Immigrazione di massa: l’iniziativa popolare venne approvata il 9 febbraio 2014

9 febbraio 2014 – 9 febbraio 2024. Sono passati 10 anni dall’approvazione dell’iniziativa popolare “Contro l’immigrazione di massa” che, come dice il nome, mirava a porre dei contingenti all’immigrazione, frontalierato incluso.

L’iniziativa venne votata ma la partitocrazia federale – PLR in primis – si è sempre RIFIUTATA di applicarla. Nel dicembre 2016 ha infatti varato  la scandalosa “preferenza indigena light”. Un’autentica ciofeca, del tutto inutile: del resto, tale era l’obiettivo fin dall’inizio. Risultato: in questo sfigatissimo Cantone ci troviamo 80mila frontalieri in continuo aumento, in particolare nel settore terziario, dove soppiantano i lavoratori residenti. Questo con in vigore la preferenza indigena light e pure le misure accompagnatorie (altro cerotto sulla gamba di legno).

I cittadini votanti, in particolare ticinesi, devono sempre avere bene in chiaro CHI ringraziare per il mercato del lavoro devastato dall’invasione da sud. Ovvero, coloro che hanno affossato l’iniziativa popolare “contro l’immigrazione di massa”: leggi PLR, PPD, P$ e Verdi-anguria.  

E’ incredibile che gli elettori continuino a votare per dei partiti che poi li prendono a pesci in faccia, oltretutto su temi fondamentali per il futuro del Paese.

Riuscita anticipata

La partitocrazia spalancatrice di frontiere e cameriera di Bruxelles insiste nel voler fare entrare tutti. E intanto, dopo 10 anni di NON applicazione della volontà popolare, la situazione è disastrosa. Il problema –  contrariamente a quanto la casta tenta di far credere – è molto sentito tra la popolazione. E’ infatti notizia dell’ultim’ora che l’iniziativa “No ad una Svizzera con 10 milioni di abitanti!”, lanciata lo scorso luglio, è già riuscita, avendo raccolto 110mila sottoscrizioni valide. Le firme potranno venire consegnate a fine marzo o inizio aprile, con largo anticipo sul termine di scadenza, ovvero gennaio 2025.

Ricordiamo che negli ultimi 20 anni il numero di abitanti della Svizzera è esploso a seguito dell’immigrazione scriteriata, conoscendo una crescita del 21%: percentuale che non esiste da nessun’altra parte. Se non si interviene, la quota 10 milioni verrà raggiunta nel 2030. Un decennio fa, l’Ufficio federale di statistica prevedeva che non saremmo arrivati a 9 milioni prima del 2055. Invece a 9 milioni ci siamo già adesso, con oltre 30 anni di anticipo!

“Iniziative non applicate”

E’ ormai conclamato che, per colpa della partitocrazia, la volontà popolare non è applicata. La RSI, poco sospetta di simpatizzare per l’iniziativa “Contro l’immigrazione di massa”, venerdì  ha pubblicato sul suo sito un’intervista al costituzionalista Andreas Kley, professore presso l’Università di Zurigo. Lo studioso parla chiaro: “Ci sono iniziative che non vengono applicate in modo corretto. Se una maggioranza delle élite in Parlamento si oppone a una proposta, non si può far nulla, anche se c’era un consenso popolare. Perché sta al Parlamento tradurre il testo di un’iniziativa in leggi concrete. Se non lo vuol fare, finisce lì…”. In questo modo “un’iniziativa accettata viene degradata ad una specie di sondaggio da mettere in un cassetto. E alla fine abbiamo tanti begli articoli nella Costituzione che non vengono applicati. Un’offesa alla Costituzione e alla legge”. E per questa offesa alla Costituzione, ma soprattutto ai cittadini, sappiamo chi ringraziare!

Con l’accordo istituzionale…

E la situazione è destinata a ulteriormente peggiorare in caso di sottoscrizione dello sconcio accordo istituzionale con la fallita UE! 

Ricordiamo che, oltre alla partitocrazia, perfino il governicchio cantonale ticinese ha avuto la tolla di approvare a maggioranza (maggioranza composta, ça va sans dire, dagli esponenti del Triciclo) il mandato negoziale con Bruxelles! Però lo stesso governicchio, in sprezzo del ridicolo, per il mini-sconto di 35 franchi sul canone radioTV più caro del mondo si è messo a strillare alla “patria in pericolo”! Ma sa po’?

Ebbene, in caso di accordo istituzionale con la DisUnione europea, i diritti popolari diventerebbero lettera morta: le leggi ce le detterebbe direttamente Bruxelles. Al punto che il prof. Kley, sempre dell’intervista citata sopra, ammette che “forse bisognerebbe modificare la Costituzione e stabilire che nei settori regolati da accordi internazionali non sono più ammesse iniziative popolari”. Ma stiamo busciando? Ecco dove ci vuole portare la partitocrazia! Quanto accaduto con l’iniziativa “Contro l’immigrazione di massa” diventerebbe la regola! 

#swissexit

 

Lorenzo Quadri