Ma come, gli asilanti che arrivano in Svizzera non dovrebbero essere dei poveri perseguitati che scappano da paesi in guerra, e si vergognino gli spregevoli populisti e razzisti che sostengono il contrario?
Come noto, l’80% dei richiedenti l’asilo sono giovani uomini soli che non scappano da alcun conflitto. Questa invasione dell’Europa da parte di fiumane di giovani uomini che provengono “da altre culture”, in cui – tanto per dirne una – il ruolo della donna è giusto un attimino diverso da quello faticosamente conquistato in Occidente, non poteva mancare di provocare sfracelli. Che infatti sono puntualmente arrivati. Non ci voleva il mago Otelma per prevederlo. A dimostrazione che la storiella della multikulturalità, inculcata al pubblico come “la via del bene” a suon di squallidi ricatti morali (se non sei d’accordo sei un becero razzista) è invece un fallimento su tutta la linea.

Masochismo europeo
Non si vedono peraltro motivi di ottimismo, dal momento che il vecchio continente non è solo vecchio. E’ proprio decrepito. Per essere “aperta e multikulti” l’Europa ha rinunciato ad imporre agli immigrati i propri valori ed il proprio modello di società. Anzi, li ha rottamati senza ritegno. In un crescendo di criminale imbecillità, c’è chi è arrivato al punto di cancellare le celebrazioni natalizie dalle scuole per “non urtare la sensibilità” di chi proviene da altre culture. Di vietare le camice dei contadini svizzeri perché sarebbero “razziste”. E’ chiaro che un simile atteggiamento autolesionistico non può che fomentare l’immigrazione illegale. Infatti equivale a dichiararsi terra di conquista.

Paragoni improponibili
E si abbia almeno la decenza di non paragonare l’immigrazione clandestina dei nostri giorni, che oltretutto non ha nulla a che vedere il diritto d’asilo, con i nostri antenati che emigravano oltre atlantico. In quei tempi e luoghi c’erano dei paesi da costruire. E non c’era uno stato sociale in cui immigrare. Da noi invece c’è un’Europa che non ha più risorse nemmeno per se stessa.

La nostra $inistruccia…
I fatti di Colonia hanno cominciato ad aprire qualche occhio sulle disastrose conseguenze di un’immigrazione scriteriata da “altre culture”, incompatibili con la nostra. Inutile dire che la nostra $inistruccia spalancatrice di frontiere, come al solito in controtendenza, si tiene sugli occhi le sue ideologiche fettone di mortadella. E chi propone di limitare la libertà di movimento dei migranti economici, anche a tutela delle donne sessualmente aggredite dai finti rifugiati, viene coperto d’insulti dalle kompagne della gauche caviar. Ne sa qualcosa il Guastafeste Giorgio Ghiringhelli.
I fatti di Coira
Ma i fatti di Colonia, per quanto ripugnanti, non devono oscurare il resto. Non devono far passare sotto silenzio i “fatti di Coira”. Cosa è successo a Coira? La ridente capitale grigionese da settimane è devastata da un’impennata di microcriminalità: automobili vengono scassinate, spariscono vestiti dai balconi, i negozi vengono razziati (soprattutto i reparti superalcolici). La causa di tutto ciò? Il centro di registrazione per asilanti. Una dozzina di reati sono stati imputati a tre nordafricani. Ma con tutta probabilità il trio ne ha commessi assai di più. E quella dei tre nordafricani non è l’unica banda che fa capo al centro asilanti. Il portavoce della polizia cantonale grigionese ha parlato di “frequenza eccezionale” dei reati. Alla stampa locale, gli agenti hanno dichiarato che i malfattori tornano a delinquere praticamente subito dopo l’interrogatorio di polizia: “ridono di noi. Sanno perfettamente che le loro azioni non vengono perseguite”.

Altri reati
Se le molestie sessuali seriali da parte dei finti rifugiati non possono essere tollerate, lo stesso vale anche per gli altri reati. Come la mettiamo con le aggressioni e le minacce ai danni di passanti o di dipendenti comunali da parte di migranti economici che stazionano, imbenzinati di superalcolici rubati, nei giardinetti pubblici di Chiasso? Anche chi si rende colpevole di questi misfatti deve venire espulso dalla Svizzera. Chi, dall’alto della propria autocertificata superiorità morale (?), si premette di paragonare i nostri nonni e bisnonni che emigravano in Argentina a simili soggetti, può solo vergognarsi.
Ed è forse ora di rendersi conto che la sciagurata politica delle frontiere spalancate è da tempo al capolinea. Altro che volerci aggiungere l’avvocato gratis (cioè pagato dal contribuente) e le “espropriazioni facili” per creare nuovi centri d’accoglienza. Eppure queste balordaggini sono contemplate dall’ultima, fallimentare revisione della legge sull’asilo: per fortuna è stata referendata!

Se il vaso è pieno…
Il presidente della Confederazione Johann Schneider Ammann ha dichiarato che le capacità d’accoglienza della Svizzera sono esaurite. Magari, oltre che ai giornalisti, il buon “Giuànn” queste cose potrebbe dirle anche alla sua collega kompagna Simonetta Sommaruga. Se il vaso è colmo, non vi si immette altra acqua. Non dovrebbe essere un concetto così difficile da capire…
Lorenzo Quadri