Bisogna ridurre i sussidi agli stranieri. No alla mungitura degli automobilisti

Ecco dunque servito il Preventivo cantonale 2024 con manovricchia di “risparmi” per 134 milioni. Che poi tanto “risparmi” non sono, dal momento che la spesa continua comunque a crescere dell’1.5%.

Nel caso qualcuno non lo avesse ancora capito, il problema delle finanze cantonali non sono affatto le entrate, che sono costantemente cresciute, bensì le uscite, esplose senza controllo: nel 2024 si avvicineranno ai 4 miliardi di franchi, una follia. Del resto dal recente studio Idehap risulta che il Ticino spende di più (anche molto di più) della media svizzera in ogni ambito dell’attività statale. Ed è in questo che risiede il problema delle finanze del Cantone. E’ quindi evidente che bisogna intervenire sulla spesa pubblica; e solo sulla spesa.

Cosa resterà?

Il governicchio ha presentato una proposta di risparmi per 134 milioni. Che però mai diventerà realtà. Siamo curiosi di vedere cosa resterà di questi 134 milioni dopo il passaggio nel parlatoio. E anche di sapere quando il parlatoio voterà sul Preventivo 2024. Complici le elezioni (federali, vedi ballottaggio per gli Stati, e poi comunali) la partitocrazia polemizzerà ad oltranza per ottenere il massimo di visibilità mediatica in funzione cadregara: perché l’unica priorità è quella. E intanto il messaggio governativo resterà arenato. Vuoi vedere che il Preventivo 2024 verrà votato a metà 2024, o addirittura dopo? E naturalmente, sempre a scopo cadregaro (ottenere consensi spendendo i soldi degli altri), le misure di contenimento della spesa verranno in gran parte spazzate via. L’immediato starnazzare cacofonico di tutte le forze politiche all’annuncio della manovricchia – avviato senza nemmeno averla letta – è chiaramente legato alla campagna per le elezioni nazionali.

Risparmi da difendere

Nel Preventivo 2024 è tutto da buttare? No. I tagli all’amministrazione pubblica, gonfiata come una rana (l’intero gettito delle persone fisiche non basta a finanziarla),ci stanno tutti. Giusto anche il contributo di solidarietà del 2% chiesto ai funzionari con redditi superiori ai 60mila franchi. Si tratta, anzi, di una forma di compensazione per il caro vita: lo scorso anno il Cantone ha fatto la cappellata di riconoscerlo a tutti,invece che solo a chi guadagna meno. Del resto, tra chi lavora nel privato, in quanti l’hanno ricevuto?

Quest’anno il carovita non ci sarà per nessuno… come del resto accadrà anche nel privato. Basta con l’attuale società a due velocità, con un’amministrazione pubblica vistosamente sovradimensionata che, usando i soldi del contribuente, si auto-attribuisce condizioni e prestazioni privilegiate che la maggior parte dei lavoratori non statali che la finanziano si può solo sognare.

Sacche in abbondanza

Nell’amministrazione pubblica ci sono comunque ancora varie sacche di risparmio. Vedi, tanto per dirne una, le varie figure di “delegati” (per la parità, per l’integrazione, per la digitalizzazione,…) che possono essere lasciati a casa domani e nessuno se ne accorge.

E come la mettiamo con la spesa kulturale? Il Ticino spende 400 franchi all’anno pro capite contro una media nazionale di 315. Questo perché gli operatori kulturali di questo sfigatissimo Cantone, compresi quelli più grandi e blasonati, invece di andare alla ricerca di fondi privati si attaccano alla mammella statale.

Sussidi agli stranieri

Per quel che riguarda i premi di cassa malati, bisogna capire la reale portata della misura di risparmio proposta, e chi ne verrà colpito. Se, come si sente dire, attualmente ci sono persone con 160mila franchi di reddito che ricevono comunque sussidiRIPAM, è chiaro che dei correttivi erano necessari. Ribadiamo inoltre che chi è sussidiato in modo importante deve essere tenuto a stipulare la franchigia massima. Altrimenti è troppo deresponsabilizzato (shopping di prestazioni sanitarie inutili che poi fanno salire i premi; tanto paga il contribuente).

Il problema è però un altro: per l’ennesima volta il governicchio risparmia su tutti invece di tagliare i sussidi agli stranieri. Chi immigra deve essere in grado di mantenersi con le proprie risorse. In particolare i permessi B, di aiuti devono riceverne zero: sia che si tratti di riduzioni del premio di casa malati che di prestazioni assistenziali o altro. L’immigrazione nello stato sociale è un lusso che non ci possiamo più permettere. Non c’è più trippa per gatti.

Asilanti: altro che risparmi!

Pertanto è scandaloso che, mentre si sforbicia su tutto, la spesa per l’asilo continua ad esplodere!

A pagina 23 del messaggio sul Preventivo si legge infatti questo allucinante passaggio: “Le prestazioni per richiedenti l’asilo e ammessi provvisoriamente mostrano una crescita media annua del 25.4% nel periodo P2024-PF2027, passando da 10.5 a 20.7 milioni di franchi (+10.2 milioni), a seguito dell’importante aumento delle previsioni di attribuzione di persone con tale statuto dalla Confederazione al Canton Ticino. Nel medesimo periodo crescono poi di 4.8 milioni le prestazioni per rifugiati (+20% su base media annua) e di 4 milioni le prestazioni per NEM e richiedenti l’asilo con termine di partenza (+31.8% su base media annua) sempre per il medesimo motivo”.

Ma stiamo busciando? Avanti con le espulsioni di massa: le ha annunciate perfino la Germania con governo ro$$overde! Altro che aumenti di spesa del 32% su base annua!

Misura toppata

Anche per quel che riguarda le “spese di trasferimento” tra cui itagli nel settore delle case per anziani, cure a domicilio, ecceterala manovra è toppata. Infatti, tramite la ripresa dei fondi, va a colpire quegli istituti che hanno fatto i compiti nel contenimento della spesa, mentre continua a finanziare le diseconomie delle strutture che costano troppo per scelta propria: ad esempio le piccole case anziani che rifiutano di mettersi in rete per motivi campanilistici. Il mondo che gira al contrario!

Aspettiamo inoltre di sapere cosa intende fare il DSS uregiatto per contrastare l’esplosione della spesa pubblica provocata dai piccoli servizi di cure a domicilio privati e dagli infermieri indipendenti, che continuano a moltiplicarsi senza alcun controllo, fatturando un numero spropositato di ore.

Imposta di circolazione

Per finire, l’imposta di circolazione. Sarà anche vero che ci sono delle distorsioni da correggere, ma il risultato della correzione non può né deve essere un aumento delle entrate per 10 milioni di franchi! Vuol dire che la correzione serve in realtà amungere gli automobilisti, e questo a meno di un anno dalla votazione popolare sulla riduzione dell’imposta di circolazione, appoggiata dal Mattino e dalla Lega. E’ chiaro che non va bene.

In generale, visto che il problema dei conti cantonali è l’esplosione ingiustificata della spesa pubblica, non siamo disposti a tollerare nessuna forma di aggravio fiscale o di aumento di tasse e balzelli. E’ chiaro il messaggio, o ci vuole un disegno?

Morale

Concludiamo con due banali considerazioni:

Ha ragione chi dice che il governicchio (il Triciclo in generale) ha perso tempo: con i risparmi si sarebbe dovuto cominciare ben prima. Ma la partitocrazia cadregara è da anni adagiata sul comodo spendi e tassa. Purtroppo i soldi degli altri prima o poi finiscono.
Se vogliamo sperare di stare meglio, l’economia deve crescere. La “decrescita felice” non esiste. Esiste solo l’impoverimento collettivo di stampo ro$$overde.

 

Lorenzo Quadri