Questa mattina un gruppo di 150 immigrati africani ha bloccato la statale 16 bis, la ferrovia ed ha aggredito la polizia con spranghe e sassi. I clandestini VOGLIONO lo status di rifugiati politici; ma rifugiati politici non sono. Non c’è motivo di ritenere che i sedicenti asilanti arrivati in Ticino siano di “pasta” diversa.

 

A Bari i clandestini africani, tutti falsi rifugiati, stanno letteralmente mettendo a ferro e fuoco la città. Questa mattina un gruppo di 150 immigrati ha bloccato la statale 16 bis e la ferrovia, nei pressi del centro d’accoglienza. Armati di spranghe di ferro e di sassi, i clandestini hanno poi aggredito la polizia intervenuta sul posto. Il bilancio è di 30 feriti, tra i quali anche dei semplici passanti, oltre ai danni materiali.

L’accaduto si commenta da sé. Ma a cosa si deve questa vera e propria guerriglia urbana? Semplice: gli immigrati vogliono la regolarizzazione e, udite udite, lo statuto di rifugiato politico. Solo che questi signori non sono affatto dei perseguitati politici. Si tratta invece di rifugiati economici, che di conseguenza non hanno alcun diritto all’asilo. Questi immigrati arrivano clandestinamente in Europa e pretendono, vogliono, esigono. E se non ottengono? Blocchi stradali e ferroviari, spranghe, sassi. Questo non è affatto un comportamento da perseguitati politici. E’, invece, un comportamento da delinquenti. Ed infatti nelle sommosse verificatesi nel Nordafrica sono state prese d’assalto (e svuotate) anche le carceri.

A Chiasso non siamo ancora giunti a simili livelli. Tuttavia il comportamento di troppi sedicenti asilanti ospiti del centro di registrazione è ben lungi dall’essere accettabile. Furti, aggressioni, minacce, zuffe, ubriachezza, molestie, orina su edifici privati e pubblici, chiese comprese: la lista delle malefatte dei presunti “perseguitati politici” è scandalosamente lunga. E non ci si venga per favore a raccontare la fregnaccia $inistrorsa della “diversità culturale”. Perché il principio che, quando si è ospiti in casa d’altri (nel caso concreto ospiti autoinvitati ed indesiderati) ci si deve comportare bene, è comune a tutte le culture a tutti i contenienti. Né bisogna dimenticare una cosa: non c’è alcun motivo per ritenere che gli asilanti delinquenti siano solo quelli di Bari, e che quelli giunti a Chiasso siano invece i “buoni”. Al contrario: per un criminale è più facile spostarsi sul territorio e attraversare clandestinamente i confini. Sicché non c’è alcun motivo per ritenere che i sedicenti profughi che si trovano su territorio ticinese siano fatti di una pasta diversa da quelli che a Bari creano guerriglie urbane perché VOGLIONO uno status cui non hanno diritto o da quelli che a San Remo occupano e devastano le case di vacanza.

E’ chiaro che, alle nostre latitudini, ai livelli di Bari non vogliamo che si giunga mai, e allora ci sono almeno tre misure che sono immediatamente applicabili:

1)      aumentare la sorveglianza ai confini, di modo che i clandestini in Ticino proprio non ci arrivino;

2)      espellere immediatamente, e senza tanti se né ma, i sedicenti rifugiati che ringraziano per l’ospitalità ricevuta commettendo reati;

3)      Rinviare verso l’Italia il maggior numero possibile di asilanti, e il Belpaese fa il piacere di riprendersi i clandestini di sua spettanza.

Oltre a questo, per i sedicenti rifugiati bisogna creare dei campi di lavoro in zone discoste, così da evitare a queste persone di rendere la vita impossibile ai residenti, e anche da scoraggiare i troppi asilanti di comodo (che sono oltre il 90% dei richiedenti).

In tutto questo discorso manca però un attore: i ricchi paesi islamici.

Perché gli immigrati africani (musulmani) se li deve prendere tutti l’Europa degli “infedeli” cristiani? Vuoi vedere che c’è sotto un preciso disegno? Non certo da parte della grande maggioranza dei clandestini, i quali probabilmente della religione se ne infischiano. Ma magari da parte di altri sì.

 

Lorenzo Quadri