A Locarno si rischia di rovinare tutto per correre dietro alle paturnie del P$ euroturbo

E ti pareva se, ad una scelta che fa scuola, non doveva seguire una cappellata colossale!

Il Consiglio comunale di Locarno nelle scorse settimane ha preso una decisione ammirevole in campo di bandiere. Ha infatti stabilito che quella svizzera e quella ticinese, assieme al gonfalone comunale, devono essere esposte in permanenza sul municipio e sulle scuole. Il Mattino ne ha riferito ampiamente sull’edizione del 25 ottobre. L’esposizione delle nostre bandiere è una vittoria della Lega. La maggioranza del legislativo locarnese ha infatti approvato una mozione in tal senso presentata nel 2017 dall’allora Consigliere comunale leghista Aron D’Errico, poi ripresa da Omar Caldara.

Adesso c’è da sperare che gli altri comuni seguano l’esempio!

Le nostre  bandiere devono tornare a sventolare sugli edifici pubblici. Una bandiera non è solo un pezzo di stoffa. La casta multikulti e spalancatrice di frontiere vuole far sparire il nostro paese, la sua indipendenza e la sua sovranità. Questo processo distruttivo passa, evidentemente, anche dall’imboscamento dei simboli nazionali. Imboscamento a cui occorre mettere fine.

La cappellata

Purtroppo, alla lodevole decisione sulle nostre bandiere, ecco che fa seguito la monumentale cappellata. Sempre in tema di bandiere.

Ed infatti la Commissione della legislazione del CC di Locarno, la stessa che ha preavvisato favorevolmente la mozione leghista di cui sopra, ha pensato bene di dare il proprio assenso anche ad una mozione targata P$: quest’ultima chiede che il 5 maggio, giornata dell’Europa, il municipio torni ad esporre la bandiera blu con le stelle.

Come rovinare tutto!

Il municipio di Locarno, come altri del resto – Lugano in primis – nel 2016 aveva infatti deciso che la bandiera degli eurobalivi non sarebbe più stata esposta a Palazzo civico il 5 maggio. Ciò a causa della giusta irritazione che la sua vista suscita tra i cittadini.

Non è un caso

Il 5 maggio si festeggia il Consiglio d’Europa di cui la Svizzera fa parte dal 1963. La bandiera blu con le stelle nasce come bandiera del Consiglio d’Europa. Tuttavia è in seguito stata mutuata dalla fallita ed arrogante UE. Ed oggi la bandiera in questione viene identificata non già con lo sconosciuto ed evanescente Consiglio d’Europa, bensì con l’Unione europea. Quella che – grazie alla complicità dei soldatini  del triciclo – pretende di comandare in casa nostra.

Non è certo un caso se a volere l’esposizione della bandiera dei balivi di Bruxelles, con la scusa del 5 maggio, sia il P$: nel programma di questo partito figura l’adesione della Svizzera alla DisUnione europea.

Solo le nostre

E’ evidente che lo strofinaccio blu stellato in casa nostra non va esposto per nessun motivo. Se il Consiglio d’Europa vuole essere commemorato nel giorno della sua fondazione, farà il piacere di crearsi una bandiera propria, che sia chiaramente identificabile come tale. Quella degli eurobalivi non la vogliamo vedere nemmeno per sbaglio. Anzi, se qualche municipio ancora ne conserva degli esemplari in solaio o in cantina, farà bene a portarli subito al più vicino ecocentro.

In casa nostra, di bandiere vogliamo vedere solo le nostre. Ecchecavolo!

Lorenzo Quadri