La casta vuole donare all’UE una sfracca di miliardi. Ma per la 13a AVS non ci sono soldi

La partitocrazia conferma la propria volontà di svendere la Svizzera alla fallita UE. Ed infatti, come da copione, nell’inutilissima Commissione di politica estera del Consiglio nazionale ha approvato il mandato negoziale con Bruxelles. Idem la quasi totalità dei governicchi cantonali. Compreso quello ticinese (!).

Come sappiamo il CF (ovvero il “medico italiano” del PLR) dà per acquisita la ripresa dinamica, ossia automatica, del diritto UE ed i giudici stranieri. Come ribadito più volte, una simile prospettiva comporterebbe la fine della Svizzera così come la conosciamo ora. In prospettiva, il parlatoio federale lo potremo anche chiudere, visto che le leggi ce le imporrà Bruxelles. E la democrazia diretta diventerà un vago ricordo: l’esito di votazioni popolari non conformi ai Diktat UE verrebbe semplicemente ignorato.

Già questa premessa è più che sufficiente per rifiutare qualsiasi legame istituzionale con l’UE.

Ma naturalmente essa costituisce solo l’inizio dello sfacelo.

Cominciamo ad anticipare un tema che avremo modo di approfondire prossimamente. La ripresa automatica del diritto UE varrebbe in tutti gli ambiti regolati dagli accordi bilaterali. Tra questi c’è anche il traffico terrestre. Oggi la Svizzera beneficia, in quest’ambito, di alcune protezioni. Ad esempio, i bisonti europei devono pagare la tassa sul traffico pesante; il loro peso non può superare le 40 tonnellate; sottostanno al divieto di transito notturno e domenicale. Il governicchio vorrebbe far credere che questi privilegi saranno garantiti anche in futuro, ma non è affatto detto che andrà così! 

Prendere nota: i climatisti Verdi-anguria perseguitano gli automobilisti svizzeri; però con lo sconcio accordo istituzionale 2.0 vogliono spalancare le frontiere elvetiche ai TIR di 60 tonnellate ed abolire il divieto di transito notturno.

Disservizi ferroviari

Il governicchio federale intende inoltre calare le braghe anche sulla liberalizzazione del trasporto internazionale di passeggeri su rotaia. Già adesso compagnie ferroviarie straniere possono essere attive in Svizzera, devono però cooperare con le FFS. Quest’obbligo di cooperazione verrebbe a cadere. Quindi le ferrovie italiche, o tedesche, potranno sbarcare in Svizzera, aggiudicarsi delle tratte ed importare in casa nostra i loro disservizi (vedi i recenti maxiscioperi in Germania); col risultato che sempre meno gente userà il treno. Ed ovviamente importeranno anche i loro salari. La favoletta che queste compagnie, se operanti sul nostro territorio, saranno tenute a pagare stipendi svizzeri e a rispettare le condizioni di lavoro elvetiche, non se la beve nessuno. Però i $inistrati smaniano per il legame istituzionale con la Disunione europea. Ma bravi!

La rapina annunciata

Altra questione: il contributo di coesione, ossia il pizzo miliardario che la Svizzera sarebbe chiamata a versare all’UE. Già concettualmente (uella) questa pretesa non sta né in cielo né in terra: da nessun paese Bruxelles pretende simili pagamenti.

Nell’intesa comune tra Svizzera ed UE – che data del 27 ottobre scorso ma solo di recente è stata resa disponibile nelle lingue nazionali – si legge al proposito la seguente infilata di boiate:

“La Commissione europea e la Svizzera sono dell’avviso che si debbano gettare le basi per un contributo finanziario regolare, concordato ed equo della Svizzera alla riduzione delle disparità economiche tra le loro regioni (…). Questo nuovo meccanismo giuridicamente vincolante dovrebbe essere pronto per il prossimo quadro finanziario pluriennale dell’UE. La Commissione e la Svizzera sono dell’avviso che il primo contributo alla riduzione delle disparità economiche e sociali nell’ambito del meccanismo permanente dovrebbe comprendere un impegno finanziario supplementare (!) a copertura del periodo che intercorre tra la fine del 2024 e l’entrata in vigore del meccanismo permanente”.

Ma stiamo busciando? E la Svizzera sarebbe d’accordo con simili aberrazioni? Qui si prevede di regalare a Bruxelles paccate di miliardi, poi però la casta viene a dirci che non ci sono i soldi per la Tredicesima AVS! 

Non solo la Confederella diventerebbe una colonia degli eurobalivi, ma si trasformerebbe pure nella loro mucca da mungere. E’ poi evidente che l’ammontare “concordato ed equo” del contributo di coesione verrà deciso unilateralmente dall’UE. Il governicchio federale si limiterà a calare le braghe ad altezza caviglia!

Qualcuno ha idea…

Non dimentichiamo inoltre che la già fallita DisUnione farnetica di caricare a bordo Stati pieni di puff, come i paesi balcanici e l’Ucraina. 

Ma qualcuno ha una vaga idea dei miliardi che, con in vigore il deleterio meccanismo di cui sopra, ci verrebbero estorti con la scusa della “ricostruzione” dell’Ucraina? 

Già i profughi di quel paese (molti dei quali non vengono affatto da zone in guerra; e noi li manteniamo anche se hanno il SUV Maserati) ci costano due miliardi all’anno. Già il “medico italiano” del PLR ha promesso a Zelensky 1.8 miliardi, ed è solo l’inizio. Fino a dove pensano di arrivare i camerieri di Bruxelles?

Il bello è che, ancora nel recente passato, rispondendo ad atti parlamentari presentati dalla Lega a Berna, il governicchio federale negava che ci fosse l’intenzione di rendere ricorrenti i contributi di coesione all’UE!

Doppia maggioranza obbligatoria

E’ ovvio che un simile ricettacolo di fonchiate (ripresa automatica del diritto UE; giudici stranieri; contributi di coesione miliardari, permanenti ed in continuo aumento) dovrà essere sottoposto al voto popolare. Per introdurre la Tredicesima AVS ai nostri anziani ci vuole la doppia maggioranza di popolo e Cantoni. Con l’accordo istituzionale “2.0” la partitocrazia vuole svendere la Svizzera: immagina forse di poterlo fare senza la doppia maggioranza?  Qui qualcuno non ha capito da che parte sorge il sole!

Lorenzo Quadri