Tassare i soldi inviati all’ estero dagli immigrati

Gli italiani hanno pronta una proposta governativa: perché non la riprendiamo anche noi?

Ma pensa te! Il governo italiano vorrebbe tassare i flussi di denaro che gli immigrati regolari inviano nei rispettivi paesi d’origine, tramite un emendamento proposto dalla Lega.

Un affare per le casse pubbliche

La tassa si applicherebbe agli immigrati extracomunitari. Secondo stime effettuate nel Belpaese, infatti, nel primo semestre del 2018 sarebbero stati spediti all’estero 2.71 miliardi di euro. Ciò significa che la cifra annuale è di 5.5 miliardi. L’80% di questo flusso avrebbe come destinazione dei paesi extraeuropei. L’idea dei vicini a Sud è quella di prelevare da questo 80% un 1.5%, ciò che porterebbe nelle casse pubbliche italiche  62 milioni di euro all’anno. Non proprio noccioline.

Tutti avranno a questo punto capito dove vogliamo andare a parare. Perché una tassa del genere non la pensiamo anche noi? Se i vicini a sud “possono”, perché noi non potremmo?

Se avanzano soldi…

In Svizzera ogni anno gli immigrati spedirebbero all’estero in totale circa 17 miliardi di Fr (si tratta di una stima; c’è chi indica cifre diverse, anche superiori). Su questi miliardi si sa molto poco. In particolare, non si conosce la loro provenienza. E’ reddito da lavoro? Oppure si tratta di prestazioni assistenziali che vengono mandate al natìo paesello dai beneficiari? Se così fosse, ci sarebbe un problema. In effetti, tali prestazioni servono al sostentamento di chi risiede da noi. Se invece avanzano soldi da inviare all’estero, questo significa che vengono versati sussidi in esubero. Quindi si impongono delle decurtazioni alle rendite.

Vederci più chiaro

Dal momento che stiamo parlando di svariati miliardi che ogni anno partono per “altri lidi”, non sembra certo fuori posto pretendere di vederci un po’ più chiaro in questo vero e proprio tesoro. Tanto più che al solito sfigato contribuente reo di possedere  “qualcosa” (ad esempio una casetta o appartamento) lo Stato fa  i conti in tasca non fino all’ultimo centesimo, ma ancora di più. Di recente i valori di stima sono stati pompati dal DFE targato PLR per fare cassetta ai danni di chi vive in un’abitazione di proprietà.

Occhi chiusi?

Inutile dire che invece sui miliardi inviati all’estero da immigrati i camerieri bernesi dell’UE preferiscono chiudere gli occhi. Dicono che indagare sarebbe troppo complicato. Sul fatto che sarebbe complicato, non ci piove. Che lo sarebbe “troppo”, a fronte dell’involarsi di somme miliardarie, è una tesi piuttosto azzardata. Il sospetto – per la serie: a pensar male si commette peccato ma ci si azzecca quasi sempre – è che i motivi del “disinteresse” siano ben altri e legati al solito politikamente korretto.

Se gli italici “possono”…

Visto dunque che su questi soldi non si vuole svolgere alcun approfondimento, allora tanto vale copiare la misura pensata dai vicini a sud. Ovvero, inventarsi un bel balzello sulle somme che gli immigrati trasferiscono all’estero, da usare poi per finanziare lo Stato sociale. I costi della socialità sono infatti esplosi a causa dell’immigrazione scriteriata. Idem dicasi per quelli della sicurezza. E allora, è sensato immaginare di compensare trattenendo qualcosa sui soldi che i migranti hanno guadagnato o comunque incassato in Svizzera, e che però non verranno immessi nel circuito economico elvetico bensì in quello dei paesi d’origine.

E se lo fa l’Italia – che è pure Stato membro UE – non si vede perché non dovremmo poter fare anche noi la stessa cosa.

Lorenzo Quadri

 

I cittadini ticinesi hanno deciso di aumentarsi le tasse

Nuova legge sull’energia e fetido balzello: l’importante è essere consapevoli

 

Come ci si poteva attendere, vista la disparità delle forze in campo, la scorsa domenica alle votazioni cantonali e comunali è passato il doppio sì. Sì alla legge sull’energia e sì al fetido balzello cantonale sul sacco del rüt. Non si può, ovviamente, che prenderne atto (fossero passati i due No, a $inistra pretenderebbero di rifare la votazione). C’è tuttavia spazio per alcune considerazioni conclusive.

  • Gli svizzeri ed i ticinesi hanno democraticamente deciso di aumentarsi tasse e balzelli. Il sì alla strategia energetica comporterà inoltre ulteriori limitazioni della libertà, misure dirigistiche e burocrazia. Vedremo poi che fine faranno i posti di lavoro nel settore dell’olio combustibile e delle centrali nucleari. I costi a carico dei cittadini e dell’economia saranno pesanti. Già domenica il Consigliere di Stato P$ se ne è uscito giubilante a dichiarare che “aumenteranno un po’ le bollette” (evidentemente a qualcuno ogni nuovo prelievo dai sempre più esausti borsellini dei ticinesi provoca il massimo godimento). Quell’ “aumenteranno un po’” sta ovviamente ad indicare aumenti massicci.
  • Che gli esponenti dell’economia, a partire dall’AITI, abbiano potuto sostenere la strategia energetica 2050, è incomprensibile. O forse è fin troppo comprensibile: leggi “ordini di scuderia”.
  • C’èda sperare che il sì al fetido balzello sul sacco del rüt sia stato depositato nell’urna nella consapevolezza che per la raccolta e lo smaltimento rifiuti con la nuova legge si pagherà complessivamente di più e non certo di meno. Perché la legge di fresca approvazione prevede una copertura del 100% di questi costi tramite tasse causali (tassa di base più tassa sul sacco). E solo pochissimi comuni raggiungono oggi tale grado di copertura. In tutti gli altri, siamo ben lontani dal 100%. Ciò vale, nota bene, anche per svariati comuni dove il fetido balzello è già in vigore. La vecchia Bellinzona, ad esempio, pur avendo da tempo la tassa di base e quella sul sacco, dovrà aumentare il proprio grado di copertura attuale (61%) del 39%. Ciò sarà possibile, è chiaro, solo tramite aumenti massicci del prelievo “causale” o presunto tale (perché sulla “causalità” della tassa di base, si potrebbe disquisire a lungo).
  • Il fetido balzello cantonale è stato approvato in sostanza dai comuni dove è già in vigore. Il che non sorprende, dal momento che un No non avrebbe portato all’abolizione dei balzelli esistenti. L’argomento che forse non è passato è che – proprio in virtù di quel tasso di copertura del 100% delle spese di raccolta e smaltimento rifiuti tramite tasse causali previsto dalla nuova legge – anche chi ha già la tassa di base e la tassa sul sacco pagherà di più. Con pochissime eccezioni (5 o 6 comuni).
  • E’ pacifico che a Lugano il moltiplicatore va abbassato per l’equivalente dell’introito dei nuovi balzelli sulla monnezza, dal momento che non si può pagare due volte (con le imposte e con le tasse causali) per la stessa prestazione. Non diminuire il moltiplicatore equivarrebbe dunque a procedere ad un aggravio fiscale occulto. Questo deve essere molto chiaro.  Le maschere cadranno presto: chi si opporrà alla diminuzione del moltiplicatore confermerà che le storielle sulla legalità, sulla tutela dell’ambiente e tutti gli altri leitmotiv del politikamente korretto che ci sono stati somministrati in dosi industriali nelle scorse settimane erano emerite fregnacce: l’obiettivo era semplicemente quello di fare ulteriormente cassetta a spese del contribuente, dopo aver già aumentato il moltiplicatore del 10%.
  • Visto che il moltiplicatore deve essere approvato dal consiglio comunale, ul bel vedè…
  • Non esistono nuove tasse che fanno risparmiare e soprattutto ogni nuova tassa è destinata ad aumentare.
  • Il fetido balzello è un regalo al Consiglio di Stato: in futuro per ogni necessità il governo potrà non solo aumentare i balzelli causali già esistenti, ma inventarsene di nuovi per mungere il cittadino senza toccare le aliquote fiscali (ma il risultato è lo stesso). Ovviamente i nuovi balzelli causali verranno presentati con motivazioni all’insegna del politikamente korrettissimo: quindi “non si potranno rifiutare”, pena la messa alla pubblica gogna come beceri populisti.
  • I contrari al fetido balzello hanno trionfato a Lugano (quasi il 65% dei voti) e hanno ottenuto il 42% a livello cantonale. Il risultato è senz’altro importante se si considera a) lo sparuto gruppetto di promotori e b) il fatto che il margine d’azione esisteva in pratica solo nei comuni dove non c’è la tassa sul sacco. Che infatti l’hanno massicciamente respinta. In questo senso, dunque, il referendum è stato un successo.
  • Lo schiacciante No dei luganesi al fetido balzello andrà evidentemente tenuto in considerazione. Ciò significa: giù il moltiplicatore.
  • Impareggiabili le pippe mentali dei commentatori della stampa di regime (controllata dalla partitocrazia) su presunte lotte di potere (uhhh, che pagüüüüraaaa!) tra la corrente movimentista e quella istituzionale della Lega. Per questo pattume mediatico non si paga la tassa sul sacco?

Lorenzo Quadri

Aumento massiccio di tasse e balzelli? Ma col piffero!

Criminalizzazione degli automobilisti: le “perle” dell’ ex funzionario cantonale

Ma guarda un po’! Nei giorni scorsi sul portale Tio sono apparse le corbellerie del per fortuna ex ex ex capo della Sezione della protezione dell’aria Mario Camani. Il quale, a quanto ci consta, non è più funzionario dirigente del Cantone da oltre un decennio. E, leggendo l’intervista su Tio, c’è davvero motivo per rallegrarsene. L’ex ex ex regala (?) infatti ai lettori tutta un’infilata di “perle” tipiche del talebanismo verde, all’insegna della criminalizzazione dell’automobilista. Del tipo:

  • Bisogna introdurre subito il limite fisso di 80 km all’ora in autostrada ovunque;
  • Bisogna alzare massicciamente il costo della benzina e le tasse di circolazione;
  • Il nostro inquinamento lo produciamo noi, inutile dare la colpa alla Lombardia;
  • Il Ticino è tutto inquinato, bisogna parlarne ancora di più, bisogna gridarlo.

Posizioni “istruttive”

Che dire? Veramente istruttive le posizioni di questo signore! Avanti con la criminalizzazione ad oltranza degli automobilisti responsabili di tutti i mali ambientali, come se le macchine fossero l’unica fonte d’inquinamento! E naturalmente solo le macchine targate Ticino.

Forse l’ex ex ex  alto funzionario ha trascorso gli ultimi  15 anni  sul pianeta Marte e non si è accorto che nel frattempo, “grazie” alla libera circolazione delle persone, il nostro Cantone è quotidianamente invaso da 65mila frontalieri (dichiarati; più quelli in nero) nonché da migliaia e migliaia di padroncini (dichiarati; più quelli in nero). E tutta questa gente, ma guarda un po’, entra in Ticino uno per macchina!  E allora, Camani, cosa facciamo? Tartassiamo il solito sfigato automobilista con targa rossoblù che ha bisogno del veicolo per andare a lavorare  facendo esplodere  le tasse di circolazione ed il costo della benzina, ed invece chiudiamo gli occhi sull’invasione da sud? Cosa pensa che esca dai tubi di scappamento frontalieri, l’ex ex ex? Vapore acqueo? Viks Vapo Rub? Essenze di eucalipto? Lo sa quanti frontalieri hanno l’auto diesel?

E come la mettiamo con l’accordo bilaterale sui trasporti terrestri, sottoscritto dall’ex ministro P$ Moritz “Implenia” Leuenberger,  che ha trasformato il Ticino in un corridoio per TIR UE in transito parassitario?

E le frontiere?

Se davvero volesse tutelare l’aria,  il granitico ex ex ex funzionario dovrebbe anche proporre di chiudere le frontiere! Invece, a questo proposito, non un cip! Anzi: difende pure la Lombardia! Sono solo i ticinesotti che vanno martellati: noi tutti costretti ad andare in bicicletta o a piedi o a dorso di mulo (ah no, il mulo emette gas serra dal posteriore) perché, secondo l’illuminata visione di Camani, l’automobile deve tornare ad essere un lusso per i “borsoni” che si possono permettere di pagare le tasse ed i balzelli stratosferici che a suo dire andrebbero introdotti subito. Frontalieri e padroncini, invece, tranquillamente in giro uno per macchina ad intasare le strade ticinesi, che diventerebbero, di fatto, di loro uso quasi esclusivo. Naturalmente per i residenti in Italia nessun balzello aggiuntivo, perché altrimenti oltreramina starnazzano!

E sostenere poi che tutte le fabbriche della fascia di confine non avrebbero influenza sulla qualità dell’aria ticinese…

Urgono repulisti?

Ovviamente, non possiamo che essere lieti che uno che pretende di bastonare ad oltranza gli automobilisti ticinesi non lavori più per l’amministrazione pubblica da oltre un decennio. Come si dice nel Belpaese: ciaone!

A preoccupare è che, profumatamente pagati con i nostri soldi, potrebbero esserci tutt’oggi altri funzionari con le medesime idee e progetti. Se così fosse, urgono repulisti.

Lorenzo Quadri