Dovevano venire allontanati dal Paese. Invece li hanno naturalizzati. E sono migliaia

La Lega ha già chiesto lumi sulla situazione in Ticino

Ah, poi qualcuno ha ancora il coraggio di dire che le naturalizzazioni facili di stranieri non integrati sarebbero tutta una balla populista e razzista.

E magari questo stesso qualcuno ha pure la tolla di sostenere che non è vero che la politica d’asilo svizzera è un FLOP totale.

Nei giorni scorsi, il settimanale Weltwoche ha reso noto che nel corso degli ultimi 20 anni, quindi tra il 2003 ed il 2022, sono stati naturalizzati più di 7000 asilanti la cui domanda era stata RESPINTA. Quindi non si tratta nemmeno di profughi, ma di finti rifugiati; e come tali accertati.

Ammissioni provvisorie

Cosa ha reso possibile una simile aberrazione? Risposta: lecosiddette ammissioni provvisorie. Ovvero i famigerati permessi F. Questi permessi vengono rilasciati a richiedenti l’asilo che non sono dei perseguitati: nei loro confronti è stata pronunciata una decisione di allontanamento dalla Svizzera. Ma l’allontanamento, per qualche motivo, non può ragionevolmente diventare esecutivo(naturalmente, in nome del buonismo-coglionismo, l’elenco di ciòche non sarebbe ragionevole si è viepiù esteso col passar del tempo).

I permessi F rimangono qui, nella massima parte dei casi a carico del contribuente: l’82% di loro è infatti in assistenza. Come rileva il settimanale Weltwoche, tra il 2003 ed il 2022 le persone ammesse provvisoriamente sono state in totale oltre 100mila. Attualmente ce ne sono 45mila; più del doppio rispetto al 2013.

Di queste, 7 mila sono state naturalizzate.

Ma si può essere più tamberla di così? Immigrati che avrebbero dovuto lasciare il paese non solo sono rimasti, ma hanno addirittura ottenuto il passaporto rosso! La Lega dei Ticinesi (vedi a pag. 27) ha prontamente interrogato il governicchio cantonale, per sapere quante delle citate 7mila naturalizzazioni sono avvenute in Ticino. In base alla legge delle proporzioni, alcune centinaia.

Con lo statuto S…

La SEM, Segreteria di Stato della migrazione, ha dichiarato che con la nuova Legge sull’acquisto della cittadinanza svizzera una cosa del genere non potrebbe più accadere. Tüt a posct? Mica tanto. Uno, ai 7000 asilanti respinti ormai diventati svizzeri (?), il passaporto rosso non lo leva più nessuno; e ci piacerebbe sapere quanti tra loro sono in assistenza. Due, anche con la nuova leggeun permesso F può trasformarsi in B e poi in C, portando cosìall’acquisizione del passaporto rosso.

Non dimentichiamoci poi del famoso statuto S concesso ai profughi ucraini. Se dopo cinque anni lo statuto S non viene revocato dal governicchio federale, ai titolari viene conferito d’ufficio il permesso B. Quindi la strada verso la naturalizzazione facile è spalancata! Ecco perché i $inistrati vogliono lo statuto S per tutti gli asilanti!

Svizzeri in 5 anni

E’ poi il caso di ricordare che un gruppo di politicanti federali ro$$overdi – tutti con doppio passaporto, ma guarda un po’ – ha lanciato un’iniziativa popolare che chiede che chiunque risieda in Svizzera legalmente da almeno 5 anni possa diventare automaticamente cittadino elvetico se ne fa richiesta. I titolari di un permesso F non sono clandestini. Sicché, secondo la delirante proposta dei kompagnuzzi, decine di migliaia di finti rifugiati non integrati potrebbero diventare cittadini elvetici di punto in bianco, e pertanto rimanere qui in eterno! Avanti, creiamoci anche noi le banlieu francesi!

Giudici stranieri

Non solo, grazie alla fallimentare politica d’asilo della partitocrazia, gli immigrati clandestini rimangono in Svizzera, ma possono pure farsi raggiungere dal parentado tramite ricongiungimento familiare. E, quelle poche volte in cui gli svizzerotti glielo rifiutano, ecco che vengono bacchettati dai giudici STRANIERI. Ovvero dai legulei della CEDU, la Corte europea dei diritti dell’uomo incadregata a Strasburgo, la quale si produce in pittoresche sentenze su presunte violazioni del “diritto al rispetto della vita familiare” dei finti rifugiati. Ö la Peppa! Il fattaccio è accaduto negli scorsi giorni, con la CEDU che ha condannato la Confederella a sborsare 25mila franchetti a beneficio di tre migranti i cui diritti (?) sarebbero stati lesi (?).

Simili sentenze sono un motivo in più per disdire la partecipazione della Svizzera alla Convenzione europea dei diritti dell’Uomo (non ce l’ha ordinato il medico di sottoscriverla; la stessa UE non aderisce), così da disfesciare i giudici stranieri di Strasburgo.

Invece, cosa intende fare il governicchio federale ed in primis il “medico italiano” (cit. Corriere della Sera) del PLR? Negli “elementi chiave del mandato negoziale” con i balivi di Bruxelles,accetta che un ipotetico (molto ipotetico) accordo istituzionale con la fallita UE preveda la sottomissione della Svizzera ad ulteriori giudici stranieri: nel caso concreto, quelli della Corte europea di giustizia. Geniale! Al posto di liberarci dei giudici stranieri, ne aggiungiamo ancora di altri! Grazie, partitocrazia!

#swissexit

#votalegaoiltriciclotifrega

Lorenzo Quadri