Mentre il kompagno Jans e la partitocrazia continuano a ronfare e a negare l’evidenza

Il giochetto della $inistra e di parte degli uregiatti, che volevano creare un fondo di 15 miliardi di franchi per regalarne 5 all’Ucraina (gli altri sarebbero stati destinati al potenziamento dell’esercito) al di fuori del freno all’indebitamentoe quindi senza minimamente preoccuparsi del finanziamento – è stato asfaltato in Consiglio degli Stati.

Tuttavia il tema del regalo di 5 miliardi a Zelensky è sempre nell’aria: il governicchio federale non pensi di poter schivare il voto popolare. Ricordiamo che per l’Ucraina abbiamo già speso 3 miliardi, di cui 2.5 per i rifugiati dotati di statuto S. Dall’inizio della guerra, di questi permessi ne sono stati distribuiti circa 91mila.

L’insofferenza cresce

Forse i politicanti triciclati, nella loro disconnessione dalla realtà,non se ne sono ancora accorti, ma tra la popolazione l’insofferenza nei confronti dei profughi ucraini “di lusso” cresce. Anche perché gli abusi sono manifesti. E troppi ucraini – non tutti ovviamente – si distinguono per il comportamento arrogante.

Dal territorio se ne sentono di tutti i colori: ad esempio, appartamenti pagati dal contribuente e destinati a profughi ucrainiche però sono disabitati, perché i titolari vivono altrove. Oppure genitori e figli che stanno in alloggi diversi, sempre pagati da noi.

Il fatto poi che anche i proprietari di SUV Maserati con targa UA ricevano sussidi statali, e per giunta in tempo reale, mentre gli anziani ticinesi che tirano la cinghia devono aspettare anche un anno per una decisione sulla prestazione complementare, grida vendetta. E si potrebbe andare avanti ancora a lungo.

Presto con permesso B?

A chi ha voglia di rodersi il fegato si consiglia di leggere, sul sitointernet del Cantone, la pagina destinata allo statuto S (per arrivarci, basta inserire in Google le parole “ticino ucraina statuto s”): vi si trovano i tanti diritti e gli zero doveri dei beneficiari di questo permesso privilegiato che, come più volte scritto su queste colonne, va ABROGATO. Lo statuto S poteva essere funzionale per una permanenza di un paio di mesi. Ma ormai siamo già oltre i due anni, e non se ne vede la fine. Più il tempo passa, più appare stridente la disparità di trattamento tra i profughi ucraini e quelli del resto del mondo. Ma naturalmente, ancora una volta, i camerieri bernesi di Bruxelles eseguono gli ordini dei balivi UE ed USA.

Il governicchio federale lo scorso novembre ha prolungato la durata dello statuto S fino al marzo del 2025. E siamo pronti a scommettere che prossimamente, alla faccia del “permesso orientato al rimpatrio” (storiella per boccaloni a cui non crede ormai più nessuno), presto gli ucraini presenti in Svizzera verranno muniti di permesso B. Magari con la scusa ipocrita di agevolarli nella ricerca di un impiego, “così si mantengono da soli”. Risultato: resteranno tutti qui in via definitiva!

La carica dei rom

In questo sfigatissimo Cantone, chi osa tematizzare gli abusi nello statuto S viene accusato di razzismo dai giornalai di $inistra, mentre la partitocrazia tace. Altrove le cose vanno diversamente. Ad esempio nel Canton San Gallo. Dove il governicchio cantonale, rispondendo ad un’interpellanza uregiatta (!), ha preso duramente posizione contro le grandi famiglie rom che ottengono lo statuto S dichiarandosi ucraine – anche se provengono da altri paesi dell’Est europeo e non parlano né ucraino né russo – e poi lo usano per fare dentro e fuori dalla Svizzera, mungendo sussidi.

Il tema dei rom con statuto S è stato portato a Berna anche dalla Lega. Di recente, il governicchio federale (Dipartimento Jans) rispondendo ad un’interpellanza di chi scrive si è prodotto nella seguente fregnaccia: “Non si possono ritenere abusive le domande di protezione soltanto perché gli interessati non parlano né ucraino né russo. Questo è rilevante in particolare nel caso dei rom dell’Ucraina, le cui conoscenze della lingua ucraina sono spesso lacunose a causa del loro basso livello di istruzione. Senza contare che gran parte della comunità rom vive in insediamenti propri, separati dal resto della popolazione ucraina. Avanti, continuiamo a farci prendere per i fondelli da tutti!

Profughi “non cooperativi”

Di diversa posizione l’esecutivo del Canton San Gallo che, riferendosi alla medesima fattispecie, parla di “abusi sistematici nello statuto S” e denuncia la presenza di profughi che verosimilmente non necessitano della protezione della Svizzera, e in più si dimostrano “non cooperativi”. E sempre San Gallo ha presentato un’iniziativa cantonale che chiede l’abrogazione dello statuto S.

Nei giorni scorsi il Consiglio nazionale si è trovato a decidere su una mozione, presentata da un parlamentare Udc, contenente la medesima richiesta.

La partitocrazia, ma guarda un po’, l’ha respinta compatta.

Il kompagno Beat “Terzo Sesso” Jans, quello delle “politiche d’asilo restrittive”, ha da parte sua rimediato una nuova figura barbina. Ha infatti affermato che i profughi ucraini ricevono aiuti sociali solo quando non dispongono di sufficienti mezzi di sostentamento. Certo, come no! Qualcuno gli ha poi fatto notare che le autorità elvetiche non hanno alcuna possibilità di verificare la reale situazione finanziaria dei richiedenti ucraini (che “ovviamente” affermano di non essere i proprietari dei bolidi che guidano, e di non avere nulla in banca). Conseguenza: vengono versati aiuti sociali a tutti, milionari compresi, i quali poi se la ridono a bocca larga degli svizzerotti fessi; e questo accade da oltre due anni. Jans non ha saputo replicare.

Aspettiamo sempre di sapere a quanti ucraini sono stati tagliati i sussidi poiché è risultato che non ne avevano bisogno: forse a nessuno?

Son bravi soldà?

Intanto tra i profughi ucraini presenti in Svizzera ci sono circa 12mila uomini che dovrebbero combattere per il loro paese. Invece sono qui a carico del contribuente. Questa situazionedanneggia in prima linea l’Ucraina, che è a corto di militi e continua ad abbassare l’età di reclutamento. Per cui, come già scritto su queste colonne, invece di inviare miliardi a Zelensky, cominciamo a ritirare lo statuto S a questi “quasi disertori”.

 

Lorenzo Quadri