200 Fr in Ticino non hanno lo stesso potere d’acquisto che in Italia

Grazie alla Lega ed al Mattino, i privilegi fiscali dei frontalieri sono diventati un tema importante dell’agenda politica ticinese e svizzera. In effetti la disparità di trattamento tra frontalieri ed italiani che vivono e lavorano in Italia è stridente. I frontalieri sono avvantaggiati doppiamente: per lo stipendio (svizzero) come pure per la fiscalità, nettamente inferiore a quella italiana. C’è però anche un altro elemento che merita di venire considerato. Quello degli assegni per i figli di cui beneficiano i frontalieri. Che sono, ovviamente, uguali a quelli dei ticinesi. Ovvero 200 Fr al mese, rispettivamente 250 per i ragazzi sopra i 16 anni.

E’ noto il differenziale tra il costo della vita in Svizzera ed in Italia. Poiché i figli dei frontalieri vivono in Italia e non in Svizzera, gli assegni familiari andrebbero calcolati sul costo della vita nel Belpaese e non certo su quello in Ticino.

Anche in Italia esistono gli assegni familiari. Però sono nettamente inferiori: 25 euro al mese. I figli dei cittadini italiani che lavorano in Italia costano forse ai loro genitori 8 volte meno dei figli dei frontalieri? Evidentemente no. Costano esattamente uguale. E allora qualcosa non quadra.

E’ pur vero che gli assegni per i figli fanno parte del reddito imponibile e chi li riceve ci paga le imposte. Ma questo non risolve il problema.

Di che cifre si parla?

Non certo di noccioline. Nel 2012, gli assegni per i figli dei frontalieri ammontavano a 45 milioni. Una cifra che nel frattempo è sicuramente cresciuta, essendo aumentato il numero dei frontalieri. E’ quindi doveroso che la politica si occupi anche di questo problema. Perché il sistema attuale crea discriminazione. Il potere d’acquisto dei 200 Fr di assegno per i figli in Ticino è ben diverso da quello in Italia. Visto che i figli dei frontalieri vivono in Italia e non in Ticino, a fare stato devono essere i parametri della vicina Penisola. E visto che la vicina Penisola riconosce assegni familiari di 25 euro, è questa la cifra che va applicata ai frontalieri.

Fisco e salario

L’assegno per i figli elvetico è un ulteriore attrattore per il frontalierato. Va ad aggiungersi al privilegio fiscale e a quello salariale. Se dobbiamo diventare meno attrattivi – e lo dobbiamo –  allora bisogna mettere mano anche a questo aspetto. Del resto l’aggancio per farlo è facilissimo: la mancanza di reciprocità. In effetti i pochi frontalieri al contrario non ricevono dalla Penisola alcun assegno per i figli. Domanda da un milione: ma dobbiamo proprio farci fare fessi su tutto e sempre?

Strilli prevedibili

Quindi, la questione della riduzione degli assegni dei frontalieri per i figli a livello di quello italiani –  visto che i pargoli vivono in Italia – va messa all’ordine del giorno.  E’  scontato: gli spalancatori di frontiere strilleranno allo scandalo. E cominceranno a vomitare patetiche accuse di disumanità: gli orchi  cattivi leghisti se la prendono con i bambini. Ma sono tutte panzane: le stesse accuse strumentali cui è stato fatto ampio ricorso nel caso della scolarizzazione dei bambini equadoregni nel Gambarogno.

Nessuno se la prende con i bambini. Ce la prendiamo, invece, con ciò che, nel nostro paese, crea privilegi ingiustificati di stranieri nei confronti dei residenti. Il potere d’acquisto di 200 Fr in Ticino è assai più basso che in Italia. E’ normale che i figli dei ticinesi siano discriminati rispetto a quelli dei frontalieri?

Lorenzo Quadri