Strategie da tre ed una cicca per far credere ai cittadini che esista una volontà di arginare le conseguenze devastanti della libera circolazione delle persone

La paura fa novanta, soprattutto adesso e soprattutto in casa del Consiglio federale il quale ha annunciato che sarebbe intenzionato ad introdurre nei prossimi mesi delle misure volte a limitare il diritto ad aiuti sociali a cittadini UE in cerca d’impiego in Svizzera.

Già il fatto che simili aiuti esistano è un insulto ai disoccupati ticinesi. Ed è l’ennesima dimostrazione che la devastante libera circolazione delle persone va abolita. Non solo grazie agli accordi bilaterali persone in arrivo da Oltreconfine soppiantano gli svizzeri (ed in particolare i ticinesi) nelle assunzioni, ma sono pure pagati per farlo: mentre sono nel nostro paese a cercare lavoro a scapito dei residenti,  attingono ad aiuti sociali, pagati dagli stessi residenti.

Anni di letargo

La dichiarazione d’intenti del Consiglio federale a proposito dei cercatori d’impiego UE è l’ennesima presa per i fondelli. A parte che non ci vuole una grande fantasia per rendersi conto che si tratta di bluff, è evidente l’intento di gettare fumo negli occhi ai votanti. Obiettivo: dare l’illusione di voler arginare gli effetti negativi degli accordi bilaterali. Si tratta, appunto, di illusione.

Da anni il Consiglio federale risponde sistematicamente picche ad ogni richiesta di intervento volto a limitare la libera circolazione delle persone per tutelare l’occupazione e la sicurezza dei residenti. Lo fa perché “bisogna aprirsi all’Unione europea”, come farneticava il presidente della Confederazione Didier Burkhalter nell’allocuzione di Capodanno (in cui ha, oltretutto, snobbato l’italiano). Lo fa perché “gli accordi internazionali impongono…”. Lo fa perché “dalle statistiche della SECO non risulta che…”.

E, mentre la Svizzera vergognosamente getta a mare, grazie ad un governo inqualificabile, il dovere di tutelare i propri concittadini, stati membri dell’UE vogliono limitare l’immigrazione nello Stato sociale e nel mercato del lavoro. Se consigliere federale Schneider Ammann si illude di indebolire l’iniziativa  “contro l’immigrazione di massa” andando ad annunciare che forse verranno presi dei provvedimenti, forse non ha fatto bene i conti.

E’ ovvio che quelli di cui il Consiglio federale parla sono provvedimenti alibi: lo sappiamo benissimo che il governo non prenderà mai alcuna misura che possa dar fastidio ai padroni UE. Il fatto che i 7 fenomeni abbiano ritenuto di dover giocare anche quest’ultima carta indica come ormai non abbiano più argomenti per farsi gioco del cittadino. Alla storiella dell’”immigrazione uguale ricchezza”  non crede infatti più nessuno. Soprattutto in Ticino, dove i frontalieri sono il 30% della forza lavoro quando la media svizzera è del 5% (media calcolata includendo anche il 30% ticinese).

Lo hanno capito anche i paracarri. Il Consiglio federale non farà assolutamente nulla per contingentare frontalieri e padroncini.  Ha avuto 10 anni di tempo. Non ha mosso foglia. Di certo non comincerà ora. Tentare di far credere il contrario è solo strategia pre-votazione da tre e una cicca.
Lorenzo Quadri