A seguito della politica delle frontiere spalancate e del “devono entrare tutti”, la sicurezza in Francia è andata a ramengo. Dal 2000 ad oggi, il numero degli omicidi commessi nell’Esagono è aumentato del 91%: non certo poca roba.

Nei giorni scorsi, perfino il presidente Emmanuel Macron ha dovuto riconoscere pubblicamente che a Parigi la metà dei crimini è perpetrata da stranieri in situazione irregolare o in attesa di ottenere asilo. Ah, ecco!

Eppure, anche posto davanti all’evidenza, il presidente francese rifiuta di collegare immigrazione con insicurezza. Eh già: l’ideologia spalancatrice di frontiere prevale su tutto. Avanti con il negazionismo!

E qual è allora la ricetta dell’inquilino dell’Eliseo? “Bisogna riformare le nostre leggi in profondità, per meglio accogliere coloro che vogliamo accogliere”. Ossignùr. Siamo alle solite fanfaluche politically correct: non sono i delinquenti stranieri ad essere criminali; sono i cittadini del paese in cui costoro si sono trasferiti a non essere “capaci di integrare”, in quanto tendenzialmente razzisti! Ma basta!

Da notare che in Francia, proprio come da noi, i naturalizzati non vengono più conteggiati come stranieri, ciò con l’evidente obiettivo di taroccare le statistiche sulla delinquenza e sulla dipendenza dall’aiuto sociale. Eppure, malgrado siffatte taroccature, le cifre – come indicato sopra – rimangono allucinanti.

Anche da noi

Le boiate sulla presunta “incapacità di integrare” le sentiamo anche alle nostre latitudini. A divulgarle sono i soliti $inistrati spalancatori di frontiere. Quelli che, con il fattivo contributo della stampa di regime, censurano le posizioni critiche sull’immigrazionismo, denigrandole come razziste e fasciste. Il bello è che poi la stampa di regime, quella che si presta a tale squallido giochetto propagandistico, addirittura pretendeva di mungere ulteriori sussidi pubblici. E non ha ancora gettato la spugna, malgrado il njet popolare: continua a tirare giacchette ai politicanti “amici”.

Se perfino Macron ha dovuto riconoscere che a Parigi il 50% dei crimini è commesso da stranieri, vuol dire che il legame tra immigrazione e delinquenza è ormai diventato innegabile. E questa non è una peculiarità francese. Quindi, altro che continuare a fare entrare tutti! Avanti con le espulsioni!

Lorenzo Quadri