L’ex partitone tenta di saltare sul carro, in plateale contraddizione con la sua Consigliera di Stato

Nuova smentita per la ministra del 5%, la quale sostiene che non si potrebbe disdire la convenzione con l’Italia sulla tassazione dei frontalieri senza far decadere automaticamente anche l’accordo sulla doppia imposizione.

 Già il delegato alle relazioni esterne delle associazioni economiche Michele Rossi, intervistato dal GdP, aveva smentito la tesi di Widmer Schlumpf. Adesso una seconda smentita viene dal Centro delle competenze tributarie della SUPSI.

Insomma, la Svizzera può  denunciare unilateralmente la vetusta convenzione del 1974 (ormai destituita da qualsiasi fondamento essendo decaduti i presupposti su cui si basava) senza che ciò porti alla decadenza dell’accordo di doppia imposizione. Tra l’altro i due trattati sono stati conclusi in tempi diversi. A maggior ragione se si pensa che l’Italia non ha alcun interesse alla decadenza di detto accordo. Inoltre nel 1984 il trattato sulla fiscalità dei frontalieri venne già modificato indipendentemente; a dimostrazione di come non esistano dei legami a filo doppio tra questo accordo ed altri.

Fumogeni

Ma naturalmente la ministra del 5%, che la convenzione sui ristorni dei frontalieri nemmeno sa cosa sia, insiste nella sua posizione da leguleia contraria alla disdetta unilaterale. In questo è appoggiata, è bene ricordarlo, dalla direttrice del DFE Laura Sadis.

Mentre infatti l’ex partitone un giorno sì e l’altro pure, festivi compresi, infescia le redazioni con comunicati stampa in cui insiste sul fatto che gli accordi sulla fiscalità dei frontalieri vanno disdetti, la sua Consigliera di Stato sostiene (sulla linea della ministra del 5%) la posizione contraria. E’ inoltre chiaro che l’attivismo mediatico dell’ex partitone serve a creare fumogeni nel tentativo di far dimenticare all’opinione pubblica che il comitato PLR si è espresso all’unanimità contro l’iniziativa “contro l’immigrazione di massa”, venendo asfaltato dai ticinesi.

Firme compulsive

Quindi la vetusta convenzione del 1974 può essere disdetta dalla Svizzera senza che ciò abbia conseguenze su altri trattati. Se la disdetta non avviene, è perché manca la volontà a livello federale. Come detto, la Consigliera federale non eletta Widmer Schlumpf – in carica contro la volontà popolare con i voti della $inistra e degli uregiatti – è contraria.

Lo è da un lato perché lei i trattati internazionali di certo non li disdice, ma semmai li sottoscrive in modo ormai compulsivo: vedi il Diktat FATCA, spacciato per indispensabile, così indispensabile che ormai non se ne sente più parlare… dall’altro perché la ministra delle finanze grigionese Janom Steiner, esponente dello stesso partitino della ministra del 5%, è contraria per motivi misteriosi. Da notare che la “tesoriera” grigionese deve la sua cadrega a Coira alla partenza per Berna della catastrofica Widmer Schlumpf. Ma del resto nei Grigioni i frontalieri sono il 5% dei lavoratori, per cui non rappresentano di certo un tema politico di particolare rilevanza.

E’ chiaro, dunque, che se si vuole che la Confederazione prenda sul serio le richieste ticinesi di disdire l’accordo sui ristorni dei frontalieri, occorre bloccare i ristorni. Ma, ancora una volta, la ministra del PLR è contraria.

Proposte Xerox

Soprattutto una cosa va sottolineata visto che in questo Cantone la memoria è molto corta: la prima forza politica a chiedere la disdetta dell’accordo sui frontalieri è stata la Lega dei Ticinesi. I primi atti parlamentari  del nostro Movimento su questo tema datano dell’ormai lontano 2007. Ma per l’ex partitone, come pure per gli altri partiti $torici, erano tutte balle populiste. Adesso l’ex partitone non solo ha fotocopiato la proposta leghista dopo aver passato anni a denigrarla, ma la reitera, come detto, in modo ossessivo.

Come sulla libera circolazione delle persone, anche sui ristorni dei frontalieri (ma pure su numerosi altri temi) la Lega aveva ragione. Mentre l’ex partitone è stato asfaltato. Tanto per rimettere la chiesa al centro del villaggio…

Lorenzo Quadri

CN Lega