Delirio UE: le demenziali pretese degli eurobalivi nei confronti degli svizzerotti 

Ma naturalmente i Consiglieri federali del PLR, Didier Burkhaltèèèèr e Johann “Leider” Ammann, sono pronti alla calata di braghe integrale

Ecco qua i bei risultati di anni ed anni di lecchinaggio indecoroso e di squallido servilismo bernese nei confronti dell’UE. Gli eurofalliti (forti con i deboli e deboli con i forti) alzano continuamente il tiro e pretendono sempre di più dagli svizzerotti.

Accordo capestro

Adesso a Bruxelles fanno la voce grossa (uhhhh, che pagüüüraaaa!) perché vogliono l’accordo quadro istituzionale con la Svizzera. Uella! E’ evidente che a Bruxelles l’accordo quadro se lo possono mettere non diciamo dove perché sennò qualche moralista a senso unico si scandalizza.

L’accordo quadro è quell’accordo capestro che obbligherebbe la Svizzera a riprendere il diritto degli eurofalliti e a sottomettersi alla giurisdizione dei loro tribunali. Si tratta, nientemeno, della pietra tombale sulla sovranità elvetica, ed anche sui diritti popolari. Una genuflessione che nessun paese ancora dotato di un minimo di dignità accetterebbe, tanto più che:

  • l’Unione europea è allo sfascio, se alle presidenziali francesi vince LePen dopo la Gran Bretagna anche la Francia lascia l’UE e gli altri seguiranno;
  • Gli eurobalivi tentano per l’ennesima volta di ricattare gli svizzerotti, ma non hanno merce di scambio. Ormai se ne stanno accorgendo tutti – tranne i camerieri dell’UE della partitocrazia e del Consiglio federale – che i bilaterali sono un flop, che la libera circolazione delle persone ha fatto solo danni e che essa avrà vita breve all’interno della stessa UE. E allora su cosa ci ricattano gli eurobalivi? Minacciano di disdire i bilaterali? Facciano pure, non attendiamo altro!

Sarebbe ora che le due semplici cosette di cui sopra qualcuno le sbattesse finalmente sul muso dei funzionarietti di Bruxelles e del loro capo Juncker, magari scegliendo un momento in cui il tasso alcolemico di quest’ultimo è ancora contenuto entro limiti ragionevoli.

Ma naturalmente aspettarsi una cosa del genere da dei calatori di braghe compulsivi è una pia illusione.

Pretese&Ricatti

Ci sarebbe quasi da ridere se non ci fosse da “incavolarsi” alla grande. Sul 9 febbraio, la partitocrazia ed i camerieri dell’UE in Consiglio federale hanno preso a schiaffi la sovranità popolare solo per ubbidire ai loro padroni di Bruxelles. Sempre per lo stesso motivo, la Svizzera si sta facendo carico di finti rifugiati con lo smartphone (quanti tra loro sono miliziani dell’Isis?) che non le spettano affatto. Gli esempi potrebbero continuare a lungo. E qual è il ringraziamento? Sempre nuove pretese accompagnate da infami ricatti!

E il peggio  che il ministro degli esteri Burkhaltèèèr, PLR, è favorevole all’accordo quadro con l’UE. Forse è ora che qualcuno lo stipendio da Consigliere federale lo vada a chiedere alla commissione europea.

Un miliardo di pernacchie!

E non è finita perché gli eurofalliti non si limitano a pretendere l’accordo quadro, ma vogliono anche i soldi. E mica pochi! In particolare vogliono 1,3 miliardi di contributo di coesione per i nuovi Stati membri UE. Qui qualcuno è fuori come una cassetta dei gerani. Fateci capire: i balivi di Bruxelles ci prendono regolarmente a pesci in faccia, pretendono di comandare in casa nostra, ci ricattano, ci denigrano, ci iscrivono su liste nere o grigie (l’ultima minacciata per i regimi fiscali privilegiati oggetto della Riforma III) però si aspettano che gli svizzerotti siano pronti a pagare miliardi di coesione (ma quale coesione, se continua a perdere pezzi?) alla fallita UE? Ma gli mandiamo un miliardo di pernacchie, altro che contributi di coesione!

D’altra parte, l’atteggiamento di Bruxelles non deve sorprendere: da anni gli eurobalivi ottengono dalla Svizzera tutto quello che vogliono e senza concedere nulla in cambio. Niente di più facile che continuare a “provarci”, visto che il sistema funziona che è una goduria.

Quando ci decideremo a mandare finalmente l’UE a “affandidietro”? Cosa deve ancora succedere perché la maggioranza politica esca dal letargo e si accorga che a Bruxelles non ci sono affatto nostri amici, ma dei politicanti che vogliono approfittarsi degli svizzerotti fessi, e finora – grazie alla pochezza dei nostri governanti – ci sono sempre riusciti a meraviglia?

Chi vuole pagare?

E’ ovvio che a Bruxelles non si versa più nemmeno un centesimo. Chi, invece, vorrebbe pagare il miliardo di coesione senza fare un cip e – va da sé! – senza porre alcuna condizione? Risposta: i due ministri del PLR: ossia il già citato Didier “dobbiamo aprirci all’UE” Burkhaltèèèr ed il suo collega “Leider” Ammann. Ma questi signori sono ancora al loro posto in Consiglio federale? Forse è il caso di chiederselo…

Ricordiamo inoltre che il PLR è stato in prima fila nello stuprare la Costituzione sul “maledetto voto” del 9 febbraio per mantenere le frontiere spalancate. Adesso i suoi ministri vorrebbero  regalare miliardi all’UE e anche cederle gli ultimi rimasugli della nostra sovranità nazionale. Ricordarsene alle prossime elezioni.

Lorenzo Quadri