Iniziativa popolare ai box di partenza
Civica nelle scuole, una presenza doverosa

Nei giorni scorsi è stata lanciata una nuova iniziativa popolare cantonale a favore dell’insegnamento della civica a scuola.
A lanciarla, un gruppo interpartitico presieduto dal dr Alberto Siccardi. Del gruppo fa parte anche chi scrive.
Obiettivo dell’iniziativa è che nelle scuole medie, medie superiori e professionali, la civica diventi una materia d’insegnamento a tutti gli effetti, ossia con i suoi spazi dedicati ed una nota di valutazione. Non è necessario essere dei grandi pedagoghi per sapere che una materia, se non ha una nota, non viene studiata dagli allievi – e quindi non viene imparata.
La democrazia diretta e semidiretta della Svizzera è un bene prezioso. Che deve essere tramandato alle nuove generazioni. Essa permette un controllo – difficoltoso, ma comunque in controllo – del cittadino sulla politica. Laddove questa forma di controllo non esiste, ecco che si forma la casta politica nutrita dei propri privilegi.
Altro patrimonio svizzero da preservare è il principio della politica di milizia. In base ad esso, chi è attivo nei legislativi compresi i più elevati, oltre che nei municipi ed in taluni governi cantonali, continua ad esercitare la propria professione. In questo modo si impedisce la perdita di contatto con la società civile e – ancora una volta – la formazione di una casta.
La svizzera ha varie particolarità che ne creano l’identità. La maggioranza di centro $inistra politikamente korretta attenta quotidianamente a queste particolarità. Vuole sfasciarle. E questo con un obiettivo ben preciso. Esse infatti ci rendono differenti dall’Unione europea. Non eurocompatibili. Ma i politikamente korretti vogliono omologarci all’UE. Per poi farci entrare in questo osceno calderone antidemocratico. Gli euroburocrati non hanno alcuna legittimazione popolare. Non sono eletti da nessuno. E non possono nemmeno essere mandati a casa. Però costoro pretendono di dettare legge ai rappresentanti nazionali eletti dal popolo.
Queste differenze sono fondamentali. Questi pericoli devono essere conosciuti e capiti. Il cittadino elvetico sarà sempre più chiamato a compiere delle scelte decisive per i rapporti con l’UE, per l’indipendenza della Svizzera e quindi per il futuro del nostro paese. E’ importanti che le faccia con cognizione di causa. E che conosca il nostro modello di democrazia. Un modello che molti ci invidiano.
Il modello svizzero ha bisogno di essere difeso dall’assalto europeista, e il primo passo è la conoscenza. L’ignoranza delle nostre specificità elvetiche da parte delle nuove generazioni rischia, in caso contrario, di essere la principale alleata di chi queste specificità le vuole eliminare ad una ad una. I continui attentati alla “svizzeritudine” in nome dell’eurocompatibilità devono venire contrastati. Non farlo significherebbe lasciare campo libero al politikamente korretto che vuole sfasciare quanto di buono hanno costruito i nostri padri e nonni. Quel politikamente korretto che impone che della Svizzera si parli sempre e solo male, e chi non lo fa è un becero populista e razzista.
A ciò si aggiunge che preparare i giovani al ruolo di cittadini attivi è un preciso compito della scuola.
Lorenzo Quadri
Membro comitato promotore

NB: i formulari possono essere scaricati dal sito www.civicaticino.ch