Il Consiglio di Stato ha nei giorni scorsi preso posizione sullo scritto delle organizzazioni economiche e dei sindacati in materia di invasione dei padroncini e dei distaccati.
Il governo non perde occasione per ricordare che in agosto arriverà il risultato dello studio effettuato da vari Dipartimenti, studio con cui si vorrebbero verificare i margini di manovra esistenti a livello cantonale per tutelare il mercato del lavoro ticinese sempre più preso d’assalto.
Naturalmente ci si guarda bene dal ricordare la genesi del magnificato studio, che tra l’altro è in ritardo di almeno sette anni. Questo studio è stato commissionato solo perché i due ministri leghisti sono tornati alla carica con il blocco dei ristorni delle imposte alla fonte dei frontalieri. Senza questa minaccia, il DFE – cui compete in prima linea la tutela del mercato del lavoro ticinese – sarebbe andato avanti all’insegna del totale immobilismo; come peraltro avviene, da oltre un decennio, anche in campo fiscale.

Immobili
E’ da prima delle votazioni sui devastanti Accordi bilaterali che la Lega dei Ticinesi mette  in guardia contro l’invasione del mercato del lavoro ticinese. Ma naturalmente erano tutte balle della Lega populista e razzista. Le statistiche da anni evidenziano una crescita insostenibile dei frontalieri e dei padroncini in Ticino. E dalle stesse statistiche emerge con chiarezza il deterioramento della situazione per quel che riguarda le persone in disoccupazione ed in assistenza, giovani e meno giovani. Eppure il Consiglio di Stato ed il DFE sono rimasti graniticamente immobili. Se qualcosa è stato fatto – vedi i controlli mirati sui padroncini di qualche settimana fa – è stato per iniziativa di Consiglieri di Stato leghisti.

Questione di mentalità
Che lo studio atteso per settembre sia stato commissionato solo ora e non immediatamente all’entrata in vigore dei Bilaterali, è già di per sé circostanza che grida vendetta. A ciò si aggiunge un problema di mentalità: perché se ogni misura proposta, specie se dalla parte politica sbagliata (Lega) viene esaminata dal DFE con l’obiettivo di dire che “sa pò mia” perché non bisogna MAI dare ragione all’odiata Lega, non si va da nessuna parte. Se invece di prendere misure concrete si passa il tempo a taroccare le statistiche per cercare di mitigare i problemi occupazionali provocati dalla devastante libera circolazione delle persone, non ci siamo proprio.
Occorre calarsi nella logica dell’azione ed uscire da quella del “sa pò mia” e soprattutto prepararsi a prendere delle misure anche “al limite della legalità” in regime di Bilaterali.
Perché la posta in gioco è troppo alta per poter continuare a fare i primi della classe nel rispetto di accordi che siamo gli unici a rispettare. Salvare il nostro mercato del lavoro è molto più importante.
Lorenzo Quadri