Violenti e pure sostenitori del regime da cui dicono di scappare: ma stiamo busciando?

Nel pomeriggio dello scorso sabato al Glattpark di Zurigo-Opfikon è andato in scena un maxipestaggio tra eritrei. L’azione era evidentemente premeditata, dato che i partecipanti portavano magliette e bandiere rosse, rispettivamente blu (a seconda della fazione) ed erano muniti di grossi bastoni. A darsele di santa ragione, stando ai testimoni, c’erano almeno 50 persone.

I passanti che hanno assistito alla scena, da vera e propria guerriglia urbana, ne sono rimasti comprensibilmente sconvolti.

Inutile dire che la maxirissa ha reso necessario uno spiegamento massiccio di forze dell’ordine e sanitarie. Si parla di 30 auto della polizia e 10 ambulanze. Gli agenti sono stati attaccati dai facinorosi e si sono dovuti difendere. Tanto per non farsi mancare niente: la vergognosa vicenda ha pesantemente perturbato anche la viabilità. Il traffico veicolare è stato deviato fino alle 10 di sera e due linee di tram sono rimaste  interrotte per oltre un’ora.

Il pestaggio era uno scontro tra fazioni: vale a dire, tra favorevoli e contrario all’attuale regime eritreo. E non è avvenuto  a sorpresa. Ad Oberzuwil (SG) sabato si sarebbe dovuto infatti tenere il festival eritreo, che è però stato annullato all’ultimo momento  per paura di “eccessi di violenza”. Timori fondati, come si è visto. Il festival cade in concomitanza con il “giorno della Rivoluzione” che commemora l’inizio della guerra per l’indipendenza dell’Eritrea dall’Etiopia nel 1961. 

Fare repulisti

E noi, grazie alla partitocrazia immigrazionista ed alla kompagna Baume Schneidèèèr, P$, ci teniamo in casa questi finti rifugiati violenti? Quelli che tornano al natìo paesello a trascorrere le ferie – naturalmente con i soldi degli svizzerotti fessi – perché “lì è più bello”?  A proposito: com’era già la tesi della Consigliera federala P$ del caos asilo che non esiste?

Chiaramente vogliamo sapere quanto è costato il maxipestaggio tra interventi di polizia, cure mediche, deviazioni del traffico, soppressione delle corse del tram, e tutti gli annessi e connessi. Nell’anno di disgrazia 2023, la sola Confederella spenderà per l’asilo qualcosa come 4 miliardi; e mancano ancora i costi che verranno scaricati sul groppone di Cantoni e Comuni. E in più, per colpa dei finti rifugiati, dobbiamo importare scene di guerriglia urbana, del tutto estranee alla nostra realtà? E’ chiaro che qui occorre prendere la ramazza e fare repulisti. Repulisti dei clandestini violenti, ma anche delle associazioni ro$$e foraggiate con soldi del contribuente che li sostengono, e dei politicanti che permettono questo andazzo! 

E non dimentichiamo che la stragrande maggioranza degli eritrei presenti in Svizzera è a carico del contribuente. Detto in altri termini: noi li manteniamo e loro, per ringraziare, ci trasformano nel Bronx! Ma föö di ball! 

A ferro e fuoco

La presa per il lato B è clamorosa. Il maxipestaggio è avvenuto, come detto, nell’ambito di uno scontro tra fazioni. Ossia tra favorevoli e contrari all’attuale regime eritreo. Quindi qui c’è gente che ha ottenuto l’asilo in Svizzera asserendo di essere perseguitata in patria, e poi salta fuori che si tratta di sostenitori del regime? Ma stiamo busciando? 

Le violenze peraltro non si sono verificate solo da noi.

In Israele è successo anche di peggio. La stampa locale (vedi Jerusalem post online del 4 settembre) parla di “scene che assomigliano ad un campo di battaglia”, con centinaia di uomini armati di bastoni, sassi, bottiglie ed altre armi improvvisate che hanno messo a “ferro e fuoco” il quartiere di Tel Aviv dove si trova l’ambasciata eritrea. Sono stati devastati e bruciati negozi, distrutta la proprietà pubblica, mentre la popolazione si è dovuta barricare in casa. Il JP riferisce di almeno 160 feriti tra i facinorosi e di 50 tra gli agenti di polizia.

In altre nazioni (europee) non è andato molto meglio. Il mese scorso a Giessen in Germania, in occasione del festival culturale (?) eritreo, ci sono state sommosse che hanno portato a 100 arresti oltre che al ferimento di 25 poliziotti. Scene simili sono avvenute anche in Olanda e in Norvegia. Da qui la decisione, da parte di vari paesi (Svizzera inclusa) di annullare i festival eritrei.

Non pervenuti

Diversamente da noi, in Israele non intendono tuttavia accettare un simile scempio. Il premier Netanyahu ha creato una task force per affrontare con urgenza il problema. L’obiettivo dichiarato è quello di rimandare a casa loro tutti i finti rifugiati eritrei.

Nel frattempo, anche se non ha attinenza con i misfatti dello scorso fine settimana, il Belgio (governo di $inistra) ha decretato lo stop ai migranti maschi soli.

Da noi, invece, sulla maxirissa di Opfikon non si sente un cip. 

Governicchio federale e partitocrazia (ro$$overdi in primis)… non pervenuti!

Lorenzo Quadri