La “strategia energetica 2050”, frutto del populismo ro$$overde, è un flop: va rottamata

Invece di strillare all’emergenza climatica farlocca e di preseguitare gli automobilisti, la kompagna Simonetta pensi alle emergenze vere

Dall’ultima analisi di mercato pubblicata dal Touring Club Svizzero (TCS) si scopre che la mobilità elettrica cresce più rapidamente del previsto. Prendendo in considerazione le  immatricolazioni avvenute tra settembre e novembre dell’anno di disgrazia 2021, risulta infatti che il 18.3% dei nuovi veicoli immessi in circolazione era completamente elettrico. Le vetture munite di presa della corrente (incluse dunque le ibride ricaricabili) erano il 28%. Più in generale, la maggioranza delle auto nuove (51%) era a propulsione alternativa (ibrida o elettrica).

Secondo le previsioni del Bak, entro il 2030 la metà delle nuove automobili funzionerà ad elettricità. Oggi appare però che questa quota verrà raggiunta assai prima.

Impennata

Anche le bici elettriche si sono moltiplicate come funghi, con tanto di sussidi pubblici. Una realtà che tutti possono constatare. La conseguenza, ma tu guarda i casi della vita, è stata l’aumento degli incidenti che vedono coinvolti questi  velocipedi.

Per restare in zona: sarebbe interessante avere qualche cifra a proposito degli incidenti con i trotinette elettrici. Oltretutto, sia detto per inciso, anche il bilancio ambientale dei monopattini appena citati non risulta poi così favorevole come vorrebbero far credere certi politichetti e giornalai, considerando il ciclo produttivo dei componenti (fabbricati in Cina), il trasporto, lo smaltimento, eccetera.

Sicurezza a due velocità

Ohibò: qualcosa non torna. Per gli sfigati automobilisti, la partitocrazia inventa sempre più sanzioni e divieti con il pretesto della sicurezza. Ma si tratta appunto di un pretesto. Il vero obiettivo è infatti tartassare e vessare gli automobilisti (compresi i titolari di un’auto elettrica: il bidone Via Sicura si applica anche a loro; idem il taglio di posteggi e le varie boiate-pricing che tanto piacciono alla kompagna Simonetta). Altro che sicurezza. Ed infatti, ma guarda un po’, per le magnificate e-bike tutte queste esigenze di “rischio zero” non si pongono. Chissà come mai?

E che dire del fatto che i paladini del “rischio zero” (a geometria variabile) sono poi gli stessi che si oppongono all’obbligo di casco per i giovani ciclisti di età inferiore ai 16 anni, raccontando che un obbligo del genere renderebbe la due ruote “meno appetibile”?

E il consumo?

L’impennata di veicoli elettrici va – ovviamente – di pari passo con quella del consumo di elettricità.  Peccato che proprio la corrente rischi di mancare. Già nella situazione attuale. Per cui, figuriamoci con la prevista elettrificazione di massa della mobilità pubblica e privata. La “penuria” energetica, soprattutto nei mesi invernali, potrebbe manifestarsi già tra un paio d’anni, con conseguenze disastrose (intere giornate al buio). Questa situazione di emergenza vera (altro che l’emergenza climatica farlocca) si crea perché la cosiddetta “strategia (?) energetica 2050”, voluta dalla partitocrazia, è un FLOP. L’ennesimo FALLIMENTO imputabile al populismo ro$$overde.

Flop ro$$overde

In particolare, è un FLOP la decisione di abbandonare il nucleare, che fornisce quasi il 40% della corrente prodotta in Svizzera. Quindi, occorre cambiare strada. L’approvvigionamento elettrico del Paese deve essere garantito con urgenza. E non certo tramite trattati del piffero con la fallita UE, che poi pretenderebbe di comandare in casa nostra, bensì  aumentando la produzione indigena.

Il ritorno dell’atomo

E’ notizia dei giorni scorsi: la DisUnione europea, calando le braghe davanti al populismo ro$$overde “mainstream” (del resto, da nullità come la Von der Divano non ci si poteva attendere altro) ha rifiutato di classificare l’energia atomica come energia verde.

Tuttavia, sempre più paesi europei decidono di restare nell’atomo. La Francia ha già parlato chiaro nei mesi scorsi: costruirà nuove centrali nucleari. Nei primi giorni dell’anno anche il ministro dell’energia svedese si è detto favorevole ad una scelta analoga. La Finlandia, dal canto suo, ha inaugurato un nuovo reattore poco prima di Natale. E pure il Giappone (malgrado Fukushima) intende ora  rilanciare il proprio ambizioso programma nucleare. Attualmente l’atomo genera il 3% dell’energia nipponica: entro il 2030, il governo intende far salire la quota fino al 22%. Sono solo alcuni esempi.

Altro che rinuncia all’atomo!

Simonetta, sveglia!

Adesso ci aspettiamo ovviamente che il Dipartimento Simonetta – invece di starnazzare fregnacce ideologiche ro$$overdi e di condurre indegne crociate contro i cittadini che hanno bisogno dell’automobile per recarsi al lavoro – affronti con urgenza il tema della “penuria” di energia elettrica. E questo nell’ottica di rendere la Svizzera autosufficiente (lo era fino a non molti anni fa). Non succube dell’UE anche in campo di corrente, che è un bene essenziale!

Lorenzo Quadri