leader leghista, “non manda in Italia galantuomini, bensì avanzi di galera”.

Chiaro: con la cosiddetta “primavera araba”, ben presto degenerata in inverno dell’estremismo islamico,  sono state svuotate le carceri. Dove si trovavano anche criminali pericolosi, che ovviamente la Tunisia (come qualsiasi altro paese) non ha alcun interesse a tenersi in casa.

A ciò si aggiungono i seguaci dell’Isis, che vengono in Occidente a fare i finti rifugiati grazie a chi, come l’ “Anghela” Merkel e la kompagna Simonetta Sommaruga, spalanca le frontiere ai migranti economici. E grazie anche alle ONG che i clandestini li sbarcano nel Belpaese. Magari foraggiate con soldi pubblici; compresi i nostri.

Non ci facciamo fregare

Come noto il Dipartimento Sommaruga vorrebbe rifilare, tramite algoritmi del piffero, più asilanti ai Cantoni latini, con la scusa che i migranti ne conoscono la lingua e quindi avrebbero più possibilità di integrarsi. Certo, come no!

Non solo: a Bruxelles gli eurofunzionarietti vogliono rivedere l’accordo di Dublino, con l’obiettivo non già di impedire ai finti rifugiati con lo smartphone – tra cui ci sono galeotti e jihadisti – di raggiungere l’Europa, ma di spalmarli meglio tra gli Stati firmatari. Svizzera compresa.

Infine, l’Italia mira a “disfesciare” dal proprio territorio un numero il più possibile elevato di migranti economici. Ma è ovvio che non ci facciamo carico di nessun asilante di spettanza del Belpaese;pur con tutta la simpatia che possiamo avere per il buon Salvini!

Pericolo islamista

Adesso la propaganda di regime pretende di farci credere che in Svizzera non ci sarebbe alcun caos asilo, ma quando mai: addirittura, i finti rifugiati schiferebbero la Confederella! Ma va là! E allora perché il Dipartimento Sommaruga vuole tenere aperto il centro asilanti di Losone, su cui si vota oggi?

E’ evidente che la guardia deve rimanere alta e che vanno combattuti sia l’immigrazione clandestina sia i tentativi UE di rifilarci, tramite accordi internazionali del piffero che come al solito saremmo gli unici tamberla ad applicare, asilanti che non ci spettano affatto. A maggior ragione visto il pericolo jihadista insito nel caos asilo. Come sappiamo, intatti, i pavidi politicanti svizzeri del triciclo, imbesuiti dal politikamente korretto e dal multikulti, rifiutano di combattere l’avanzata islamista e si inchinano a 90 gradi agli estremisti musulmani. L’Austria, intanto, fa proprio il contrario. Segno dunque che opporsi all’invasione  islamista “sa po’”! Sono i nostri politicanti che non vogliono!

Lorenzo Quadri

Nuovo regalo ai finti rifugiati

La partitocrazia insiste: costruire centri asilanti deve diventare sempre più facile

 

Ennesimo schiaffo della ministra del “devono entrare tutti” kompagna  Simonetta Sommaruga, nonché della maggioranza del Consiglio nazionale, ai Comuni destinati ad ospitare i costruendi centri per finti rifugiati con lo smartphone. Ai Comuni e, ovviamente, ai loro abitanti.

Come sappiamo, la nuova legge sull’asilo rende la Svizzera sempre più attrattiva per i migranti economici (avvocato gratis). Una volta che costoro sono arrivati nella Confederella paese del Bengodi, la  kompagna Simonetta li vuole tenere tutti qui. Poi ci chiediamo come mai il numero di eritrei in assistenza è aumentato di oltre il 2282% nel giro di otto anni! Visto che ovviamente l’esplosione dei finti rifugiati in assistenza è un problema, qual è la geniale proposta del Dipartimento Sommaruga? Rimandarli a casa loro? Non sia mai! La ministra del “devono entrare tutti” vuole invece Integrarli nel mercato del lavoro svizzero, ovviamente a scapito dei residenti! Questa boiata è addirittura contenuta nell’ordinanza d’applicazione del compromesso-ciofeca che rottama il 9 febbraio.

Davvero non c’è limite alla tolla di certi politicanti. Il popolo ha votato per arginare l’immigrazione di massa. I camerieri bernesi dell’UE non solo cancellano la votazione popolare sgradita, ma inventano sotterfugi per tener qui i finti rifugiati invece di rimpatriarli.

Paletti rimossi

Evidentemente aumentare l’attrattività della Svizzera per i migranti economici significa farne arrivare ancora di più. Di conseguenza, bisogna creare nuovi centri asilanti. Il Dipartimento Sommaruga si premunisce: le nuove strutture le vuole costruire senza dover chiedere niente a nessuno. In particolare senza dove coinvolgere i Comuni, che tali centri sul loro territorio non li vogliono!

Nel dibattito sul Messaggio sugli immobili della Confederazione, la Commissione del Nazionale ha tentato a maggioranza di inserire qualche paletto, prescrivendo il coinvolgimento nelle procedure di Cantoni e Comuni ai quali verranno appioppati i nuovi centri. Ma la proposta, più che sensata, nei giorni scorsi è stata di nuovo stralciata nel plenum della Camera bassa. Responsabile: un inciucio uregiatto-ro$$o/verde, cui l’ex partitone è corso subito ad accodarsi!

Morale: mano libera alla ministra delle frontiere spalancate ed ai suoi tirapiedi per costruire centri per finti rifugiati a go-go. Alla faccia di chi con queste strutture si troverà poi a dover convivere!

Ringraziamo la partitocrazia per questo ennesimo regalo ai cittadini! Ricordarsene alle prossime elezioni.

Lorenzo Quadri

 

Sommaruga vuole andare a prendere ancora più asilanti!

Ma i suoi colleghi di governo non hanno niente da dire? Le danno carta bianca? 

Cara (si fa per dire) Simonetta: prima di parlare di ricollocamento in Svizzera di “migranti vulnerabili” comincia a fare repulisti dei finti rifugiati con lo smartphone di cui ci hai riempiti, e a non farne entrare altri!

La ministra del “devono entrare tutti“ kompagna Simonetta Sommaruga colpisce ancora. Ecco servita la nuova iniziativa per costringere gli svizzerotti a farsi carico di sempre più asilanti: “occorre allontanare i migranti più vulnerabili (in particolare donne e bambini) dai campi di prigionia libici e ricollocarli, anche (soprattutto?) in Svizzera”. Questa è una delle proposte della Simonetta in vista della terza riunione del Gruppo di contatto del Mediterraneo centrale, in programma il 13 novembre a Berna.

Dare (di nuovo) l’esempio?

E ti pareva se la $ignora non diceva che i migranti devono venire tutti qui! Naturalmente, visto che a lanciare la proposta è stata la Confederella, è chiaro che tutti gli altri  paesi avranno gioco facile nel rispondere di cominciare col “dare l’esempio”: ossia proprio quello che brama la kompagna Simonetta. La quale, senza alcun criterio ed impipandosene della popolazione residente, pretende di riempirci di asilanti ad oltranza!

La domanda da un milione è: come mai Sommaruga può permettersi di uscirsene con simili sortite? Cosa ne pensano i suoi colleghi in Consiglio federale? Non hanno nulla da dire? O vuoi vedere che anche la kompagna Simonetta, come prima di lei la catastrofica ex ministra del 5% Widmer Schlumpf che ha sfasciato la nostra piazza finanziaria, ha carta bianca per dire – e soprattutto per promettere –  tutto quello che le pare?

Intanto però le conseguenze del caos asilo generato dagli spalancatori di frontiere si fanno pesantemente sentire. Non solo in soldoni (costi miliardari) ma anche nell’ambito della radicalizzazione islamica ed in quello della delinquenza. Al proposito, da un rapporto dell’Ufficio federale di statistica pubblicato l’anno scorso emerge che in Svizzera la maggiore propensione a delinquere ce l’hanno, ma guarda un po’, i giovani uomini dell’Africa occidentale. Che in proporzione commettono trenta volte più reati (!) degli svizzeri! Ma come: i finti rifugiati che delinquono non erano un’invenzione della Lega populista e razzista?

Prima si fa pulizia, poi…

Per tornare alla questione del ricollocamento dei migranti più vulnerabili. Nei confronti dei veri perseguitati la Svizzera ha sempre fatto il proprio dovere umanitario e continuerà a farlo. Ma gli spalancatori di frontiere, ed in particolare i kompagni che sul business dell’ asilo ci lucrano, pretendono di farci accogliere e mantenere vita natural durante non dei perseguitati, bensì dei finti rifugiati con lo smartphone che non scappano da nessuna guerra, e che magari sono pure musulmani radicalizzati.

Quindi, “cara” Simonetta: prima si espellono tutti, dal primo all’ultimo, i finti rifugiati già presenti in Svizzera. Vedi ad esempio gli eritrei che trascorrono le vacanze nel loro paese (con i nostri soldi) perché “lì è più bello”. Col risultato che in soli otto anni il numero degli eritrei in assistenza presenti in Svizzera è aumentato del 2272% (sic!). E nümm a pagum.

Due evidenze

Si fa repulisti dei migranti economici e, ça va sans dire, non se ne fanno entrare di nuovi. Il che significa: frontiere CHIUSE. In particolare quelle con il Belpaese.  Poi, una volta che si sarà fatta accurata e radicale pulizia dei finti rifugiati, si potrà parlare di ricollocamenti di migranti “deboli”. Ma quando li eseguiranno tutti gli Stati, e nelle proporzioni dovute. Mica solo la Svizzera, che vuole sempre “dare l’esempio” e viene sistematicamente fregata.

E’ poi evidente che:

1) la priorità nell’accesso agli aiuti pubblici la devono avere gli svizzeri in difficoltà (a cominciare dagli anziani a cui questo paese deve il suo benessere, o il suo residuo di benessere, che però Sommaruga e compagnia brutta stanno distruggendo), e

2) i migranti “deboli” che verranno eventualmente accolti dovranno tassativamente tornare al loro paese non appena l’emergenza sarà passata. Lo scopo dell’asilo non è immigrazione, bensì protezione. E quando il bisogno di protezione viene a cadere, si rientra a casa propria.

Vogliamo il modello giapponese

E’ il caso di ricordare quello che sta succedendo con i ricollocamenti di finti rifugiati in arrivo dalla vicina Penisola. Nei mesi scorsi Roma ha annunciato con sommo gaudio di aver potuto rifilare ad altri Stati 9000 migranti. E chi sono stati i primi della classe nel farsi carico di asilanti che spettano allo Stivale? Ma naturalmente gli svizzerotti! La Confederella figura infatti al secondo posto della graduatoria, dopo la Germania che però ha dieci volte i nostri abitanti. In cifre: la Germania ha accolto 3400 richiedenti dall’Italia, la Svizzera 829. Ed i nostri vicini austriaci, che sono grandi più o meno come noi e che pure loro confinano con il Belpaese? Ne hanno presi solo 15! Perché a Vienna non sono mica fessi!

Ed è anche il caso di ricordare che il Giappone nei primi sei mesi dell’anno corrente ha accolto 3 (tre) domande d’asilo su 8600! E non ci risulta che per questo motivo sia oggetto di rampogne o sanzioni da parte di qualche organizzazione internazionale del flauto traverso. Quelle sono riservate agli svizzerotti. Che, malgrado siano invasi dall’immigrazione incontrollata ed abbiano la percentuale di popolazione straniera più elevata d’Europa (con l’unica eccezione del Lussemburgo) vengono ancora accusati di chiusura e di xenofobia. Senza che i nostri rappresentanti con i calzoni sempre abbassati (ma lo scandalo molestie sessuali qui non c’entra…) siano capaci di rispondere con un bel (e meritato) “vaffa”!

Lorenzo Quadri

 

Finti rifugiati: la kompagna Simonetta ha fatto PAF

La ministra del “devono entrare tutti” regala a Chiasso il “Punto d’affluenza”

 

Ma guarda un po’, prosegue la strategia della kompagna Simonetta “dobbiamo aiutare l’Italia” Sommaruga per “far entrare tutti”. Strategia che consiste nel continuare ad aumentare la capacità d’accoglienza della Svizzera per i finti rifugiati con lo smartphone. Quelli che i documenti li perdono sempre durante il viaggio, ma l’iPhone, invece, non lo perdono mai. Quando si dice “i casi della vita”…

Porta spalancata

Aumentare le capacità d’accoglienza della Svizzera significa, nel caso concreto, aumentare quelle del Ticino, diventato la porta d’accesso dei clandestini. Ma la Consigliera federale competente, invece di chiudere la porta, la lascia spalancata, ed  aggiunge posti per asilanti. E mica pochi. Infatti alla stazione di Chiasso nel giro di qualche settimana la Sezione della migrazione creerà 300 nuovi letti per migranti economici tramite il nuovo Punto d’affluenza (PAF), che verrà piazzato negli ex magazzini FFS (quelli che dovrebbero ospitare la famosa scuola di sartoria).

Determinate condizioni?

Naturalmente il Dipartimento Sommaruga assicura che i posti in questione verranno aperti solo a determinate condizioni e blablabla. Balle di Fra’ Luca. Una volta creati i posti supplementari per asilanti, poco ma sicuro che verranno anche riempiti. Oltreconfine sono in perenne emergenza asilo visto che la frontiera del Mediterraneo rimane ben aperta:   e allora, vuoi che gli svizzerotti creino dei centri d’accoglienza… per poi lasciarli chiusi? Ma quando mai! Il Belpaese arriverà a “piangere miseria”; e, come ama ripetere la Simonetta, “Bisogna aiutare l’Italia!”.

E poi, una volta che un centro asilanti (anche se chiamato PAF) è fatto, non lo smantella più nessuno. Un po’ come le nuove tasse: se introdotte, diventano subito definitive (e crescono nel tempo).

Aumentare la capacità

La ministra del “devono entrare tutti” ed i suoi portaborse proseguono dunque imperterriti per la loro strada che è quella di aumentare la capacità d’accoglienza della Svizzera. Del resto, se il Mattino e la Lega hanno a  suo tempo sostenuto il referendum contro la nuova legge sull’asilo, c’erano dei motivi. Ed il principale era proprio che la nuova legge permette al dipartimento Sommaruga di realizzare nuovi centri asilanti a piacimento in stabili della Confederazione, facendosi un baffo delle normali procedure edilizie – e quindi dei diritti di Cantoni, Comuni e cittadini.

Losone

Abbiamo così visto che a Losone il centro asilanti provvisorio non chiuderà quest’anno, contrariamente a quanto promesso (non ci voleva una grande fantasia per immaginare che sarebbe andata a finire così). Sul Pian Faloppia sorgerà il nuovo maxicentro per finti rifugiati di 350 posti, ossia ben 200 in più rispetto alla struttura attuale di Chiasso. Dove la ministra  del “devono entrare tutti” aveva promesso che sarebbe rimasto solo un Punto d’affluenza, lasciando sottintendere che si sarebbe trattato di struttura lillipuziana. Adesso si “scopre” che il PAF ha 300 posti.

Valvole di sfogo

Invece di impedire l’arrivo di finti rifugiati, la ministra del “devono entrare tutti” trasforma il nostro Cantone in un centro di raccolta  e di distribuzione. Invece di finalmente pretendere che l’Italia faccia la propria parte sigillando la frontiera mediterranea, la kompagna Sommaruga le offre ulteriori valvole di sfogo tramite nuovi centri asilanti di vario genere. Del resto, la Simonetta è pure andata dai suoi colleghi dell’UE a garantire che gli svizzerotti continueranno ad aderire ai piani di ricollocamento di finti rifugiati stabiliti dall’UE, malgrado non sussista alcun obbligo al proposito e malgrado non aderiscano nemmeno gli Stati membri (vedi blocco Visegrad, vedi Austria). Le spese di queste scriteriate aperture le fanno in prima linea i ticinesi, sicché oltregottardo se ne impipano. Ma quando i finti rifugiati accolti al PAF verranno smistati anche a nord delle Alpi, la musica cambierà.

Cavoli amari

Se non ci si decide a chiudere finalmente la porta della Svizzera all’immigrazione clandestina di migranti con lo smartphone, saranno cavoli amari per tutti. Il conto sarà salatissimo, sia in termini finanziari che di ordine pubblico. Ed è evidente che le prime ad essere minacciate saranno le donne, vista la “cultura”  da cui provengono i migranti economici. Ma naturalmente i bolliti residui del femminismo elvetico a  Palazzo federale sferruzzavano osceni berretti rosa in occasione dell’8 marzo, per promuovere contemporaneamente i diritti della donna e le frontiere spalancate ai migranti economici. I quali però  – per usare un’espressione della kompagna Sommaruga – “non rispettano le donne”.

Le “grandi statiste” mettono dunque nello stesso calderone due cose che stanno contraddizione tra loro. Ma immaginare che certe acide suffragette del “devono entrare tutti” possano aprire gli occhi, è una pia illusione.

Lorenzo Quadri

Associazioni islamiche pericolose: divieto bocciato per un pelo

La “prodezza”, compiuta dal Consiglio nazionale il 16 marzo, è passata inosservata

 

Il terrorismo islamico in Europa non è un concetto astratto. E’ qualcosa di molto concreto. Lo sanno bene, ad esempio, in Germania. E questo grazie alle sciagurate politiche dell’Anghela Merkel, che ha spalancato le frontiere dell’Europa ai finti rifugiati con lo smartphone, tra i quali si trovano i seguaci dell’Isis. Ma anche il Ticino ha toccato con mano l’estremismo islamico, grazie al mandato diretto del DSS alla famigerata Argo1. Per la quale, come noto, lavorava un presunto reclutatore dello stato islamico. E lavorava come sorvegliante in un centro asilanti. Ohibò, vuoi vedere che il califfato si serve (anche) di questi centri per reclutare miliziani? Ma come, non dovevano essere tutti deliri della Lega populista e razzista?

La Germania proibisce

Si diceva della Germania. La quale però, quando vuole, è assai più rapida di noi in materia di sicurezza interna. Perché si fa meno pippe mentali. Berlino ha infatti vietato su territorio tedesco l’associazione musulmana “La vera religione”. Un divieto che, si immaginerà, non è spuntato come un fungo, ma poggia su solide motivazioni. L’associazione in questione ha infatti reclutato, su territorio tedesco, oltre 140 jihadisti che sono poi partiti per la Guerra santa in Iraq ed in Siria. Ora, “La vera religione” non ha messo radici solo in Germania. Infatti è presente anche in Svizzera, come si è “scoperto” lo scorso dicembre. Da noi, però, mica è vietata. E ti pareva! E perché non lo è? Risposta degli esperti: perché manca la base legale. C’è dunque assai poco da stare allegri. La questione è stata portata a Berna da chi scrive tramite mozione. Il Consiglio federale si è affrettato a rispondere che è vero che attualmente la  base legale necessaria a vietare su territorio elvetico associazioni islamiche pericolose non c’è; però ci sarà presto, essendo contenuta nella nuova legge sui sistemi informativi, la cui entrata in vigore è prevista il primo settembre. Tüt a posct, dunque? Mica tanto. Perché l’inghippo politikamente korretto c’è. Berna non sarebbe Berna se così non fosse! Ed infatti la nuova legge si affretta a precisare che il divieto di associazioni islamiche pericolose dovrà fondarsi su una decisione delle Nazioni Unite o dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa”.

Eh certo: non sia mai che gli svizzerotti siano in grado di decidere autonomamente qualcosa in casa propria; non sia mai che siano “sovrani”. Eresia! Populismo! Razzismo! A decidere deve sempre essere un qualche organismo internazionale non eletto da nessuno, che viene a “schiacciare gli ordini” ai camerieri bernesi dell’UE. Anche in materia di sicurezza interna. Penoso!

Sotto tutela!

Ora, si dà il caso che stiamo parlando di terrorismo islamico e di jihadisti. Ovverosia di individui che organizzano attentati. Attentati  che possono costare la vita a decine, se non a centinaia di persone. Stiamo dunque parlando di una questione essenziale di sicurezza interna, mica del raggio di curvatura delle banane. E allora, è mai possibile che gli svizzerotti siano messi così male da non poter vietare per conto proprio, in casa loro, un’associazione potenzialmente pericolosa, senza farsi mettere sotto tutela dall’organismo internazionale di turno? Ci si sciacqua la bocca con la prevenzione, però anche tale concetto viene applicato a senso unico, come la morale.

Per un pelo

Logica conseguenza è che, alla luce delle nuove minacce, la legge che entrerà in vigore nei prossimi mesi è già lacunosa e necessita dunque di un’ “aggiustatina”. Si tratta di correggere il tiro a favore della sicurezza interna.

Tuttavia, attendersi un simile provvedimento dal Consiglio federale significa credere  a Gesù bambino. Quindi l’impulso deve venire dal parlamento. La scorsa settimana c’era l’occasione per farlo. Bastava approvare la mozione citata sopra. Come si sarà capito, ciò non è avvenuto.  A far girare le scatole, è che non è avvenuto per un pelo. Infatti la mozione è stata respinta dalla Camera bassa con 89 voti favorevoli, 92 contrari ed un paio di astensioni. Se un paio di deputati – ad esempio dell’ex partitone!  – avessero votato diversamente, il gioco sarebbe stato fatto. Uella, per il PLR sradicare l’estremismo islamico in Svizzera non è una priorità? E’ più importante tirarsi giù la pelle di dosso nel tentativo di affossare i 70 franchetti al mese in più per i nostri (futuri) anziani?

L’aspetto positivo è tuttavia che uno scarto così esiguo può essere – forse – recuperato. Basta non mollare l’osso e tornare alla carica. Intanto però il tempo passa e si rimane fermi al palo. Grazie, politikamente korretti!

Lorenzo Quadri

Sommaruga sabota il casellario

Mentre si scopre che in Ticino si era trasferita la “mente di un sodalizio criminale”

“Immigrazione uguale ricchezza”! Certo, come no. Ed infatti grazie alla devastante libera circolazione delle persone e alle frontiere spalancate il Ticino è diventato l’Eldorado dei delinquenti d’Oltreconfine. Nei giorni scorsi è stato arrestato a Como per traffico di stupefacenti un quarantenne italico, tale Omar Ribaudo, già destinatario di un ordine di custodia cautelare nel 2009, per – citiamo dal portale Ticinonews – “reati di traffico di stupefacenti, aggravati dal metodo mafioso”. Secondo gli inquirenti di Palermo, l’ennesimo immigrato di specchiata onestà era “la mente di un sodalizio criminale, gestiva ed organizzava i traffici di droga dall’hinterland milanese alla Calabria con destinazione finale Palermo”.

Nel 2014…

Ora, e qui viene il bello, il signor Ribaudo era felice titolare di un permesso B dal gennaio 2014, e se ne sarebbe stato tranquillo e beato e libero come l’aria in Ticino se non avesse commesso l’imprudenza di recarsi a Como, dove è stato arrestato!
Nel gennaio 2014 non era ancora in vigore né la richiesta dell’estratto del casellario giudiziale (e nemmeno quella dell’attestato dei carichi pendenti) introdotti da Gobbi nell’aprile del 2015. Ecco dunque un bell’esempio concreto di quello che succede a rilasciare permessi G o B alla cieca, senza alcuna verifica, come vorrebbero i kompagni spalancatori di frontiere e la ministra del “devono entrare tutti” Simonetta  Sommaruga. E qualche cameriere bernese dell’UE ha ancora la tolla di dire che l’estratto del casellario non serve?

Accordi internazionali

I permessi rilasciati a cani e porci, senza verifiche, sono la diretta conseguenza degli accordi internazionali sulla libera circolazione delle persone fortemente voluti e difesi dalla partitocrazia. Risultato: delinquenti pericolosi si trasferivano in Ticino; addirittura “la mente di un sodalizio criminale”. Ecco dunque la migliore risposta da dare a chi, sia a Berna che Oltreconfine, starnazza contro il casellario giudiziale. In realtà nella Penisola si servono semplicemente del casellario come pretesto per non sottoscrivere i famosi accordi sulla fiscalità dei frontalieri a cui l’Italia non è interessata. I boccaloni federali ci cascano come polli d’allevamento e, more solito, se la prendono con il Ticino!

La kompagna Sommaruga…

Gli uccellini bernesi cinguettano che nei giorni scorsi la kompagna Sommaruga ha ancora tentato di fare opera di convinzione (?) presso la Deputazione ticinese a Berna contro il casellario giudiziale.

Il tema è attuale: in novembre la Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati ha approvato, seppur di misura, un’iniziativa cantonale ticinese che chiede di lasciare facoltà ai Cantoni di chiedere l’estratto del casellario giudiziale prima del rilascio di permessi B e G. In gennaio l’iniziativa in questione è stata approvata pure dalla Commissione del Nazionale. Che ne dibatterà ancora la prossima settimana.  C’è quindi il “fondato sospetto” che la kompagna Simonetta non se ne sia ancora fatta una ragione ed insista nel  tentare  di sabotare l’operazione da dietro le quinte: perché in Svizzera devono entrare tutti. Delinquenti compresi. Come il signore arrestato nei giorni scorsi, appunto.

Lorenzo Quadri

Ecco come il Belpaese ringrazia gli svizzerotti per l’aiuto nel gestire i migranti. Un nuovo centro per finti rifugiati a due passi da Chiasso!

 

Quali sono state le ultime strabilianti dichiarazioni della kompagna Simonetta Sommaruga? Che dobbiamo (?) aiutare ancora di più l’Italia a gestire il caos asilo? Evidentemente “dobbiamo” aiutarla a titolo del tutto volontario, senza avere alcun obbligo in questo senso. Non sia mai che gli svizzerotti non facciano i primi della classe quando si tratta di dare l’esempio nel farsi carico di finti rifugiati che spettano ad altri.

Sommaruga promette

Sicché la kompagna Sommaruga di recente è andata a Roma a promettere all’Italia il nostro (ulteriore) aiuto. Su autorizzazione di chi abbia fatto tale promessa, non è dato di sapere. Tanto più che la stessa Simonetta nel recente passato ha raccontato ai cittadini elvetici la storiella di aver proposto una “riforma” dell’asilo di tipo restrittivo. Così restrittiva che, a difenderla in votazione popolare, sono scesi in campo proprio gli spalancatori di frontiere.

Fare i primi della classe andando a promettere soccorsi non obbligatori e nemmeno richiesti, che naturalmente si traducono nella presa a carico da parte nostra di un numero sempre maggiore di migranti economici che in realtà spettano ad altri, non sembra proprio rientrare nell’ordine di una politica d’asilo “più restrittiva”. Semmai si iscrive nel notorio motto $inistrorso del “devono entrare tutti”.

In Spagna…

Fatto sta che la ministra di giustizia è andata nel Belpaese a lodarlo per il lavoro fatto sul caos asilo, ed a promettere collaborazioni ed aiuti. Chissà se le è passato dall’anticamera del cervello di far notare che lo scorso anno in Spagna sono arrivanti solo 18mila finti rifugiati perché la Spagna riporta in Africa le imbarcazioni con a bordo i clandestini, mentre l’Italia lascia spalancata la rotta mediterranea, con tutte le conseguenze del caso anche per noi?

Il nuovo centro

Certamente la missione italiana di Sommaruga è stata un trionfo su tutta la linea, se si pensa a quanto successo solo un paio di giorni fa. Giovedì si è infatti appreso che i nostri vicini a sud intendono creare un bel centro asilanti, con almeno un centinaio di posti, in quel di Cavallasca, ossia a 450 metri da Chiasso, nelle immediate vicinanze del valico di Pedrinate (valico non sorvegliato).  La struttura dovrebbe aprire i battenti la prossima estate. Ciò significa evidentemente che gli ospiti “in libera uscita” del nuovo centro italico se li cuccherà il comune di Chiasso, che già ha il suo bel daffare con gli arrivi clandestini. Comprensibile e sacrosanto lo sconcerto del municipio della città di confine.

Il ringraziamento

Certo che questo tipo di collaborazione è geniale:  la Svizzera promette aiuti a titolo puramente volontario, e per tutto ringraziamento si vede rifilare un nuovo centro asilanti a ridosso del confine.  A Sommaruga durante la “vacanza romana” è stato detto qualcosa al proposito? Oppure i venditori di padelle dell’appena riciclato governo Renzi hanno ritenuto opportuno far finta di niente?

E il buon Roberto Maroni, governatore della Lombardia, per il quale ultimamente Palazzo delle Orsoline sembra diventato quasi una seconda casa, ha informato il governo ticinese sul nuovo centro per migranti economici di Cavallasca?

Come di consueto i vicini a sud sono bravissimi quando si tratta di circuire – a suon di lapa – gli svizzerotti fessi, ottenendo concessioni di ogni tipo. Quando arriva il momento di fare la propria parte, invece…

Intanto a Calais…

A Calais sono da poco terminati i lavori del muro anticlandestini realizzato dal governo britannico, alto quattro metri e lungo un km. Da noi, invece, Berna non procede nemmeno alla chiusura notturna dei valichi secondari con il Belpaese, malgrado quest’ultima sia stata decisa da anni. Ora sappiamo che la prossima estate a poche centinaia di metri da uno di questi valichi e dalla frontiera verde, malgrado la protesta della popolazione locale, aprirà i battenti un centro asilanti.

Qualcuno ha ancora il coraggio di venirci a dire che non dobbiamo costruire un bel MURO sul confine col Belpaese e chiudere le dogane secondarie non solo di notte, ma anche di giorno?

Lorenzo Quadri

Finti rifugiati, Sommaruga insiste: devono entrare tutti!

Il Nazionale taglia i preventivi dell’asilo, ma la ministra di giustizia non ci sta

Il Consiglio nazionale ha rifiutato di iscrivere nel Preventivo 2017  della Confederazione una spesa extra di circa 400 milioni di Fr per l’asilo. Il plenum della Camera del popolo ha seguito la decisione analoga della sua commissione delle finanze.

Questo è accaduto giovedì primo dicembre. Un paio di giorni dopo – e meglio sabato 3 dicembre, al congresso P$$ in quel di Thun – la ministra di giustizia (?) kompagna Simonetta Sommaruga se ne è uscita a dichiarare che ci vuole più solidarietà (?) con gli asilanti e con gli Stati esteri. Il messaggio è chiaro: devono entrare tutti!

Come se la Svizzera non fosse già il paese che, per rapporto al numero degli abitanti, accoglie più migranti.

E’ ora di piantarla con la fregnaccia degli svizzerotti “chiusi e gretti” che devono accogliere sempre più richiedenti l’asilo. Accogliere e, va da sé, mantenere a vita. Perché questi giovanotti con lo smartphone non sono integrabili. Piccolo esempio: nel giro di otto anni il numero dei finti rifugiati eritrei a carico dell’assistenza è aumentato di oltre il 2200%.

Tirare la cinghia

Quindi, altro che spendere sempre più soldi per l’asilo, settore che già ha costi miliardari e le cui uscite sono letteralmente esplose. E’ invece ora di rimandare a casa loro, ma con urgenza, un po’ di immigrati nel nostro stato sociale. Perché non si possono spendere cifre folli per i migranti e poi venire a dire agli svizzerotti che devono tirare la cinghia (leggi pensione a 70 anni, leggi macelleria sociale) e pagare più tasse e balzelli perché noi “viviamo sopra le nostre possibilità”. Qui l’unica cosa sopra le nostre possibilità, ma ampiamente sopra, è la scriteriata politica di accoglienza che i kompagni continuano a propugnare.

Menefreghismo

E’ inoltre del tutto fuori posto che la kompagna Sommaruga se ne esca con le sue pretese di più asilanti, e quindi maggiori costi, due giorni dopo che il Consiglio nazionale ha tagliato le uscite per l’asilo. Evidentemente la signora se ne impipa delle decisioni parlamentari che non le piacciono. Il marchio di fabbrica P$ è evidente. Vengono subito in mente le grottesche giustificazioni della sezione ticinese del partito all’indomani del fermo della deputata Bosia Mirra con l’accusa di favoreggiamento all’entrata illegale di migranti: le leggi si rispettano, affermò il partito, ma solo quelle che piacciono a noi. Le altre sono immorali (il monopolio sulla morale, come noto, ce l’ha la gauche caviar), e quindi è giusto violarle.

Primo passo

Naturalmente, nel merito della decisione del Consiglio nazione di ridurre le uscite sull’asilo, si può obiettare che non si risolvono certo le entrate illegali tirando una riga su dei numeri nei preventivi. I preventivi sono solo carta. Se ci si limita all’esercizio contabile senza chiudere le frontiere, i soldi verranno spesi comunque. Il taglio sui preventivi deve dunque essere solo il primo passo. Occorre fare in modo che le cifre decurtate non vengano superate in seguito. Ciò significa frontiere “meno permeabili”. Sommaruga ha indicato chiaramente che non si sogna di adeguarsi. Il parlamento dovrà invece assicurarsi che lo faccia.

Regali all’Italia…

Non è certo un caso se la Consigliera federale P$$ al congresso del partito se ne è uscita con la storiella della maggiore solidarietà con i finti rifugiati (=devono entrare tutti) e con gli Stati esteri. Infatti nelle scorse settimane la Simonetta è andata a Roma a promettere aiuti nella gestione degli aslianti.  E ha lasciato ad intendere che la Svizzera avrebbe continuato volontariamente a farsi carico di un numero sempre maggiore di migranti economici che non le spettano affatto, aderendo ai piani di ricollocamento dell’UE. Piani che per noi non sono in alcun modo vincolanti.

Chi l’ha autorizzata a compiere simili passi ed a prendere simili impegni?

… E anche alla Germania

Non solo: sappiamo anche che la Germania si lamenta, da mesi, perché dai confini elvetici le entrano troppi asilanti. Sicché, secondo gli amici tedeschi, dobbiamo controllare meglio che i migranti non escano dal nostro territorio. Ciò significa che dovremmo potenziare i controlli sulla frontiera nord, a scapito di quelli sul confine sud (la coperta è corta e non basta per tutti). Ad andarci di mezzo sarebbe, ovviamente, il Ticino. Chissà perché, c’è come il sospetto che i camerieri bernesi capitoleranno anche davanti a questa richiesta.

Ecco dunque che i conti purtroppo tornano. Prima si prendono impegni autolesionistici (ma tanto  il conto lo pagano gli svizzerotti) contro la volontà popolare. Poi si pretende di ricattare moralmente i cittadini affinché li accettino. Non ci caschiamo!

Lorenzo Quadri

Multikulti e ottuso buonismo a scapito della sicurezza!

La Germania bandisce l’associazione islamica estremista. Gli svizzerotti invece… 

E intanto in troppe moschee elvetiche ne succedono di tutti i colori: vedi Winterthur, Ginevra, Basilea,… mentre nel Canton Vaud i musulmani fanno politica in nome del Corano

Grazie al fallimentare mulikulti e alle frontiere spalancate, ci  siamo messi in casa gli  estremisti islamici. E, grazie alle leggi vetuste e lassiste e ai tribunali buonisti, ne attiriamo sempre di più.

Le brillanti sentenze emesse negli ultimi mesi lo hanno mostrato a tutti: in Svizzera i simpatizzanti della Jihad non vanno neanche in prigione, perché ricevono condanne con la condizionale. E naturalmente, davanti a questo scandalo, i nostri moralisti a senso unico si sono messi a starnazzare contro chi ha osato criticare i giudici che hanno pronunciato le sentenze-barzelletta. “Vergogna fascisti! La casta dei magistrati non si tocca”! E sulle sentenze che ci trasformano nel Paese del Bengodi per gli estremisti islamici miliziani dell’Isis, invece, niente da dire? Citus mutus? Va tutto bene?

Winterthur e Basilea

Intanto in troppe moschee svizzere ne succedono di tutti i colori. Nella moschea An Nur di Winterthur c’era un imam etiope che incitava i fedeli a denunciare ed uccidere i musulmani non praticanti. (Il delinquente etiope verrà almeno sbattuto fuori dalla Svizzera oppure “ci si” arrampicherà sui vetri per tenerlo qui?). Nella struttura in questione, inoltre, si ospitavano abusivamente stranieri. E la moschea, invece di venire sigillata, dopo pochi giorni aveva già riaperto i battenti “come se niente fudesse”.

A Basilea fa invece l’imam il padre dei due ragazzi di Thalwil che rifiutano di dare la mano alla loro docente per motivi religiosi. E che però pretendevano di farsi naturalizzare!

In Romandia

Non va meglio in Romandia. Nella moschea di Petit Saconnex a Ginevra, non bastava scoprire che il responsabile della sicurezza era schedato in Francia per sospetta radicalizzazione. A scandalo ancora caldo la Fondazione culturale islamica ha infatti assunto un predicatore marocchino, tale Youssef Ibram. Costui nel 2004 aveva detto che è giusto lapidare le donne adultere poiché lo prevede la sharia.

Aggiungiamo pure che nel Canton Vaud le associazioni musulmane hanno iniziato a fare politica contestando nel nome del Corano la nuova legge contro l’accattonaggio votata dal Gran Consiglio. Il segnale è allarmante. I signori musulmani vodesi vogliono cancellare le leggi svizzere per sostituirle con norme ispirate al Corano. In parole povere, altro che integrazione: costoro rifiutano le nostre regole e vogliono imporci le loro. Traduzione: vogliono comandare in casa nostra. E noi glielo lasceremo fare in nome del multikulti?

In Germania

Nei giorni scorsi è poi arrivata la ciliegina, o ciliegiona, sulla torta. Il ministro dell’interno tedesco, Thomas de Maiziere, ha messo al bando dalla Germania l’associazione salafita La Vera Religione, la quale ha reclutato 140 giovani jihadisti tedeschi andati a combattere in Siria. L’inchiesta si è estesa alla Svizzera. Forse che anche la Confederazione metterà al bando l’associazione in questione, così come ha fatto la Germania? Ma naturalmente no! Non si scaccia nessuno! “Manca la base legale”! Sicché, per essere sempre campioni intergalattici di garantismo, ci teniamo in casa i reclutatori dell’Isis all’insegna del sempreverde “sa po’ fa nagott”?
Qui c’è puzza di bruciato.

Ma è possibile che abbiamo le leggi più a colabrodo di tutti? E’ possibile che in Svizzera gli unici su cui la giustizia si accanisce con il massimo rigore siano gli automobilisti?

Se davvero  la base legale per espellere un’associazione che recluta jihadisti esiste in Germania ma non in Svizzera, non si vede perché non potrebbe venire creata, pari pari (copia-incolla) anche da noi.

Ma il sospetto è che la legge tedesca non sia poi tanto diversa dalla nostra. E se la differenza stesse invece nel fatto che i ministri di Berlino, diversamente dai nostri tremebondi camerieri dell’UE, non si fanno tante pippe mentali quando si tratta di difendere gli interessi della nazione?

Quanto scommettiamo che…?

Se invece davvero in Svizzera non c’è la base legale per bandire l’associazione salafita estremista, allora basta riprenderla (copia-incolla) dai vicini a nord. Quanto scommettiamo però che davanti ad una tale operazione qualcuno – a partire dal Dipartimento Sommaruga – si metterebbe a starnazzare alla “massiccia violazione della libertà di religione”?

In queste condizioni, non potrà che accadere quanto indicato all’inizio. Ossia: trasformazione della Svizzera nel paese del Bengodi degli  estremisti islamici. I quali arriveranno tutti in casa degli svizzerotti fessi. Quelli che mettono al primo posto il “garantismo”. A scapito della sicurezza dei cittadini onesti; di qualsiasi nazionalità e religione essi siano!

Lorenzo Quadri

 

Speriamo che i cittadini tedeschi alle prossime elezioni riescano a mandarla a casa. L’ “Anghela” Merkel continua a fomentare il caos asilo

La CDU dell’ “Anghela” Merkel, una delle principali responsabili del caos asilo, è stata giustamente asfaltata nelle ultime elezioni regionali. Altre meritate batoste seguiranno. Perché la sciura, con il suo deleterio appello ad accogliere tutti, è riuscita nella brillante impresa di far credere a milioni di migranti economici africani con lo smartphone (a stragrande maggioranza giovani uomini, altro che famiglie) che l’Europa occidentale sia terra di conquista. Cosa che evidentemente non è: non c’è lavoro né prospettive nemmeno per gli “oriundi”, figuriamoci per i migranti economici.

Nuovi casotti

E l’”Anghela” Merkel continua a combinare casotti. Ultima dichiarazione (fatta ieri al vertice di Vienna): la Germania accoglierà ogni mese (?) centinaia (uella, che sforzo!) di sbarcati in Italia e in Grecia. Quindi avanti, continuiamo a mandare agli aspiranti finti rifugiati il messaggio che, in un modo o nell’altro, nei paesi dell’Europa centro-settentrionale, Svizzera compresa, ci si arriva!

Così, ancora una volta, l’Anghela fomenta le partenze dall’Africa, inguaiando non solo il proprio paese ed i propri concittadini – e soprattutto concittadine – ma anche quelli vicini: i “casi Colonia” non si verificano mica solo in Germania. E cosa dicono le ultime cifre dell’Ufficio federale di statistica? Che in Svizzera ad avere il tasso di criminalità più elevato sono i giovani africani dell’Ovest e del Nord. Ohibò, si tratta forse di asilanti?

Previsione facile

Non c’è bisogno del Mago Otelma per prevedere che la Confederella, tramite la kompagna Simonetta “dobbiamo aiutare l’Italia” Sommaruga, correrà subito ad accodarsi a Merkel, dando la propria disponibilità ad accogliere ancora più migranti economici “ridistribuiti” dagli eurobalivi. Del resto, “grazie” alla buona Simonetta, il nostro paese ha già promesso ai funzionarietti di Bruxelles di farsi carico di migliaia di finti rifugiati che non gli spettano affatto. Ciò senza alcuna base legale ed in deroga agli accordi internazionali vigenti. Chiaro: per spalancare le frontiere i trattati internazionali si possono derogare; quando invece si tratta di limitare l’immigrazione… sa po’ fa nagott!

Ed intanto gli Stati dell’Europa dell’Est, che in queste cose sono molto più avanti di noi, hanno detto sul muso alla cancelliera teutonica e compagnia cantante che loro, ai programmi di ridistribuzione di migranti dell’UE, col piffero che aderiscono. Il premier della Repubblica Ceca (da notare che a Praga di asilante non se ne vede nemmeno uno) ha inoltre dichiarato che non desidera che nel suo paese si formi una forte comunità islamica. Ma naturalmente non ci illudiamo che i camerieri dell’UE insediati a Berna possano prendere esempio…

“Non portano il terrorismo”?

Certo che l’Anghela “dobbiamo accogliere tutti” Merkel non ne combina una giusta. Di recente è pure riuscita a dichiarare, in sprezzo del ridicolo, che i migranti economici non portano il terrorismo. Come no, chi potrebbe mai pensare il contrario! Solo dei leghisti razzisti e fascisti!

Ed infatti nei giorni scorsi in un centro asilanti di Colonia è stato arrestato un giovane finto rifugiato siriano che aveva ricevuto dall’Isis l’ordine di deporre una bomba in un cestino della spazzatura in un luogo affollato. Ma naturalmente si tratta del solito caso isolato, nevvero Anghela?

Speriamo che i tedeschi avranno il buon senso di mandare finalmente a casa colei che ha massicciamente contribuito a portare il caos asilo in Europa.

Lorenzo Quadri

Per gli anziani non ci sono soldi, per i finti rifugiati sì

Spassosa presa di posizione del ministro $ocialista Berset sull’iniziativa “AVS Plus”

 

Intanto i kompagnuzzi racimolano una nuova figura marròn: hanno spalato palta sulla Tredicesima AVS dell’odiata Lega con la fregnaccia degli “aiuti ad innaffiatoio” e poi propongono di aumentare l’AVS anche ai multimilionari

 

Il prossimo 25 settembre si voterà sull’iniziativa denominata AVS Plus, la quale chiede di aumentare del 10% le rendite del Primo pilastro. Se l’iniziativa venisse approvata, i nostri anziani si troverebbero nel borsello ogni mese qualche benvenuta “centella” in più.

Chi ha lanciato l’iniziativa AVS Plus? Si tratta dei $indakati di $inistra e del P$$. E qui i conti cominciano a non tornare.  Ricordiamo infatti che la Lega dei Ticinesi per due decenni ha combattuto una battaglia che dovrebbe essere nota a tutti: quella per la Tredicesima AVS.

 

La Tredicesima AVS

Cos’era la Tredicesima AVS? Si trattava di un contributo annuale per spese straordinarie, una sorta di tredicesima appunto, ai nostri anziani di condizione economica modesta.  Nel concreto: 1200 Fr per i singoli e 1700 per le coppie. Per ottenerlo occorreva adempiere ai requisiti seguenti:

  • cittadini svizzeri o residenti in Svizzera da almeno 12 anni;
  • Reddito e sostanza mobiliare inferiori o equivalenti a quelli riconosciuti dalla Prestazione complementare;
  • Sostanza immobiliare inferiore ai 150mila Fr.

La “Tredicesima AVS” non sarebbe stata imponibile fiscalmente.

 

Lugano

La Lega avanzò la sua proposta in varie sedi. A Lugano il Municipio nel 2008 licenziò all’unanimità (!) il Messaggio municipale che proponeva l’introduzione della Tredicesima AVS. In Consiglio comunale però l’ammucchiata antileghista lo respinse, adducendo pretesti che spaziavano tra il grottesco e l’inconsistente. Anche quello che mena il gesso capì qual era il vero motivo del njet: non permettere all’odiata Lega di vincere una delle sue battaglie “storiche”. Perché, evidentemente, una vittoria ne avrebbe aumentato i consensi. Meschina partitocrazia, dunque, fatta sulla pelle degli anziani in difficoltà. Meschina, ma anche fallimentare. Infatti la Lega è comunque diventata il primo partito a Lugano. Quindi l’ammucchiata antileghista ha fallito i propri scopi elettorali. In più ha danneggiato gli anziani luganesi di condizione economica modesta. Complimenti! Un risultato di cui andare fieri!

 

Cantone

A livello cantonale, dopo il njet da parte del Consiglio comunale di Lugano, venne lanciata un’iniziativa popolare dai contenuti analoghi: quelli indicati sopra. Che però in votazione popolare (che si tenne il 23 settembre 2012) non la spuntò. Anche questa volta, la partitocrazia e la stampa di regime fecero quadrato per affossare l’iniziativa; sempre per non darla vinta all’odiata Lega. Al proposito vale quanto detto in precedenza per Lugano. Intanto i “noss vecc” sono stati fregati: possono dunque ringraziare sentitamente i partiti storici.

 

La crociata ro$$a

Ora, chi scese in campo a guidare la crociata antileghista contro la Tredicesima AVS? In prima linea proprio i kompagni. A partire dall’allora capogruppo in Consiglio comunale di Lugano Martino Rossi, superfunzionario del DSS: quello che, in un raccapricciante scambio di favori con l’ex partitone, il P$ luganese vorrebbe ora infilare nell’ente LAC – senza che abbia uno straccio di competenza spendibile per occupare tale  cadrega – in tandem con l’ex vicesindaca Masoni. Assieme a Rossi, a spalare palta sulla 13a AVS c’era pure l’ex Consigliere di Stato P$ Pietro Martinelli.

Uno degli argomenti usati ed abusati dai contrari era la presunta iniquità della proposta leghista. A dire della partitocrazia, essa avrebbe avvantaggiato chi non ne aveva bisogno (?). Balle di fra’ Luca!  Per mettere in cattiva luce la Tredicesima AVS, i kompagni si riempivano la bocca, naturalmente in termini spregiativi, ripetendo con il massimo godimento la storiella – molto politikamente korretta – dei “riprovevoli aiuti ad innaffiatoio”. Si trattava di panzane, ovviamente. Ma, come recita il vecchio detto, “in temp da guera, püsée ball che tera”.

Ebbene, qual è adesso la proposta della $inistra, così attenta – ma solo quando si tratta di bocciare le idee altrui – agli aiuti sociali mirati e non ad innaffiatoio? Aumentare del 10% l’AVS a tutti. Compresi i multimilionari! Uella, e questi non sono aiuti ad innaffiatoio, nevvero? Ma quando mai!

Che la $inistra sia salita sulle barricate contro la Tredicesima AVS per poi proporre (a livello federale) l’ “AVS Plus” è l’ennesima palteale dimostrazione di ipocrisia ro$$a. Avanti così, che la felice prospettiva della cabina telefonica come sala per le assemblee plenarie  del P$ si fa sempre più vicina.

 

Ma per l’asilo…

Ma l’inno alla coerenza dei kompagnuzzi non è finito. Il primo a dire njet alla proposta del P$$ è nientepopodimenoché il consigliere federale P$$ Alain Berset. Il motivo? L’ “AVS Plus” “costerebbe troppo”.

Ohibò, questa è proprio forte. La scriteriata politica d’asilo delle frontiere spalancate ai finti rifugiati, che tanto piace alla kompagna di partito di Berset – ossia la Simonetta “dobbiamo aiutare l’Italia” Sommaruga – già adesso ha i costi completamente fuori controllo. Quindi non: “costerebbe troppo” (condizionale). Costa troppo. Indicativo presente.

Ed infatti, ma tu guarda i casi della vita, per il Preventivo 2017 della Confederella già si annuncia una bella uscita extra di quasi un miliardo di franchetti (sic!!)  solo per i finti rifugiati. Ma stranamente questa volta nessun $inistrorso politikamente korretto stilla perché la spesa è eccessiva. Ricordiamo che già ora si stima che, tra asilo e aiuti allo sviluppo (quelli che dovrebbero impedire le emigrazioni di massa dai paesi beneficiari, ed invece…) sommando le spese della Confederazione e quelle a carico di Cantoni e Comuni, si arriva alla stellare cifra di 7 miliardi. Come mai nessun moralista a senso unico affossatore della Tredicesima AVS protesta  che è troppo? Per i finti rifugiati non si bada a spese, mentre per gli anziani svizzeri…?

Lorenzo Quadri

Asilo, la spesa esplode. E gli svizzeri tirano la cinghia

Ecco i bei regali della kompagna Sommaruga! Cosa aspettiamo a chiudere le frontiere?

 

Come volevasi dimostrare, il caos asilo, pervicacemente negato dalla kompagna Simonetta “dobbiamo aiutare l’Italia” Sommaruga, è una realtà.

Abbiamo voluto – o meglio: hanno voluto – tenere le frontiere spalancate. Adesso arrivano le prime fatture. La scorsa settimana si è saputo che il preventivo 2017 della Confederazione sarà in rosso di 600 milioni. Il motivo dello sforamento è (sarà) la spesa per i migranti economici. A questa voce si prevedono uscite extra per 852 milioni, che sono quasi un miliardo di franchetti. Apperò!

Si paga senza fiatare

Evidentemente, quando ci sono di mezzo i finti rifugiati, si paga il conto senza fiatare. Chi osa fare un cip viene immediatamente denigrato come razzista e fascista. Come se non bastasse, si tenta pure di spacciare l’evento per “straordinario”. Balle di fra’ Luca! Altro che evento straordinario, visto che non si sta facendo assolutamente nulla per limitare l’assalto dei finti rifugiati! Anzi: la nuova legge sull’asilo voluta dalla partitocrazia, dall’élite spalancatrice di frontiere, dagli intellettualini da tre e una cicca e dalla stampa di regime, aumenterà ulteriormente la nostra attrattività per i migranti economici. Quindi la spesa per l’asilo continuerà a schizzare verso l’alto.

Ticino preso d’assalto

Già adesso il Ticino è stato preso d’assalto dagli asilanti. Ed inoltre sul fronte dei rimpatri non si assiste ad alcuna velocizzazione. Serge Gaillard, direttore dell’amministrazione federale delle Finanze, ha ammesso che, dato il tempo di permanenza in Svizzera dei migranti, se anche un domani dovesse finire l’emergenza, i costi scenderebbero solo lentamente. Quindi i costi dell’asilo continueranno a schizzare verso l’alto: per il 2018 la Confederazione prevede una spesa di 2.4 miliardi di Fr, il doppio di quella dello scorso anno. E queste sono solo le cifre federali. Mancano i costi a carico dei Cantoni.  

Ma bene! Agli svizzerotti si fa tirare la cinghia, ai “nostri” in difficoltà si dice che non ci sono soldi, si risparmia ad ogni voce di spesa! Però, quando si tratta di fare il paese del Bengondi per finti rifugiati, non c’è risanamento finanziario che tenga! Uella signori delle frontiere spalancate, ma chi credete di prendere per i fondelli?

Il boom

In Ticino nel solo mese di giugno gli arrivi illegali sono stati 3600. Un vero boom. Ma come, non dovevano essere tutte balle della Lega populista e razzista?

E visto che la creatività  non manca, un eritreo è addirittura arrivato nascosto dentro una valigia.

I motivi per cui il Ticino è preso di mira – e sarà sempre peggio – sono arcinoti: se l’unico corridoio rimasto aperto è quello del Mediterraneo, ovvio che noi ci troviamo nel bel mezzo. Al danno si aggiunge la beffa se pensiamo che la Turchia ha ricattato con successo la fallita Unione europea (sono solo gli svizzerotti che calano le braghe davanti a Bruxelles): o ci concedete – in modo del tutto illegale, dato che i requisiti mancano! – di accedere allo spazio Schengen senza visti, oppure noi smettiamo di fermare i finti rifugiati. Quindi Schengen si allarga illegalmente ad uno Stato che di europeo non ha nulla. Ed infatti, ma tu guarda i casi della vita, proprio la Turchia, a quanto scrive la stampa d’Oltralpe, finanzia almeno 35 tra moschee e luoghi di culto musulmani in Svizzera, con l’obiettivo di diffondere l’islam politico nel nostro paese.

Dunque, continuando a tenere in vigore gli accordi di Schengen, non solo ci troviamo i  “picchi di arrivi” (per usare termini ufficiali) a Chiasso, ma pure i cittadini turchi che circolano liberamente senza bisogno di visti. Ed è forse anche il caso di ricordare che la Confederazione è pronta a costruire in Ticino un ulteriore maxicentro per asilanti. Ma guai a chiudere le frontiere!

E fermarli sui treni?

Già si sa che la maggior parte dei finti rifugiati che arrivano in Ticino sono da rinviare alla vicina ed ex amica Penisola. Aspettiamo di vedere se quest’ultima farà o meno il proprio dovere, riprendendoseli senza storie. Infatti a questo proposito sorgono spontanee un paio di domande. Molti clandestini arrivano in Ticino in  treno dall’Italia. Poiché è innegabile che queste persone provengono dalla vicina Penisola, quest’ultima se li riprende tutti senza storie oppure no?

Inoltre, sapendo che questi finti rifugiati arrivano illegalmente in Ticino, e che l’Italia li dovrà  comunque riammettere: perché non intercettarli già sul treno prima che raggiungono territorio elvetico?

Casi Colonia

Intanto capita esattamente quanto previsto. L’arrivo massiccio di giovani uomini soli “che non rispettano le donne” (per usare la formulazione della kompagna Sommaruga) si dimostra un grave problema di ordine pubblico. Di recente la polizia tedesca ha segnalato un “enorme aumento” delle molestie “tipo Colonia” nelle piscine. Quanto ci vorrà prima che questi scenari si verifichino anche da noi? Vuoi vedere che tra un po’ le donne non potranno più andare in piscina per evitare aggressioni sessuali da parte di finti rifugiati?

Chiudere le frontiere!

Sicurezza a ramengo e costi completamente fuori controllo. E non solo per un breve periodo, ma a tempo indeterminato.  Tanto più che gli asilanti che rimangono in Svizzera vanno tutti in assistenza. La spesa sociale provocata dai migranti esplode grazie alle frontiere spalancate. Come si pensa di finanziarla? Risparmiando sulla pelle degli svizzerotti? Kompagna Sommaruga, per quanto tempo intendi ancora far pagare alla nazione il conto della tua deleteria politica delle frontiere spalancate?

Lorenzo Quadri

 

I kompagni lo mettono nero su bianco: vogliono che ci teniamo tutti i finti rifugiati. P$$: lavoro ai migranti a scapito degli svizzerotti

Come da copione: nei giorni scorsi i kompagnuzzi hanno rese pubbliche le loro intenzioni in materia di finti rifugiati. Non a caso la $inistra ha sostenuto, con le consuete modalità (chi non è d’accordo è un razzista e un fascista)  la nuova legge sull’asilo. Adesso abbiamo la dimostrazione che questa legge serve per far arrivare in Svizzera tutti i migranti economici. E, ovviamente, per far sì che, una volta arrivati, non debbano più andarsene.

E quindi ecco che il P$ comincia subito ad avanzare pretese per i finti rifugiati: insegnamento della lingua  (quale?) a partire dal primo giorno su suolo elvetico (sic! naturalmente a spese del contribuente) e l’integrazione nel mondo del lavoro. Ma bravi! Sempre più cittadini svizzeri vengono tagliati fuori dal mondo del lavoro in casa loro grazie alla devastante libera circolazione delle persone e alla fallimentare politica delle frontiere spalancate volute dai kompagni. E costoro, non ancora contenti, vogliono tagliarne fuori ancora di più, per fare spazio ai finti rifugiati. Svizzera sempre più paese della cuccagna per immigrati! Gli stranieri prima degli svizzeri, come sempre secondo la $inistra: perché “dobbiamo aprirci”!

Pretesti per non espellere

Interessante pure la tesi della consigliera nazionale del Canton Vaud Cesla Amarelle (di Montevideo): che è poi la stessa che ha dichiarato che la Svizzera non ha il diritto di espellere dei terroristi islamici se questi nel paese d’origine rischiano la vita (quindi ci teniamo in casa i miliziani dell’Isis). “Tutti hanno interesse che ogni persona destinata a rimanere a lungo termine in Svizzera sia ben integrata e che l’integrazione avvenga il più rapidamente possibile”, ha detto la Cesla. Ma guarda un po’ che foffa politikamente korretta!

Tanto per cominciare, l’intenzione dei kompagnuzzi è proprio il contrario di quanto viene dichiarato. Ci si inventa corsi e misure di integrazione (integrazione solo sulla carta) per finti rifugiati per poi avere il pretesto per non espellerli. Per la serie: gretti razzisti e fascisti, non vorrete mica mandar via persone che si stanno integrando (nel nostro Stato sociale)?

Punto secondo: l’integrazione è compito dell’immigrato e non dello Stato con i soldi del contribuente.

 Con simili promotori…

Ma le fregnacce del P$$ non finiscono qui:  il presidente  Levrat (quello in simbiosi con la cadrega), ha ammesso, bontà sua, che nei prossimi mesi gli asilanti aumenteranno. Ma come, il caos asilo non doveva essere tutta una balla della Lega populista e razzista? Adesso, dopo la votazione sulla nuova legge sull’asilo, ci si accorge invece che…

Naturalmente, aggiunge il presidente P$, i kompagnuzzi faranno tutto il possibile per evitare la chiusura dei confini e l’invio dell’esercito alle frontiere. Quindi, frontiere spalancate ad oltranza ai migranti economici. Ricordiamo che i $ocialisti hanno sostenuto la nuova legge sull’asilo, proposta dalla loro consigliera federale. E’ dunque evidente, nel caso ci fossero ancora dei dubbi, quali sono gli intenti di una legge  sull’asilo con simili promotori e supporter.

 Risolvere i problemi altrui?

E c’è ancora di meglio: secondo un altro kompagno, bisogna “trovare un accordo” di ripartizione dei rifugiati tra i “paesi Dublino”. Traduzione: gli accordi di Dublino vanno aboliti. La Svizzera deve continuare, naturalmente senza uno straccio di obbligo né di base legale, ma per puro masochismo, a farsi carico di decine di migliaia di finti rifugiati che non le spettano affatto. Dunque gli accordi di Dublino che dovrebbero permetterci di rinviare la grande maggioranza dei finti rifugiati arrivati in Svizzera, sono carta straccia. Mentre i fallimentari accordi di Schengen, quelli che spalancano le frontiere, si rispettano; sempre a nostro danno. E questo malgrado nemmeno i sostenitori di Schengen siano ormai più in grado di trovare uno straccio di argomento a loro favore: dall’inizio dell’emergenza asilo sono costretti a prodursi in vacue scempiaggini su presunti “principi irrinunciabili”.

“Anghela”, arrangiati!

Non poteva mancare la ciliegina (ciliegiona) sulla torta: “La Svizzera non dovrebbe rinviare in Germania e Austria “casi Dublino” fintanto che questi due paesi saranno confrontati con grandi numeri di richiedenti l’asilo”. Apperò! Qui ci vuole un premio Nobel! L’Anghela Merkel ha provocato l’invasione di finti rifugiati in Germania, con tanto di “fatti di Colonia”; e gli svizzerotti dovrebbero toglierle le castagne dal fuoco? Come direbbe il noto supermercato amico nostro: “non siamo mica scemi”! L’Anghela ha voluto i migranti? Se li tenga!

Ecco dunque nero su bianco il programma dei kompagnuzzi per riempire la Svizzera di finti rifugiati:

  • Mantenere le frontiere spalancate;
  • Farci carico di migranti economici che non ci spettano affatto;
  • Cominciare subito a spendere soldi del contribuente con sedicenti misure d’integrazione, così da usarle come pretesto per non respingere nessuno;
  • Promuovere l’occupazione degli asilanti a scapito degli svizzeri;
  • L’industria dell’asilo, riserva di posti di lavoro per kompagni, si gonfia ad oltranza.

Ma bene, avanti così!

Lorenzo Quadri

La kompagna Sommaruga sempre contro il Ticino!

9 febbraio: la ministra di giustizia ed i suoi legulei stanno sabotando la clausola ticinese

Il ministro degli esteri PLR Didier “dobbiamo aprirci all’UE” Burkhaltèèèèr ha pensato bene di dire la sua sul Brexit, in votazione in Gran Bretagna il prossimo 23 giugno.

Naturalmente, ha detto la sua in senso negativo: se gli inglesi usciranno dall’UE ci sarebbero conseguenze negative per la Svizzera, ha ammonito il Consigliere federale liblab. Uhhh, che pagüüüraaa!

Invece di fare propaganda contro il Brexit, ed ovviamente agli inglesi di quello che dice Burkhaltèèèèr non gliene potrebbe fregare di meno, il ministro degli esteri elvetico farebbe meglio a preoccuparsi di quello che succede, o piuttosto che non succede, sul fronte dell’applicazione del “maledetto voto” del 9 febbraio. Dove si fa melina alla grande. E tra quanti fanno melina emerge proprio il Burkhaltèèèèr. Ma prima di lui la kompagna Simonetta “Dobbiamo aiutare l’Italia” Sommaruga. A proposito della Consigliera federale $ocialista, sull’ultimo numero della Weltwoche si può leggere un interessante articolo.

La clausola-ciofeca

Come noto, il Consiglio federale, per dare l’impressione di voler concretizzare il “maledetto voto”, ha fatto una sola cosa: ha scodellato una clausola di salvaguardia tanto fumogena quanto inutile. Una ciofeca tale che perfino la Commissione delle istituzioni politiche l’ha trovata insoddisfacente. Infatti in aprile ha incaricato il Dipartimento di Sommaruga di presentare un rapporto su come si potrebbe introdurre la preferenza indigena. Ossia su come far sì che un’azienda venga autorizzata ad assumere all’estero solo dopo aver cercato (e non aver trovato) nel mercato locale i profili professionali di cui necessita.

16 pagine di foffa?

Ebbene, la kompagna Simonetta ha fatto sfornare dai suoi galoppini un farraginoso documento di 16 pagine in cui ci si guarda bene dal proporre qualsiasi cosa che possa anche solo vagamente servire a dare la precedenza agli svizzeri sul nostro mercato del lavoro. Per contro, tutto l’esercizio si traduce in un’arrampicata sui vetri nell’intento di respingere qualsiasi soluzione che non sia la clausola-ciofeca del Consiglio federale. I legulei del Dipartimento di giustizia e polizia sono stati “messi sotto” affinché escogitassero tutte le scuse ed i pretesti possibili per dire, tra le altre cose, che adottare il famoso modello ticinese – quello elaborato dal Prof Ambühl, che non è proprio l’ultimo bambela –  non è possibile! “Sa po’ mia”!

“Insalata di concetti”

La Weltwoche definisce il documento di Sommaruga “un’insalata di concetti diversi difficilmente comprensibile anche per gli specialisti”. Evidentemente, pur di contrapporre il consueto muro di gomma a qualsiasi applicazione del “maledetto voto” che ne costituisca una concretizzazione e non l’affossamento, la ministra è pronta ad eseguire ogni sorta di contorsionismo. Va da sé che i legulei dipartimentali hanno una sola preoccupazione: non certo l’interesse degli svizzerotti (non sia mai) bensì il parere degli eurobalivi! Camerieri dell’UE fino al midollo!

Ad esempio: basta che una illustre signora nessuno come l’eurofunzionarietta Marianne Thyssen se ne esca a dire che dare la priorità agli svizzeri è discriminatorio (uella), che subito a Berna Sommaruga & Co, invece di mandarla a scopare il mare come meriterebbe, si affrettano a pappagallare simili boutade come se fossero la verità rivelata. I balivi dell’UE, spalancatori di frontiere, hanno sempre ragione; gli svizzerotti, chiusi e gretti, hanno sempre torto!

Rappresentanti cantonali “irritati”

Allo stesso modo, sembra che nell’ultimo incontro con i rappresentanti dei Cantoni (6 giugno) sul 9 febbraio, la kompagna Simonetta abbia respinto sistematicamente tutte le proposte alternative alla “sua” clausola-ciofeca con il ritornello del “sa po’ mia”. I pareri di parte dei suoi azzeccagarbugli di servizio, pagati per darle ragione, venivano citati come degli oracoli. Un ostruzionismo spocchioso che, a quanto pare, ha fatto saltare la mosca al naso a più di un ministro cantonale.

Per l’ennesima volta, dunque, la kompagna Sommaruga si dimostra nemica del Ticino e dei ticinesi. Del resto, cosa ci si poteva aspettare da chi ha sempre tentato di farci abolire la richiesta del casellario giudiziale, perché l’importante è far arrivare in Svizzera cani e porci; chissenefrega se in questo sempre meno ridente Cantone poi si stabiliscono delinquenti pericolosi!

Lorenzo Quadri

La kompagna Sommaruga l’ha lasciato chiaramente ad intendere: ci terremo tutti! Prepariamoci agli sfratti per creare alloggi per asilanti

E poco ma sicuro che il Ticino si vedrà appioppare un nuovo megacentro

L’infornata di votazioni è ormai alle spalle. L’esito è in chiaroscuro. Per quel che riguarda i cinque temi federali, delude in particolare l’approvazione della nuova legge sull’asilo. In Ticino tuttavia la distanza tra i Sì ed i No è stata più risicata che nel resto del Paese: i contrari sono stati più del 44%. Il risultato migliore di tutta la Svizzera. Se si pensa che, ancora una volta, si è assistito alla solita ammucchiata: tutti contro Lega ed Udc, il risultato non è poi così malvagio.
D’altra parte è un fatto che la nuova legge è stata accettata. E di certo non verrà utilizzata per ridurre il numero di migranti, vale a dire per ripristinare la legalità in ambito d’asilo.

Ci terremo tutti
Contrariamente a quanto promesso, la nuova legge non accelererà le procedure d’asilo. Tramite l’avvocato gratis per i finti rifugiati si darà la stura ad una pletora di ricorsi infondati che, oltre a pesare economicamente sul groppone del contribuente, allungheranno le procedure ad oltranza. Il fatto che i più talebani tra gli spalancatori di frontiere siano scesi in campo a sostegno della legge, la dice già lunga. Vi pare che costoro si sarebbero tirati giù la pelle di dosso per sostenere un giro di vite nei confronti dei migranti economici? Ovviamente no. Al contrario: si sarebbero messi a starnazzare al razzismo e al fascismo. Ed infatti, come peraltro emerso anche dai commenti post-voto della kompagna Simonetta “dobbiamo aiutare l’Italia” Sommaruga, l’intenzione è quella di tenere in Svizzera più finti rifugiati possibile. Perché “bisogna aprirsi”. E perché bisogna alimentare la ro$$a industria dell’asilo.

Nümm a pagum
Non serve a niente sciacquarsi la bocca con le procedure più rapide grazie alla nuova legge – ma la rapidità, come detto, è una pia illusione – se poi l’esecuzione, ossia il rinvio, manca; e i finti rifugiati, pur accertati come tali, rimangono in Svizzera a carico dello stato sociale. Gli accordi di Dublino sono diventati carta straccia: tant’è che, come detto in più occasioni, su 17mila casi Dublino nel 2014 ne sono stati riconsegnati meno di 2500. Ma non solo: con i paesi magrebini, da cui provengono molti migranti economici, non ci sono nemmeno accordi di riammissione. Fa eccezione la Tunisia, che naturalmente li applica “alla tunisina” (le procedure durano anche più di un anno). Il Marocco non ha sottoscritto alcun trattato. Quello con l’Algeria è una barzelletta: prevede che il rinvio è fattibile solo se la persona interessata è consenziente. Basta che non lo sia, e salta tutto. Di conseguenza, ci teniamo i finti rifugiati in arrivo da questi paesi, compresi i terroristi dell’ISIS. A meno che questi spettino ad altri Stati Dublino. Ma visto che le riammissioni non funzionano nemmeno con gli Stati Dublino – prima fra tutti l’Italia che fa di tutto per infinocchiare gli svizzerotti -, non bisogna essere il mago Otelma per prevedere come andrà a finire.

I magrebini se la ridono
Nel frattempo i paesi magrebini, ma pure altri da cui giungono in Svizzera decine di migliaia di migranti economici, malgrado rifiutino di sottoscrivere accordi di riammissione, continuano ad incassare i contributi allo sviluppo pagati dagli svizzerotti fessi. E naturalmente se la ridono a bocca larga: come dar loro torto?
Eh già, perché nella nuova legge appena approvata non c’è un cip per quel che riguarda le espulsioni dei finti asilanti e gli accordi di riammissione con i loro paesi d’origine. La kompagna Sommaruga, nelle sue interviste post votazione, ha parlato solo di integrazione dei migranti. Quindi: ce li teniamo tutti! Ne consegue che dovremo anche fare spazio per tutti.
E qui entrano in gioco le espropriazioni facili per permettere al Dipartimento della kompagna Sommaruga di costruire nuovi alloggi per migranti. Queste espropriazioni diventeranno una realtà.

Casi – Chiasso
La disdetta del contratto d’affitto ricevuta da un’anziana coppia di Chiasso inquilina della Confederazione, perché quest’ultima vuole più spazio per gli uffici del centro di registrazione, ha giustamente suscitato indignazione. Lo scandalo è stato portato alla luce dal Mattinonline. Il colmo è che pure esponenti di partiti che hanno sostenuto a spada tratta la nuova legge sull’asilo sono saltati sul carro e si sono messi a strillare. Ma la smania di apparire gioca brutti scherzi. Grazie alla legge voluta proprio dai partiti di questi “indignados” delle nostre calzette, di espropriazioni e sfratti di svizzeri per far posto a migranti economici ne vedremo a iosa.
La Confederazione dovrà creare svariate migliaia di posti per migranti economici. E poco ma sicuro che il Ticino si vedrà appioppare un nuovo megacentro. E allora si saprà esattamente chi ringraziare: partiti e persone.
Lorenzo Quadri

E naturalmente a Berna si prepara l’ennesima calata di braghe. Schengen: arriva il nuovo Diktat!

Da Bruxelles arriva l’ennesimo Diktat all’indirizzo degli svizzerotti che, poco ma sicuro, si apprestano a scattare sull’attenti e a calare ancora le braghe.

Il Diktat in questione riguarda i fallimentari accordi di Schengen. Quegli accordi che sono, di fatto, morti e sepolti: perché gli stessi Stati membri UE chiudono le frontiere per contrastare il caos asilo.
Gli accordi di Schengen hanno fatto un colossale flop. I confini esterni dello spazio Schengen sono dei colabrodo. Ed è quindi non solo ovvio, ma anche sacrosanto, che gli Stati membri chiudano le frontiere nazionali a propria tutela. Attendiamo la barriera sul Brennero da parte dell’Austria.

Indifendibili
Gli accordi di Schengen sono ormai così indifendibili che perfino i loro supporters – partitocrazia spalancatrice di frontiere, intellettualini rossi da tre e una cicca, poteri forti, stampa di regime – non trovano più uno straccio di argomento a loro sostegno: sono costretti a ricorrere ad arrampicate sui vetri come la favoletta dei “principi irrinunciabili” (irrinunciabili solo perché lo dicono loro, gli spalancatori di frontiere!) ed altre fetecchiate fumogene senza né senso né contenuto.

100 milioni all’anno
Naturalmente tra i pochi che, con ostinazione autolesionista, insistono a  mantenere in vigore gli accordi di Schengen, spiccano gli svizzerotti. Grazie, kompagna Simonetta “dobbiamo aiutare l’Italia” Sommaruga!
Non solo dalle nostre parti non si sospendono gli accordi di Schengen, ma per essi si paga un conto esorbitante. E la fattura si fa sempre più salata.
Infatti, tra le balle che vennero raccontate alla popolazione ai tempi della votazione del 2005, c’era anche quella sui costi di questi accordi-bidone. Si parlava di circa 7 milioni di Fr all’anno. Invece attualmente si pagano 100 milioni. Solo 14 volte di più, e scusate se è poco!

Si continua a mungere
A questo punto si inserisce l’ultimo Diktat degli eurobalivi. Entro il 3 luglio del 2017, gli svizzerotti devono (?) adottare un nuovo regolamento d’adesione al Fondo della sicurezza interna, per il periodo 2014 – 2020. Il costo complessivo? Ben 129 milioni di franchetti! E nümm a pagum!
In nome delle frontiere spalancate si continua a mungere la popolazione, che  paga per mandare a ramengo la propria sicurezza interna e per farsi invadere da migranti economici: perché questi sono gli strabilianti risultati degli accordi di Schengen, e se ne stanno accorgendo più o meno ovunque. Gli unici paesi che meriterebbero un sostegno sono semmai quelli che costruiscono MURI sui loro confini che coincidono con quelli dello spazio Schengen. Vedi ad esempio l’Ungheria. Ma questi paesi vengono bacchettati, e non certo sostenuti, dagli eurobalivi.

E’ ora di disdire!
L’ennesimo Diktat straniero con pretesa di pagamenti sempre più esosi dovrebbe fornirci su un piatto d’argento il pretesto per disdire finalmente gli accordi di Schengen e cominciare a 1) chiudere i valichi secondari non solo di notte ma anche di giorno, e 2) costruire barriere sul confine con il Belpaese. Ma non ci vuole la sfera di cristallo per indovinare che si assisterà, invece, all’ennesima calata di braghe a cura del Consiglio federale: “bisogna aprirsi all’UE!”. Che tristezza.
Lorenzo Quadri

Ricollocamento asilanti: solo gli svizzerotti ubbidiscono

Mentre gli Stati membri UE rifiutano di accollarsi ulteriori migranti economici

Come volevasi dimostrare il piano dei funzionarietti di Bruxelles per il ricollocamento dei migranti economici è un flop. Questo perché gli Stati membri UE sono i primi ad impiparsene bellamente delle decisioni comunitarie. Sempre più paesi non ne vogliono sapere di accogliere finti rifugiati che spetterebbero ad altri. Austria, Ungheria e Slovacchia (che da luglio avrà pure la presidenza di turno UE) non hanno ancora preso alcun impegno. Repubblica Ceca, Bulgaria ed Estonia rifiutano le domande di ricollocamento. La Polonia ha sospeso la procedura.

A Berlino…

E la Germania, dove l’ “Anghela” Merkel ha fatto un disastro con le sue scellerate dichiarazioni di  accoglienza? La Germania, che ha sempre spinto la politica dei ricollocamenti? Ebbene, ha accolto la miseria di 57 migranti sui 27’500 previsti. Hai capito l’ “Anghela”? Nell’obnubilazione buonista-coglionista spalanca le porte dell’Europa ai migranti economici, con l’intenzione però di spalmarli sugli altri paesi.  (Si metta il cuore in pace, Frau Merkel: il Nobel farlocco per la pace non lo prende comunque, ne hanno già dato uno ad Obama e anche alle pagliacciate politiche della giuria di Stoccolma c’è un limite).

Interessante notare che ci sono dei migranti che rifiutano il trasferimento in Stati come la Bulgaria, la Romania ed i paesi baltici. A dimostrazione dunque che si tratta di finti rifugiati, che non cercano un paese sicuro, ma uno Stato sociale il più possibile generoso da cui farsi mantenere.

Gli svizzerotti ubbidiscono

E intanto che i membri UE si rifiutano bellamente di attuare  i ricollocamenti, chi sono gli unici citrulli che scattano sull’attenti davanti alle imposizioni dei funzionarietti di Bruxelles? Ma naturalmente gli svizzerotti fessi! E questo grazie alla kompagna Simonetta “dobbiamo aiutare l’Italia” Sommaruga!

Ad inizio maggio sono infatti arrivati i primi 10 asilanti (se si pensa che la Germania ne ha ammessi 27, ossia meno del triplo, malgrado sia grande 10 volte la Svizzera, le proporzioni sono presto fatte). E, secondo un interessante articolo pubblicato dalla Berner Zeitung lo scorso sabato, la kompagna Sommaruga si sarebbe impegnata ad accogliere dall’UE 6000 finti rifugiati “extra”. 1500 sono già sicuri, gli altri 4500 seguiranno. Apperò!

6000 asilanti extra

La Berner Zeitung riferisce pure che, malgrado le richieste esplicite, il Segretariato di Stato per la migrazione si è rifiutato di indicare da dove provengono i 10 asilanti arrivati ad inizio mese. Bene, andiamo avanti così: si accolgono finti rifugiati, ma la gente non deve sapere niente! Segreto di Stato!

Ma c’è anche un altro aspetto decisamente degno di nota: per far arrivare in Svizzera 6000 asilanti sbarcati nell’UE, sottolinea sempre la Berner Zeitung, mancano le basi legali. Infatti non c’è nessuna norma che preveda la ripresa di asilanti da Stati UE sicuri, anzi, gli accordi di Dublino dicono proprio il contrario.

Due pesi e due misure

Applausi a scena aperta per la kompagna Sommaruga: quando si tratta di misure che servono a tutelare la sicurezza interna, come il casellario giudiziale, o il mercato del lavoro, vedi la trasmissione delle notifiche di padroncini e distaccati all’agenzia delle entrate italiana, dice njet nascondendosi dietro la mancanza della base legale. Invece i finti rifugiati dai paesi UE si accolgono e si mantengono, con i soldi degli svizzerotti, anche senza base legale. E naturalmente senza dare spiegazioni. Due pesi e due misure! L’importante è genuflettersi sempre e comunque al padrone di Bruxelles! “Bisogna aprirsi all’UE”!

Ma la kompagna Sommaruga ed  i suoi portaborse pensano che i cittadini siano tutti scemi?

Lorenzo Quadri