Meravigliosa la politica degli stranieri della $inistra: ci teniamo i delinquenti, facciamo scappare i ricchi

 Il prossimo 30 novembre i cittadini svizzeri dovranno votare sull’iniziativa per l’abolizione dell’imposta forfettaria per i ricchi residenti stranieri.

Trattasi dell’ennesima brillante pensata della $inistra che, perfettamente in linea con l’azione del partito, mira ad impoverire il paese ed a svuotare le casse pubbliche. Sissignore, perché le casse pubbliche sono i kompagni a svuotarle. Mica quei delinquenti della Lega che sostengono gli sgravi fiscali.

E le svuotano, i $inistri, distruggendo sistematicamente le fonti di benessere della Svizzera. Una vera propria corsa alla rottamazione del Paese. Che non solo mira alla distruzione delle specificità del cosiddetto “modello di successo svizzero”, peraltro invocato spesso e volentieri a sproposito dai partiti $torici. Ma mira addirittura a fare peggio degli altri.

 

La guerra ai ricchi

L’iniziativa denominata “basta privilegi fiscali ai milionari” trasuda populismo già nel titolo. E poi i kompagni hanno il coraggio di montare in cattedra (senza averne alcun titolo) a moraleggiare accusando di populismo gli altri. Il sistema è sempre lo stesso: fare la guerra ai ricchi puntando sull’invidia nei confronti di chi ha di più, nella speranza di accaparrarsi qualche voto. Naturalmente senza considerare le conseguenze per il paese.

 

Per il Ticino 70 milioni

Dei forfait fiscali che i kompagni vorrebbero abolire, beneficiano in Svizzera circa 5600 persone. Si tratta di ricchi stranieri che non hanno attività lucrativa nel nostro Paese. Queste persone nel 2012 hanno versato globalmente 695 milioni di franchi di imposte alla collettività (192 milioni alla Confederazione, 325 milioni ai Cantoni e 178 milioni ai Comuni). Il 76% di questi ricchi contribuenti risiede nella Svizzera latina. Anche il Ticino è ben messo, almeno sotto questo aspetto: può contare su  877 globalisti, con un incasso previsto per il Cantone di 37 milioni di franchi e di 29 milioni di franchi per i Comuni. In sostanza stiamo quindi parlando, a livello ticinese, di circa 70 milioni di Fr. Soldi che i kompagni vorrebbero gettare a mare.

Sì, perché è chiaro che se i forfait fiscali dovessero decadere, questi “borsoni”, il 98% dei quali possiede delle abitazioni anche al di fuori della Svizzera, semplicemente si sposterebbero altrove. O meglio: porterebbero il domicilio in un’altra residenza. E quindi addio gettito. Del resto, i paesi europei fanno a gara per potersi aggiudicare questi importanti contribuenti. Solo la Svizzera, grazie ai soliti kompagni, rischia di metterli in fuga.

 

Chi colmerebbe il buco?

Si è detto che i globalisti portano in Svizzera circa 700 milioni di Fr annui di imposte, di cui 70 in Ticino. In cambio di cosa? Di ben poco. Queste persone non usufruiscono in genere di alcun servizio pubblico. Al contrario, fanno girare l’economia: acquistano beni di lusso, vanno al ristorante, costruiscono ville (senza ricorrere ai padroncini: non hanno certo bisogno di risparmiare facendo ricorso al lavoro nero) e via elencando.

Se questi milioni dovessero venire a mancare, chi sarebbe chiamato e colmare l’ammanco? Facile: il già tartassato ceto medio. I partiti $torici hanno voluto il moltiplicatore cantonale, ossia il grimaldello ideato dalla $inistra per aumentare le tasse: non esiteranno ad usarlo. Laura Sadis, la direttrice del DFE dal “margine di manovra nullo” (quando si tratta di difendere il mercato del lavoro ticinese), vuole raddoppiare le stime immobiliari per mettere le mani in tasca ai proprietari di una casetta o appartamento.

 

$inistra populista e razzista?

I globalisti inoltre sono in genere assoggettati fiscalmente anche in altri Stati: quindi parlare di privilegio fiscale è fuorviante. Se i kompagni sono contro i privilegi fiscali, comincino a combattere quelli dei frontalieri. Ah già, ma questa è roba da populisti e razzisti. Perché i frontalieri sono stranieri. Un momento, frena Ugo: anche i globalisti sono stranieri. E allora, come la mettiamo? $inistra populista e razzista?

Ah già, ma la politica degli stranieri targata P$ è sempre la stessa: facciamo arrivare e ci teniamo gli stranieri che delinquono o che si mettono a carico della socialità. Quelli ricchi che ci pagano tante imposte (e che ci permettono così di finanziare il nostro Stato sociale) senza creare né costi né problemi, invece, li mettiamo in fuga. Per la gioia degli Stati a noi vicini, che li attendono a braccia aperte. Ma si può essere più allocchi di così?

Lorenzo Quadri