Triciclo: attendiamo l’outing

A quando una congiunzione salvacadreghe tra PLR-PPD-P$$? Tanto ormai le differenze…

 

E’ sempre più evidente, soprattutto a livello federale. La vera contrapposizione  è tra chi difende l’indipendenza e l’autonomia della Svizzera e chi invece svende il Paese ogni giorno alla fallita UE.

Facendo nomi e cognomi: quanto sopra significa che da un lato ci sono Lega ed Udc. Dall’altro c’è il PUT, ossia il Partito Unico Triciclato, composto dall’ammucchiata euroturbo PLR-PPD-P$$. Ed è inutile che il sedicente “centro” se ne vada in giro a raccontare di non essere euroturbo. Chi vuole lo sconcio accordo quadro istituzionale, ed è il caso del PUT, vuole trasformare la Svizzera in una colonia dell’UE. Quindi mira all’adesione della Svizzera alla fallita Disunione europea: perché la differenza tra sottostare al regime dell’accordo quadro istituzionale ed aderire è solo una questione di sfumature.

Referente… in cantina

A dimostrazione che le ruote del triciclo diventano sempre più difficili da distinguere l’una dall’altra, ecco che per le elezioni federali di ottobre già si parla di possibili inciuci tra PLR e PPD, evidentemente con l’obiettivo di preservare cadreghe. A dimostrazione che ormai i due ex partitoni si sono appiattiti sulle stesse posizioni. E che il tanto decantato “referente cristiano” del PPD è stato definitivamente messo in cantina, e sostituito con il referente multikulti. Del resto, tanto per fare un esempio tra i tanti, lo scorso febbraio in Gran Consiglio il PPDog è perfino riuscito a votare compatto a favore degli islamisti, respingendo una mozione del Guastafeste che chiedeva di impedire le preghiere in strada con contenuti offensivi e discriminatori nei confronti dei credenti di altre religioni.

Il deleterio PUT

Il PUT, Partito Unico Triciclato, ha sostenuto la rottamazione del maledetto voto del 9 febbraio, il regalo da 1,3 miliardi alla fallita UE, ed adesso vuole l’accordo quadro istituzionale. E lo vuole senza alcuna linea rossa. Perché queste linee rosse non esistono. Sono un semplice bluff per fare fessi i cittadini. Del resto, malgrado Bruxelles abbia già dichiarato – ecco il ringraziamento per il regalo da 1.3 miliardi! – che gli svizzerotti devono rottamare le misure accompagnatorie alla devastante libera circolazione delle persone, nessun esponente del PUT ha emesso anche solo un flebile vagito di protesta.

E poi i $inistrati hanno ancora il coraggio di sciacquarsi la bocca con la storiella della protezione salari? Quando poi i kompagnuzzi si trovano a sostenere lo sconcio accordo quadro,a manina con i manager stranieri delle multinazionali?Quelli che vogliono le frontiere spalancate per licenziare i lavoratori svizzeri e sostituirli con migranti e frontalieri a basso costo?

Perché non fare outing?

Semplicemente, le regole che i balivi di Bruxelles ci vogliono imporre sono incompatibili con il sistema svizzero. Accettarle significa decretare la fine della Svizzera.

A questo punto, non è una sorpresa che si parli di inciuci salvacadreghe tra PLR e PPD. E’ semmai strano che l’inciucio ancora non coinvolga anche la terza ruota del triciclo, ossia il P$$.

Cari esponenti del PUT, perché non fare finalmente outing? Perché non una bella congiunzione PLR-PPD-P$$?  Tanto sui temi che più contano per il futuro del Paese, le vostre posizioni sono identiche. Così almeno il cittadino saprebbe cosa vota.

Lorenzo Quadri