Un paio di mesi fa il Tribunale amministrativo (Tram) ha emanato una delle sue numerose e sciagurate decisioni contro l’interesse del Ticino e dei Ticinesi. Trattasi della sentenza in base alla quale nei bandi di concorso per l’assunzione dei docenti cantonali non è più possibile inserire il requisito della conoscenza delle lingue nazionali. Un escamotage che permetteva di arginare elegantemente l’assalto dei docenti frontalieri, che le lingue nazionali non le conoscono. Ma per i giudici del Tram si tratta di una discriminazione contraria alla libera circolazione delle persone. Ed infatti era proprio così: volutamente!

 Cose da matti: mentre l’Italia ci inserisce su liste nere di paradisi fiscali, liste contrarie ad ogni legalità e decenza, noi siamo qui a stracciarci le vesti per i bandi di concorso per i docenti cantonali! Grazie al Tram, poniamo le premesse per l’esplosione dei docenti frontalieri, e questo nella nostra scuola pubblica i cui stipendi sono il triplo o il quadruplo di quelli vigenti oltreconfine (e aggiungiamoci pure il vantaggio dell’euro debole). Quando si dice essere allocchi fino in fondo. Quando capiremo che i nostri vicini a Sud di accordi internazionali non ne rispettano mezzo nemmeno per sbaglio?

 

Titoli preferenziali

All’ennesima exploit del Tribunale amministrativo, a cui qualcuno dovrà far capire che la magistratura non è un corpo estraneo residente su Marte ma è inserita nel contesto del nostro paese di cui deve fare gli interessi, ci si proponeva di porre rimedio, in una qualche misura, per il tramite dei titoli preferenziali. Ossia rendere la conoscenza delle lingue nazionali titolo preferenziale per l’assunzione di docenti cantonali. Naturalmente si tratta di una scelta di ripiego. Perché comporta la necessità di vagliare centinaia di candidature d’Oltreconfine, e spalanca le porte ad una pletora di ricorsi da parte di candidati italiani scartati a causa del requisito preferenziale. Molto più semplice sarebbe stato continuare a poterli escludere in partenza. Cosa che però la sentenza del Tram impedisce.

Una scelta di ripiego è comunque meglio di niente. Deve però essere fatta. Perché difendere l’occupazione dei ticinesi, per il nuovo Consiglio di Stato  non è un optional, bensì un’assoluta priorità. A maggior ragione quando si tratta di posti pubblici. Al proposito, anche negli appalti pubblici sarebbe tempo ed ora di inserire una percentuale minima (elevata) di lavori che vanno effettuati da ditte con sede nel Cantone.

Tornando alla questione del titolo preferenziale della conoscenza (scolastica) delle lingue nazionali. E’ doveroso inserirlo non solo nei bandi di concorso per l’assunzione di docenti cantonali, ma anche in quelli di tutta l’amministrazione cantonale, onde avere il mezzo di poter escludere, con il minor numero possibile di intoppi, candidati non residenti nel Cantone.

Questo titolo preferenziale obbligatorio è stato inserito nei bandi di concorso del Cantone, e se sì, è stato introdotto ovunque? Domanda in arrivo per il Consiglio di Stato.

Lorenzo Quadri