Via Sicura: un aborto del populismo di $inistra

E, a Berna, la correzione del programma-bidone è stata messa su un binario morto

Di recente il portale LiberaTV ha lanciato una campagna stampa (definizione usata dai giornalisti Marco Bazzi ed Andrea Leoni) contro le balordaggini di Via Sicura. L’iniziativa è lodevole ma non nuova. Nel senso che la Lega ed il Mattino fin dall’inizio hanno criticato energicamente il bidone Via Sicura. Le sue finalità di criminalizzazione dell’automobilista erano infatti fin troppo chiare. Ma tant’è.

Il PLR manca all’appello

Al portale LiberaTV sono giunte, a seguito della sua iniziativa, alcune posizioni critiche, ovvero negative, su Via Sicura. Ad esprimerle, politici di Lega, UDC, PPD. Manca all’appello il PLR. L’ex partitone non solo non condanna un programma che è la negazione, in campo di mobilità, dei principi liberali, ma in parlamento federale l’ha votato a piene mani. Idem il PPD che, malgrado il rinsavimento di taluni esponenti, ha pure l’aggravante di essere il partito della Consigliera federale Leuthard. Ovvero la responsabile politica del bidone Via Sicura, che la Doris ha sdoganato raccontando una caterva di balle.

Altro che “pochi casi estremi”!

Via Sicura, lo abbiamo scritto svariate  volte su queste colonne, sanziona un eccesso di velocità senza alcuna conseguenza più duramente di una rapina, e talvolta anche più di uno stupro. Esso consiste  in un’accozzaglia legislativa fatta con i piedi (per non citare altre parti anatomiche) sotto il ricatto morale del populismo ro$$overde. “Con Via Sicura – questo il ritornello del dipartimento Leuthard – si vogliono sanzionare con severità i pochi casi estremi di pirateria della strada”. Mai panzana fu più smaccata. Altro che pochi casi estremi, altro che pirati della strada: è stata messa in piedi una macchina infernale che criminalizza in modo generale gli automobilisti con pene spropositate alle mancanze effettive e senza possibilità di apprezzamento per i giudici. Sicché, mentre i sostenitori della jihad, grazie a sentenze buoniste-coglioniste, restano a piede libero, i conducenti vanno in galera.

Due pesi e due misure

Il bello è che, quando si trattò di spalare palta sull’iniziativa d’attuazione dell’espulsione dei delinquenti stranieri, l’élite spalancatrice di frontiere, guidata dalla gauche caviar, quale argomento principe utilizzò proprio il fatto che detta iniziativa prevedeva l’espulsione degli stranieri che delinquono senza se né ma, quindi senza apprezzamento del giudice. Ma lo stesso deplorato principio, la partitocrazia l’ha inserito, “come se niente fudesse”, in Via Sicura. Due pesi e due misure, come sempre!  Sicché, grazie alla maggioranza politikamente korretta, gli automobilisti svizzeri oggi sono trattati peggio dei criminali  stranieri.

Giovani stranieri

Ma qual è la “molla” che ha portato alla nascita di Via Sicura? L’obiettivo iniziale era – o avrebbe dovuto essere – “bastonare” i dementi che fanno le corse automobilistiche in autostrada. I quali, ma tu guarda i casi della vita, sono tutti giovani stranieri. Ed invece, i populisti di $inistra hanno colto la palla al balzo per estendere la criminalizzazione all’intera categoria degli automobilisti. E contro quanti hanno osato opporsi a questa aberrazione, i kompagni hanno azionato la consueta macchina del fango. I contrari sono stati messi alla gogna come spregevoli complici dei pirati della strada. Niente di nuovo sotto sole: è il modus operandi consueto della $inistra partito dell’odio.

Inutile dire che in consiglio nazionale gli unici a votare contro il bidone Via Sicura furono i deputati di Udc e Lega.

Grazie, partitocrazia!

Tanto per completare il leggiadro quadretto, la correzione dell’aborto Via Sicura non è certo dietro l’angolo. Le proposte in questo senso sono state messe sul binario morto. La scusa? Attendere il fantomatico rapporto complessivo su Via Sicura. Ma anche quello che mena il gesso ha capito che si tratterà del solito rapporto taroccato, secondo il quale “l’è tüt a posct”.

La partitocrazia, dunque,  ha messo nella palta gli automobilisti: chi per precisa volontà, chi calando pavidamente le braghe davanti al ricatto morale ro$$overde, chi bevendosi le panzane del Dipartimento Leuthard. Ma il risultato è uno ed univoco: automobilisti criminalizzati in nome del politikamente korretto. I quali, si spera, sapranno chi ringraziare alle prossime elezioni.

Lorenzo Quadri