Il leghista Lorenzo Quadri ha presentato una mozione al Consiglio federale
Obiettivo: prevenire le aggressioni sessuali ma anche altri reati

I finti asilanti che commettono reati di vario tipo sono una realtà innegabile. Soprattutto dopo i fatti di Colonia. Questo malgrado la maggioranza politica spalancatrice di frontiere, assieme ai suoi media di servizio, abbia fatto – e continui a fare – di tutto e di più per tenerla nascosta.

Del resto, la politica dell’accoglienza indiscriminata a tutti ha portato anche in Svizzera frotte di migranti economici. Il consigliere nazionale leghista Lorenzo Quadri ha quindi presentato una mozione al Consiglio federale contenente proprio quella proposta che, ventilata in Ticino dal Guastafeste, aveva fatto strillare allo scandalo i kompagnuzzi nostrani. La richiesta è quella di ridurre le libere uscite degli asilanti per prevenire le molestie sessuali.

Lorenzo Quadri, una mozione provocatoria?
Nemmeno troppo, visto l’evolversi della situazione. Se un anno fa qualcuno avesse sollevato il tema dei finti rifugiati, tutti giovani uomini soli, che aggrediscono sessualmente le donne dei paesi ospiti, sarebbe stato accusato di farneticazioni razziste. Con i fatti di Colonia, abbiamo invece scoperto che queste “farneticazioni” sono una realtà. Peraltro avvenimenti analoghi si erano già verificati in precedenza. Ma i politikamente korretti hanno pensato bene di metterli a tacere. Tutto prevedibile.

Prevedibile?
Non ci voleva la sfera di cristallo per immaginare che milioni di giovani uomini soli, che non sono affatto dei rifugiati visto che non scappano da alcun conflitto, ma che però provengono da background culturali (?) in cui la donna e le sue libertà non sono rispettate, avrebbero provocato gravi problemi di ordine pubblico in Occidente. Ma naturalmente i moralisti a senso unico hanno negato ad oltranza l’evidenza, ricorrendo ai soliti mezzucci: denigrazione sistematica a suon di “razzista e fascista” di chi invece metteva in guardia, dicendo le cose come stanno.
Simonetta Sommaruga ha detto che gli asilanti che non rispettano le donne devono lasciare la Svizzera.
Giusto ma riduttivo. Tutti gli asilanti che “ringraziano” la Svizzera delinquendo devono venire espulsi per direttissima. Ma non mi pare che stia accadendo.

Cosa chiede la sua mozione?
Di limitare gli orari di libera uscita degli asilanti alloggiati nei centri d’accoglienza. In base al regolamento dell’Ufficio federale della migrazione, gli ospiti dei centri d’accoglienza per richiedenti l’asilo possono usufruire della libera uscita tutti i giorni dalle 9 alle 18; mentre durante i fine settimana (previo ottenimento di un permesso di congedo) possono rimanere fuori dall’alloggio ininterrottamente dal venerdì alle 9 fino a domenica alle 19, con facoltà di muoversi in tutta la Svizzera. Questi orari vanno ridotti, in particolare nelle sere e nelle notti del fine settimana, con l’obiettivo di ridurre il rischio di aggressioni sessuali, ma anche di altri reati.

Naturalmente si dirà che è una proposta discriminatoria, contraria ai diritti fondamentali, eccetera.
Poco importa. I cittadini vanno difesi dagli atti delinquenziali di persone che sono in Ticino illegalmente, in quanto abusano del diritto d’asilo. Un diritto che serve a proteggere le vittime di conflitti e non ad aggirare le norme sull’immigrazione. Se l’eventuale “nuovo regime orario” non piacesse a qualche finto rifugiato, quest’ultimo è peraltro liberissimo di andare altrove. Non è obbligatorio venire in Svizzera.
Inoltre, è fondamentale ridurre l’attrattività del nostro paese nei confronti dei migranti economici. Tanto più che la Svizzera si ostina a non sospendere i fallimentari accordi di Schengen. Al contrario di quello che fanno sempre più Stati della stessa UE. Cosa che, ovviamente, aumenta la pressione ai nostri confini, che potrebbe esplodere da un giorno all’altro con conseguenze catastrofiche.
MDD