“Nuovo corso”: già smentite le promesse fatte a Chiasso dal ministro $ocialista

Nelle scorse settimane, il governicchio federale ha assegnato 255 ulteriori milioni di franchetti al budget dell’asilo. Per i finti rifugiati, i soldi si trovano sempre. Nel 2023 la sola Confederella per i finti rifugiati ha speso 4 miliardi. Altri miliardi – in quantità imprecisata – ce li hanno dovuti mettere i Cantoni ed i Comuni. Al contrario di quanto accade con la 13a  AVS, nessuno si chiede da dove provengono questi soldi.

La narrazione della casta e della stampa di regime (sempre più asservita) descrivono il caos asilo come una sorta di fenomeno naturale ineluttabile. Invece è il risultato di politiche sballate della partitocrazia di centro $inistra, immigrazionista ed islamo-gauchista.

255 milioni in più

Sicché, alla già mostruosa cifra di 4 miliardi, si aggiunge (per ora) un ulteriore  quarto di miliardo. Per il 2024 la SEM, Segreteria di Stato della migrazione, ritiene plausibile l’arrivo di 40mila finti rifugiati, soprattutto magrebini. Lo scorso anno erano 30mila, nel 2022 24mila. Ma naturalmente il governicchio federale non si sogna di intervenire per ridurre questi numeri mostruosi. Macché! Si limita a prenderne atto, come se si trattasse dei millimetri di poggia destinati cadere, e a spendere i miliardi del contribuente per gente che non dovrebbe nemmeno essere qui!

Avanti come prima

Il nuovo ministro dell’asilo Beat “Gender” Jans (P$) dopo la visita nel Mendriosotto, è stato slinguazzato ad oltranza e presentato come colui che avrebbe attuato una rivoluzione (?) nella gestione dei finti rifugiati. Intanto, però, sta accadendo il contrario: al settore vengono destinati ancora più soldi.

La Svizzera ha rinunciato – scelta politica! – a difendere i propri confini, con conseguenze disastrose. Per un finto asilante ma vero delinquente magrebino è molto più facile arrivare in Svizzera e rimanerci che per un cittadino statunitense altamente qualificato.

Intanto i reati commessi dai finti rifugiati si moltiplicano, sia all’interno che all’esterno dei centri  asilanti. E’ notizia dei giorni scorsi che il numero di episodi di violenza nei centri per richiedenti l’asilo è raddoppiato negli ultimi tre anni, passando da 672 a 1368. Si moltiplicano di pari passo gli interventi di polizia, ed anche quelli delle ambulanze.

Inoltre, da febbraio 2021 la SEM ha dovuto assumere oltre 100 nuovi addetti alla sicurezza a tempo pieno per “migliorare la prevenzione dei conflitti nei centri”.  Naturalmente, il conto finisce a carico del contribuente.

Razzismo e panna montata

La partitocrazia non ne vuole sapere di arginare il caos asilo. Preferisce invece cianciare di razzismo. Di recente si è infatti tenuta la settimana contro il razzismo. Come da copione, partitocrazia e stampa di regime hanno montato la panna ad oltranza. Come se in Svizzera il razzismo fosse un reale problema. In realtà la casta spalancatrice di frontiere usa  le accuse di razzismo per denigrare ogni posizione politica contraria al sacro dogma del “devono entrare tutti” e per praticare alla popolazione il lavaggio del cervello immigrazionista. E intanto apprendiamo, ma tu guarda i casi della vita, che la lingua straniera più parlata in Svizzera dopo l’inglese è l’albanese.  La settimana contro il razzismo è naturalmente stata l’occasione per inondare le scuole di ideologia woke; mentre in contemporanea si cancella la festa del papà per “non offendere” le famiglie arcobaleno.

Per qualche strano motivo, i vari gremi creati a spese del contribuente per “combattere il razzismo”, con l’obbiettivo di far credere che esso rappresenti un fenomeno diffuso dalle nostre parti, si guardano bene dal denunciare il razzismo e l’antisemitismo d’importazione.  Silenzio tombale anche sulla discriminazione degli svizzeri in casa propria.

E’ tempo di cancellare un po’ di commissioni ed eventi sul razzismo (così si risparmia anche) e di porre fine al caos asilo ed all’immigrazione scriteriata.

In Svizzera non c’è alcun reale problema di razzismo, c’è invece un serio problema di delinquenza straniera. Occorre prenderne atto e comportarsi di conseguenza.

Lorenzo Quadri