Ticino messo a ferro e fuoco!

Aziende estere: nel nostro Cantone abusi a go-go! Ringraziamo la libera circolazione!

Come volevasi dimostrare, grazie alla devastante libera circolazione delle persone voluta dal triciclo PLR-PPD-P$$, il Ticino è diventato terra di conquista, ovvero di scorribande, per padroncini in nero ed aziende furbette in arrivo da oltreramina.

Nel 2018 in tutta la Svizzera sono state sanzionate 4000 ditte estere per infrazione della legge sui lavoratori distaccati. Ebbene, ma tu guarda i casi della vita, un terzo degli abusi è stato commesso in Ticino! Che strano eh?

Confinanti con il Belpaese

Tale situazione è evidentemente dovuta al fatto che il Ticino confina con il Belpaese, e quindi le imprese straniere attive sui cantieri ticinesi sono in prima linea italiche. Ed in Italia il lavoro nero è la norma (memorabile la dichiarazione del Berlusca quando era ancora Presidente del consiglio: “Se il lavoro non dichiarato è sotto il 20%, non si può nemmeno parlare di lavoro nero”).

Inoltre, non serve un premio Nobel per l’economia per sapere che, se si fossero fatti più controlli, il numero di abusi identificati sarebbe stato nettamente maggiore!

Sarebbe inoltre interessante sapere quanti di questi abusi sono stati scoperti su cantieri pubblici. Vedi ad esempio gli episodi di caporalato sul cantiere del LAC.

A pagare per l’invasione dei furbetti d’oltreramina, voluta dal triciclo PLR-PPD-P$$, sono gli artigiani e le piccole imprese ticinesi: quelle che rispettano le regole, lavorano con personale indigeno e di conseguenza sono legate ad un certo livello di prezzi.

E vogliono pure l’accordo quadro

A causa della devastante libera circolazione delle persone la situazione sul mercato del lavoro ticinese è precipitata. Però la partitocrazia, dopo aver provocato l’invasione dei furbetti, vorrebbe anche rottamare le già misere misure accompagnatorie, e questo per il  tramite dello sconcio accordo quadro istituzionale!

P$$: figura marrone

Fa poi ridere i polli che i $inistrati siano stati i primi a correre a starnazzare a sostegno dello sconcio accordo quadro istituzionale. Il presidente del P$$ Levrat nei mesi scorsi arrivò a dichiarare che la Svizzera “lo deve firmare subito”. Questo perché il trattato-capestro ci trasformerebbe in una colonia dell’UE, ci imporrebbe la ripresa dinamica, ossia automatica, del diritto comunitario così come pure i giudici stranieri e la direttiva sulla cittadinanza UE (secondo cui “devono entrare tutti” e non si può più espellere nessuno). Nel programma del P$$ figura l’adesione della Svizzera all’UE: lo sconcio accordo quadro è dunque perfettamente in linea con le posizioni del partito.

Poi però i kompagnuzzi si sono accorti – dopo averne mangiate dieci fette – che l’accordo quadro avrebbe comportato la fine delle misure accompagnatorie. Dunque si sono rimangiati tutto.  Ennesima figura marrone dei kompagni, ma occorre riportare la Chiesa al centro del villaggio. Le misure accompagnatorie sono importanti. Soprattutto per il nostro Cantone. Lo dimostra lo scempio provocato da ditte estere che lavorano in Ticino impipandosene delle regole perché “tanto gli svizzerotti sono fessi e non si accorgono di niente”. Ma le misure accompagnatorie non sono tutto. Se anche non fossero in alcun modo toccate dallo sconcio accordo quadro, questo andrebbe comunque respinto. Perché esso rottama la nostra sovranità, la nostra indipendenza, i nostri diritti popolari. Che sono più importanti delle misure accompagnatorie.

Lorenzo Quadri