Via Sicura: chi punirà i “pirati della legislazione”?

Il Ticino dà una prima spallata alla legge-bidone. Ma una rondine non fa primavera

 

Accipicchia! Vuoi vedere che l’obbrobrioso programma Via Sicura comincia a ciurlare nel manico? E questo proprio su imput ticinese? E’ infatti recente la notizia della decisione della Corte delle Assise correzionali che ha rivisto al ribasso la condanna a carico di un automobilista: anziché 12 mesi di reclusione sospesi, sono stati comminati 1500 Fr.

intenzionalità

Nel caso concreto, a permettere l’aggiustamento è stata l’intenzionalità, o meglio la sua mancanza. L’automobilista 40enne stava provando per la prima volta una macchina con “impressionante accelerazione” e non si è accorto che, solo sfiorando il pedale, il veicolo “sparava” a 100 km/h. Proprio in quel mentre è incappato in un radar. Il giudice quindi ha potuto applicare il margine d’apprezzamento. E lo ha fatto ritenendo la colpa dell’automobilista non sufficientemente grave da giustificare una pena detentiva, fosse anche sospesa.

Un po’ di decenza

La notizia è sicuramente positiva nella misura in cui riporta un po’ di decenza là dove ne era rimasta ben poca. Ma una rondine, insegna il detto, non fa primavera. E’ vero che si è creato un precedente. Non è però detto esso sia destinato a consolidarsi. Via Sicura non è caduta, e quindi non bisogna farsi illusioni. L’esigenza di intervenire a livello di parlamento federale rimane intatta ed urgente. Ma è proprio lì che ci si scontra con il muro di gomma. Eh già; chi ha voluto ed ottenuto, turlupinando tutti, la criminalizzazione dell’automobilista, non intende mollare l’osso. E di conseguenza si aggrappa a tutto pur di non rinunciare al risultato raggiunto. Dai pretesti relativamente plausibili a quelli improponibili.

La prima categoria

Nella prima categoria rientra… la data. Via Sicura è entrata in vigore solo nel 2015. E’ quindi una legge – un pacchetto di leggi – nuovo. Ed in Svizzera le regole non si cambiano tanto rapidamente. Il parlamento fa una cappellata? Bisognava pensarci prima di approvarla. I cittadini sono destinati a subirsela per parecchi anni. Quanti alle Camere federali hanno votato Via Sicura – ossia tutti i partiti tranne Udc e Lega – lo sapevano benissimo. Sapevano perfettamente che alle nostre latitudini una legge appena varata non viene stravolta tanto in fretta. Quindi sapevano anche perfettamente che esponevano gli automobilisti al rischio di una persecuzione del tutto sproporzionata. Sproporzionata e a tempo indeterminato. Però hanno dato lo stesso il proprio nullaosta. Si parla di pirati della strada; ma qui si ha a che fare con pirati della legislazione.

La seconda categoria

Nella seconda categoria, quella delle scuse improponibili, rientra invece il consueto ricatto morale. E qui le scatole girano ad elica. Via Sicura nasce in risposta ad un’iniziativa popolare contro i pirati della strada. L’obiettivo avrebbe dovuto essere quello di sanzionare i dementi che fanno le corse in autostrada. I quali, ma guarda un po’, sono tutti giovani stranieri. Ma lo scopo dell’esercizio è stato del tutto stravolto. I populisti di $inistra hanno colto la palla al balzo per criminalizzare gli automobilisti in generale, inventandosi per l’occasione costruzioni giuridiche che non stanno né in cielo né in terra. Stranamente però questa volta nessun purista della legislazione ha avuto alcunché da ridire. Quando si tratta invece di tutelare il mercato del lavoro dall’immigrazione incontrollata, tanto per fare un esempio, le cose vanno diversamente. A seguito dell’approvazione di Via Sicura, l’iniziativa popolare che l’ha originata è stata ritirata. Sicché, ecco trovata subito la scusa per mantenere in piedi l’osceno bidone. Modificare Via Sicura equivarrebbe – udite udite – a tradire la fiducia dei cittadini che hanno sottoscritto l’iniziativa! Questo argomento lo si è sentito invocare con isterici accenti da talune esponenti rossoverdi. Eh no, non ci siamo proprio!

Paladini della fiducia?

Ad attaccarsi, come cozze allo scoglio, alla volontà dei firmatari di un’iniziativa che non è nemmeno andata in votazione, sono proprio quelli che hanno cancellato senza alcuna vergogna il 9 febbraio, stuprando non solo la volontà popolare, ma anche la Costituzione. E proprio costoro pensano ora, con scioccante ipocrisia, di potersi spacciare (a sproposito) come paladini della “fiducia” e della “volontà dei firmatari”, naturalmente solo quando fa comodo a loro? Ma chi credono di prendere per i fondelli? Via Sicura è un’aberrazione, e come tale va buttata all’aria. Il parlamento lo deve agli automobilisti. Che sono poi la maggioranza dei cittadini.

Lorenzo Quadri