I vicini a Sud pretendono di schiacciarci gli ordini!

Valichi secondari: il triciclo in Consiglio nazionale li vuole sempre spalancati. Ed il PLR…

 

Ancora una volta, i politicanti d’Oltreramina in costante fregola di visibilità mediatica pretendono di venirci a schiacciare gli ordini. Starnazzano, fanno la voce grossa, e ci accusano di creare “ostacoli alla libera circolazione delle persone e delle merci” (concetti, questi ultimi, che naturalmente nel Belpaese evocano solo quando fa comodo a loro).

 Traffico notturno

La scorsa settimana abbiamo sentito le pressioni, indebite pressioni, contro il divieto di traffico pesante notturno e festivo in vigore dalle nostre parti. Queste limitazioni, peraltro concordate con l’UE, causerebbero “disagi” (accumuli di camion) in quel di Como.

Ovviamente, i vicini a sud pretendono che, per farli contenti, la Svizzera spalanchi le frontiere ai bisonti della strada esteri anche nei giorni festivi e negli orari notturni. Poco ma sicuro che la richiesta verrà puntualmente portata a Bruxelles. E, in caso di sottoscrizione dello sconcio accordo quadro istituzionale, gli eurofunzionarietti ci ingiungeranno di abolire le nostre limitazioni al transito di mezzi pesanti. E i camerieri bernesi dell’UE… giù le braghe ad altezza caviglia!

Da notare che a sostenere l’accordo quadro coloniale con l’UE ci sono pure i sedicenti ambientalisti. Alla faccia!

 Valichi secondari

Adesso torna alla ribalta la chiusura notturna dei valichi secondari. La mozione Pantani è ancora in vigore. Il Consiglio degli Stati ha infatti rifiutato di archiviarla. La decisione ha riattizzato i politicanti italici.  Costoro si sono subito messi a sbraitare di un presunto “attacco ai frontalieri” (?). Solo che i frontalieri non c’entrano un tubo, trattandosi di chiusura voluta per fermare i delinquenti.

Ad agitarsi è in particolare tale senatore PD Alessandro Alfieri (Alessandro chi?). Costui avrebbe addirittura presentato una mozione chiedendo l’intervento di Salvini contro gli svizzerotti. Ce lo immaginiamo proprio, il buon Salvini, andare in giro a dire che bisogna spalancare le frontiere…

Ma loro “possono”…

Comunque, se i vicini a sud insistono con la loro “shitstorm” (=tempesta di cacca) contro il Ticino, i valichi li potremmo chiudere non solo di notte, ma anche di giorno. Così almeno nel Belpaese strillerebbero per qualcosa.

E poi: com’è che gli italiani possono chiudere ed aprire le frontiere come più gli aggrada –  vedi quella di Maslianico/Pizzamiglio che da qualche tempo viene sbarrata di notte – mentre noi dovremmo invece tenerle spalancate… per fare contenti i politicanti peninsulari?

E com’è che se gli italiani chiudono le frontiere “l’è tüt a posct”, mentre se lo facciamo noi violiamo Schengen (uhhh, che pagüüüraaa!)?

Chiudere tutto

Morale della favola: tutti i valichi secondari vanno chiusi di notte. Non solo i tre rimasti chiusi in prova per sei mesi tra l’aprile e l’ottobre del 2017, e poi riaperti “come se niente fudesse”. L’utilità della chiusura notturna è evidente. Ladri e scassinatori non possono entrare ed uscire dal Ticino in macchina se si trovano davanti una barriera. Ed è evidente che le rapine alle stazioni di servizio, come pure i colpi “con scoppio” ai bancomat, vengono messi a segno da criminali stranieri muniti di automobile. Sicché, la fregnaccia politically correct della misura che “non serve”, sia i burocrati federali che i vicini a sud la vanno a raccontare a qualcun altro. La misura serve eccome. Solo che “crea problemi diplomatici”. E quindi i bernesi, come al solito, calano le braghe!

Pazienza agli sgoccioli

Quindi i vicini a sud, invece di pretendere di mettere il becco nelle nostre decisioni, che comincino ad approvare il nuovo accordo sulla fiscalità di frontalieri.
A proposito, fine giugno è alle porte: e noi dovremmo continuare a versare i ristorni – 84 milioni! –  a chi pretende di comandare in casa nostra? Ma col fischio!

E visto inoltre che continuiamo ad erogare a Campione d’Italia prestazioni “per solidarietà”, che mai ci verranno pagate (se aspettiamo che il Belpaese saldi i debiti, aspettiamo un pezzo…), davanti a certe sparate antisvizzere in arrivo dallo Stivale potrebbe anche “scapparci la poesia”. Perché di essere solidali con gente che poi non perde occasione per prenderci a pesci in faccia, cominciamo anche ad averne piene le scuffie.

Il triciclo in Nazionale

Se il Consiglio degli Stati ha deciso di non archiviare la mozione Pantani, la stessa cosa non l’ha invece fatta il Consiglio nazionale. Il che è sorprendente: la Camera dei Cantoni, in cui $inistrati ed uregiatti sono clamorosamente sovrarappresentati, è un parlamento politikamente korretto ed eurolecchino quant’altri mai. Eppure ha fatto meglio della Camera del popolo.

Martedì infatti il Nazionale ha deciso di archiviare la mozione Pantani per 113 voti a 67. I no all’archiviazione sono venuti praticamente solo dal gruppo Udc-Lega, con l’aggiunta di 4 PPD (tra cui i due ticinesi). Per contro, il PLR ha votato all’unanimità per l’archiviazione, compresi i due esponenti ticinesi. Idem, ma era contato, la $inistra.

Il PLR, dunque, vuole le frontiere spalancate giorno e notte. A manina con i kompagni.

Non ci sono più scuse!

Comunque, indipendentemente dalla votazione del Consiglio nazionale, la mozione per la chiusura notturna dei valichi secondari resta in vigore, essendo stata approvata dagli Stati.

Ciò significa che il governicchio federale deve – finalmente – attuarla. E che non ci si venga a propinare per l’ennesima volta la “cagata pazzesca” (cit. Fantozzi) dei buoni rapporti con il Belpaese. Perché questi rapporti sono, come al solito, a senso unico. Dovrebbe semmai essere la vicina Repubblica a cominciare a preoccuparsi di andare d’accordo con noi. Non sempre e solo il contrario!

Lorenzo Quadri

Burocrati recidivi: le frontiere devono restare spalancate

Malgrado l’epidemia di furti “con scoppio”, i valichi secondari non si chiudono

 

Come volevasi dimostrare, i burocrati federali non ne vogliono sapere di chiudere i valichi secondari di notte.  Malgrado le Camere federali, approvando la mozione Pantani, abbiano deciso la chiusura. Come sappiamo, tre valichi (Pedrinate, Novazzano-Marcetto, Ponte Cremenaga) il primo aprile del 2017 sono stati chiusi in prova per sei mesi, provocando starnazzamenti assortiti da parte dei vicini a sud. Trascorsi i sei mesi di prova, la misura è stata abrogata dai burocrati federali.

Furti con botto

Di recente nel Mendrisiotto è scoppiata un’epidemia di furti con botto (con esplosione) ai bancomat. Gli autori: criminali – presumibilmente in arrivo dall’Europa dell’Est – basati in Lombardia. E da dove entrano ed escono questi delinquenti stranieri? Evidentemente, dai valichi incustoditi. Oggi ci sono gli scassinatori di bancomat con esplosivo (e lo scoppio potrebbe anche degenerare in tragedia, sbagliare nel maneggiare esplosivi può avere gravi conseguenze… e non solo per chi maneggia). Domani potrebbe essere il turno dei rapinatori che aggrediscono le persone in casa. Al di là della ramina, purtroppo, questa è cronaca (nera) quotidiana (o quasi). E sappiamo che la partitocrazia PLR-PPD-P$$ ha istericamente rifiutato, contrariamente a quanto accaduto in Italia, di potenziare il diritto alla legittima difesa di chi viene aggredito nella propria abitazione.

Frontalierato del crimine

Il Consiglio federale – o piuttosto: i burocrati del Dipartimento federale delle finanze – rispondendo lunedì ad una domanda della deputata leghista Roberta Pantani (autrice della mozione sul tema) sulla chiusura dei valichi secondari, ha confermato che è consapevole che il Ticino, e soprattutto il Mendrisiotto, è esposto al frontalierato del crimine (ci sarebbe mancato che non ne fosse consapevole), che la sicurezza è importante, che… che… che; ma quando si tratta di venire al dunque – ovvero: ma ‘sti valichi si chiudono o no? – la risposta è njet. Quindi una esplicita decisione del Parlamento viene disattesa. Le motivazioni? Fanfaluche, con tutto il rispetto parlando.

Due argomenti

Argomento 1: la misura non servirebbe dal punto di vista della sicurezza. Cari burocrati bernesi, questa la andate a raccontare a qualcun altro. Che la chiusura notturna dei valichi secondari non risolverebbe da sola tutti i problemi di sicurezza del Ticino o del Mendrisiotto è evidente, e nessuno pretende che sia così. Però aiuterebbe. Perché è chiaro anche al Gigi di Viganello che, sotto il profilo della sicurezza, è meglio un cancello chiuso che un cancello aperto. Detto questo: a sostenere la storiella dell’inefficacia sono, ma tu guarda i casi della vita, gli stessi burocrati che volevano farci credere che anche la richiesta del casellario giudiziale, introdotta nel 2015 dal leghista Norman Gobbi, non serviva ad un tubo quando invece ha evitato l’arrivo in Ticino di centinaia di delinquenti pericolosi. Senza contare quelli che, sapendo della richiesta del casellario, hanno rinunciato a presentare la domanda: che naturalmente non possono essere quantificati.

In realtà, è chiaro che “inefficace” nel caso concreto significa una cosa assai diversa, ovvero: “sgradita al Belpaese”. Ed infatti ecco arrivare l’argomento 2 della risposta governativa: “la chiusura dei valichi secondari renderebbe più difficile la collaborazione con l’Italia”. Eccoci dunque al vero nocciolo della questione! Ancora una volta, Berna cala le braghe davanti al Belpaese nell’ illusione di ottenere non si sa bene quale collaborazione (certo non la ratifica del nuovo accordo sulla fiscalità dei frontalieri, essendo quest’ultimo ormai morto, sepolto e mummificato).  O magari il terrore è che qualche rappresentante italico possa andare a piagnucolare a Bruxelles?

Quindi: per i burocrati federali i buoni rapporti con la vicina Penisola – che ringrazia facendoci fessi davanti e di dietro: ma i tapini non se ne rendono conto… – sono più importanti della sicurezza del Mendrisiotto e del Ticino in generale.

Lorenzo Quadri

 

Chiusura dei valichi secondari: lettera del governo a Berna

Il CdS non si faccia infinocchiare! Le dogane vanno chiuse, piaccia o no ai vicini a Sud

 

Dopo l’improponibile calata di braghe sul regalo di 1.3 miliardi all’UE, a cui il Consiglio di Stato, in consultazione, si è inspiegabilmente dichiarato favorevole senza riserve e con argomenti servili e farlocchi, si sarebbe potuto temere il peggio anche a proposito della chiusura notturna dei valichi secondari.

Come noto il Consiglio federale, impipandosene alla grande dell’adozione della mozione Pantani da parte delle due Camere, ha deciso che i valichi secondari con il Belpaese devono rimare spalancati anche di notte. Questo perché? Ma ovviamente perché all’Italia la chiusura notturna non era piaciuta (si ricorderanno gli strilli isterici dei politicanti del Belpaese e della loro stampa di servizio quando, lo scorso primo aprile, era partita la sperimentazione in prova per 6 mesi su tre valichi). E i camerieri bernesi dell’UE davanti alla Penisola come sempre calano le braghe. Per costoro, la sicurezza del Ticino (Mendrisiotto, ma non solo) conta meno, molto meno, dei capricci d’Oltreramina! Ma non si vergognano?

I bernesi spalancano

Il Consiglio federale ha deciso a metà giugno di lasciare spalancate le frontiere secondarie con la vicina Repubblica proponendo di munirle di “barriere da abbassare in caso di necessità”: ovvero, l’ennesima presa per i fondelli. Finalmente ad un mese di distanza (meglio tardi che mai) il Consiglio di Stato ha scritto al governicchio federale ritendendo che l’analisi effettuata dai burocrati bernesi sui benefici della chiusura notturna dei valichi sia lacunosa in quanto “limitata all’ambito delle rapine nelle stazioni di benzina, mentre la questione è più articolata”.Quanto all’efficacia “della vostra controproposta di installare delle barriere ai valichi di confine secondari, è per noi assolutamente invalutabile”.  Tanto più (aggiunta nostra) che anche il Gigi di Viganello ha capito che le barriere ipotizzate sarebbero destinate a restare sempre aperte…

Di conseguenza, il CdS ha chiesto ai camerieri bernesi dell’UE di trasmettere a Bellinzona il “rapporto integrale sul quale hanno basato la loro decisione” di non chiusura, concludendo che “a causa della sua collocazione geografica,  il Canton Ticino ha dovuto sostenere compiti che sono andati a beneficio della Confederazione e degli altri Cantoni, il cui riconoscimento non è sempre stato immediato né scontato”.  

Opporsi all’ennesima boiata

Almeno questa volta in Consiglio di Stato si è trovata una maggioranza pronta ad opporsi all’ennesima boiata federale (c’è infatti da dubitare che la decisione sia stata presa all’unanimità, ma non si sa mai…).

Del resto, le valutazioni fatte da Berna sulle questioni ticinesi spesso e volentieri sono farlocche e non valgono una cicca. Non solo in campo di disoccupazione e di frontalierato (vedi le statistiche taroccate della SECO). Anche in altri ambiti. Ricordiamo ad esempio – eccome che lo ricordiamo! –  che i burocrati federali tentavano addirittura di convincerci che chiedere il casellario giudiziale prima del rilascio di permessi B e G fosse inutile! Invece, grazie a questa misura introdotta dal leghista Norman Gobbi, è stato possibile impedire a centinaia di delinquenti pericolosi di trasferirsi in Ticino. Ma è chiaro: a Berna l’unica priorità è calare le braghe. A costo di opporsi alle decisioni del parlamento. Che, evidentemente, contano solo a geometria variabile. E quindi, per pararsi il lato B, i burocrati federali si fanno allestire i rapporti compiacenti: quelli che dicono ciò che il committente vuole sentirsi dire.

Chiusura da attuare

Non ci facciamo illusioni sull’esito della letterina del CdS al Consiglio federale. Ma per lo meno il governo (o una maggioranza del medesimo) ha dimostrato di non voler lasciar cadere la questione dalla chiusura notturna dei valichi secondari. Lo scritto a Berna deve essere solo un primo passo.  La chiusura notturna è stata decisa e va dunque attuata.Altro che le inutili soluzioni di ripiego per far contenti i vicini a Sud!

A proposito: non è perché il nuovo ministro degli Interni italico Matteo Salvini sta facendo un ottimo lavoro sugli sbarchi dei finti rifugiati che abbiamo cambiato idea sui confini con il Belpaese: vanno chiusi.

Lorenzo Quadri

Chiusura dei valichi secondari: ormai è trascorso un anno!

Qualche cameriere bernese dell’UE sta forse facendo melina sperando nel dimenticatoio?

Ricorre prossimamente il primo anniversario  della chiusura notturna dei tre valichi secondari con il Belpaese. Era infatti il primo aprile 2017 la data scelta dalla Confederazione per chiudere  “in prova” per sei mesi, dalle 23 alle 5, le dogane di Pedrinate, Novazzano-Marcetto e Ponte Cremenaga. A decidere la chiusura notturna erano state le Camere federali, sostenendo una mozione della deputata leghista Roberta Pantani.

Come sappiamo, l’annuncio del provvedimento provocò reazioni isteriche dei politicanti d’Oltreconfine in perenne fregola di visibilità mediatica (quelli che, pur di apparire in video, venderebbero anche la nonna). Costoro si misero infatti a starnazzare senza ritegno (chiaro: più decibel = più visibilità) contro i ticinesi “razzisti”. Naturalmente dimenticandosi di rilevare che la chiusura notturna serviva per fermare i malviventi che entrano in Ticino a delinquere dall’Italia. Non è mai stata una misura contro i cittadini onesti.

Ma di questo, evidentemente, ai politicanti del Belpaese non importava un tubo, visto che l’obiettivo era protestare per mettersi in mostra. Impipandosene, va da sé, di un “piccolo” dettaglio: senza il Ticino almeno 300mila italiani della fascia di confine (frontalieri, padroncini e le loro famiglie) non avrebbero la pagnotta sul tavolo.

Un passo nella direzione giusta

Sta di fatto che, almeno questa volta, gli strilli italici non hanno sortito alcun effetto: forse perché il direttore del Dipartimento federale delle finanze, da cui le dogane dipendono, è l’UDC Ueli Maurer. Fosse stata la ministra del “devono entrare tutti”, kompagna Simonetta Sommaruga, c’è ragione di credere che le cose sarebbero andate diversamente.

I sei mesi di prova sono partiti, la sperimentazione è stata eseguita e la misura ha dimostrato di funzionare, aumentando la sicurezza (effettiva e percepita) degli abitanti della fascia ticinese di confine. Certo, non sarà la panacea. Ma si tratta, evidentemente, di un passo nella direzione giusta. Senza dimenticare che la decisione federale era quella di chiudere di notte tutti i valichi secondari con il Belpaese, non solo tre: è chiaro che  l’applicazione completa e corretta del provvedimento avrebbe portato anche maggiori risultati.

Cosa aspettiamo?

I sei mesi di sperimentazione sono giunti a conclusione lo scorso ottobre. Da allora sono trascorsi altri sei mesi. Però tutto tace. Citus mutus! E il Consiglio federale pensa di poter prendere i ticinesi per i fondelli dicendo che deve “valutare l’esito” del periodo di prova.

Punto primo: non veniteci a raccontare la fanfaluca che ci vogliono sei mesi per “valutare”.

Punto secondo: la necessità di una valutazione se l’è inventata il Consiglio federale. La decisione parlamentare dice di chiudere, non di sperimentare.

Per cui, cosa stiamo aspettando? E’ passato un anno giusto dalla chiusura in prova. E’ dunque tempo di mettere in vigore la chiusura definitiva, di tutti i valichi secondari e non solo di tre.

O magari qualcuno a Berna la sta tirando per le lunghe nella speranza che tutto finisca in dimenticatoio? Non è così che funziona.

Lorenzo Quadri

 

 

 

Valichi secondari: continua la presa per i fondelli!

E intanto entrano tranquillamente in Ticino personaggi “violenti e pronti a tutto”

Allegria! Una nuova puntata si aggiunge alla saga della (non) chiusura dei valichi secondari con il Belpaese. Pare infatti, stando ad un articolo pubblicato nei giorni scorsi sul Corriere del Ticino corredato da intervista al Comandante delle guardie di confine Mauro Antonini, che da questi valichi transitino nottetempo diversi camion sospetti, “in arrivo da paesi lontani”. I quali passano da lì di proposito (viaggiando con difficoltà su stradine strette), perché sanno di non trovare sorveglianza.

Pretesti

Qui i conti non tornano. Ricordiamo infatti che le Camere federali hanno deciso la chiusura notturna dei valichi secondari con il Belpaese (mozione Pantani). Una decisione che non lascia grandi margini d’ interpretazione. Eppure, chissà come mai, essa si è tradotta in qualcosa di ben diverso: ossia nella chiusura in prova per sei mesi di tre valichi secondari. L’ennesima truffa.

Il periodo di prova è terminato lo scorso mese di ottobre. Quindi oltre tre mesi fa.  E adesso, per lasciare le frontiere spalancate, i camerieri dell’UE in Consiglio federale tirano in ballo la scusa che occorre valutare l’esito dei sei mesi sperimentali per vedere se e come continuare.

Punto primo: la necessità di questa “valutazione” se l’è inventata il Consiglio federale.

Punto secondo: non sta né in cielo né in terra che in tutto questo tempo ancora non si sia riusciti a farla, la valutazione. Anche il Gigi di Viganello ha capito che si tratta di un pretesto per prendere tempo. Sperando che nel frattempo si calmino le acque e che i ticinesotti rinuncino a farsi valere per sfinimento. Obiettivo: fare contenti i politicanti della vicina Penisola, che al momento dell’entrata in vigore della chiusura notturna si sono messi a strillare come ossessi.

Richiudere subito

La vicenda dei camion sospetti che passano attraverso i valichi secondari di notte rende evidente che queste dogane vanno richiuse subito. Tanto più che il comandante Antonini, nella citata intervista, invita i cittadini a segnalare subito i movimenti sospetti, dal momento che le guardie di confine non dispongono del dono dell’ubiquità. Come, come? Non abbiamo capito bene. Quando non solo si potrebbe, ma si dovrebbe chiudere i confini, questi rimangono aperti, e poi si fa appello ai cittadini perché segnalino tempestivamente i movimenti sospetti? E se nessuno non si accorge di niente (o se nessuno segnala) entrano tranquillamente in Ticino  i camion di contrabbandieri o altri malintenzionati?

La partitocrazia…

Degna di nota la seguente raccomandazione del Comandante delle guardie di confine: “che a nessuno venga in mente di improvvisarsi poliziotto… occorre evitare di entrare in contatto con personaggi violenti, pronti spesso a tutto per coprire ciò che di illegale stanno compiendo”. Ma bene! Quindi grazie al  rifiuto bernese di richiudere i valichi secondari di notte, ci tiriamo in casa soggetti  “violenti e pronti tutto”.  E li lasciamo tranquillamente fare! Ma si può essere più cocomeri di così?

E intanto che questo accade, la partitocrazia se ne impipa. Evidentemente è troppo impegnata a tirarsi giù la pelle di dosso per combattere l’iniziativa No Billag e per difendere il canone più caro d’Europa e l’emittente di regime. Chissenefrega della sicurezza della popolazione e del territorio!

Lorenzo Quadri

Valichi secondari: ci state prendendo per i fondelli?

Bernesi Achtung! Altro che riaprire in attesa della valutazione del periodo di prova

 

Ma cosa cavolo stanno combinando i bernesi sulla chiusura notturna dei tre valichi secondari di Novazzano-Marcetto, Pedrinate e Ponte Cremenaga?

Si ricorderà che, dando seguito alla mozione della deputata leghista Roberta Pantani, la Confederazione, ovvero entrambe le Camere federali con l’accordo – incredibile ma vero – anche del governo, stabilì la chiusura notturna (dalle 23 alle 5) dei valichi secondari con il Belpaese. Questo per motivi di sicurezza.

Da notare che il parlamento ha deciso: chiusura notturna dei valichi secondari (tutti). Non: chiusura in prova di tre valichi per sei mesi, dopodiché li riapriamo e decidiamo cosa fare!

La chiusura in prova, che in quanto tale viola la volontà del Parlamento, è iniziata lo scorso primo aprile. Alla sua entrata in vigore, peraltro ampiamente annunciata, i politicanti italici in fregola di visibilità si sono messi immediatamente a starnazzare contro gli “svizzeri razzisti”. Il governo di Roma ha addirittura convocato d’urgenza (uhhh, cha pagüüüraaa!) l’ambasciatore di Svizzera. E naturalmente il Belpaese ha colto al volo la scusa per bloccare per l’ennesima volta la conclusione dei famosi accordi sulla fiscalità dei frontalieri.

Decisione inspiegabile

Una volta attuata la chiusura notturna, il polverone italico si è ben presto acquietato. I sindaci dei comuni ticinesi della fascia di confine si sono detti soddisfatti. Il sentimento di sicurezza dei ticinesi toccati dalla misura è aumentato. Eppure inspiegabilmente il Consiglio federale in questi giorni, allo scadere dei sei mesi di prova, ha deciso di riaprire le dogane in attesa del rapporto sulla misura, che dovrebbe arrivare nel giro di un paio di settimane. Tutto questo senza nemmeno avvisare il Consiglio di Stato. Ed  infatti il direttore del DI Norman Gobbi se n’è lamentato pubblicamente. A giusta ragione.

Puzza di bruciato

Questo agire da parte di Berna non sta né in cielo né in terra! Che senso ha revocare la chiusura notturna in attesa della valutazione della misura per poi tornare ad applicarla di nuovo nel giro di un paio di settimane? Qui c’è puzza di bruciato, e tanta. Non vorremmo che i camerieri bernesi dell’UE avessero già deciso di fare fessi i ticinesi. E che, una volta riaperti i valichi anche di notte, poi andranno semplicemente alla ricerca di scuse per non chiuderli più. Il tutto, va da sé, con l’obiettivo di calare le braghe davanti al Belpaese!

Nell’UE…

La presa per i fondelli appare tanto più monumentale se si pensa che, proprio negli stessi giorni in cui è stata resa pubblica, si appreso che Bruxelles ha prolungato per l’ennesima volta a quattro Stati UE – Germania, Austria, Danimarca e Svezia – l’autorizzazione ad effettuare dei controlli sistematici sul confine. La stessa UE si rende quindi perfettamente conto che la politica delle frontiere spalancate è un bidone clamoroso. Gli accordi di Schengen continuano a perdere pezzi. Eppure constatiamo basiti che la Svizzera, in totale controtendenza e alla faccia di ogni buonsenso,  riapre anche i tre valichi secondari chiusi di notte. Senza che ci sia alcun bisogno di compiere questo passo. Un passo che del resto nessuno ha chiesto!

Reintrodurre i controlli.

Come giustamente ha dichiarato Norman Gobbi, se Berna riapre di notte le frontiere, allora bisogna reintrodurre i controlli in dogana. Tanto più che al confine di Chiasso stanno tornando ad ammassarsi i finti rifugiati magrebini, parecchi dei quali darebbero anche segni di radicalizzazione. Riaprire le dogane di notte “come se niente fudesse”, e oltretutto senza nemmeno avvisare il Ticino, significa prendere per i fondelli il nostro Cantone che si  è schierato compatto a sostegno della chiusura.

Ribadiamo: la chiusura notturna va estesa a tutti i valichi secondari e confermata in via definitiva. Fare meno di così non  è accettabile!

Lorenzo Quadri

Confermare, ampliare e prolungare!

Chiusura notturna dei valichi secondari con il Belpaese: avanti tutta!

 

Si avvicina alla scadenza il famoso periodo di prova per la chiusura notturna – tra le 23 e le 5 – di tre valichi secondari con il Belpaese: quelli di Pedrinate, Novazzano-Marcetto e Ponte Cremenaga.

La chiusura notturna, decisa dalla Confederazione dando seguito alla mozione della deputata leghista Roberta Pantani, è iniziata lo scorso primo aprile. E ricordiamo benissimo l’indegno starnazzare, in tale occasione, dei politicanti d’Oltreramina in fregola di visibilità mediatica. Lorsignori, per giorni e giorni, pur di mettersi in mostra e spacciarsi come paladini della potente lobby dei frontalieri, sono andati avanti a spalare palta contro la Svizzera in generale  ed il Ticino in particolare. Dimenticandosi, come sempre fanno quando gli torna comodo, che almeno 250mila loro connazionali (frontalieri, padroncini e rispettivi familiari)  hanno la pagnotta sul tavolo solo grazie al nostro Cantone. Sicché, prima di sputare nel piatto dove si mangia, bisognerebbe pensarci non dieci ma cento volte. Tanto più che poi, con la chiusura notturna dei valichi secondari, i frontalieri c’entrano come i cavoli a merenda! Il provvedimento è una misura di sicurezza e non un atto protezionistico.

Per fortuna che il Consigliere federale di riferimento è l’UDC Ueli Mauer. Il quale non si è fatto impressionare dalla “shistorm” (=tempesta di cacca) scatenata oltreconfine; ha semplicemente replicato che, contenti o meno che fossero i vicini a sud, la misura sarebbe stata mantenuta. Così è stato. Ed infatti nel giro di poco tempo la panna si è rapidamente smontata.

Chiudere tutti i valichi

Adesso che sta per scadere il periodo di prova, tutti ammettono che gli isterismi italici erano fuori luogo. Di conseguenza, non solo la misura va confermata e resa permanente, ma va estesa a tutti i valichi secondari con la vicina Repubblica. Questo è infatti stato deciso alle Camere federali, e questo deve essere fatto.  Anzi, già che ci siamo sarebbe magari il caso di aumentare le ore di chiusura. Certamente il provvedimento non risolverà tutti i problemi di sicurezza del Mendrisiotto; sarebbe troppo facile. Nemmeno ha  questa pretesa. Però di sicuro aiuta.

Sicché, avanti: chiudiamo tutti i valichi secondari di notte, chiudiamoli definitivamente e chiudiamoli più a lungo.

Quanto al “grado di soddisfazione” dei vicini a sud per questo tipo di misure elvetiche: visto il trattamento che puntualmente riceviamo da tali signori, non ce ne potrebbe fregare di meno!

Lorenzo Quadri

 

 

Valichi secondari: adesso chiudiamoli tutti

Dopo tanti starnazzamenti da parte italica, a tre mesi dalla messa in vigore della chiusura notturna dei tre valichi secondari, il bilancio dell’operazione è un successo, e di problemi non ce ne sono. “La misura – ha spiegato il comandante delle guardie di confine Mauro Antonini – ha portato un po’ di sollievo agli abitanti della zona”.

Come da copione, gli strepiti dei politicanti d’Oltreramina contro la Svizzera e contro il Ticino servivano solo ad ottenere la febbrilmente bramata visibilità mediatica. A mettere fuori il faccione in TV  spacciandosi per paladini dei frontalieri. I quali però con la misura in questione non c’entrano un tubo. Ed infatti, passata la festa, gabbato lo santo: adesso che la chiusura dei tre valichi secondari è operativa e funziona, e quindi non ha più senso cavalcarla, al di là del confine tutto è tornato tranquillo.

E’ quindi evidente che la misura in questione deve essere resa definitiva ed estesa a tutti i valichi secondari con la Penisola. Questo infatti ha stabilito il parlamento federale approvando la mozione della consigliera nazionale leghista Roberta Pantani. E che nessuno si sogni di calare le braghe davanti agli immancabili strilli italici che torneranno a sollevarsi davanti all’applicazione integrale di quanto deciso dalle Camere federali. E’ infatti dimostrato che in Italia la cagnara antisvizzera è solo uno strumento di propaganda elettorale. Mentre si spera che l’affossamento, ormai definitivo, dell’accordo fiscale con Roma, abbia chiarito anche agli esponenti della partitocrazia più duri di comprendono cosa ci si guadagna a calare le braghe con il Belpaese: una bella pernacchia.

Lorenzo Quadri

Valichi secondari: Oltreramina montano ancora la panna

E chi è questa Ravetto che viene a dirci che in Ticino non esiste la disoccupazione?

 

Incredibile ma vero, Oltreramina c’è chi ancora monta la panna sulla famosa chiusura notturna dei tre valichi secondari.

E’ il caso di tale Laura Ravetto, politicante forzitalica in cerca di visibilità,  che nei giorni scorsi, prima di un incontro tra il comitato bicamerale Schengen (uella!) da lei presieduto e l’ambasciatore di Svizzera Giancarlo Kessler, ha pensato bene di strombazzare sulla stampa del Belpaese che “avrebbe chiesto spiegazioni all’ambasciatore svizzero” a proposito della chiusura dei tre valichi. Uhhh, che pagüüüraaaa!  Dove non è arrivata neppure la “mitica” Lara Comi, guarda caso sua collega di partito, ora arriva costei.

Che, guarda caso, ha pure pensato di dare maggior pathos alle proprie sciocchezze  tirando fuori la solita storiella delle discriminazioni anti-italiane (ritornello vincente non si cambia) e completando il tutto con la seguente boiata: in Ticino “non ci sono neanche problemi di vera disoccupazione. Tant’è vero che oltreconfine il flusso dei lavoratori italiani è considerato indispensabile”. O Ravetto, ma ci sei o ci fai? E’ davvero inaudito che una persona che si occupa di politiche transfrontaliere – e i parlamentari della Penisola sono professionisti! – sia così crassamente ignorante della situazione ticinese.  Ma questa signora sa dov’è il Ticino? Ci è già stata? Lo ha visto solo in cartolina?

I consensi facili

Citiamo solo un dato facile-facile, che dovrebbe essere comprensibile anche a questa deputata. Nel terzo trimestre del 2016 il tasso di disoccupazione ILO (non quello taroccato della SECO) del Ticino era del 6.9%. Quello della Lombardia, invece, del 6.7%. Altro che “disoccupazione inesistente”. E il “flusso dei lavoratori italiani” è considerato “indispensabile” solo dai frontalieri stessi, dai loro rappresentanti (tra cui alcuni sfigati che lanciano petizioni fasciste contro il Mattino chiedendone la chiusura (!) al Consiglio federale, probabilmente senza nemmeno sapere cos’è il Consiglio federale) e dai politicanti d’oltreramina alla frenetica caccia dei voti di tale elettorato.

Se infatti vogliamo parlare della ricerca di facili consensi elettorali, è chiaro che i primi a praticarla sono proprio questa signora Ravetto e compagnia cantante. Costoro, ergendosi a sedicenti paladini dei frontalieri, li tirano in ballo a sproposito (la chiusura notturna dei valichi non c’entra con i frontalieri), puntando sulla scempiaggine degli “svizzeri razzisti nei confronti degli italiani” per contrastare una misura perfettamente legittima ed annunciata e per apparire in TV e sui giornali. Questo tanto per chiarire chi avvelena i rapporti tra Svizzera ed Italia.

E’ bene però che i cittadini italiani che vivono, lavorano e votano in Italia, sappiano che certi loro rappresentanti stanno, per il proprio tornaconto elettorale, difendendo ad oltranza la casta fiscalmente privilegiata dei frontalieri. Infatti bloccano il nuovo accordo sull’imposizione dei frontalieri. Il prezzo dei privilegi fiscali ai frontalieri lo pagano gli altri cittadini italiani. A questi ultimi va bene così?

Difesa leghista

Intanto, a dimostrazione della necessità  di chiudere di notte tutti i valichi secondari, e non solo tre, nei giorni scorsi è stata arrestata in Ticino una banda di scassinatori rumeni (che entrava nel nostro Cantone dall’Italia).  La notizia ha dato spunto ad un consigliere regionale varesino della Lega, Emanuele Monti, per difendere il provvedimento elvetico, spiegando che si tratta di una legittima misura di sicurezza e che anche l’Italia farebbe bene a difendere il proprio territorio dalla criminalità d’importazione.

Infatti, nel “caso di Stato” che troppi politicanti d’Oltreramina hanno voluto montare sui tre valichi ticinesi chiusi di notte, la Lega Nord si è sempre schierata dalla parte del nostro Cantone. E di questa coraggiosa scelta di campo bisogna renderle merito. Sarebbe stato molto più facile salire sul carro del populismo antisvizzero di veline forzitaliche e tronfi kompagnuzzi del PD. Ed infatti in particolare questi ultimi, credendo di aver colto una ghiotta occasione per infamare gli odiati leghisti, hanno letteralmente intonacato di cacca la Lega Nord per aver osato andare controcorrente difendendo la scelta elvetica.

Dobbiamo preoccuparci

All’incontro con il comitato bicamerale Schengen presieduto dalla citata Ravetto, l’ambasciatore di Svizzera Kessler ha chiarito che non ci saranno retromarce sulla chiusura notturna dei tre valichi. Fin qui tutto bene, senonché la parlamentare ha pensato bene di tornare a dichiarare che una volta terminato il periodo di prova i valichi verranno riaperti  e la chiusura non verrà estesa e in caso contrario blablabla. Se tale sproloquio è stato ispirato dall’incontro con l’ambasciatore, dobbiamo preoccuparci.

Va chiarito al di là di ogni dubbio che i valichi NON verranno riaperti dopo il periodo di prova e anzi che verranno CHIUSI anche tutti gli altri. Perché questa è la decisione del parlamento. Decisione necessaria, come dimostra la vicenda recente della gang rumena che entrava in Ticino dal Belpaese. E Ravetto e soci faranno bene a darci un taglio con i loro piagnistei e le loro recriminazioni. Altrimenti le dogane le chiudiamo anche di giorno, così almeno  questa gente starnazzerà per qualcosa.

Diplomazia allo sbando?

Da un ambasciatore di Svizzera che parla davanti a politici italici che spalano palta sul Ticino ed i ticinesi ci si può e ci si deve attendere che precisi anche i punti di cui sopra. E che “diplomaticamente” (ma fermamente) chiarisca a questa signora Ravetto e soci che la situazione occupazionale in Ticino non è affatto come la descrivono loro. E che le fasce di confine italiane possono giusto ringraziare il nostro Cantone di esistere mattino, mezzogiorno e sera. Centinaia di migliaia di loro abitanti hanno la pagnotta sul tavolo grazie al Ticino. E, se aspettano che i loro politici che strillano agli “svizzeri razzisti” creino posti di lavoro per gli italiani in Italia, fanno a tempo a morire d’inedia.

Se questo non accade, vuol dire che abbiamo un problema a livello di rappresentanti diplomatici.

Lorenzo Quadri

 

Valichi secondari: “sperimentare” la chiusura non basta!

La mozione della CN leghista Pantani deve essere applicata in forma integrale

 

Novazzano paese, Pedrinate e Ponte Cremenaga: questi i tre valichi secondari che verranno chiusi di notte, tra le 22 e le 5, a titolo di prova. Ciò in applicazione della mozione della consigliera nazionale leghista Roberta Pantani, approvata dal parlamento federale oltre due anni fa. Malgrado questo, la sua concretizzazione è stata procrastinata con le scuse più inverosimili. I camerieri dell’UE in Consiglio federale temono forse di irritare i vicini a Sud? E si sa che non vale mica la pena andare a cercar rogne per difendere il Ticino…

Qualcosa si muove

Adesso finalmente qualcosa comincia a muoversi con l’esperimento sui tre valichi. Ma è chiaro che deve essere solo un primo passettino sulla via dell’applicazione integrale della mozione Pantani. In tempi brevi si deve giungere alla chiusura notturna di tutti i valichi secondari con il Belpaese. Non solo di tre. In questo senso, c’è ben poco da sperimentare: c’è solo da fare quel che è stato deciso.  Sicché le sperimentazioni insospettiscono. Non ci vuole una fantasia particolarmente perversa per immaginare che, come si sono inventate fregnacce per fare melina per due anni, allo stesso modo si potrebbero partorire fetecchiate a sostegno della tesi (preconcetta) che l’esperimento non ha funzionato. E che quindi chiudere i valichi secondari di notte “sa po’ mia”. In questo senso, mandiamo a Berna un bell’Achtung!

Italici mugugni?

Dalle regioni italiane della fascia di confine qualcuno ha già mugugnato in vista della “sperimentazione”. Ohibò: centinaia di migliaia di abitanti di quelle aree (frontalieri e padroncini) possono mettere la pagnotta sul tavolo grazie al Ticino (e alla devastante libera circolazione delle persone). Per non parlare dei comuni che campano con i ristorni. Però i signori politicanti d’oltreramina pensano di poterci schiacciare gli ordini. Possibile che nessuno li rimetta al loro posto? E non solo a parole, ma magari con qualcosa di un po’ più incisivo (ad esempio blocco dei ristorni)?

No ai sabotaggi

Bene dunque che finalmente si cominci a chiudere tre valichi di notte. Ma non è tollerabile che la “sperimentazione” si traduca nell’ennesimo pretesto per temporeggiare, fare melina o sabotare decisioni non in linea con la catastrofica politica delle frontiere spalancate. La chiusura notturna va estesa in tempi brevi anche agli altri valichi secondari (anzi, fosse per noi bisognerebbe chiuderli anche di giorno). La vicina Penisola non ha alcuna voce in capitolo. Tanto più che la misura si rende necessaria per contrastare criminali che arrivano proprio dall’Italia: attraversano in macchina le dogane incustodite, mettono a segno il colpo – in genere ai danni di un distributore di benzina – e poi si dileguano passando da dove sono venuti. E non ci si venga a raccontare la barzelletta che la chiusura non serve perché c’è la frontiera verde. La frontiera verde non si attraversa in macchina! E i frontalieri della rapina hanno bisogno di scappare in fretta, non possono certo allontanarsi a piedi.

Lorenzo Quadri