Nei giorni scorsi è stato scoperto a Bellinzona un omicidio commesso con efferatezza sconvolgente. Autore del crimine, un 17enne serbo, che ha ucciso e fatto a pezzi quello che da pochi mesi era il suo patrigno.

 

Ovviamente non è questa la sede per elencare i raccapriccianti dettagli di questo fatto di cronaca nera, peraltro già descritti dalla stampa con dovizia di particolari; aggiornamenti seguiranno senz’altro, essendo l’inchiesta in corso.

 

Superfluo pure tornare a sottolineare come, per l’ennesima volta, la cronaca (purtroppo, nel caso concreto, la più nera che si possa immaginare) dimostri come i giovani stranieri che delinquono non siano poi dei casi così “isolati”, ciò in contrasto con quello che da anni le fonti istituzionali si arrabattano per far credere.

 

L’accaduto evidenzia peraltro l’inadeguatezza del nostro codice penale minorile: il colpevole rischia infatti, in quanto minorenne, un massimo di 4 anni di prigione. Una sanzione chiaramente non commisurata all’estrema gravità del crimine perpetrato.

 

C’è poi addirittura da temere che, una volta scontata la pena, l’ormai ex minorenne serbo non venga neppure espulso dalla Svizzera, in quanto qualche servizio sociale potrebbe giudicarlo recuperabile.

Al proposito è utile  ricordare il caso di un giovane cittadino italiano (non minorenne al momento dei fatti), condannato per assassinio all’età di vent’anni e, a pena scontata, ritenuto recuperabile; tanto recuperabile che, nel giro di poco tempo, ha commesso un’aggressione a scopo di rapina. Su questa vicenda, vedi le interrogazioni 39.11 (Quadri) e 42.11 (Galusero) e la risposta congiunta del CdS ai due atti parlamentari.

 

Al danno si aggiungerebbe la beffa nel caso in cui il colpevole si trovasse anche a chiedere, e a beneficiare, del gratuito patrocinio (gratuito per lui, ma finanziato dall’ente pubblico, ossia dai contribuenti).

 

Chiedo pertanto al lod. Consiglio di Stato:

 

         il minorenne serbo accusato dell’omicidio di via Daro è persona già nota alla giustizia? Se sì, per quali reati?

         E’ stato richiesto, rispettivamente ottenuto, il gratuito patrocinio?

         In casi come questo, stante la gravità del reato e l’efferatezza delle modalità, l’espulsione dalla Svizzera del o dei responsabili, ormai declassata dal nuovo ordinamento penale a misura amministrativa, non andrebbe decretata d’ufficio, indipendentemente da valutazioni di altro tipo che, date le circostanze, non dovrebbero in nessun caso poter diventare preponderanti?

 

Con la massima stima

Lorenzo Quadri