UE: la presidenta dimezzata comincia col piede sbagliato

Nominata per un soffio, Von der Leyen oscilla già tra il velleitario ed il ridicolo

 

Sicché la tirapiedi dell’ “Anghela” Merkel, ovvero Ursula Von der Leyen (Serbelloni Mazzanti Viendalmare), è stata nominata presidenta della Commissione UE per il rotto della cuffia. La maggioranza necessaria nell’Europarlamento era di 374 voti. La Frau Ursula ne ha ricevuti 383: quindi appena 9 in più, mentre in 327 hanno votato contro. La nuova presidenta inizia spaccando praticamente a metà il legislativo europeo (organismo inutile quant’altri mai). Tutt’altro che brillante, e di cattivo auspicio per il futuro.

Non spettacolare

Non che la precedente carriera della Von der Leyen nel governo tedesco (ministero della difesa) venga valutata come spettacolare. Vari commentatori tedeschi ritengono sia stata una ministra debole, oltre che poco amata dalla base del suo partito, la CDU. Ed evidenziano che, sotto la sua guida, la Difesa germanica si è chiaramente involuta.

I “nemici”

Sta di fatto che cominciare con mezzo parlamento contro è un esordio da anatra zoppa. La maggioranza sul filo del rasoio dà poi la misura di come gli euroturbo in questa legislatura europea siano indeboliti.

Vero è che una presidenza debole, sostenuta solo da mezzo parlamento, torna a vantaggio degli euroscettici. Che però la sciura Ursula (come vedremo tra un attimo) ha subito additato quali nemici. E se questa è la sua idea di dialogo con chi ha posizioni diverse, siamo a posto.

Sortite velleitarie

Non contenta di iniziare la propria corsa già azzoppata, la portaborse dell’”Anghela” ha pensato bene di peggiorare le cose lanciandosi subito in dichiarazioni che oscillano tra il velleitario ed il ridicolo. Insomma delle “cagate pazzesche”  (cit. Fantozzi).

Ad esempio questa, che dovrebbe apparire minacciosa: “Chi vuole indebolire l’Europa troverà in me una dura nemica”.Uhhh, cha pagüüüraaaa!

E’ evidente che per “Europa” la Frau Ursula intende l’Unione europea. Peccato che i due concetti non si coprano per nulla. Anzi: per molti versi, l’UE è clamorosamente antieuropea (ma pro multikulti, pro islam e pro immigrazione clandestina).

In altre parole: la signora dall’articolato cognome, dopo essere stata nominata per il rotto della cuffia, si lascia subito prendere la mano da manie napoleoniche, ed annuncia di voler dopare l’UE. Questo può avvenire solo in un modo: togliendo ancora più potere agli Stati nazionali ed ai popoli, per trasferirlo ai balivi di Bruxelles. Quelli che non sono stati eletti da nessuno. Quelli che pensano di comandare contro la volontà dei cittadini. Come la Ursula.

Rafforzare l’Europa, nel senso della neopresidenta, significa quindi smantellare ulteriormente i diritti popolari a vantaggio della casta.

E’ una barzelletta?

Seconda affermazione topica, e qui siamo al ridicolo: “non è il popolo che serve l’economia, ma è l’economia che è al servizio del popolo”.Certo, come no! E gli asini volano! Se davvero la Von Der Leyen volesse un’economia al servizio del popolo rottamerebbe l’UE; peccato che abbia appena dichiarato il contrario. Sicché, la pomposa dichiarazione sull’economia che serve il popolo, oltre ad essere in stridente contraddizione con la realtà (ma dove ha vissuto finora la buona Ursula, sul pianeta Marte?) è solo una boutade da tre e una cicca.

Migranti economici

Altra sortita della neo-presidenta, che deve far suonare più di un campanello d’allarme: “mi impegnerò per il rilancio della riforma di Dublino”. Incosa consista questo rilancio non è dato sapere. Però non ci vuole troppa fantasia per prevedere dove si voglia andare a parare: riforma di Dublino significa indebolire i rinviidi finti rifugiati previsti dal sistema Dublino. Ovvero:  i paesi che si vedono arrivare in casa un migrante economico clandestino, in futuro non potranno più rimandarlo nello Stato dove egli ha presentato la prima domanda d’asilo.

La fregnaccia

Se i rimpatri Dublino verranno sabotati, è evidente che allora deve saltare anche la controparte Schengen, cioè le frontiere spalancate. Il che significa: dogane chiuse e MURO sul confine. Ma evidentemente non è questa l’intenzione della presidenta tedesca che infatti sentenzia: “(la riforma di Dublino) ci consentirà di tornare ad un’area Schengen pienamente funzionale, che è il più importante traino (!) per la nostra prosperità, sicurezza e libertà”.

Ossignùr, ma costei deve aver preso un colpo di sole! Si trattasse del suo predecessore Juncker, si potrebbe attribuire la sortita all’ennesimo eccesso alcolico. Le frontiere spalancate sarebbero fonte di prosperità, di sicurezza e di libertà?Non facciamo ridere i polli! Le frontiere spalancate portano povertà, delinquenza, e tolgono agli Stati la facoltà, vitale per la loro stessa esistenza, di decidere chi entra e chi no.

Morale

Con un simile esordio, che mette la Frau Ursula in vistosa contraddizione con gli interessi della Svizzera (sovranità, diritti popolari, autodeterminazione) diventa ancora più evidente che lo sconcio accordo quadro istituzionale va respinto subito al mittente. Meglio ancora se stracciato in coriandoli. Swissexit!

#votalegaoleuropatifrega

Lorenzo Quadri