Interpellanza al Consiglio federale

 

Nelle scorse settimane è diventata di pubblico dominio una clamorosa truffa messa a segno ai danni delle assicurazioni sociali da parte di Azem Syla, cittadino kosovaro.

Syla, giunto in Svizzera nel 1994 spacciandosi per asilante, era un uomo di punta dell’UCK dal passato torbido. Nel 2010 è stato eletto nel parlamento kosovaro.

Ciononostante in Svizzera risultava invalido al 100% per presunti “motivi psichici” e  nel  corso degli anni ha percepito prestazioni sociali per quasi mezzo milione di Fr, principalmente dal canton Soletta.

Non ha ottenuto rendite AI per mancanza di contributi versati.

Syla non solo era un politico di punta nel suo Paese già al momento del suo arrivo in Svizzera come rifugiato, ma percepiva prestazioni sociali e risultava invalido al 100% mentre in Kosovo era attivo in parlamento.

Syla non truffava le assicurazioni sociali lavorando in nero di nascosto: la sua attività si svolgeva alla luce del sole, addirittura sotto i riflettori, in barba alla presunta completa inabilità lavorativa.

L’accaduto indica chiaramente l’esistenza di gravi lacune negli accertamenti sulla capacità lavorativa, come pure sullo stato di bisogno, di sedicenti asilanti.

Chiedo al CF:

          Come valuta il CF l’accaduto per quanto attiene ai controlli sull’abilità lavorativa effettuati su cittadini stranieri?

          Come si pretende di scoprire finti invalidi che lavorano in nero, se nemmeno si scoprono casi di persone, presunte inabili al lavoro in ragione del 100%, che all’estero svolgono attività addirittura pubbliche?

          Quanti sono al momento della  risposta gli invalidi psichici in Svizzera suddivisi per nazionalità?

Lorenzo Quadri

CN Lega dei Ticinesi