A2, gallerie della Collina d’Oro e del San Salvatore: bisogna fluidificare il traffico

Sul fatto che le strade ed autostrade ticinesi siano intasate, non ci piove (malgrado la meteo). Del resto, l’infrastruttura ha ormai molti anni. Ed evidentemente era pensata per la popolazione residente. Nel frattempo è arrivata la devastante libera circolazione delle persone con la conseguente esplosione deifrontalieri, che al momento sono 80mila. Risultato: includendo permessi G e padroncini, in Ticino ci sono quotidianamente oltre 450mila di persone. Sono troppe. I risultati si vedono anche sulla viabilità.

A causa dell’invasione da sud voluta dalla partitocrazia, l’autostrada A2 negli orari di punta è costantemente bloccata.  A peggiorare la situazione, da circa cinque anni, contribuisconoanche i semafori che l’USTRA (Ufficio federale delle strade) ha piazzato all’ingresso delle gallerie autostradali del San Salvatore e della Collina d’oro.

Rapporto costi/benefici?

Questi semafori sono stati fin da subito oggetto di malcontento poiché provocano ulteriori codazzi, con gli effetti collaterali che verranno citati dopo.

Impianti analoghi esistono anche sul resto della rete delle strade nazionali, non risulta però che causino i medesimi disagi. USTRA li giustifica con la “sicurezza”, ormai diventato il coperchio per tutte le pentole oltre che il pretesto principe (e facile) per rendere la vita impossibile agli automobilisti (vedi il bidone Via Sicura).

Pochi anni fa (non nell’alto medioevo) i semafori non c’erano. Non risulta che le gallerie del San Salvatore e della Collina d’Oro fossero delle trappole mortali. Rispettivamente, non emerge da nessuna parte quale miglioramento concreto (non solo teorico) avrebbero portato gli impianti semaforici dal profilo della sicurezza. C’è da chiedersi se l’USTRA prima di piazzarli abbia fatto una verifica costi/benefici. Adesso, ad oltre 5 anni dalla messa in servizio, è tempo di esaminare seriamente se il santo valga la candela. C’è il sospetto che non sia così. Nei giorni scorsi chi scrive ha portato il tema a Berna tramite interpellanza al governicchio federale.

Il traffico parassitario

Un altro effetto collaterale dei semafori è il seguente: per schivare le code che provocano, tanti automobilisti diretti a sud, soprattutto la sera, escono dall’autostrada a Lugano Nord. Così facendo, vanno ad infesciare ulteriormente la rete viaria cantonale e comunale, in particolare appunto a Lugano. Non va bene che il traffico di transito passi attraverso alla città. L’ingegnere del traffico Mauro Ferella Falda, interpellato al proposito sul CdT di venerdì, ha confermato l’esistenza del fenomeno. Se poi il “giochetto” permetta o no di risparmiare tempo, è un altro paio di maniche. Il punto è che accade.

Per questo nell’interpellanza citata si chiede al Consiglio federale, oltre che di spegnere i semafori, se è al corrente del travaso di veicoli che questi ultimi provocano, e come lo valuta. La domanda è retorica: l’USTRA è ovviamente al corrente, solo che se ne impipa, tanto non è un suo problema.

Nei giorni scorsi in un’intervista su La Domenica anche il presidente del Fronte degli automobilisti ticinesi Andrea Censi, deputato leghista in Gran Consiglio, ha espresso la propria “perplessità” (eufemismo) nei confronti dei semafori. Sempre in tal senso sono arrivate in redazione anche varie prese di posizione dopo che l’atto parlamentare Berna è stato reso noto.

Troppe targhe azzurre

E’ vero che a beneficiare dello spegnimento dei semafori sarebbero anche i frontalieri, ma ovviamente non solo loro, visto che non sono gli unici a doversi spostare verso sud. E poi c’è il tema del traffico di lunga percorrenza che viene indebitamente “spinto” sulle strade cantonali.

Sulla nostra rete viaria ci sono troppe targhe azzurre: questo è palese. Ma il problema non lo si risolve di certo piazzando semafori all’entrata delle gallerie. Lo si risolve limitando l’ingresso in Svizzera ai veicoli dei frontalieri, e ancora meglio contingentando i permessi G, così come prevede la nostra Costituzione (articolo 121 a), che però la partitocrazia spalancatrice di frontiere si rifiuta di applicare.

Il caso CUPRA

Per restare in tema di viabilità autostradale: nei giorni scorsi, sempre per il tramite di chi scrive, la Lega ha di nuovo perorato a Berna la causa dell’apertura quotidiana della corsia preferenziale CUPRA (Airolo/Passi). CUPRA permette – in caso di code al portale del Gottardo – di deviare i veicoli direttamente sulla strada del passo, evitando così che il traffico si riversi nei nuclei abitati. Lo scorso 29 maggio, infatti, il passo del Gottardo è stato riaperto. Tuttavia, CUPRA sarà “in servizio” tutti i giorni solo dal 19 luglio al 15 settembre. Prima e dopo, l’apertura avverrà unicamente durante il fine settimana.

Ma per quale motivo CUPRA non può essere aperta sempre, quando il passo è transitabile? Le code al Gottardo non si formano soltanto durante il weekend!

Lorenzo Quadri