La PPDog Doris Leuthard sceglie proprio l’argomento più sbagliato per difendere la nuova cappellata federale – andrà a finire come con la vignetta autostradale a 100 Fr?

Nei giorni scorsi la ministra dei trasporti e delle telecomunicazioni Doris Leuthard ha lanciato la campagna di votazione sul canone radiotv obbligatorio per tutti. La popolazione sarà chiamata alle urne il 14 giugno. Come noto contro il canone obbligatorio è stato lanciato il referendum dall’Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) che ha raccolto 91mila firme, quando ne sarebbero bastate 50mila. Anche altri hanno raccolto delle sottoscrizioni. Ciò dimostra che il tema – pur non essendo il principale problema della Svizzera… – interessa. Ed interessa giustamente.

Se questi sono gli argomenti…

Leuthard ha definito il canone obbligatorio per tutti una “soluzione equa”. Se questi sono gli argomenti, per la Doris uregiatta si prepara un’altra remenata come quella sulla vignetta autostradale a 100 Fr, che avrebbe travasato tutti i frontalieri sulle strade cantonali (per la serie: complimenti per la lungimiranza).

Infatti, l’ennesima riforma federale toppata una cosa certamente non è: ossia equa. Essa prevede, nientemeno, di far pagare il canone radiotelevisivo anche a chi non ha né una radio né una televisione. Non l’ha per scelta, o per impedimento fisico, o per mancanza di ricezione o per qualsiasi altro motivo. Sicché si vuole far pagare il canone anche chi della televisione non ne vuole, giustamente, sapere. Visto che, argomenta la Doris paladina dell’equità, a non avere una televisione sono pochi, facciamo pagare tutti che è più comodo. E questa sarebbe una soluzione equa?

Nuova tassa per la SSR

Quella che si mira a creare è dunque una nuova tassa per foraggiare la SSR. Tutti i cittadini e le aziende saranno dunque obbligati a finanziare la radiotelevisione di sedicente servizio pubblico, in realtà organo di partito della $inistra. La $inistra che invoca la trasparenza ai finanziamenti dei partiti (avversari) vuole la nuova tassa per finanziare la propria radioTV di regime. Ma si sa che da quelle parti la coerenza non è di casa.

Se c’è un settore in cui deve valere il principio di causalità sono proprio la radio e la televisione. Solo chi ne usufruisce deve venire chiamato a finanziare.  Guardare la TV o ascoltare la radio non è né obbligatorio né necessario. Si può benissimo stare senza. Non mancano certo giornali cartacei o elettronici. E la scusa che oggi in quasi tutte le economie domestiche c’è un telefonino, un tablet, un accesso ad internet, eccetera, attraverso i quali si può guardare la televisione, è ben magra. Gli apparecchi citati non sono concepiti per guardare la televisione. Il loro scopo è un altro. Se poi i produttori li farciscono di funzioni che non c’entrano, la colpa non può certo essere scaricata sul consumatore.

E si abbia almeno la decenza di non venire a sciacquarsi la bocca con la storiella del “servizio pubblico”: esso presuppone un’equidistanza politica da cui la radiotv di Stato è lontana anni luce.

Aziende

Altrettanto iniquo – altro che sciacquarsi la bocca con l’equità – imporre a tutte le aziende di pagare il canone, quando già lo pagano i titolari ed i dipendenti (a meno che siano tutti frontalieri…).

Quanto alle possibilità di esenzione dal nuovo balzello obbligatorio per finanziare la SSR, sono una barzelletta: limitate nel tempo (5 anni) e complicate ad arte, sono fatte apposta per scoraggiare chi ne avrebbe diritto dall’usufruirne. Il trucco è vecchio.

Energia

E intanto a Berna, a dimostrazione ulteriore di quanto poco si tenga in considerazione la volontà dei cittadini, si sta preparando una nuova stangata sull’energia con la scusa che bisogna ridurre i consumi. Eppure il modo in cui è stata letteralmente (e giustamente) asfaltata l’imposta sull’energia nella votazione dell’8 marzo avrebbe dovuto spingere a più miti consigli. Il consumatore elvetico ne ha piene le tasche di farsi tartassare sotto il pretesto del raggiungimento di obiettivi di risparmio energetico che – come d’abitudine – gli svizzerotti sono gli unici a conseguire. E poi si cuccano l’inquinamento dei paesi vicini che non hanno affatto intenzione di imporre a cittadini ed economia dei costi ulteriori.

Lorenzo Quadri