Grazie al Mattino, nel nostro Cantone sono state raccolte quasi 32mila sottoscrizioni

E’ record: nessuna iniziativa popolare ha mai raggiunto numeri simili

Con svariati mesi d’anticipo sul termine di scadenza, l’iniziativa popolare per la riduzione del canone SSR a 200 franchi all’anno è riuscita: le 100mila sottoscrizioni necessarie ci sono.

Il Mattino ha avuto un ruolo determinante nel successo dell’iniziativa. Ha condotto la raccolta delle firme in Ticino, inserendo a più riprese l’apposito formulario nel domenicale e inviandone centinaia (se non migliaia) ai tanti lettori che ne facevano richiesta.  Giovedì, presso la redazione del Mattino, abbiamo consegnato al rappresentate del comitato centrale  ben 31’568 sottoscrizioni, oltre il 95% delle quali già vidimate. 

Si tratta, senza dubbio, di un risultato eccezionale. Mai prima d’ora nel nostro Cantone erano state raccolte così tante firme per un’iniziativa popolare, né federale né cantonale. 

Quasi un terzo delle firme totali di cui l’iniziativa “200 franchi bastano” dispone proviene dal Ticino (che, come sappiamo, rappresenta il 5% della Svizzera).

Arroganza SSR

Questo è indubbiamente un segnale forte: sia alla Pravda di Comano, che alla SSR che al resto del Paese. Ed è anche il frutto dell’arroganza dell’emittente di regime. La quale, dopo il No popolare all’iniziativa No Billag (marzo 2018), si è rimangiata tutte le promesse fatte prima di quella votazione. E’ andata avanti come prima – anzi, peggio di prima – ad usare i soldi del canone più caro del mondo per produrre propaganda ro$$overde spacciandola per “servizio pubblico” (non solo nell’informazione, ma perfino nell’intrattenimento), in un continuo lavaggio del cervello agli utenti in chiave europeista, immigrazionista, climatista, multikulti, tassaiola, sovranofoba, rottamatrice della neutralità. Perfino il presidente uscente dell’inutile CORSI, l’uregiatto Gigio Pedrazzini, ha dovuto ammettere che le redazioni della Pravda di Comano sono piene di $inistrati.

Fake news di regime

La SSR, e con essa la R$I, si è creduta intoccabile ed onnipotente. Ebbene, sveliamo un segreto ai (troppi) dirigenti radiotelevisivi  da mezzo milione all’anno: non è così! Le quasi 32mila firme raccolte in Ticino fanno stato di un largo malcontento anche alle nostre latitudini. 

La tattica (?) della radioTV di Stato per denigrare la proposta di riduzione del canone a 200 franchi è nota da tempo: raccontare balle di fra’ Luca. E’ il colmo, da parte di un’emittente che si è autoproclamata “baluardo contro le fake news”! 

Nella loro narrazione, i dirigenti SSR e RSI tentano da mesi di presentare l’iniziativa “200 franchi bastano” come la fotocopia della No Billag. Una frottola vergognosa. C’è una differenza abissale tra azzerare il canone e ridimensionarlo dagli attuali 335 a 200 franchi all’anno. Un canone di 200 franchi, sommato alle entrate pubblicitarie, continuerebbe a garantire alla SSR risorse annuali vicine al miliardo.

Risorse esagerate

La proposta dell’iniziativa “200 franchi bastano” è ragionevole e per nulla estrema. Tiene conto del cambiamento nella fruizione dei prodotti mediatici, che sono aumentati in modo esponenziale: la scelta è diventata vastissima. La posizione di monopolio che attualmente detiene la SSR non ha più ragione di esistere. E’ inaccettabile che anche chi non segue i suoi programmi sia comunque costretto a pagarli 335 franchi all’anno. E quest’obbligo vale pure per chi nemmeno possiede una radio o un televisore; perfino per chi è cieco e sordo. Di conseguenza, ai cittadini salassati mancano le risorse per acquistare i prodotti mediatici ai quali sarebbero interessati. 

La stampa di regime continua a piangere miseria pretendendo di mungere nuovi sussidi pubblici. Ma il problema sono le risorse esagerate che drena la SSR: sia dalle tasche dei cittadini sia dal mercato pubblicitario, che viene di fatto razziato dall’emittente statale tramite tariffe dumping (rese possibili dallo spropositato finanziamento statale). Risultato: la SSR naviga nell’oro e negli sprechi – una singola puntata di “Falò” costa 150mila franchi! – mentre i giornali tirano la cinghia.

Grazie ai nostri lettori!

Dell’iniziativa “200 franchi bastano” avremo ancora tante occasioni per parlare. Oggi ci preme soprattutto ringraziare i nostri lettori che, inondandoci di firme, ci hanno permesso di raggiungere un risultato davvero eccezionale, al di là delle nostre più rosee aspettative – e dei peggiori incubi della Pravda di Comano. 

Lorenzo Quadri