Altro che difesa del potere d’acquisto! Pur di pistonare la “loro” ministra della Difesa

Il centro-$inistra continua a riempirsi la bocca con il “potere d’acquisto” dei cittadini e delle famiglie, che come sappiamo è andato a ramengo, per i motivi che non stiamo qui a ripetere e che però sono strettamente legati alle politichette di centro-$inistra. Vedi la svolta verde ideologica (impatto sulle bollette energetiche e quindi su tutti gli altri prezzi), vedi l’immigrazione scriteriata (che pesa sui premi di cassa malati).

Eppure adesso non solo il P$, ma anche l’ex PPD sogna di tassare di più i cittadini. Gli uregiatti si sono inventati una tassa per finanziare l’esercito; chiaramente perché la direttora del Dipartimento della Difesa è dei “loro”.

Fatto sta che, a furia di risparmiare sul militare per regalare i miliardi all’estero ed usare altri miliardi per mantenere migranti economici e finti rifugiati, ci si è “improvvisamente” accorti che l’esercito svizzero non ha più le risorse necessarie a svolgere il proprio compito. Il tandem PLR-PPD è corso dietro alle politiche disarmiste della $inistra, ed ecco il risultato.

Un problema = una tassa

Le forze armate svizzere hanno dunque bisogno di più risorse, e cosa fanno gli uregiatti? Ad immagine e somiglianza dei kompagni, applicano il motto “un problema = una tassa”. E quindi vorrebbero aumentare l’IVA “a tempo determinato” di un punto percentuale. Obiettivo: incassare 20 miliardi in sei anni.

Ma bravi uregiatti, complimenti!

1) Aumentare l’IVA significa sabotare il potere d’acquisto dei cittadini e delle famiglie. Ma come: i politicanti centristi, per farsi propaganda, lanciano l’allarme sul potere d’acquisto… però poi vogliono aumentare l’IVA? Tutto e il contrario di tutto!
2) La fanfaluca della “tassa temporanea”  non se la beve nessuno. La storia insegna: una volta che una tassa è stata introdotta, poi non la si abolisce più, ma anzi, nel tempo la si fa aumentare perché i politicanti scoprono sempre nuovi “bisogni” da soddisfare. Bisogni che per lo più sono solo mode da assecondare per farsi campagna elettorale con i soldi degli altri. Questo è vero in particolare per l’IVA. Sappiamo infatti che questo balzello nella fallita UE è assai più elevato che da noi. E quindi, visto che si deve (?) diventare eurocompatibili… avanti con gli aumenti!
3) Anche la vignetta autostradale avrebbe dovuto essere temporanea.
4) L’IVA non deve diventare un self service con cui finanziare ogni genere di esborso. Dall’AVS al militare, e magari un domani i contributi di coesione alla fallita UE e per la “ricostruzione dell’Ucraina”?

Pagare per la NATO?

La ministra della difesa uregiatta Viola Amherd  brama “avvicinamenti” alla NATO, che sono contrari alla neutralità. La gestione finanziaria dell’esercito, con i buchi di liquidità miliardari emersi di recente, solleva parecchi interrogativi (eufemismo).

Il presidente nazionale dell’ex PPD, partito della Viola, sogna di inviare armi all’Ucraina, alla faccia della neutralità. E’ chiaro che – a maggior ragione con simili premesse e con simili politicanti – di infilare le mani nelle tasche della gente non se ne parla proprio! Gli uregiatti vogliono aumentare l’IVA per mettere l’esercito svizzero al servizio della NATO?

Devono restare tutti

La seconda perla tassaiola viene, ma chi l’avrebbe mai detto, dalla $inistra. Ad inizio marzo a Zurigo un 15enne tunisino naturalizzato ha accoltellato un cittadino ebreo: si è trattato di un atto di terrorismo islamico. Ebbene, una decina di giorni fa il TagesAnzeiger ha interpellato sul tema la direttora del Dipartimento di giustizia del Canton Zurigo, kompagna Jacqueline Fehr, già consigliera nazionala. Le risposte che ha ottenuto sono da mettersi le mani nei capelli.

La kompagna è contraria al ritiro del passaporto al giovane terrorista ed al suo rinvio in Tunisia: figuriamoci, i criminali stranieri devono rimanere tutti qui. Quello che è successo, blatera la ministra “è nostra responsabilità”. Chiaro: non è l’immigrato ad essere un terrorista, sono gli svizzerotti razzisti che, nella ro$$a e multikulti Zurigo, non lo hanno saputo integrare! Ma va a ciapà i ratt!

“Invece degli sgravi…”

Fehr è anche contraria al carcere perché il terrorista tunisino va reinserito nella società: e quindi ci vogliono misure sostitutive in centri appositi dove il giovane delinquente è seguito “ogni giorno, passo per passo, da terapeuti, educatori, personale di sicurezza, e questo  per anni”. Ah, ecco! E quanti MILIONI costa all’ente pubblico un’operazione del genere, che oltretutto non fornisce alcuna garanzia di successo? La Giacomina (Jacqueline) vuole trasformare il terrorista tunisino in un altro “caso Carlos”! E’ palese che questa posizione non è personale della kompagna Fehr, bensì rispecchia quella del partito.

La vera perla politica è però la seguente: la ministra zurighesaesorta i Comuni che hanno i conti in attivo a non procedere a sgravi fiscali, bensì ad “investire nella prevenzione della violenza”. E’ il colmo! I $inistrati riempiono la Svizzera di foffad’importazione, vogliono tenerla qui tutta compresi i terroristi islamici, ed il contribuente elvetico dovrebbe pagare più tasse affinché l’industria ro$$a della migrazione metta in piedi dei piani farlocchi di prevenzione della violenza… dei giovani stranieri? Qui qualcuno è fuori come un pannello solare.

Per ridurre la criminalità d’importazione bisogna: 1) limitare l’immigrazione 2) fermare le naturalizzazioni facili 3) procedere con le espulsioni!

Stop alle situazioni di pericolo per i cittadini e alle spese stratosferiche per la collettività in nome delle frontiere spalancate, del deleterio multikulti e dell’islamo-gauchismo!

Lorenzo Quadri