Velo islamico a scuola: avanti così e diventerà obbligatorio

Come da copione, i legulei del TF s’inchinano a 90 gradi davanti all’avanzata islamista

 

E ti pareva se non arrivava la nuova alzata d’ingegno dei legulei del Tribunale federale (TF), i quali di recente hanno dichiarato irricevibile un’iniziativa popolare dell’UDC vodese – malgrado questa fosse riuscita nel marzo del 2016 – che mirava a proibire il velo islamico nelle scuole.

Secondo gli azzeccagarbugli del TF, tale divieto non sarebbe attuabile (“sa po’ mia!”) in quanto violerebbe la libertà religiosa delle studentesse. Oppure la libertà di genitori (magari padri) radicalizzati di costringere le figlie a girare con il velo? Comunque, coerenza vuole che, in base alla sentenza del TF in campo di copricapi,  anche i pastafariani dovranno in futuro avere diritto,  secondo il loro credo, di andare a scuola con uno scolapasta in testa (non è uno scherzo).

Inutile dire che nei paesi musulmani, quelli che manovrano il comitato dei diritti umani nell’UNO e distribuiscono generosamente accuse di islamofobia a destra e a manca (gli occidentalotti fessi ci cascano sempre), nessuno scolaro si può permettere di presentarsi in aula addobbato di crocifissi e rosari.

Ennesima calata di braghe

La sentenza dei legulei del TF è l’ennesima calata di braghe davanti all’islamizzazione della Svizzera. Che la partitocrazia si rifiuta di contrastare, sciacquandosi la bocca con la “non discriminazione”. Complimenti, avanti così! Aspettiamo qualche decennio, ne basteranno un paio, e, a colpi di inettitudine politica, immigrazione scriteriata e fallimentare multikulti, il velo islamico nelle scuole diventerà obbligatorio. E per questa enorme “conquista kulturale” (?) potremo ringraziare la partitocrazia politikamente korretta ed i suoi galoppini nel Tribunale federale. Questi signori con i piedi al caldo ed il posto garantito a vita non hanno capito che l’islam non è “solo” religione. E’ anche e soprattutto politica. Politica di conquista. Quindi, quando gli islamisti avranno i numeri per farlo, imporranno le loro regole. In casa nostra. E allora, tanti saluti alla libertà religiosa – la nostra – ed alla democrazia.

Naturalmente la casta spalancatrice di frontiere non ci arriva. Il suo unico obiettivo è quello di mantenere le CADREGHE. Il POTERE. Per farlo, deve denigrare e delegittimare gli odiati populisti e razzisti. E quindi piegarsi a 90 gradi  all’invasione islamista.

Limitare “sa po’”

Sta di fatto che la libertà di religione, come tutte le libertà costituzionali, può essere limitata. A condizione che esista una base legale, un interesse pubblico e che la limitazione sia proporzionata.

La base legale la si crea votando la legge contro il velo a scuola.  Che ci sia un interesse pubblico ad opporsi all’avanzata islamista è evidente: l’interesse pubblico è quello di salvare secoli di conquiste democratiche; libertà religiosa inclusa. E il divieto di portare il velo a scuola non può essere considerato una limitazione particolarmente pesante (mica si pretendono conversioni e abiure).

Morale: con la scusa politikamente korrettissima di tutelare la libertà religiosa dei migranti economici, il Tribunale federale impedisce ai cittadini svizzeri di votare; oltre a mettere in pericolo la nostra libertà religiosa e la nostra democrazia.

Tutti delinquenti?

Altrove le cose vanno diversamente. Il governo austriaco lo scorso  aprile ha annunciato di voler proibire i veli nelle aule scolastiche. Questo proprio per evitare discriminazioni, ghettizzazioni ed autoghettizzazioni tra le alunne.  A Vienna, secondo i legulei del TF, sarebbero tutti delinquenti? E perfino la Corte di giustizia europea (!), non proprio un covo di beceri leghisti populisti e razzisti, ha stabilito che le aziende hanno il diritto di proibire il velo sul luogo di lavoro. E la scuola è il luogo di lavoro degli studenti. Sicché…

Vogliono l’islam religione ufficiale

Del resto il confronto con la vicina Austria (Stato membro UE, non dittatura nazifascista) costituisce una continua umiliazione per il Consiglio federale. Perché Vienna è attiva nel combattere l’Islam politico. Berna invece non fa un tubo. I camerieri di Bruxelles in Consiglio federale si riempiono la bocca con l’inutile piano federale contro la radicalizzazione. Peccato si tratti di una farsa concepita da burocrati rossi e pro-Islam.  Non contenti, i camerieri dell’UE strillano il proprio No al divieto di finanziamenti esteri alle moschee. Lasciano addirittura intendere, i tapini, che il loro sogno proibito sarebbe il riconoscimento dell’Islam quale religione ufficiale in Svizzera. E poi cosa ancora?

Intanto gli estremisti islamici, sempre più numerosi nel nostro Paese – e sempre più spesso titolari di passaporto rosso grazie alle naturalizzazioni facili e di massa  – se la ridono a bocca larga degli svizzerotti fessi. La Confederella è terra di conquista: ci fanno fare tutti i nostri comodi; se del caso ci mantengono pure! Andiamoci tutti! Cosa aspettiamo?

Intanto in Ticino…

Come se non bastasse,  in Ticino un gruppuscolo radikalchic coi fastidi grassi, tra cui figurano anche due ex consiglieri di Stato PLR(Marty e Gendotti) ed un pregiudicato, ha da poco lanciato l’iniziativa popolare “Ticino laico” (?). Obiettivo: cancellare la religione cristiana dalla Costituzione cantonale. Perché sono questi i nostri problemi, nevvero? Il cristianesimo! Che livello, e che lungimiranza. E lor$ignori erano Consiglieri di Stato PLR? Poi ci chiediamo come mai questo sfigatissimo Cantone si trova immerso nella palta.

Lorenzo Quadri