Prima della votazione del 2000 aveva dato una serie di rassicurazioni: non ne ha azzeccata una

I nodi vengono al pettine e con essi le panzane del Consiglio federale. Il TagesAnzeiger nei giorni scorsi si è prodotto in un esercizio molto utile di promemoria, in un paese che tende a dimenticare molto in fretta.

Correva l’anno 2000: i cittadini erano chiamati ad esprimersi in votazione sui devastanti accordi bilaterali con la fallimentare UE (allora non ancora così fallita come adesso). Il Consiglio federale, ma non solo lui, raccontava le più monumentali panzane a favore della libera circolazione delle persone con l’obiettivo di estorcere un Sì ai cittadini.  Ricordiamo ad esempio molto bene le dichiarazioni di Fulvio Pelli, allora presidente nazionale del PLR, secondo cui “con la libera circolazione delle persone i giovani ticinesi potranno trovare lavoro a Milano”.

Le perle

Il Consiglio federale, nella sua campagna a favore dei Bilaterali, si produsse in una serie di autentiche perle. Una sequela di promesse non mantenute e di previsioni clamorosamente sbagliate. Ad esempio questa: “come insegnano le esperienze fatte nell’Unione Europa, non ci sarà un forte aumento in Svizzera di cittadini europei. In verità, i movimenti migratori all’interno dell’Unione sono scarsi”. Oppure questa: “Studi indipendenti sono giunti alla conclusione che non vi saranno effetti negativi sul mercato del lavoro e sui livelli salariali in Svizzera”.  Quasi da barzelletta. Mai previsione fu più toppata di questa. E il colmo è che la SECO, nelle sue indagini taroccate pro-sacoccia del Consiglio federale, ancora difende una simile versione: farebbe ridere, se la situazione occupazionale non fosse drammatica alle nostre latitudini. Non è più nemmeno una presa in giro. E’ una provocazione.

 Il Consiglio federale potrà ora spiegare a tutti i ticinesi che si trovano in disoccupazione e/o in assistenza perché al loro posto si assumono frontalieri, a tutti gli artigiani ticinesi che sono sull’orlo del fallimento o che sono già falliti a causa dell’invasione dei padroncini che viene allegramente minimizzata da Berna (tanto ad andarci di mezzo sono i  ticinesi per cui chissenefrega, si fosse trattato dell’Altipiano la musica sarebbe stata ben diversa) che la devastante libera circolazione delle persone non ha effetti negativi sull’occupazione e sui salari in Ticino. 
Manca solo il patetico mantra “immigrazione uguale ricchezza” e poi c’è tutto.

Al  massimo 10mila immigrati?

Interessante poi la prognosi sull’immigrazione che nel 2000 veniva allegramente venduta come oro colato per raggirare l’elettore e convincerlo a spalancare le frontiere che tanto non sarebbe successo niente: citando i soliti studi “indipendenti” (?) il Consiglio federale arrivava a dichiarare giulivo che al massimo dall’UE sarebbero arrivati in Svizzera 10mila immigrati all’anno. Ebbene, attualmente ne arrivano circa 80mila. Non qualcuno in più del previsto. Otto volte di più. Signori, come la mettiamo?
La situazione che si sarebbe venuta a creare, la Lega dei Ticinesi ed il Mattino l’avevano ampiamente prevista: ma naturalmente erano tutte balle della Lega populista e razzista. C’erano fior di studi che assicuravano che non ci sarebbero state ripercussioni negative sul mondo del lavoro, che sarebbero arrivati al massimo 10mila cittadini UE all’anno, che padroncini e frontalieri non sarebbero stati un problema e che gli asini volano.

Non caschiamoci di nuovo

Poiché le assicurazioni del Consiglio federale in occasione della sottoscrizione degli accordi bilaterali nel 2000 si sono dimostrate carta straccia dalla prima all’ultima, è evidente che anche le dichiarazioni, non supportate da nulla, secondo cui la libera circolazione delle persone sarebbe indispensabile per la Svizzera, sono altrettanto taroccate.

Per quale motivo i cittadini dovrebbero ancora credere alle panzane del Consiglio federale sulla libera circolazione delle persone che non causerebbe alcun problema, anzi? A maggior ragione in Ticino dove le sue devastanti conseguenze sono diventate l’amaro pane quotidiano di troppa gente?
Votiamo tutti sì all’iniziativa “Contro l’immigrazione di massa”. Proprio perché prevede, tra le altre cose, anche il contingentamento dei frontalieri. Proprio perché è incompatibile con la libera circolazione delle persone.
Lorenzo Quadri