Votazioni: Lega e Mattino vincono su tutta la linea

Civica: la casta di nuovo asfaltata dal popolo ticinese. E sulla Previdenza 2020…

 

Per la Lega e per il Mattino, le votazioni della scorsa domenica sono state un successo su tutta la linea (per lo meno in Ticino).

La chiara maggioranza dei ticinesi (55.2%) ha infatti approvato la riforma Previdenza 2020. E’ evidente che, senza la Lega ed il Mattino, il risultato sarebbe stato ben diverso. La riforma, certo, non entusiasmava. Tuttavia avrebbe permesso di scongiurare il peggio. Purtroppo il Sì ticinese non è bastato. A livello nazionale l’oggetto è stato respinto. Per l’AVS si apre dunque un periodo di incertezza. Il piano B  per il primo pilastro non esiste. I contrari non possono certo immaginare di riesumare le loro proposte, già respinte dal parlamento. Non c’è bisogno di essere un mentalista per prevedere cosa ci verrà propinato tra qualche anno: la pensione a 67 anni per tutti. E’ evidente che la Lega si batterà contro questo scenario. Uno scenario che sarebbe deleterio in particolare per il Ticino. Dove, grazie alla devastante libera circolazione delle persone, chi perde il lavoro sopra i 55 può star certo che non troverà più un altro impiego. Complimenti alla sinistra estrema che, per bocciare il pensionamento a 65 anni per le donne, ha retto la coda a chi lo vuole portare a 67. C’è una precisa definizione per chi si comporta in questo modo: “utile idiota”.

D’altra parte, è difficile immaginare che il popolo svizzero, dopo aver rottamato la Previdenza 2020 (che comportava sì dei sacrifici, ma sostenibili) potrà approvare una riforma delle pensioni che sarà giocoforza assai più dolorosa. Aspettiamoci dunque una massiccia operazione di terrorismo di Stato per imporre l’indifendibile.

Da notare che il Ticino con il suo voto a sostegno della Previdenza 2020 ha asfaltato il neo-consigliere federale Ignazio KrankenCassis, che al Nazionale era in prima fila nel combatterla. Ulteriore dimostrazione di come il neo-ministro non sia rappresentativo del nostro Cantone. Quindi c’è poco da continuare a remenarla con la storiella del Consigliere federale ticinese.

La sconfitta dei voltamarsina

Se la Previdenza 2020 ha vinto in Ticino, l’iniziativa per la civica ha letteralmente trionfato. Il 63.4% di Sì è un risultato eccezionale. Tanto più che il comitato promotore, la Lega e l’Udc erano soli contro tutti.  La partitocrazia PLR-PPD-P$ ha infatti clamorosamente voltato marsina qualche settimana prima del voto, sconfessando i rispettivi gruppi parlamentari che avevano sostenuto la civica in Gran Consiglio. La maggioranza dei docenti era contraria alla proposta in votazione. Così come i direttori scolastici e su su fino al capodipartimento (il quale, non dimentichiamolo, tentò addirittura di far dichiarare irricevibile l’iniziativa, fallendo miseramente).

Ad essi sono aggiunti gli intellettualini della gauche-caviar multikulti, nonché i soliti biliosi gruppi anti-Lega, anti-Svizzera e quindi anti-civica. Costoro si sono mobilitati con dovizia di soldatini, mezzi, ed inserzioni a go-go sui giornali (sarebbe interessante sapere quanto hanno speso in annunci, e chi ha pagato il conto).

Di tutti i colori

Nel corso dei mesi di una campagna di votazione sempre più isterica, se ne sono viste di tutti i colori. Dalle pressioni da parte di docenti sui collegi scolastici per ottenere prese di posizione contrarie alla civica alle denigrazioni contro l’iniziativa ed i suoi promotori; dalle fake news alla denuncia di fantomatici “gombloddi” con la Curia. Insomma: i contrari non si sono fatti mancare nulla. Hanno trasformato la votazione sulla civica in una votazione sulla scuola ticinese. Di proposito. Il loro obiettivo: asfaltare la civica per mostrare al comitato promotore, chiaramente non di $inistra, chi comanda nella scuola pubblica ticinese: la gauche-caviar ed addentellati, ovviamente! E che l’odiata “destra” non osi metterci il becco! Vade retro! E soprattutto: vade retro nazionalisti! La scuola di radikalchic e kompagnuzzi non deve insegnare i principi della democrazia svizzera. Al contrario: deve insegnare che le specificità elvetiche (e la Svizzera stessa) sono ciofeche da rottamare: perché bisogna essere “aperti”, euroturbo e multikulti. Viva il pensiero unico!

Il post della vergogna

La casta si vedeva già la vittoria in tasca. Invece si è beccata una randellata di proporzioni epiche.  Mobilitatasi in grande stile contro la civica e contro i suoi promotori, ha fatto la fine dei pifferi di montagna: partirono per suonare ma vennero suonati.

La trombatura, invece di suggerire un decoroso silenzio, ha provocato indegne sbroccate.  Vedi l’obbrobrioso post di un docente italiano (permesso C) della scuola media di Barbengo, il quale ha paragonato la votazione sul Sì alla civica a quella che, nel 1933, ha portato Hitler al potere in Germania. Ah beh, se ad insegnare la storia e la civica sono simili insegnanti, c’è proprio da stare tranquilli! Ovviamente ci aspettiamo che il direttore del DECS prenda seri provvedimenti, visto che ne va della credibilità della scuola pubblica.

Lorenzo Quadri