Vergogna! Il Consiglio federale silura il potenziamento delle misure “antidumping”

Come scherzo del primo d’aprile non è per nulla divertente. Il Consiglio federale, e meglio il Dipartimento dell’economia del PLR Johann Schneider Ammann, dopo consultazione (?) con gli ambienti economici ha deciso di congelare – ovvero di affossare – il programma di potenziamento delle misure accompagnatorie alla devastante libera circolazione delle persone.

Un programma di potenziamento che era stato peraltro discusso anche con il Canton Ticino, che aveva partecipato al gruppo di lavoro.

Piccolo aiuto

Si dirà che il problema è la devastante libera circolazione delle persone senza limiti: del resto se il 9 febbraio scorso la votazione è andata in un certo modo, un qualche motivo ci sarà…  Vero. L’obiettivo è far saltare la libera circolazione senza limiti. Però per il momento essa è in vigore e ce la teniamo tanto quanto prima. Quindi occorre applicare tutti i correttivi possibili per attenuarne le deleterie conseguenze sul mercato del lavoro ticinese.

Le misure accompagnatorie saranno un po’ un cerotto sulla gamba di legno. Ma tutto aiuta. Un loro potenziamento è dunque senz’altro benvenuto all’atto pratico e doveroso all’atto politico. Dimostrerebbe che, per lo meno, al di là dei  blabla di convenienza, i problemi del Ticino vengono presi sul serio.

Il calcio nei denti

Le misure accompagnatorie potenziate non fanno miracoli. Ma sono sempre meglio di un calcio nei denti. Invece è arrivato il calcio nei denti.

Il programma di potenziamento è stato preparato. Ma il dipartimento dell’economia targato PLR, non appena gli ambienti economici supportati dai partiti cosiddetti “storici” fanno cip, mette pavidamente la retromarcia. Di tutto il pacchetto rimane in piedi solo – nel goffo tentativo di salvare un minimo di decenza – l’inasprimento delle sanzioni per chi viola le disposizioni sui lavoratori distaccati. Il resto? spazzato via con un colpo di spugna. E’ chiaro: si scrive “congelamento” ma si legge “affossamento”, in base alle note regole del politichese.

Perché gli ambienti economici ed i soldatini dei partiti storici sarebbero contrari alle misure di accompagnamento “plus”? Evidentemente perché intendono continuare ad approfittare della libera circolazione delle persone a scapito della manodopera locale. Chissenefrega dei problemi del Ticino!

La presa in giro

La scusa addotta per giustificare la vergognosa retromarcia, poi, è sinceramente ridicola: si tira in ballo procedura di concretizzazione della votazione del 9 febbraio. O PLR Schneider Ammann, ma chi credi di prendere per i fondelli? A parte che tale procedura non ha cavato un ragno dal buco ed intanto è già passato infruttuosamente più di un anno, la devastante libera circolazione delle persone è, oggi, in vigore allo stesso identico modo di prima del 9 febbraio. Lo stesso Schneider Ammann, assieme ai suoi colleghi, non perde occasione  per ribadirlo ad ogni tre per due. Quindi l’esigenza di misure antidumping potenziate è intatta. Ma a Berna i rappresentanti del sedicente partito del buongoverno PLR affossano anche questo piccolo gesto a sostegno del Ticino devastato dall’invasione da sud.

Hai capito…?

Hai capito l’ex partitone, quello che vorrebbe tornare in maggioranza relativa ad aprile? Prima spalanca le frontiere, poi davanti al disastro invoca il mantra del sa po’ fa nagott,  e non contento si esprime all’unanimità contro il contingentamento dei frontalieri. Intanto a livello federale, i suoi rappresentanti fanno saltare il potenziamento delle misure accompagnatorie.

Il disegno PLR è dunque chiaro: lasciare il Ticino completamente allo sbaraglio davanti all’invasione da sud. Gli elettori prendano nota. Altro che riempirsi la bocca con il “lavoro” a scopo di campagna elettorale!

Si tocca il fondo

Il popolo svizzero in generale e ticinese in particolare ha votato la limitazione della libera circolazione delle persone più di un anno fa. Risultato? Non solo il suo volere resta lettera morta, ma si ritrova messo peggio di prima. E stavolta l’Unione europea non c’entra. I politicanti e burocrati bernesi rifiutano di fare perfino ciò che è di esclusiva competenza elvetica. Come ci si può aspettare che gli stessi soggetti contrasteranno l’UE per far rispettare la decisione popolare del 9 febbraio?

Ormai abbiamo proprio toccato il fondo. Grazie Consiglio federale! Grazie Schneider Ammann! Grazie partiti storici! Grazie PLR!

Lorenzo Quadri