Dopo la votazione del 18 maggio, il partito delle tasse non perde tempo

Il presidente del CdS a pochi giorni dalla votazione e smentendo clamorosamente le promesse pre-voto, lo dice a chiare lettere: bisogna quanto prima utilizzare il moltiplicatore cantonale per procedere ad aggravi fiscali.

PLR e PPDog complici della rapina annunciata!

Non ha certo perso il tempo il kompagno Manuele Bertoli, presidente del Consiglio di Stato, a chiarire subito ai cittadini ticinesi come stanno le cose.

Una settimana fa, il 18 maggio, tra i vari temi in votazione c’era pure il moltiplicatore cantonale con freno al disavanzo. Già l’oggetto in sé non può dirsi particolarmente “sexy”. Come se non bastasse, tutti dibattevano del salario minimo (asfaltato, per la $inistra ed i suoi $indakati una vera Waterloo) dei Gripen e, al massimo, del Beltrataglio ai sussidi per la riduzione del premio di cassa malati.

Risultato: del moltiplicatore cantonale non si è parlato molto. Se non su queste colonne, per fare campagna contro. I favorevoli hanno preferito passare all’acqua bassa, esprimendosi solo se strettamente necessario. Gli esponenti dell’ex partitone si sono ben guardati dal metter fuori la faccia sui giornali per difendere la proposta della loro ministra delle finanze (che in realtà l’ha copiata dalla $inistra).

Per la serie: meno se ne parla meglio è. E, se si riesce a spacciare la modifica in votazione per un semplice tecnicismo, è più facile buggerare il cittadino facendogli credere che si tratta di un tema per “addetti ai lavori” e che, di conseguenza (?), per la gente non cambia nulla.

Le fandonie pre-votazione

Le cose stanno in modo molto diverso. Con la votazione della scorsa domenica, infatti, si è inserito nella Costituzione il giocattolo per mettere le mani nelle tasche della gente tramite aggravi fiscali. Che arriveranno prima di quanto non si creda.

Fino a che la gente stava votando, i fautori del moltiplicatore cantonale che serve per aumentare le imposte – ossia tutte le forze politiche tranne Lega, Udc ed Arealiberale – dicevano che il freno al disavanzo è più che altro uno spauracchio per inculcare nei politici il rigore finanziario, ma che nella realtà c’erano tutte le garanzie che non sarebbe mai stato usato: a partire del quorum dei 2/3 del parlamento per poter modificare il coefficiente cantonale d’imposta.

Intanto però il giocattolo per aumentare le tasse veniva inserito non solo nella legge, ma addirittura nella Costituzione cantonale. Ossia nella “magna charta” dove, secondo i puristi, dovrebbero essere iscritti solo i diritti fondamentali del cittadino. Come se farsi mungere come una mucca Milka da politici incapaci di controllare l’esplosione della spesa pubblica fosse un diritto fondamentale.

Brusco risveglio

Ebbene per aprire gli occhi è bastato qualche giorno.

Il presidente del CdS Manuele Bertoli ha infatti dichiarato che bisognerà quanto prima aumentare le tasse, servendosi del moltiplicatore cantonale. Ma guarda un po’. Dove sono quelli che assicuravano che questo scenario mai si sarebbe verificato? Ed invece si verifica due giorni dopo le votazioni? Va da sé che Bertoli si è ben guardato dal manifestare le proprie intenzioni prima del 18 maggio: se i votanti avessero saputo come stavano le cose, l’esito della consultazione sarebbe probabilmente stato diverso.

Interessante, poi, l’applicazione a senso unico dei responsi popolari da parte dei kompagni. L’iniziativa “Contro l’immigrazione di massa” può aspettare tre anni; gli aggravi fiscali vengono pretesi dopo tre giorni.

Complici i partiti $torici

Complimenti dunque all’ex partitone, il cui presidente ama ripetere a destra e a manca di essere contrario agli aggravi fiscali, però la sua Consigliera di Stato fa l’esatto contrario, per essere stato il primo complice di una vittoria del partito del tassa e spendi. Ripetiamo: il moltiplicatore cantonale, per quanto presentato da Sadis, è in realtà uno storico cavallo di battaglia della $inistra.

E complimenti anche agli uregiatti, che hanno fatto da palo.

Morale: grazie a PLR e PPD, oltre che ovviamente al P$, il contribuente ticinese dovrà pagare ancora più tasse.

Stangata ai proprietari di casetta

Come se non bastasse, il proprietario di una casetta o appartamento verrà ulteriormente munto tramite l’aumento delle stime immobiliari.

La direttrice uscente del DFE, quella del “margine di manovra nullo” quando si tratta di difendere il lavoro dei ticinesi (ma il margine per mettere le mani nelle tasche della gente evidentemente lo trova) dice di voler sì “aggiornare” (traduzione: far schizzare verso l’alto) i valori di stima immobiliare, ma di volerlo fare mantenendo la neutralità fiscale (quindi, con le nuove stime i proprietari non pagheranno più tasse). Peccato che si tratti delle più classiche “balle di fra’ Luca”. Da un lato la neutralizzazione fiscale renderebbe necessario modificare così tante leggi che mai si farà. Dall’altro, Sadis ha annunciato di voler procedere a sgravi fiscali per i ricchi indicando di volerli finanziare – udite, udite – con la revisione delle stime. Ma allora con la revisione delle stime la direttrice del DFE vuole incassare! Ma come, non dovevano essere fiscalmente neutre?

E i sussidi ai permessi B

E’ quindi manifesto che il cittadino ticinese sta per essere nuovamente chiamato alla cassa. Invece di cominciare col tagliare i sussidi ai troppi stranieri, specie quelli con permesso B, mantenuti dagli svizzerotti fessi, si mettono le mani nelle sempre più anoressiche tasche della gente.

Grazie, partiti $torici! Grazie, ex partitone e PPDog!

Lorenzo Quadri