Immigrazione di massa: la volontà degli svizzeri non è mai stata attuata. Vergogna!

Sono passati 10 anni dal “maledetto voto” del 9 febbraio 2014 sull’iniziativa popolare “Contro l’immigrazione di massa”. In questi 10 anni, i cittadini elvetici sono stati sontuosamente presi per il lato B dalla partitocrazia. Infatti, nel parlatoio federale, i politicanti liblab, uregiatti, $ocialisti e verdi-anguria si sono rifiutati di applicare ciò che il popolo sovrano aveva deciso. Così, nel dicembre 2016, sotto la guida del PLR, hanno trasformato la preferenza indigena votata dagli svizzeri in una ciofeca denominata “preferenza indigena light”, che non serve ad una fava. Ed infatti in Ticino ci ritroviamo con 80mila frontalieri in continuo aumento: una situazione che, è evidente, non risponde ad alcuna presunta “necessità dell’economia”. Del resto, nemmeno la libera circolazione delle persone risponde a necessità economiche: è solo una questione ideologica. Questo non l’ha detto il Mattino, bensì l’ex vicepresidente della Banca nazionale svizzera Jean-Pierre Danthine.

Dato che la partitocrazia ha calpestato la volontà dei cittadini, l’immigrazione è esplosa. Il problema è (giustamente) molto sentito: lo dimostra il fatto – è notizia di ieri – che l’iniziativa popolare “No ad una Svizzera di 10 milioni di abitanti” ha raccolto con quasi un anno di anticipo le firme necessarie alla sua riuscita.

Ma attenzione: la rottamazione della volontà popolare espressa il 9 febbraio di 10 anni fa rischia di diventare la regola. Se infatti la Svizzera sottoscrivesse un accordo istituzionale (ossia: coloniale) con la fallita UE, le leggi ci verrebbero imposte direttamente da Bruxelles. I cittadini non avrebbero più niente da dire! Sarebbe la FINE della democrazia diretta. Eppure la casta applaude giuliva. Perfino la maggioranza del governicchio ticinese, che senza vergogna ha approvato il mandato negoziale con Bruxelles! 

Lorenzo Quadri

A pagina 2