Lo studio farlocco per trovare le nostre radici musulmane

UE fuori di cranio: sperpera 10 milioni pur di negare l’identità dell’Occidente

La fallita Unione europea è ormai del tutto allo sbando. E nella Commissione UE i soliti noti internazionalisti e multikulti devono essere andati del tutto fuori di melone. Ohibò, questa è gente che condivide le posizioni di quell’ex deputato ecologista francese (vedi la “chicca” a pag 29) secondo cui gli europei dovrebbero smettere di fare figli per poter accogliere meglio (sic!) i clandestini africani.

Lo studio farlocco

Adesso i balivi di Bruxelles hanno pensato bene di sperperare 10 milioni di euro dei cittadini europei per finanziare – udite udite – uno studio multidisciplinare (accipicchia!) che parte dalla seguente ipotesi di lavoro: “il Corano ha svolto un ruolo importante nello sviluppo intellettuale e religioso europeo”. Davanti a questa ennesima “cagata pazzesca” (cit. Fantozzi) si può solo restare interdetti.

E’ evidente che si tratta dell’ennesimo studio farlocco,roba da far impallidire le statistiche della SECO su disoccupazione e frontalierato in Ticino, pagato a peso d’oro, con cui la casta spalancatrice di frontiere ed islamofila tenta di dimostrare che in realtà l’Europa sarebbe musulmana. Una svergognata iniziativa ideologica, pagata con i soldi dei cittadini, con cui i funzionarietti di Bruxelles, ormai alla canna del gas, tentano di contrastare gli odiati “sovranisti” e tutti coloro che osano richiamarsi alla nostra identità per frenare l’invasione islamista che tanto piace al pensiero unico, alla partitocrazia, alla stampa di regime, ed in generale ai cosiddetti “poteri forti”.

Il passo successivo

Gli spalancatori di frontiere multikulti, non contenti di cancellare le nostre radici giudaico-cristiane – perché “bisogna aprirsi”, perché i finti rifugiati con lo smartphone di religione islamica (quanti i seguaci dell’Isis?) non devono venire offesi dalle nostre croci e dalle nostre chiese – adesso compiono il passo successivo. Ovvero, tentano di taroccarle: ma quali radici giudaico-cristiane, in realtà le nostre sono musulmane!

E quindi – questo lo scopo politico dello studio farlocco – avanti con l’invasione, avanti col multikulti, facciamo entrare tutti, introduciamo la sharia!

Alla larga

Che l’UE sperperi i soldi dei contribuenti non per risolvere i gravi problemi da cui è afflitta l’Europa (dis)unita ma per commissionare simili studi pilotati finalizzati a giustificare l’invasione, è l’ennesimo scandalo che dimostra che da simile euro-foffa dobbiamo stare più alla larga possibile.Altro che permettere ai funzionarietti di Bruxelles di comandare in casa nostra tramite lo sconcio accordo quadro istituzionale che tanto piace alla partitocrazia ed al ministro degli esteri italo-svizzero KrankenCassis (PLR)!

Non solo l’accordo quadro non va firmato, ma vanno disdetti i trattati-capestro oggi in vigore. A partire dalla devastante libera circolazione delle persone. A maggior ragione adesso che è chiara l’intenzione dell’UE: accogliere tutti i migranti economici islamici, dato che avremmo le stesse radici! $ignori, ma chi pensate di prendere per i fondelli?

Regali miliardari?

Il bello è che, secondo il triciclo PLR-PPD-P$$, noi svizzerotti dovremmo addirittura regalare a Bruxelles 1.3 miliardi di franchi, “ovviamente” senza uno straccio di contropartita, ma solo per “oliare”, ovvero per “rabbonire” i padroni europei. Così magari i nostri soldi potranno venire dilapidati per finanziare altri studi taroccati volti a giustificare “storicamente e scientificamente” (?) l’invasione? Qui qualcuno si è proprio bevuto il cervello!

Lorenzo Quadri

UE: ricattini ed elemosine

Gli eurobalivi continuano a prenderci per i fondelli. Ma a Berna non se ne accorgono

 

Per l’equivalenza della borsa le soluzioni si trovano. Ma se caliamo le braghe sulla nostra sovranità, non ci sarà ritorno

Proseguono i giochetti di Bruxelles sull’equivalenza della borsa svizzera, che gli eurobalivi intendono riconoscere solo fino a fine anno. Adesso spunta la proroga di sei mesi (che peraltro è solo un’ipotesi sul tavolo, non una decisione). Questi eurofalliti pensano di ricattarci con l’equivalenza della borsa, che però si dimostra sempre più un petardo bagnato visto che le alternative esistono eccome. E poi questi funzionarietti, che ci ricattano, hanno ancora il coraggio di parlare dello sconcio accordo quadro istituzionale come di un “accordo di amicizia” (citazione dal presidente della Commissione UE, il “diversamente sobrio” “Grappino” Juncker)? L’amicizia è tutt’altra cosa ed i camerieri bernesi di Bruxelles faranno bene a scendere dal pero che è ora!

Petardo bagnato

Pur consapevoli che usare a scopi ricattatori l’equivalenza della borsa è un petardo bagnato, gli eurobalivi insistono. Gli svizzerotti sono abituati a calare le braghe, sicché… avanti!

Oltretutto costoro, con la boria che li contraddistingue, pensano ancora di fare i grandi offrendo (?) la proroga di 6 mesi dell’equivalenza della borsa svizzera. Di fatto un’elemosina.

 Una schifezza

Questi ricatti grandi e piccoli mirano a farci concludere lo sconcio accordo quadro istituzionale, quello che il Consiglio federale ha mandato in consultazione, non avendo gli attributi per dire di no. Perché, come scritto la scorsa settimana, il trattato giunto sul tavolo del Consiglio federale è una sconcezza: se ne è accorto perfino il presidente uscente della Confederella, kompagno Alain Berset, che infatti venerdì ha dichiarato che “sarà difficile far accettare l’accordo quadro”.

Ed infatti le linee rosse, cosiddette invalicabili, sono state miseramente calpestate senza remora alcuna. L’accordo prevede la rottamazione delle misure accompagnatorie alla devastante libera circolazione delle persone e l’applicazione in Svizzera della direttiva UE sulla cittadinanza (ovvero: immigrati comunitari all’assalto del nostro Stato sociale; ed inoltre impossibilità di espellere i delinquenti stranieri se questi sono cittadini UE). Il trattato è un’oscenità, però l’ex partitone, in evidente stato confusionale (troppi aperitivi pre-natalizi?) ha avuto  il coraggio di parlare di un “successo” del suo ministro degli esteri (ex) doppiopassaporto KrankenCassis. Se questo è un successo, figuriamoci i flop!

 L’interesse di chi?

E’ evidente che un simile accordo ciofeca non è nell’interesse della Svizzera. L’insistenza con cui gli eurobalivi pretendono di imporcelo, a suon di ricatti, ben dimostra a che interessi risponde: a quelli della fallita UE. Sicuramente non ai nostri.

E mentre a Bruxelles va in scena il desolante teatrino dei ricatti e delle elemosine, alti papaveri PPDog e liblab vengono a raccontarci la fetecchiata epocale che dovremmo regalare 1.3 miliardi alla fallita UE “per oliare”.

Che vadano affan…

Una cosa è certa: gli eurobalivi ed i loro ricattini possono andare affandidietro. Per la questione dell’equivalenza della borsa, troveremo senz’altro delle soluzioni. Ma, se caliamo le braghe sulla nostra sovranità, non ci sarà ritorno.

Su un piatto della bilancia ci sono accordi economici vantaggiosi per pochi danarosi esponenti della casta (Economiesuisse e compagnia cantante). Sull’altro la nostra sovranità, la nostra indipendenza, i nostri diritti popolari. Col piffero che si sacrifica la Svizzera sull’altare del borsello rigonfio di pochi!

Lorenzo Quadri

 

La panna montata sulla non-notizia

I camerieri dell’UE in Consiglio federale non ne vogliono sapere dell’iniziativa contro la libera circolazione? E allora? Cosa c’è di soprendente?

Il Consiglio federale, come da copione, nei giorni scorsi ha strillato il proprio njet all’iniziativa popolare contro la devastante libera circolazione delle persone. E naturalmente la stampa di regime è corsa subito a scriverci i titoloni di prima pagina!

L’obiettivo è sempre il medesimo: fare il lavaggio del cervello ai cittadini! Dare il massimo risalto alla consueta manfrina pro-frontiere spalancate prodotta dai camerieri dell’UE in Consiglio federale. Ovvio che costoro dicano di no alla fine della devastante libera circolazione delle persone: dopo anni ed anni di martellante propaganda, di lavaggio del cervello e di terrorismo di regime per introdurla e conservarla, cos’altro potevano raccontare i tapini?

Sempre contro i cittadini

Ancora una volta, tuttavia, il disprezzo della casta nei confronti della volontà popolare emerge con prepotenza. Infatti, ma guarda un po’, il 9 febbraio 2014 la maggioranza degli Svizzeri votò  l’iniziativa “contro l’immigrazione di massa”. Essa avrebbe dovuto portare o ad una disdetta, o ad una ridefinizione della devastante libera circolazione delle persone. Invece, come ben sappiamo, niente di tutto questo è accaduto. Sotto le cupole federali, il triciclo PLR-PPD-P$$ ha cancellato il voto popolare sgradito.

Di conseguenza, per rispetto della volontà popolare espressa ormai quasi 5 anni fa, il Consiglio federale avrebbe dovuto quanto meno accompagnare il proprio njet ad un controprogetto. Ma poco cambia.

Anche il parlamento…

Non c’è bisogno del Mago Otelma per prevedere che, dopo lo scontato njet del governicchio federale, arriverà quello – altrettanto scontato – della partitocrazia in Parlamento. Ovvio: se, a chi ha istericamente voluto la libera circolazione delle persone e continua a difenderla per tornaconto suo e/o dei suoi padroni, si va a chiedere se vuole abolirla, quale risposta ci si può attendere se non un no?

Scontato che anche su questi futuri njet annunciati la stampa di regime correrà, munita di robusti frullini, a montare la panna, fino a farla diventare burro. Malgrado si tratti, come detto, di non notizie.

L’importante è comunque che:

  • Nessuno si sogni di ritirare l’iniziativa calando le braghe davanti alla casta! Del resto, per i promotori sarebbe un autogoal deleterio in termini di credibilità. Se si crede in una battaglia, la si combatte fino in fondo. Quale che sia l’esito.
  • Sull’iniziativa voterà il popolo. E allora vedremo chi vuole continuare con: invasione da sud, dumping salariale, delinquenza d’importazione, aria impestata, viabilità a ramengo, eccetera eccetera! Il caso Brexit dimostra che senza devastante libera circolazione, quindi riprendendo il controllo dell’immigrazione, non solo si può vivere bene; si vive molto meglio!

Lorenzo Quadri

Accordo quadro: come al solito, chinati a 90 gradi!

Confermate le peggiori previsioni: col trattato coloniale si svende la Svizzera!

Altro che “negoziazione”, è una capitolazione su tutta la linea. Ma il governicchio federale non ha il coraggio né di respingere l’immonda ciofeca, né di decidere alcunché. Ed intanto l’ex partitone, in evidente stato confusionale (troppi aperitivi pre-natalizi?), blatera di “successo”. La risposta della Lega alla consultazione è già pronta: e sarà un bel “vaffa”!

Come c’era da attendersi, lo sconcio accordo quadro istituzionale che sarebbe stato negoziato dal consigliere federale PLR (ex) doppiopassaporto Ignazio KrankenCassis e dai suoi burocrati è una vera ciofeca.

Già parlare di una “negoziazione” è una presa per i fondelli. Altro che negoziazione. Questa è la solita capitolazione su tutta la linea. Braghe calate ad altezza caviglia!

Accordo coloniale

L’accordo quadro giunto sul tavolo dei camerieri bernesi di Bruxelles è un trattato coloniale. Come abbiamo detto e scritto più volte: la pietra tombale sulla nostra sovranità.  Contiene tutto quello che gli eurobalivi volevano che contenesse.  E le famose linee rosse sulla protezione dei lavoratori e sulla direttiva UE sulla cittadinanza? Finite nel water in tempo di record, come c’era da attendersi. Di linea rossa non ne è stata rispettata mezza!

Lo sconcio accordo quadro contiene:

  • Ripresa dinamica cioè automatica del diritto UE
  • Giudici stranieri
  • Smantellamento delle misure accompagnatorie alla libera circolazione delle persone
  • Ripresa della direttiva UE sulla cittadinanza: obbligo di mantenere ad oltranza gli immigrati nel nostro stato sociale se sono cittadini comunitari ed impossibilità di espellere gli stranieri UE che delinquono.
  • Eccetera eccetera.

Rottamazione della sovranità

Se lo sconcio accordo quadro istituzionale dovesse entrare in vigore, a dettar legge in Svizzera in materia di libera circolazione delle persone con tutti i suoi annessi e connessi, di trasporti aerei e terrestri, di ostacoli tecnici al mercato ed all’agricoltura, saranno i funzionarietti dell’UE. E a decidere in caso di controversie saranno giudici stranieri (la corte arbitrale farlocca non può statuire sull’applicazione del diritto UE; su di esso, infatti, decide solo la Corte europea di giustizia). Non è finita: lo sconcio accordo quadro si estenderà anche a futuri trattati tra la Svizzera e l’UE, ad esempio quello sull’accesso al mercato dell’elettricità.

Se questa non è la rottamazione della sovranità e dell’indipendenza elvetica, diteci di cosa si tratta! I nostri antenati che si sono battuti per la libertà del paese si rivoltano nella tomba. Il triciclo PLR-PPD-P$$ sta distruggendo la Svizzera.

Braghe calate

Altro che “negoziare”! Il ministro degli esteri binazionale si è chinato a 90 gradi davanti a Bruxelles. Ormai siamo diventati lo zerbino dell’UE. E’ evidente che con un simile accordo-ciofeca il Consiglio federale perde la faccia (quel poco che ancora restava) davanti ai cittadini. Aveva promesso “linee rosse invalicabili” ed invece le ha valicate tutte, dalla prima all’ultima. Se questo governicchio federale di quaquaraquà avesse avuto un minimo di decenza (chiaramente è chiedere troppo) avrebbe respinto al mittente la sconcezza giunta sui suoi tavoli riccamente intarsiati. Invece non ha avuto il coraggio di farlo. Ma non ha neanche avuto quello di dire di sì, malgrado evidentemente non stia nella pelle dalla voglia di accondiscendere su tutta la linea. Però le elezioni federali si avvicinano, per cui…

Anche codardi

Sicché, cosa hanno fatto i camerieri di Bruxelles?  Hanno mandato l’accordo in consultazione, per scappare pavidamente dalle proprie responsabilità. Non avendo gli attributi per decidere, fanno decidere ad altri. Non solo asserviti, ma anche codardi.

E l’ex partitone, manifestamente in stato confusionale, ha ancora il coraggio di definire un “successo di Cassis” questo sfacelo su tutta la linea?Ormai i tapini non sanno più cosa inventarsi per difendere l’indifendibile.

La risposta della Lega alla consultazione sullo sconcio accordo quadro, comunque, è già pronta: e sarà un bel “vaffa!”.

E, se la partitocrazia dovesse approvare l’accordo capestro, il referendum è garantito!

Lorenzo Quadri

 

L’UE ci discrimina e noi le regaliamo 1.3 miliardi!

“Grazie” al triciclo PLR-PPD-P$$ al Consiglio degli Stati, lo sfacelo è ormai completo

Mercoledì gli eurobalivi annunciano che l’equivalenza della Borsa svizzera non verrà riconosciuta dopo il 31 dicembre. Giovedì i “senatori” si chinano a 90 gradi e decidono di regalare all’UE 1.3 miliardi. In qualsiasi altra parte del mondo, la gente sarebbe già scesa in piazza con i forconi

Come volevasi dimostrare, non c’è limite al peggio e nemmeno al calabraghismo del triciclo PLR-PPD-P$ davanti ai suoi padroni di Bruxelles.

Giovedì il Consiglio degli Stati è riuscito a votare a favore del versamento del cosiddetto “miliardo di coesione”. Che non è un miliardo, bensì un miliardo ed un terzo; e che non è nemmeno il primo che paghiamo alla fallita UE.

Altro che “oliare”…

Questa cifra enorme, naturalmente di proprietà dei cittadini svizzeri, verrebbe versata senza uno straccio di obbligo, né di contropartita.  Ormai, i politicanti non tentano nemmeno più di far credere alla fregnaccia che questi versamenti scriteriati avrebbero un qualche riscontro positivo concreto per la Svizzera. E’ universalmente ammesso che non ce ne sarebbe l’ombra. Si tratta semplicemente di fare una marchetta a Bruxellesaffinché ci “tratti con fair play”. In altre parole, un pizzo mafioso.

Come ha spiegato il senatore PPD Pippo Lombardi – che con il suo voto determinante ha fatto accettare il contributo di coesione dalla Commissione di politica estera del Consiglio degli Stati, da lui presieduta – si tratta “oliare certi meccanismi”.

E questi sarebbero i nostri partner contrattuali? Gente a cui dobbiamo pagare dei pizzi? Ma mandiamoli affanc! E invece no: come al solito, gli svizzerotti si chinano a 90 gradi.

La clausola-barzelletta

In sprezzo del ridicolo, e pensando che la gente sia scema, il Consiglio degli Stati si è inventato una risibile clausola per vincolare il versamento della maxi-marchetta miliardaria alla “non discriminazione” della Svizzera da parte dell’Unione europea. Certo, come no. E’ evidente che, qualora il triciclo PLR-PPD-P$$ decidesse di pagare il pizzo all’UE (perché davanti a Bruxelles “dobbiamo” calare le braghe, sempre e comunque) non ci sarà nessuna retromarcia. Qualsiasi cosa accada. Ogni ipotesi di blocco del pagamento – dice niente il tormentone sui ristorni dei frontalieri? – verrebbe immediatamente affossata dalla partitocrazia, che farebbe sfoggio del  consueto terrorismo di regime. Verrebbe agitato lo spettro di chissà quali spaventose ritorsioni nel caso in cui gli svizzerotti decidessero di fare uno sgarbo a Bruxelles e blablabla.

Discriminati di nuovo!

A rendere la nuova calata di braghe ancora più sconvolgente, il fatto che essa è giunta proprio all’indomani dell’ennesima discriminazione contro la Svizzera decisa a Bruxelles.Infatti l’UE non intende riconoscere l’equivalenza della borsa elvetica dopo il 31 dicembre.

Dunque: mercoledì arriva la nuova discriminazione degli eurobalivi nei nostri confronti. E, il giorno dopo, come reagiscono i camerieri dell’UE al Consiglio degli Stati, esponenti ticinesi compresi? Invece di bocciare all’unanimità il pagamento del pizzo, decidono di versarlo! Da restarci di melma. Una cosa del genere non accadrebbe da nessuna parte al mondo. Poi, forse pensando di salvarsi la faccia, gli illustri senatori si mettono a  blaterare della patetica “clausola di correttezza” di cui sopra. Una clausola che è una vera presa per i fondelli. Del tutto priva di qualsiasi effetto pratico, serve solo ad evitare che la gente scenda in piazza con i forconi, vedendo come i suoi sedicenti “rappresentanti” vogliono gettare nel water 1.3 miliardi di franchi dei loro soldi. Soldi che farebbero assai comodo nelle casse dell’AVS, tanto per fare un esempio.

I balivi se la ridono

I balivi di Bruxelles se la ridono a bocca larga. Fare fessi gli svizzerotti è più facile che rubare le caramelle ad un bambino. Il bello è che tra qualche mese questi signori della partitocrazia che ogni giorno svendono la Svizzera e la trasformano nello zimbello d’Europa, avranno ancora il coraggio di mettere fuori la faccia per elemosinare voti.

Lorenzo Quadri

Accordo quadro con l’UE: la calata di braghe è totale

L’indiscrezione-horror: KrankenCassis (PLR) avrebbe cancellato tutte le linee rosse!

 

In Consiglio federale già venerdì? Frena Ugo! E’ chiaro che non si decide proprio un bel niente con due “ministri” (Doris e “Leider” Ammann) che tra un mesetto non saranno nemmeno più in carica!

Come avevamo ampiamente previsto! Il ministro degli esteri KrankenCassis (PLR), ha calato le braghe sulle famose linee rosse dell’ accordo quadro con l’UE. Sarebbe questo il “buongoverno” dell’ex partitone?

Stando a quanto pubblicato dal TagesAnzeiger (non dal Mattino populista e razzista) il Consigliere federale (ex) doppiopassaporto avrebbe trasmesso ai colleghi una proposta di accordo quadro con l’UE di una sconcezza totale.

Altro che rispetto delle linee rosse: sarebbe prevista la calata di braghesulle misure accompagnatorie (dimezzamento da 8 a 4 giorni del periodo di notifica per i padroncini UE) come pure sulla direttiva degli eurobalivi sulla cittadinanza! Ecco come i camerieri di Bruxelles in Consiglio federale rispettano le promesse fatte! Inoltre, questo è solo ciò che è trapelato. Poco ma sicuro che i piegamenti a 90 gradi davanti agli eurofunzionaretti non sono finiti.

Criminali stranieri

La direttiva UE sulla cittadinanza, lo ricordiamo, ci impedirebbe di espellere i delinquenti stranieri se sono cittadini comunitari e ci costringerebbe ad allargare ancora di più i cordoni della borsa per mantenere gli immigrati UE nel nostro Stato sociale. Avanti così, facciamoci sfruttare da tutti!

Il bello è che il buon Cassis prima aveva tentato di far credere che la direttiva sulla cittadinanza non facesse parte dello sconcio accordo quadro istituzionale, poi si è inventato la  fandonia della “linea rossa” e adesso, naturalmente, arriva la capitolazione!

E cosa ne pensano i $ocialisti – quelli che vogliono l’adesione della Svizzera all’UE – della rottamazionedi quelle misure accompagnatorie con cui si sono sciacquati la bocca per anni? Per l’ennesima volta il P$ (Partito degli Stranieri) anteporrà il servilismo nei confronti di Bruxelles alla protezione dei lavoratori?

Non è finita

Ovviamente l’inverecondo accordo quadro istituzionale, un vero e proprio accordo-capestro che costituirebbe la pietra tombale sulla nostra sovranità, oltre alla FINE delle misure accompagnatorie e al Diktat UE sulla cittadinanza ci imporrebbe tra l’altro: la ripresa dinamica ovvero automatica del diritto comunitario, i giudici stranieri, l’invasione di TIR UE da 60 tonnellate, la fine delle banche cantonali con garanzia dello Stato, eccetera eccetera!

Fuori di testa

Anche la tempistica con cui si pretenderebbe (ma col piffero!) di sottoscrivere l’osceno accordo quadro è delirante. Secondo il TagesAnzeiger, il dossier dovrebbe arrivare sui tavoli del governicchio federale già venerdì. Ma qui qualcuno è fuori come un terrazzino!

Tanto per cominciare: in Consiglio federale ci sono due partenti, ovvero la Doris uregiatta ed il liblab “Leider” Ammann. I quali, poco ma sicuro, sosterrebbero la svendita della Svizzera proposta da KrankenCassis. Peccato che l’allegro duetto abbia già le valigie in mano! Ed è evidente che a decidere su un tema della massima importanza per il futuro del Paese non possono essere due Consiglieri federali che tra un paio di settimane non saranno più in carica! Ma stiamo scherzando?

Ad avere già un piede fuori dalla porta, comunque, sono anche i funzionarietti di Bruxelles, a partire dal “diversamente sobrio” Jean-Claude “Grappino” Juncker. In primavera, con le elezioni europee, questa foffa verrà spazzata via con un colpo di spugna. E’ quindi ovvio che con la fallita UE non si sottoscrive nessun accordo; men che meno adesso! In un normale collegio governativo, le obbrobriose proposte del ministro degli esteri PLR – ecco i grandi statisti che l’ex partitone regala al Paese! Complimenti! – verrebbero cestinate nel giro di tre secondi netti.

Ma purtroppo nel caso concreto stiamo parlando di un gremio di camerieri di Bruxelles. Gente capace di dar via 1.3 miliardi di Fr dei nostri soldi agli eurofalliti senza uno straccio di obbligo né di contropartita, ma soltanto perché “bisogna oliare”. Sicché ci si può solo attendere il peggio.

Lorenzo Quadri

L’Area Schengen è morta e sepolta: la rivolta del Nord

Di scadenza in scadenza, i controlli sui confini vengono prorogati ad oltranza

 

Certo che siamo proprio fessi! La partitocrazia PLR-PPD-P$ ha accettato il diktat dell’UE contro le armi dei cittadini onesti, malgrado sia contrario alle nostre leggi, alle nostre tradizioni ed alla nostra volontà popolare. L’indecente calata di braghe è stata giustificata, come al solito, col ricatto. Se non accettiamo, hanno a lungo blaterato i politicanti del triciclo, “la permanenza della Svizzera nello Spazio Schengen è a rischio”(uhhh, cha pagüüüraaa!). Da qui lo slogan populista: “dobbiamo salvare Schengen!”.

I controlli restano

Complimenti, soldatini della casta, proprio una bella pensata: l’ennesima. Infatti Schengen è già morto e sepolto. Gli svizzerotti sono tra i pochi che si ostinano a mantenere le frontiere spalancate. Germania, Austria, Danimarca, Svezia e Norvegia nel 2015 a causa del caos asilo (grazie Anghela Merkel!) hanno temporaneamente (?) reintrodotto i controlli ai confini. Il termine per smantellarli scadeva la scorsa settimana. Eppure stranamente, per la serie “ma tu guarda i casi della vita”, nulla è successo. I paesi in questione hanno annunciato che i controlli resteranno in vigore per altri sei mesi. Scaduti i quali, non ci vuole una grande fantasia per immaginarlo, verranno ancora una volta prolungati. E così via. La Francia, dal canto suo, ha fatto sapere ad ottobre che la sua proroga scadrà ad aprile (di quale anno?). Il tutto per la gioia del “diversamente sobrio” presidente in scadenza della Commissione UE Jean-Claude “Grappino” Juncker (quello che si presenta alle conferenze stampa con una scarpa blu ed una marrone; probabilmente a causa della nota “sciatica”).

Se anche loro…

L’accordo di Schengen e le frontiere spalancate, che dovrebbero essere delle vacche sacre della (fallita) Unione europea, appartengono ormai al passato. Non ci crede più nessuno. Passi i famigerati e vituperati paesi del blocco Visegrad. Ma se perfino Francia e Germania non ne vogliono sapere di dismettere i controlli “temporanei” sul confine, vuol dire che l’Unione europea ha davvero un piede nella fossa.

Gli unici servi

E chi sono gli unici che ancora si fanno “schiacciare gli ordini” dai funzionarietti di Bruxelles a cui ormai nessuno dà più retta? Gli svizzerotti. Succubi e proni al punto non solo da chinarsi a 90 gradi davanti ad ogni diktat comunitario senza neanche essere paese membro, ma addirittura da voler REGALARE 1.3 MILIARDI all’UE perché – come hanno spiegato in coro l’Eurosenatore PPD Pippo Lombardi ed il presidente dell’ex partitone Bixio Caprara – “bisogna oliare”. Ma oliare cosa, che presto non ci saranno più gli ingranaggi e nemmeno la macchina??

Anche il Gigi di Viganello si è accorto che siamo molto più “in Europa” noi dei paesi del blocco Visegrad, che pure sono  Stati membri. Chi ringraziare per questo scempio lo sappiamo benissimo: l’establishment internazionalista, che  è la rovina della Svizzera.

Lorenzo Quadri

Regalo miliardario all’UE: La farsa della partitocrazia

I politicanti adesso fingono di tirare il freno a mano; in realtà fanno il contrario!

 

Prosegue il teatrino dei pupi del triciclo spalancatore di frontiere! Adesso la Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati (uella) propone di sospendere l’esame del messaggio governativo sul “miliardo di coesione” fino a quando non saranno stati fatti dei passi avanti (?) nei rapporti con l’UE.

Come noto il Consiglio federale ha deciso, senza alcun motivo, di confermare il regalo di 1.3 miliardi di franchetti agli eurofalliti, naturalmente senza uno straccio di contropartita e senza nessun obbligo. Adesso le elezioni federali si avvicinano. Ed ai rappresentati del triciclo alle Camere federali comincia a venire fredda la camicia. Chiaro: i parlamentari devono farsi eleggere dal popolazzo. Altrimenti, addio cadrega. Non come i camerieri di Bruxelles in CF che rimangono in carica fino a quando non decidono graziosamente di levarsi dalle scatole.

Sicché gli illustri Senatori, sentendosi traballare le imbottite poltrone sotto le terga, adesso fingono di voler bloccare il versamento dello scandaloso regalo a Bruxelles.

Certo, come no! Questi esponenti del triciclo PLR-PPD-P$$ hanno sempre calato le braghe davanti ad ogni pretesa in arrivo dagli eurofalliti. Se qualcuno immagina che bloccheranno il versamento degli 1.3 miliardi, farà meglio a tornare sulla terra.

La condizione

Già, perché a cosa vincolano il proprio nullaosta i Consiglieri agli Stati? A dei passi avanti con l’UE. Il che, tradotto, può significare una cosa sola: sottoscrizione dello sconcio accordo quadro istituzionale. Quello che ci imporrà i Diktat dell’UE ed i giudici stranieri.

Hai capito come la partitocrazia prende i cittadini per i fondelli? Facendo la vocina grossa sul regalo da 1.3 miliardi finge di difendere gli interessi della Svizzera, quando invece fa proprio il contrario. Perché è evidente che il triciclo alla fine deciderà di pagare eccome. Anzi, lo stop sul contributo di coesione serve ad accelerare le trattative sull’accordo istituzionale capestro.

Anche  il Gigi di Viganello ha ormai mangiato la foglia: la partitocrazia vorrebbe regalare 1.3 miliardi di franchetti del contribuente agli eurofalliti, ed in più sottoscrivere il trattato coloniale con Bruxelles!Capitolazione su tutta la linea, altro che storie!

Evidentemente non ci stiamo!

NO al miliardo di coesione, NO all’accordo quadro e SI’ all’iniziativa per l’autodeterminazione!

Lorenzo Quadri

Bruxelles vuole impedirci di espellere i criminali stranieri

L’ accordo quadro istituzionale sarebbe una manna per gli immigrati che delinquono

 

Ma nooo! Ma chi l’avrebbe mai detto! Ancora una volta i funzionarietti dell’UE ormai con le valigie in mano – in primavera verranno mandati tutti a casa – tentano di fregarci. Naturalmente con la complicità dei loro camerieri incadregati a Palazzo federale.

Continuo rilancio

E’ noto che  sono in corso le trattative (?) per la sottoscrizione dello sconcio accordo quadro istituzionale. Come detto più volte, il trattato è di tipo coloniale. Esso  ci imporrebbe non solo i Diktat dell’UE, ma anche i suoi giudici (stranieri). Il che significa: rottamazione della nostra sovranità nazionale e dei nostri diritti popolari. Solo i calabraghisti di Berna, abituati ad inchinarsi a 90 gradi davanti ad ogni cip di Bruxelles, potrebbero prendere in considerazione di sottoscrivere un accordo del genere.

Tanto più che gli eurobalivi ormai in scadenza avanzano sempre nuove pretese. Chiaro: hanno capito che gli svizzerotti fessi cedono su tutta la linea, e quindi ne approfittano per alzare l’asticella.

Fuori come un doccione

Sicché adesso si pretende pure, sempre con lo sconcio accordo quadro, che la Svizzera aderisca alla direttiva UE sulla cittadinanza.  Qui qualcuno è fuori come un doccione.

Aderire alla direttiva UE sulla cittadinanza significa che, di fatto, non potremo più espellere nessun delinquente straniero se costui è cittadino UE. Il che equivale a buttare nel waterla votazione popolare del 2010 sull’espulsione dei delinquenti stranieri (inutile dire che i legulei del Tribunale federale, esponenti del triciclo spalancatore di frontiere, già oggi si arrampicano sui vetri per non espellere nessuno). Idem con patate per gli stranieri in assistenza. In altre parole: se sottoscriviamo lo sconcio accordo quadro istituzionale non potremo più espellere né criminali UE e nemmeno cittadini UE in assistenza. Visto che l’80% degli ospiti dell’Hotel Stampa non ha il passaporto rosso, tutti questi delinquenti, a meno che siano cittadini di Stati terzi, una volta fuori di galera rimarranno sul nostro territorio, con alto rischio di recidiva. I calatori di braghe bernesi, quelli sempre chinati ad angolo retto in sprezzo del rischio di ernie del disco, non si fanno alcun problema nel sacrificare la nostra sicurezza alle loro fregole d’apertura internazionale.

Contrordine compagni!

Del resto, è evidente che i sette scienziati del Consiglio federale nemmeno sanno quello che stanno facendo. Giocano agli apprendisti stregoni. A partire dall’italo-svizzero KrankenCassis. Prima infatti per settimane hanno raccontato la storiella che la direttiva UE sulla cittadinanza non c’entra un tubo con lo sconcio accordo quadro; che è tutto un altro paio di maniche; che non è oggetto delle trattative e quindi, anche sottoscrivendo l’immondo trattato capestro, sul fronte delle espulsioni degli stranieri che delinquono o che sono  a carico del nostro Stato sociale non cambierebbe nulla.

Poi, contrordine compagni!

Adesso infatti salta fuori che la direttiva sulla cittadinanza fa parte eccome delle trattative per l’accordo quadro. Però ci si viene a raccontare che essa sarebbe, per il consiglio federale, una delle linee rosse invalicabili (come l’ormai famosa regola degli otto giorni). Ohibò, ma chi si pensa di prendere per i fondelli?

Linee rosse?

Le linee rosse invalicabili sono una barzelletta. Come il tasto reset, esse non esistono. Alla fine il Consiglio federale capitola su tutto con la scusa che bisogna “salvare” i fallimentari accordi con l’UE. E’ quindi evidente che l’Accordo quadro, oltre ai disastri già noti, ne porterà molti altri al seguito. I camerieri di Bruxelles pretendono di venderci accordi di sudditanza e sono pronti a firmarli a scatola chiusa, senza nemmeno conoscerne le conseguenze! Apperò, questi sì che sono “grandi statisti”! Peggio di così…

Il dibattito urgente

Una decina di giorni fa in consiglio nazionale si è tenuto il dibattito urgente sullo sconcio accordo quadro istituzionale. A chiederlo sono stati i gruppi Udc e P$. Ebbene, durante il dibattito vari deputati esponenti della partitocrazia eurolecchina hanno posto domande a KrankenCassis. Il tentativo era quello di fargli dire pubblicamente che la direttiva UE sulla cittadinanza non c’entra nulla con l’ accordo quadro: sono tutte balle populiste e razziste!

Il tentativo di propaganda si è però trasformato in un miserando autogoal. Infatti il ministro degli esteri binazionale nonha detto che la direttiva UE sulla cittadinanza è un tema diverso dall’accordo quadro. L’unica cosa che ha potuto fare, con grande scorno di chi lo interrogava,  è stato ripetere a più riprese la fregnaccia della “linea rossa”. A cui, come detto, non crede nessuno. Perché il Consiglio federale di linee rosse non ne ha. Non c’è un punto su cui non sia pronto ad abbassarsi i calzoni fin sotto i calcagni. Non uno! L’esperienza, purtroppo, insegna.

Quindi: accordo quadro istituzionale uguale anche obbligo di tenerci tutti i delinquenti stranieri.E poi hanno ancora il coraggio di dire che non è vero che il triciclo PLR-PPD-P$ svende la Svizzera?

Lorenzo Quadri

Armi, NO al Diktat dell’UE: il Mattino e la Lega ci sono!

Il triciclo PLR-PPD-P$$ cala (ancora) le braghe e svende la Svizzera: asfaltiamolo!

 

Non è solo una questione di colpi e di caricatori: in gioco ci sono le nostre tradizioni, la nostra sovranità, la nostra indipendenza, i nostri diritti popolari!

Il lancio del referendum (peraltro annunciato da tempo) contro il Diktat UE che vuole disarmare i cittadini svizzeri onesti è un’ottima notizia. Il Mattino e la Lega saranno della partita.

Perché quello che Bruxelles ci vuole imporre, con il vergognoso benestare della partitocrazia cameriera dell’UE,  è un Diktat antisvizzero. Un Diktat contrario alle nostre tradizioni, alle nostre leggi, alla nostra volontà popolare (espressa nel 2011), alla nostra sovranità ed alle nostre libertà. Come hanno ben spiegato i promotori del referendum, non si tratta di impegolarsi in dissertazioni tecniche sul numero di colpi che può contenere un caricatore. Il vero tema è un altro. Il vero tema è l’indipendenza della Svizzera; il futuro della nostra sovranità popolare. Siamo ancora padroni in casa nostra? Oppure la partitocrazia e la casta spalancatrice di frontiere ci hanno ridotti ad una patetica colonia di Bruxelles, che riceve ordini da un pugno di burocrati europei non eletti da nessuno, e dove il popolo “sovrano” non conta più un tubo?

Questa è la posta in gioco: il futuro della Svizzera. Di conseguenza, tutti siamo coinvolti. Non solo i tiratori, non solo i cacciatori, non solo i collezionisti di armi.

Non dimentichiamo poi che questi Diktat europei funzionano con la tattica del salame (una fetta alla volta). Si “evolvono”. Sicché gli svizzerotti vengono poi costretti ad adeguarsi ai vari sviluppi. Per la serie: “Visto che avete accettato A, adesso dovete accettare anche B, C e D, altrimenti salta tutto”. Uella! Non è così che funziona in casa nostra. Forse in quelle del diversamente sobrio “Grappino” Juncker e dei suoi tirapiedi sì. In casa nostra no. E non ci facciamo ricattare da questa eurofoffa.

Diktat inutile

Sia chiaro che la storiella della direttiva disarmista che servirebbe a combattere il terrorismo islamico (sottolineare: islamico) è una balla di fra’ Luca. La totale inutilità della direttiva a questo proposito è conclamata.

Nessuno, nei dibattiti a Berna, ha peraltro sostenuto che il Diktat di Bruxelles permetterebbe di compiere dei passi avanti nella lotta al terrorismo islamico. Una lotta che necessita di ben altri provvedimenti (che però la partitocrazia, imbesuita dal fallimentare multikulti, rifiuta di adottare; ma questo è un altro discorso). E’ anzi stato pubblicamente ammesso il contrario. L’oggetto del dibattito è uno solo: permettiamo all’UE di comandare in casa nostra  e di imporci dei Diktat antisvizzeri, oppure non glielo lasciamo fare? La risposta della Lega e del Mattino può essere una sola, chiara ed inequivocabile: NO, NO, e ancora NO! Balivi go home!

La partitocrazia cala le braghe

Il triciclo PLR-PPD-P$, invece, ha calato le braghe per l’ennesima volta: sembra non saper fare altro. E adesso tenta, goffamente, di giustificarsi venendo a raccontarci la fregnaccia dei fallimentari accordi di Schengen che sarebbero messi in pericolo (uhhh, che pagüüüraaa!) da un njet elvetico alla direttiva disarmista. Fregnaccia più penosa non la potevano inventare. Come se Bruxelles si sognasse di espellere la Svizzera da Schengen! Ma va là! Senza contare che, se gli accordi di Schengen, oltre che impedirci di difendere i nostri confini, ci riducono in schiavitù, è un bene che saltino.

Comunque, il triciclo PLR-PPD-P$ alle Camere federali il prossimo autunno i voti per conservare le cadreghe farà meglio ad andare a chiederli direttamente a Bruxelles. Non certo ai cittadini elvetici, visto che ha smesso di rappresentarli da un pezzo.

Tutti a firmare il referendum contro il Diktat degli eurofalliti! Asfaltiamo, ancora una volta, la partitocrazia serva della DisUnione europea! Il formulario per la raccolta firme verrà pubblicato anche sul Mattino a partire da domenica prossima: da ritagliare, compilare e spedire.

Lorenzo Quadri

 

 

Vergogna! Ve lo diamo noi il regalo da 1.3 miliardi all’UE!

Servi di Bruxelles fuori di cranio: vogliono donare i nostri soldi a chi ci ricatta!

Ah ecco, questa ci mancava! I camerieri bernesi dell’UE, malgrado due su sette (Doris uregiatta e “Leider” Ammann) abbiano già un piede fuori dalla porta, insistono: gli svizzerotti devono regalare 1.3 miliardi di Fr a Bruxelles come contributo di coesione! Li devono versare senza avere alcun obbligo e senza uno straccio di contropartita! Così, perché i soldi del solito sfigato contribuente vanno gettati al vento! Soldi di tutti, soldi di nessuno!

Il ricattino

Il bello è che, secondo le geniali pensate del Consiglio federale, noi dovremmo donare 1,3 miliardi dei nostri soldi ad un’unione europea fallita e che ci ricatta a giorni alterni, nel tentativo di ridurci ad una sua colonia! Vedi ad esempio le recenti esternazioni dell’eurofunzionarietto Johannes Hahn (Johannes chi?).

Costui, malgrado abbia, come tutta l’attuale e pessima commissione europea, già le valigie in mano, perché la prossima primavera andranno tutti A CASA, si permette addirittura di minacciarci, o di proferire quella che, secondo lui, dovrebbe essere una minaccia. Ovvero: “Senza l’ accordo quadro istituzionale non ci sarà nessun altro trattato tra Svizzera ed UE”!Uhhh, che pagüüüraaa!

Con la fallita DisUnione europea, nel caso non lo si fosse capito, non dobbiamo più sottoscrivere nessun accordo. Dobbiamo semmai cominciare a disdire quelli in essere. A cominciare dalla libera circolazione delle persone!

Invece no: i servi bernesi di Bruxelles vogliono regalare i nostri soldi agli eurofalliti per agevolare la conclusione dell’accordo quadro istituzionale. Ovvero di quell’accordo che ci imporrà le leggi ed i giudici dell’UE! E dire che nel 1291 il patto tra i cantoni primitivi venne concluso proprio per opporsi ai giudici stranieri… Se potessero vedere lo scempio che la partitocrazia eurolecchina sta facendo del paese che hanno costruito, i nostri antenati si rivolterebbero nella tomba.

Ci terremo i delinquenti stranieri

Da notare che lo sconcio accordo quadro istituzionale ci impedirebbe anche di espellere i delinquenti stranieri, se questi sono cittadini UE. Alla faccia della votazione popolare del 2010. L’oscenità avverrebbe tramite il recepimento della direttiva UE sulla cittadinanza.

Fino all’altro giorno, ci si veniva a raccontare che questo non è tema dell’accordo quadro istituzionale, sono tutte balle populiste! Invece, nel dibattito d’attualità sull’accordo quadro tenutosi giovedì in Consiglio nazionale, il ministro degli esteri (ex) doppiopassaporto Ignazio KrankenCassis ha cambiato versione. A domanda esplicita, tra i consueti fumogeni ha dichiarato che la questione della cittadinanza UE sarebbe “una linea rossa”. Ovvero: fa parte eccome dello sconcio accordo quadro istituzionale, ma è un punto su cui il Consiglio federale non sarebbe disposto a cedere. E qui ci sganasciamo dalle risate. Perché di punti su cui il CF non sarebbe disposto a cedere, lo ha capito anche quello che mena il gesso, non ce ne sono. Le linee rosse del governicchio federale non sono affatto tali: lo si è ben visto con la regola degli otto giorni.

Ennesima dimostrazione che lo sconcio accordo quadro istituzionale sarebbe la tomba della nostra sovranità e dei nostri diritti popolari. Fior di decisioni dei cittadini verrebbero cancellate con un colpo di spugna.

Sicché: NO al regalo da 1.3 miliardi all’UE e NO all’accordo quadro! Su questi temi l’ultima parola spetta al popolo. Non certo ai camerieri bernesi dell’UE, due dei quali ormai scaduti. E’ chiaro il messaggio o ci vuole un disegno?

Lorenzo Quadri

Nuovo ricatto di Bruxelles: Berna, come al solito, tace

L’eurofunzionarietto con le valigie in mano si permette di minacciarci: ma vaffan…!

Certo che agli eurofalliti la faccia di tolla non manca mai, neppure l’arroganza e ancora meno la boria!

L’ultima penosa sbroccata l’abbiamo sentita proprio ieri. Tale Johannes Hahn (Johannes chi?), commissario europeo, ha rilasciato la seguente dichiarazione minatoria all’indirizzo dei camerieri bernesi dell’UE: “Senza l’accordo quadro istituzionale non ci sarà nessuna nuova intesa”.Uhhh, che pagüüüraaa!

E’ il colmo: questi balivi di Bruxelles hanno già le valigie in mano. Tra sette mesi saranno tutti a casa, spazzati via dalle elezioni europee. Però si immaginano ancora di poter fare la voce grossa. E di farla con chi? Naturalmente con gli svizzerotti, che calano sistematicamente le braghe! Vedi, per citare solo un esempio recente, la vergognosa calata di braghe del parlamento federale sul Diktat disarmista dell’UE!

Non ancora contento, il Johannes ha pure dichiarato che con l’accordo quadro istituzionale verranno cancellate le misure accompagnatorie alla devastante libera circolazione delle persone. E adesso, $inistrati internazionalisti eurolecchini, come la mettiamo?

Posizioni chiare

Degli squallidi ricatti di questi funzionarietti di Bruxelles non eletti da nessuno ed ormai politicamente morti, ne abbiamo piene le scuffie.

Come ne abbiamo piene le scuffie di questa fallita Unione europea che, mentre negli Stati membri perde terreno ogni giorno che passa, pretende di comandare in casa nostra!
Il Giuànn (Johannes) dice che senza lo sconcio accordo quadro istituzionale (quello che ci imporrebbe leggi e giudici stranieri) non ci saranno altri trattati tra la Confederella e l’UE? Benissimo! Non aspettavamo altro! Infatti con la Disunione europea non dobbiamo più firmare nessun accordo, di nessuno tipo! Anche perché poi questi accordi vengono utilizzati come cavalli di Troia per assoggettarci sempre di più. Infatti, il trattato viene poi “sviluppato” e gli svizzerotti  ricattati: se non accettate la nuova evoluzione salta tutto. Ed i camerieri bernesi dell’UE corrono terrorizzati ad inchinarsi a 90 gradi!

Quindi, “caro” Giuànn: visto che le posizioni sono chiare, chiudiamo subito la vertenza. Nessun nuovo accordo  tra Svizzera ed UE ed inizio della Swissexit, ovvero disdetta dei trattati attuali. A partire da quello sulla libera circolazione delle persone.

Naturalmente, mentre i funzionarietti di Bruxelles in scadenza si permettono di ricattarci, da Berna non giunge alcuna reazione. Nessun meritatissimo “Vaffa”. Macché. Citus mutus. I pavidi esponenti del governicchio federale tacciono. Poi ci chiediamo come mai questo Paese va sempre peggio.

Lorenzo Quadri

Armi: senza referendum andrà a finire in schifìo

Diktat disarmista dell’UE: è gara tra Nazionale e Stati a chi cala le braghe più in basso

 

Prosegue la calata di braghe ad altezza caviglia davanti al Diktat UE contro le armi dei cittadini onesti. Quel Diktat inventato dagli eurofalliti con la scusa di combattere il terrorismo islamico. Quando è chiaro come il sole che non impedirà un solo attentato. Perché i terroristi islamici – sottolineare: islamici – non si servono certo di armi da fuoco legalmente dichiarate. Anzi, le armi da fuoco non le usano proprio. Abbiamo visto che le modalità sono ben altre (veicoli lanciati sulla folla, coltelli, eccetera).

Già l’inutilità accertata della normativa avrebbe dovuto portare alla sua rottamazione. Magari accompagnata da doverose scuse. Ma questo, va da sé, non accade. Perché il vero bersaglio del Diktat degli eurobalivi non è il terrorismo islamico. Sono le armi dei cittadini onesti. La casta spalancatrice di frontiere ha sempre considerato i cittadini dei nemici. Infatti vuole disarmarli. E vuole anche esautorarli: vedi i recenti attacchi frontali ai diritti popolari. Il popolazzo (che vota sbagliato) va ridotto al silenzio! Decide un cerchio magico di burattini non eletti da nessuno!

Le balle della partitocrazia

Come sappiamo, la direttiva disarmista dei balivi di Bruxelles è contraria alla legge svizzera, alle nostre tradizioni, alla volontà popolare (votazione del febbraio 2011). Ed è pure inutile. Quindi, per quale cavolo di motivo si perde tempo a discutere? Una simile ciofeca va respinta al mittente senza ulteriori commenti. Invece cosa succede? Succede che il Consiglio degli Stati , i $ignori Senatori (uella), sono riusciti nella strabiliante impresa di calare le braghe ancora più in basso di quanto fatto dalla maggioranza del Consiglio nazionale, asfaltando i pochi miglioramenti introdotti dalla Camera bassa alla proposta governativa. Il tutto per la massima goduria dei camerieri dell’UE in Consiglio federale. A cominciare dalla ministra del “devono entrare tutti” kompagna Simonetta Sommaruga e dall’italo-svizzero KrankenCassis. Da restarci di palta. E come si spiega una simile aberrazione? Il mantra della partitocrazia è diventato: “bisogna (?) salvare gli accordi di Schengen”! E quindi “dobbiamo” calare le braghe! E’ “ineluttabile”! “Sa po’ fa nagott”!

Vergognoso. Questi politicanti del triciclo non lavorano per difendere la Svizzera. Si arrampicano sui vetri alla ricerca di sistemi per mettersi a 90 gradi davanti ad ogni pretesa della fallita UE.

Tre punti

Punto primo: non sta scritto da nessuna parte, e non l’ha detto nessuno che, in caso di njet elvetico all’ennesima sconcia imposizione coloniale di Bruxelles, la Confederella verrebbe espulsa dal fallimentare trattato di Schengen. Si tratta infatti di una fake news. Di una balla di fra’ Luca inventata dalla partitocrazia, che la ripete ad oltranza a scopo di lavaggio del cervello.  A parte che, senza degli accordi farlocchi che ci costano 100 milioni all’anno per impedirci di difendere i nostri confini staremmo solo meglio: è matematicamente escluso che l’UE decida di espellere la Svizzera da Schengen; per qualsivoglia motivo. Sarebbe contro il suo interesse! E’ un po’ come immaginare che improvvisamente Bruxelles potrebbe decidere di disdire la libera circolazione delle persone con la Svizzera. Ma quando mai!

Punto secondo:vi sono fior di Stati membri UE che rifiutano la direttiva disarmista. E dovremmo approvarla noi che non facciamo parte della fallita Unione europea? Ma stiamo scherzando?

Punto terzo:in primavera si terranno le elezioni europee. Ovunque negli Stati membri l’élite spalancatrice di frontiere cede terreno ai “populisti”. Il nuovo parlamento e la nuova Commissione UE potrebbero dunque avere orientamenti ben diversi da quelli attuali. La direttiva disarmista potrebbe finire semplicemente in dimenticatoio. E noi dovremmo correre ad adeguarci? Ma andate a Baggio a suonare l’organo!

Morale della favola

Anche il Gigi di Viganello ha capito che il ping-pong tra le due camere del parlamenticchio federale con il Diktat disarmista antisvizzero è un semplice esercizio alibi. Pippe mentali. La maggioranza sotto le cupole bernesi la detiene saldamente la partitocrazia. Ovvero il triciclo PLR-PPD-P$, cameriere dell’UE. Logica conseguenza: qualsiasi cosa uscirà dall’assemblea federale, non potrà che essere una ciofeca inaccettabile. Quindi: scaldare i motori in vista dell’inevitabile referendum!

Lorenzo Quadri

Asilanti eritrei: la farsa dei burocrati

20 rimpatri, tra l’altro volontari, sono una miseria! Altro che montare la panna!

I migranti economici eritrei dovrebbero essere rimandati tutti a casa loro, poiché si tratta di finti rifugiati

Qui davvero siamo alla presa per il lato B! La Segreteria di Stato della migrazione  (SEM) intenderebbe revocare lo statuto di ammesso provvisoriamente a 20 (sic!) finti rifugiati eritrei. I quali saranno invitati a tornare al loro Paese. Con il quale non è però stato firmato alcun trattato di riammissione di migranti economici. Quindi ci torneranno solo quei migranti economici che lo faranno volontariamente.

Ecco, magari il ministro degli esteri binazionale KrankenCassis, invece di partecipare prezzemolescamente in Ticino ad ogni evento mondano per fare campagna per l’ex partitone in vista delle elezioni di aprile e di calare le braghe con la fallita UE, farebbe bene ad occuparsi di questo problema: gli accordi di riammissione mancanti con i paesi d’origine dei finti rifugiati.

Intanto però gli svizzerotti fessi continuano imperterriti a versare aiuti internazionali all’Eritrea malgrado questa non si sogni di firmare accordi di riammissione. Ad Asmara menano il can per l’aia alla grande. Un po’ come il Belpaese con la fiscalità dei frontalieri, tanto per intenderci. Bloccare i sostanziosi contributi rossocrociati fino alla firma dell’accordo di riammissione? Non sia mai! La partitocrazia politikamente korretta insorge! E’ becero populismo e razzismo!

Tutti finti rifugiati

Adesso dunque la SEM intenderebbe ritirare l’ammissione provvisoria a venti asilanti eritrei, invitandoli cortesemente a rientrare a casa  loro. Cosa, cosa? Venti? I migranti eritrei devono essere allontanati tutti dalla Svizzera, dal momento che tutti sono finti rifugiati. Non sono perseguitati in patria. Tale circostanza è stata confermata da varie fonti internazionali.

Non solo gli asilanti eritrei sono tutti finti rifugiati, ma sono tutti in assistenza.Nel giro di 8 anni, come noto, il numero degli eritrei a carico dell’ assistenza è aumentato di oltre il duemila (!) percento. Ed i burocrati della SEM  ipotizzano il ritiro dell’ammissione provvisoria ad appena venti (!) di loro. Quando andrebbero rimpatriati tutti! Se questa non è una presa per i fondelli!

Hanno ancora da ridire

Ed il colmo è che, naturalmente, i signori del “devono entrare tutti” hanno ancora da ridire. E’ quello che aspettava la SEM per poter ribadire al popolazzo la validità (?)  delle misure prese, spacciandosi così per hardliner in materia migratoria. Come recita il noto slogan: “non siamo mica scemi”! L’irrisoria cifra di 20 permessi (forse) ritirati avete il coraggio di spacciarla per “linea dura”? Ma non facciamo ridere i polli! Ribadiamo: tutti i finti rifugiati eritrei, e sono svariate migliaia, attualmente  mantenuti in Svizzera con i nostri soldi, vanno rimandati al natìo paesello. Del resto parecchi di essi  già ci tornano per le vacanze: perché  – parole loro – lì è più bello. E si potrebbe iniziare dagli ospiti del centro asilanti di Camorino: quelli  che si lamentano perché il centro della protezione civile dove alloggiano non sarebbe abbastanza confortevole.

E, se qualche spalancatore di frontiere ha qualcosa da obiettare, può sempre accompagnare i suoi protetti a destinazione. Naturalmente con biglietto di sola andata.

Lorenzo Quadri

 

Accordo “light” con l’UE? Presa per i fondelli “heavy”!

KrankenCassis allo sbando: vorrebbe svendere la Svizzera con la tattica del salame

 

Il ministro degli esteri italosvizzero Ignazio KrankenCassis (PLR) nella sua brama di svendere la Svizzera all’UE adesso immagina di rifilarci lo sconcio accordo quadro istituzionale ricorrendo alla tattica del salame: una fetta alla volta. Obiettivo: prendere per i fondelli gli svizzerotti. Complimenti, ecco un ennesimo esempio del “buongoverno” dell’ex partitone!

Una ca_ata pazzesca

Ad inizio settimana infatti il ministro (ex) doppiopassaporto se ne è uscito con la geniale proposta, meritevole di un premio Nobel: dividere il dossier (appunto) a fette, cominciando col far passare le parti meno controverse (?) e poi rimandare ad un secondo tempo i punti più spinosi.

Questa sarebbe politica estera? No: questa è una “ca_ata pazzesca” (cit. Fantozzi)!  Il tentativo di infinocchiare gli svizzerotti è manifesto. Perfino  sfacciato. Indipendentemente da quel che possono pensare i balivi di Bruxelles della proposta (con tutta probabilità, non andrà bene nemmeno a loro, anche se per altri motivi).

Punto primo

Non esistono aspetti  “non controversi” nello sconcio accordo quadro istituzionale. Si tratta infatti di un accordo coloniale,con cui la fallita UE ci imporrebbe le sue leggi ed i suoi giudici (stranieri).

Il colmo è che il Consigliere federale binazionale tra i punti “non controversi” della trattativa indica la “risoluzione delle vertenze tra Svizzera ed UE”. Come sarebbe a dire, punto non controverso? A chi si pensa dare a bere questa monumentale fregnaccia? Il punto è controverso eccome. Si tratta nientemeno che dei giudici stranieri. Infatti la famosa corte arbitrale farlocca, composta da giudici svizzeri ed UE,  non deciderebbe sull’applicazione delle leggi  comunitarie in Svizzera. Perché sul diritto della fallita UE  decide la corte europea di giustizia. Quindi i giudici stranieri. Non il tribunale arbitrale “mezzo e mezzo” (ad immagine e somiglianza di KrankenCassis).

Il nodo centrale dello sconcio accordo quadro istituzionale è la perdita di sovranità della Svizzera e lo smantellamento della nostra democrazia diretta: e questo è quanto il ministro degli esteri PLR vorrebbe ora rifilarci spacciandolo come “aspetto non problematico”. Non problematico un piffero! Questa è l’essenza stessa dell’accordo!

Punto secondo

Le questioni indicate come “problematiche” sono controversie puntuali. Motivi in più per rottamare senza appello lo sconcio accordo quadro. Infatti:

  • Non se ne parla nemmeno di abolire le già striminzite misure accompagnatorie alla devastante libera circolazione delle persone.
  • Non se ne parla nemmeno di tenerci in casa i cittadini UE delinquenti, malgrado il popolo abbia votato l’espulsione dei criminali stranieri, perché i balivi di Bruxelles pretendono di imporci l’adozione delle loro normative del piffero sulla cittadinanza europea.
  • Non se ne parla nemmeno di mettere in discussione l’esistenza delle nostre banche cantonali, che sono la spina dorsale della nostra economia, perché questi istituti con garanzia dello Stato non vanno bene al “diversamente sobrio” Juncker ed alla sua corte dei miracoli fatta di scartine e trombati.

Ma anche nella denegata ipotesi in cui i balivi di Bruxelles rinunciassero alle pretese sopra elencate, l’accordo quadro resta inaccettabile.

Punto terzo

Il disegno di KrankenCassis è evidente ed al limite del puerile. Con la scusa che si è firmata la prima parte dello sconcio accordo quadro, si dirà che “bisogna” calare le braghe ed accettare anche tutte le imposizioni successive. In caso contrario, si andrà incontro a chissà quali ritorsioni dell’ UE (uhhhh, che pagüüüüraaaa!) e poi giù col terrorismo di regime!

Morale della favola

La versione light dell’accordo quadro è una presa per i fondelli. Non si sottoscrive nessun nuovo trattato con Bruxelles, ma al contrario bisogna disdire la libera circolazione delle persone. E, il 25 novembre, tutti a votare SI’ all’iniziativa Per l’autodeterminazione (contro i giudici stranieri). Così lo sconcio accordo quadro che tanto piace ai camerieri bernesi dell’UE sarà già morto sul nascere.

L’UE ne fa peggio di Bertoldo

I balivi di Bruxelles hanno da ridire anche sulle banche cantonali. Mandiamoli affan…!

 

Ripetiamo per l’ennesima volta ai camerieri bernesi della DisUnione europea: la sottoscrizione dello SCONCIO accordo quadro istituzionale ve la levate subito dalla zucca! E col piffero che aboliamo l’ora legale per correre dietro a “Grappino” Juncker!

La fallita Unione europea ne combina ormai peggio di Bertoldo. Eppure i camerieri di Bruxelles in Consiglio federale ed il triciclo PLR-PPD-P$$ insistono nel calare le braghe ad altezza caviglia davanti ad uno stuolo di strapagati funzionarietti non eletti da nessuno!

L’ultima “scoperta”, si fa per dire, è che gli eurobalivi, oltre a pretendere di comandare in casa nostra, di imporci i loro giudici, di cancellare la nostra sovranità e la nostra democrazia diretta, di impedirci di espellere i delinquenti stranieri cittadini degli Stati membri, di pretendere un regalo da 1.3 miliardi di Fr, di abrogare le misure accompagnatorie, e la lista potrebbe continuare a lungo, adesso si mettono a blaterareanche contro le  nostre banche cantonali.

Pensate un po’: a questi tamberla non va bene che in Svizzera – che NON E’ un Paese membro UE – ci siano delle banche cantonali garantite dallo Stato. Cosa, cosa? Ma qui qualcuno si è davvero bevuto il cervello! Le banche cantonali costituiscono la spina dorsale della nostra economia ed i balivi di Bruxelles pretendono di metterci in becco in vista della conclusione dello sconcio accordo quadro istituzionale? A questo punto anche il Gigi di Viganello dovrebbe aver capito che di concludere nuovi trattati-capestro con la fallita Unione europea non se ne parla nemmeno! Basta! Mandare finalmente affanc… i funzionarietti di Bruxelles! Swissexit!

Oltretutto, a testimonianza di quanto il presidente “diversamente sobrio” Jean-Claude “Grappino” Juncker ed i suoi soldatini siano ormai completamente allo sbando, arriva la pantomima sull’ora legale. Adesso i funzionarietti vorrebbero abolirla. Ma vadaviaiciapp! Sono queste le priorità dell’UE? Abolire l’ora legale? Forse perché da quelle parti preferiscono l’ora illegale?

Tanto per chiarire: è evidente che la Svizzera mantiene il cambio dell’ora e non stravolge tutto per correre dietro all’ennesima ridicola paturnia di un’Europa ormai alla frutta. Anzi, magari un domani la differenza oraria  ci renderà meno attrattivi per il frontalieriato. Chissà.

Lorenzo Quadri

 

L’accordo quadro è MORTO!

Gli eurobalivi adesso pretendono di farci tenere in casa i delinquenti stranieri

E’ veramente inconcepibile che, malgrado siano falliti, gli eurobalivi continuino ad avanzare nuove pretese ed a formulare ricatti nei confronti degli svizzerotti (ormai gli unici rimasti a dare corda).

Ma ancora più inconcepibile è che i camerieri bernesi di Bruxelles –  a partire da KrankenCassis (ex) doppio passaporto e “Leider” Ammann, entrambi liblab – si facciano ricattare e calino le braghe. Naturalmente in nome del “buongoverno”; come no!

L’ultima prevaricazione europea avviene, ma guarda un po’, nell’ambito dello sconcio accordo quadro istituzionale (quello che ci imporrebbe le leggi degli eurobalivi come pure i loro giudici). Infatti, adesso Bruxelles pretenderebbe perfino che la Svizzera rinunciasse ad espellere i delinquenti stranieri. Malgrado l’espulsione dei delinquenti stranieri sia stata votata dal popolo (nell’ormai lontano 2010) e figuri dunque nella Costituzione.

I funzionarietti di Bruxelles vorrebbero infatti – così ha scritto di recente il Blick – che la Svizzera adottasse le linee guida sulla cittadinanza dell’UE. La conseguenza sarebbe che l’espulsione di delinquenti cittadini UE risulterebbe ulteriormente ostacolata. Di fatto impossibilitata.E dire che già la partitocrazia (ed i suoi legulei nei tribunali) l’hanno trasformata in una farsa: erano state promesse 4000 espulsioni all’anno; la cifra reale è di un decimo. Il Ticino, grazie a Norman Gobbi, è uno dei pochi Cantoni che si salva.

Pretese svergognate

Anche il Gigi di Viganello è in grado di rendersi conto che in nessun caso possiamo accettare la svergognata pretesa della DisUnione europea di tenerci in casa i delinquenti stranieri; contro la volontà popolare e  contro la Costituzione! Ma siamo andati fuori di cranio? NON SIAMO uno Stato membro della fallita UE. Però – tanto per citare alcuni esempi – i suoi funzionarietti, a partire dal presidente “diversamente sobrio” Jean-Claude “Grappino” Juncker (quello che barcolla ai vertici NATO), pretendono di:

  • Disarmare i cittadini svizzeri (vedi Diktat UE sulle armi)
  • Cancellare la nostra volontà popolare
  • Dettarci le loro leggi
  • Imporci i loro giudici
  • Impedirci di espellere i delinquenti stranieri
  • Eccetera eccetera

E sotto le cupole federali c’è ancora qualche tamberla che sta a sentire questi balivi da tre e una cicca?

 

Cancellare tutte le trattative

E’ evidente che, davanti a simili pretese, le trattative per la conclusione delle sconcio accordo quadro non vanno solo congelate. Vanno cancellate. In via definitiva. Sveglia cocomeri! Al di fuori della FALLITA Unione europea c’è un MONDO, dagli Stati Uniti all’Asia: un mondo fatto di Paesi interessati – a partire dagli stessi USA – a concludere accordi commerciali con la Svizzera. E senza pretendere né di invaderci con la libera circolazione, né di venire a dettare legge in casa nostra!

Una nazione FINITA

E’ poi evidente che una nazione che non è più in grado di decidere in modo autonomo chi resta sul suo territorio e chi no, è una nazione FINITA. Una democrazia  che si vede cancellare l’esito delle votazioni popolari da funzionarietti stranieri non eletti da nessuno, è una democrazia FINITA.

Altrettanto evidente è che, sullo sconcio accordo quadro istituzionale, i $inistrati spalancatori di frontiere pensano di prendere la gente per i fondelli. Infatti, continuano a remenarla sulla regola degli otto giorni, che Bruxelles vorrebbe cancellare, e sulla (presunta) protezione del mercato del lavoro. Eh già, perché attualmente il mercato del lavoro svizzero sarebbe protetto, vero gauche-caviar? Ma non fateci ridere!

Intendiamoci: non c’è alcun motivo per calare le braghe sulle striminzite misure accompagnatorie per far contenti gli eurobalivi. Già abbiamo poco, molto poco; ci mancherebbe anche che rinunciassimo a quel poco.

Ma che i $inistrati ed il resto della partitocrazia eurolecchina non credano di poterci fare fessi riducendo lo sconcio accordo quadro istituzionale ad una questione di misure accompagnatorie e “quindi”, se si risolve questo problema, “l’è tüt a posct” e si può correre giulivi a firmare! Ma col piffero!

Altro che gli otto giorni…

La questione degli otto giorni, cari esponenti dell’élite rottamatrice della Svizzera, è “il meno della cavagna”. Il vero tema è la nostra sovranità nazionale e la nostra democrazia, che i balivi di Bruxelles ed i loro servi della partitocrazia  sognano di mandare al macero. Non solo pretendono, come detto, di imporci le loro leggi ed i loro giudici in settori importanti. Adesso si scopre (?)  che vogliono perfino costringerci a tenere in casa – e magari pure a mantenere! – i delinquenti stranieri. E noi siamo così fessi da accettare simili condizioni? Ma anche no!

Accordo quadro istituzionale? Nemmeno per sogno! Non si firma proprio un bel niente, con o senza la regola degli otto giorni!

E, quando saremo finalmente chiamati alle urne sul tema, votare un  SI’ convinto all’iniziativa – riuscita in tempo di record – che chiede la FINE della devastante libera circolazione delle persone!

Lorenzo Quadri

Accordo quadro con l’UE? “Non siamo mica scemi!”

Altro che firmare nuovi trattati-capestro! Bisogna disdire qualcuno di quelli in vigore

 

Il ministro degli esteri (ex) doppiopassaporto Ignazio KrankenCassis ha fretta di concludere lo sconcio accordo quadro istituzionale. Quell’accordo capestro che – lo ripetiamo per l’ennesima volta, ma come dicevano gli antichi romani repetita iuvant – ci trasformerebbe di fatto in unacolonia dell’UE.

Con un simile trattato in vigore, in ambiti importanti non potremmo più decidere un tubo: ci arriverebbero i diktat direttamente da Bruxelles, con i giudici stranieri ad applicarli. Sì, giudici stranieri. Altro che la fregnaccia della Corte arbitrale composta da magistrati svizzeri e della DisUnione europea che adesso tentano di spacciarci per buona.  Una simile corte potrebbe semmai decidere sull’applicazione del diritto svizzero. Ma per il diritto UE, gli eurobalivi non riconoscono altra giurisdizione che quella della Corte di giustizia europea.

Lavaggio del cervello

Se il risultato del famoso “tasto reset” è la corsa autolesionista alla sottoscrizione dell’accordo quadro, siamo a posto. In realtà il tasto reset è stato sì schiacciato, ma sulle promesse fatte dal ministro degli Esteri liblab prima della sua elezione.

Ulteriore aggravante: i due consiglieri federali PLR, ovvero KrankenCassis ed il ministro dell’economia Johann “Leider” Ammann, sarebbero pronti a scarificare sull’altare dell’accordo che “va assolutamente concluso” perfino le striminzite misure accompagnatorie alla devastante libera circolazione. Non è certo un caso che l’inqualificabile SECO, Segreteria di Stato dell’economia, inquadrata nel Dipartimento di “Leider” Ammann, abbia ripreso con rinnovato vigore le operazioni di lavaggio del cervello agli svizzerotti. Obiettivo: far credere che la libera circolazione sia una figata pazzesca che genera zero problemi.  Soppiantamento? Dumping salariale? Non esistono! Tutte balle della Lega populista e razzista!

E quindi, visto che – secondo i soldatini della SECO – la libera circolazione non ha alcuna controindicazione, le misure accompagnatorie non servono. Di conseguenza, non si perde nulla a rottamarle per far contenti i padroni di Bruxelles. Elementare, no?

Incompatibilità

E visto che la credibilità della SECO è più o meno ai livelli di quella del Gatto Arturo,per ulteriormente lavare il cervello al popolazzo vengono attivati gli istituti demoscopici di regime.  Missione: presentare un sondaggio da cui emerge che il gradimento dell’accordo quadro sarebbe in rialzo tra la popolazione. Certo, come no! Ce li immaginiamo i sondaggisti prezzolati che chiedono alla sciura Maria di anni 87 cosa ne pensa dell’accordo quadro istituzionale e pongono le domande in modo da ottenere la risposta desiderata dal committente!

Ricorrere a simili trucchetti per tentare di manipolare l’opinione pubblica è semplicemente penoso.

Si può girarla e pirlarla finché si vuole. L’accordo quadro è e rimane incompatibile con la sovranità svizzera e con i diritti popolari. Anzi, è semplicemente incompatibile con la dignità di un qualsiasi Stato,visto che impone leggi e giudici stranieri.

Si avvicina il Primo d’agosto e noi ci ritroviamo con un ministro degli Esteri binazionale che sogna di festeggiare il Natale della Patria svendendola a Bruxelles tramite l’ennesimo trattato-capestro. Non ancora contento, vorrebbe addirittura aggiungerci un regalo di 1.3 miliardi di Frdi contributo di coesione. E cosa ci dà l’UE in cambio? Facile: il solito calcione nel fondoschiena!

Perfino al DFE…

Perfino il direttore del DFE Christian Vitta, PLR, ha dichiarato, in relazione allo sconcio accordo quadro istituzionale, che “piuttosto che firmare un brutto accordo è meglio attendere”. In realtà anche KrankenCassis a parole inizialmente sosteneva una tesi del genere. Poi però è scattato il “contrordine compagni”; e adesso la linea è diventata quella del “firmare ad ogni costo”.

Non ci siamo proprio. L’accordo quadro non va firmato. Né adesso né mai. Perché con l’UE non bisogna più sottoscrivere alcun trattato. Al contrario, bisogna cominciare a disdire qualcuno di quelli in essere.

Visto che il Primo agosto è ormai alle porte, un suggerimento ai camerieri di Bruxelles in Consiglio federale per fare un regalo alla Patria in occasione della sua festa: una bella letterina al presidente della Commissione UE Jean-Claude “Grappino” Juncker (quello che al vertice NATO non si reggeva in piedi, non si sa se per eccessi alcolici o per altri problemi). Bastano due punti facili-facili:

  • Non si firma nessun accordo quadro, né adesso né mai;
  • Il regalo da 1.3 miliardi ve lo levate dalla capoccia.

E’ così difficile?

Lorenzo Quadri

Direttiva disarmista: bloccare tutto!

Ma guarda un po’: il famoso Diktat UE contro le armi dei cittadini onesti, del tutto inutile nella lotta al terrorismo islamico che manifestamente è solo un pretesto di comodo, ciurla sempre più nel manico.

Nei giorni scorsi infatti la Commissione affari costituzionali del Senato del Belpaese ha ascoltato in audizione il presidente di Assoarmieri Antonio Bana. Il quale ha ribadito ai Senatori italici che la famigerata direttiva disarmista è “sub iudice”. Infatti su di essa è pendente il ricorso di Repubblica Ceca e Polonia presso la Corte di giustizia europea. Bana ha quindi invitato a riflettere se anche l’Italia non dovrebbe associarsi a tale ricorso, contribuendo così ad affossare sul nascere il Diktat di Bruxelles.

E noi svizzerotti invece, che nemmeno – e per fortuna! – siamo un Paese membro dell’UE, dovremmo accettare di farci schiacciare gli ordini dagli eurofunzionarietti con disposizioni che sono contrarie alle nostre leggi, alle nostre tradizioni ed alla nostra volontà popolare? A maggior ragione quando l’atto che dovremmo recepire – pena, secondo la partitocrazia PLR-PPD-P$$, la messa a rischio dei fallimentari accordi di Schengen: echissenefrega! – è a rischio di nullità? E questo perché, sotto le cupole federali, il triciclo cameriere dell’UE come al solito si è inchinato a 90 gradi? Bloccare tutto!

Lorenzo Quadri

Ma la Simonetta si lagna con l’UE: “devono entrare tutti!”

In Europa il vento sui finti rifugiati sta cambiando. Ma a Berna la kompagna Sommaruga…

 

Certo che siamo proprio messi bene! Mentre sempre più Stati a noi vicini, a cominciare dal Belpaese, stanno cambiando marcia a proposito dei finti rifugiati con lo smartphone, e mentre il vento giocoforza anche a Bruxelles dovrà cambiare, ecco che salta su – ovviamente non richiesta – la kompagna Simonetta Sommaruga. La quale non trova di meglio che lanciare farneticanti appelli all’UE affinché i migranti economici “vengano fatti entrare tutti”.

A che titolo parla la Simonetta, non eletta da nessuno ma nominata in base ad inciuci parlamentari? Evidentemente costei NON ha alcun titolo per esprimersi a nome dei cittadini svizzeri. Ed infatti la Simonetta al massimo può parlare per i  $inistrati spalancatori di frontiere. Quelli che con il business dell’asilo si fanno gli zebedej di platino. E per gruppi d’interesse pro-saccoccia che stanno dietro all’immigrazione clandestina.

Dietro il businness dell’asilo non c’è solo chi ci lucra direttamente gestendo l’accoglienza. C’è anche chi lo fa in modo indiretto. Ovvero, chi ha tutto l’interesse a promuovere l’invasione dell’Europa. Obiettivo: trasformare, un domani, i finti rifugiati con lo smartphone in forza lavoro a basso costo. Con cui ovviamente sostituire quella residente. Dopo la devastante libera circolazione delle persone a livello europeo, la catastrofica libera circolazione a livello mondiale. E’ una delle facce (di palta) della globalizzazione. E dalla globalizzazione, lo ha capito anche il Gigi di Viganello, ci guadagnano le multinazionali; i poteri forti. Mentre la gente comune ha solo da perderci.

La macchina del fango

Gli spalancatori di frontiere pro-sacoccia ed i loro isterici soldatini denigrano e criminalizzano chi si oppone all’invasione e protegge la sovranità ed i confini nazionali. Senza vergogna, i buonisti-coglionisti ricattano moralmente l’opinione pubblica servendosi perfino dei bambini morti.

E allora deve essere chiara una cosa: la responsabilità per bambini morti ce l’ha chi fomenta le partenze dei finti rifugiati. Non certo chi si sforza di impedirle.

La responsabilità per i bambini morti la porta chi li imbarca in viaggi ad alto rischio sulle carrette del mare. E chi questi viaggi ad alto rischio li provoca. A partire dalle  navi delle ONG che – foraggiate con  i soldi degli autocertificati “filantropi” della globalizzazione  – si aggirano nelle acque nordafricane offrendo il loro servizio taxi verso l’Europa.Perché queste navi non “salvano”; queste navi “trasportano” verso il vecchio continente il “materiale umano” per l’invasione pianificata. Negli anni trenta del secolo scorso il Piano Kalergi teorizzava l’immigrazione incontrollata dall’Africa e dall’Asia verso l’Europa per sostituirne la popolazione. Curiosamente, lo stesso Kalergi, un filosofo ed aristocratico boemo morto nel 1972 (Richard Niklaus conte di Coudenhove-Kalergi) era giapponese da parte di madre. Ed il Giappone è un paese dove l’immigrazione è praticamente inesistente: 2% di stranieri, mentre gli asilanti accolti annualmente si contano sulle dita di una mano.

Chi favorisce i passatori?

La kompagna Simonetta Sommaruga con i suoi scriteriati appelli a Bruxelles affinché “si facciano entrare tutti” aiuta i passatori nel mantenere e sviluppare i loro affari criminali. Procura loro la clientela. Il messaggio che invia agli aspiranti finti rifugiati è chiaro:  “Noi vi vogliamo!”.  E allora, tutti sul barcone per raggiungere gli svizzerotti fessi!

La Simonetta, ovviamente, non si limita agli appelli (unica fortuna: a livello internazionale la signora conta meno del due di briscola). Costruisce anche nuovi centri per finti rifugiati. L’abbiamo vista di recente mentre a Zurigo, in compagnia della locale cricca gauche-caviar, posava, giuliva, la prima pietra per un nuovo centro asilanti.

Le due cose vanno di pari passo. Visto che si costruiscono i nuovi centri d’accoglienza– che bisognerebbe più correttamente chiamare “poli d’attrazione” – bisogna anche riempirli. Sicché  “devono entrare tutti”.

Rimpatriare

E poi, ovviamente, una volta arrivati da noi, i finti rifugiati non vanno rimandati nei paesi d’origine. Ed infatti il Consiglio federale non si straccia certo le vesti per ottenere accordi di riammissione con questi Stati, magari vincolando il versamento degli aiuti allo sviluppo alla firma di tali accordi. Per contro, vuole spendere 132 milioni di Fr all’anno (soldi del contribuente) per  integrare professionalmente  in Svizzera (flop annunciato; ma intanto qualche servizio ro$$o lavorerà e fatturerà) i migranti economici. Integrazione  che, è chiaro, può avvenire solo a scapito dei disoccupati residenti. Dal canto suo la SEM, Segreteria di Stato per la migrazione, si inventa gli algoritmi del piffero per meglio spalmare i finti rifugiati tra i Cantoni. E’ evidente: Berna  non sta affatto lavorando sui rimpatri, ma solo sull’assorbimento dei flussi migratori.

Nessun nuovo centro

Di conseguenza, anche a seguito del voto popolare chiaramente negativo sulla riapertura dell’ex caserma di Losone come centro per migranti economici, occorre opporsi alla creazione di qualsiasi nuovo centro asilanti in Ticino (vedi quello annunciato in zona Pasture). No all’aumento della capacità d’accoglienza: sia in Ticino che in Svizzera.Queste iniziative incoraggiano le partenze dal Nordafrica. Che invece vanno disincentivate. Solo impendendo le partenze si combattono i passatori e si combattono le morti in mare.

Chi usa i bambini morti a scopo di ricatto morale per ottenere l’apertura di porti e frontiere e per ottenere la realizzazione di nuovi centri asilanti, si vergogni. Perché, di queste morti, che tenta squallidamente di imputare ad altri (agli odiati “nemici”, che vanno denigrati e criminalizzati), ne porta la responsabilità.

Lorenzo Quadri